Olio di Palma: Calorie, Benefici e Rischi

L’olio del frutto di palma è utilizzato dall’uomo come alimento da oltre 5.000 anni. L’olio di palma è ultimamente al centro della pubblica attenzione per l’ampio uso che ne viene fatto da parte dell’industria alimentare. Negli ultimi anni i presunti effetti del consumo di olio di palma sono balzati al centro dell’attenzione pubblica e mediatica a causa dello uso massiccio di questo grasso nell’industria alimentare. A partire dai messaggi fin ora veicolati dalle campagne mediatiche che hanno favorito una percezione negativa su questo alimento portandolo inevitabilmente a demonizzarlo. Per capire bene cos’è questo olio vegetale bisogna quindi cancellare i preconcetti e fare chiarezza partendo da un presupposto: l’olio di palma se assunto con moderazione da individui sani all’interno di una dieta bilanciata, non è nocivo per la salute dell’uomo.

Composizione e Valori Nutrizionali

È costituito per il 49% circa da grassi saturi (in prevalenza acido palmitico) e per il rimanente 51% da grassi insaturi. Da sottolineare che, a differenza degli altri olii comunemente utilizzati nell’industria alimentare, l’olio di palma è l’unico ad avere un contenuto bilanciato tra acidi grassi saturi e insaturi: Il 50% è costituito da acidi grassi saturi, di cui il 43% circa è rappresentato dall’acido palmitico; questo acido grasso rappresenta anche il 25% dei grassi presenti nel latte materno. L’acido grasso monoinsaturo maggiormente presente nella sua struttura è l’acido oleico, caratteristico, tra gli altri, dell’olio di oliva.

Grassi Saturi e Salute Cardiovascolare

Sia i grassi saturi che quelli insaturi sono indispensabili per il buon funzionamento del nostro organismo, nel quale svolgono un ruolo energetico, strutturale e funzionale. I grassi, oltre a fornire calorie, 9 kcal/g, non sono da criminalizzare, sono infatti indispensabili per l’assunzione di vitamine liposolubili, per la struttura delle cellule e della membrana cellulare e per la sintesi ormonale. Per quanto riguarda in particolare gli acidi grassi saturi, si suggerisce di non superare il 10% delle calorie totali. Ciò che il consumatore deve fare è controllare le etichette nutrizionali e verificare la quantità di grassi saturi nei prodotti che acquista. È importante non eccedere nel consumo di alimenti ricchi di grassi saturi, ma non esistono controindicazioni al consumo di olio di palma in particolare.

La relazione tra i grassi alimentari totali, inclusi saturi, mono e polinsaturi e transinsaturi e il rischio cardiovascolare è stata oggetto di una revisione significativa. L’associazione tra grassi saturi e malattie cardiovascolari nasce da una serie di studi osservazionali iniziati prima degli anni 50 dal ricercatore americano Ancel Keys. Il più famoso di questi studi, conosciuto come “Seven Country Study”, aveva mostrato una relazione diretta tra assunzione di grassi totali, in particolare grassi saturi, e la mortalità per malattie cardiovascolari. Da questi studi derivò la cosiddetta “ipotesi lipidica” che affermava che una dieta ricca di acidi grassi saturi portava a livelli di colesterolemia elevati e ad un incremento di rischio di mortalità per malattie cardiovascolari.

“A partire dalla fine degli anni 70, la riduzione dei grassi totali e dei grassi saturi in particolare - ha spiegato Elena Fattore, Ricercatrice del dipartimento Ambiente e Salute dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano-è diventato l’obiettivo principale delle raccomandazioni nutrizionali finalizzate alla riduzione della morbilità e la mortalità correlata a malattie cardiovascolari. Attualmente, sia l’evidenza scientifica esistente al tempo della promulgazione di tali linee guida, che l’evidenza derivante da studi più recenti, sulla relazione tra consumo di acidi grassi saturi e rischio di malattie cardiovascolari è stata messa in discussione. Invece, ricorda poi Elena Fattore: “Gli studi più recenti sembrano confermare la pericolosità degli acidi grassi trans. Dato questo contesto è evidente che la campagna denigratoria sull’olio di palma, basata fondamentalmente sul fatto che questo olio contiene una percentuale maggiore di acidi grassi saturi rispetto ad altri oli vegetali non ha alcun riscontro nell’evidenza scientifica.

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Anche dall’Istituto Superiore di sanità è arrivato il semaforo verde all’olio di palma. In un recente parere ha affermato che non ci sono evidenze dirette nella letteratura scientifica che l’olio di palma, come fonte di acidi grassi saturi, abbia un effetto diverso sul rischio cardiovascolare rispetto agli altri grassi con simile composizione percentuale di grassi saturi e mono/polinsaturi. Certo, avverte l’Iss, è tuttavia di fondamentale importanza consumare una dieta varia ed equilibrata, in modo da assumere i vari nutrienti nelle quantità raccomandate in base alla propria età, statura, peso, sesso e livello di attività fisica.

Acido Palmitico: Ruolo e Metabolismo

Nel corpo umano è l’acido grasso più importante (circa il 20-30% del totale di quelli presenti nel nostro organismo, circa 3,5 kg in un uomo di 70 kg). Attraverso gli alimenti mediamente ne assumiamo appena 20g al giorno, il resto viene prodotto dal nostro corpo in modo endogeno in quanto essenziale dal punto di vista fisiologico. L’acido palmitico è un acido grasso talmente importante per il corretto funzionamento delle nostre cellule che il nostro corpo riesce a produrlo partendo da altri acidi grassi, zuccheri o anche dalle proteine. Questo “meccanismo di controllo” interno (de novo lipogenesi) assicura che la concentrazione di acido palmitico rimanga stabile. Quindi, cambiamenti nell’assunzione di acido palmitico nella dieta di tutti i giorni difficilmente ne influenzano la quantità presente nell’organismo. In condizioni normali, il nostro corpo manterrà la concentrazione relativamente stabile.

Potenziali Rischi e Contaminanti Termici

I possibili effetti negativi sulla salute dell'olio di palma sono legati alla presenza in esso di una rilevante quantità di acidi grassi saturi che, secondo le evidenze scientifiche, se consumati in eccesso sono responsabili di un aumento del rischio di alcune malattie, in particolare di quelle cardiovascolari. Pertanto, ciò che può rappresentare un rischio per la salute è il consumo di quantità eccessive di prodotti lavorati contenenti olio di palma.

L'autorità europea per la sicurezza alimentare (European Food Safety Autority, EFSA), nel valutare i rischi per la salute derivanti dalle sostanze che si formano negli oli vegetali raffinati ad alte temperature (circa 200° C) ha focalizzato l’attenzione su alcune sostanze degli acidi grassi, denominate glicidil esteri (GE), che si formano nell’olio di palma durante i processi tecnologici. Tali sostanze rappresentano un potenziale problema per la salute dei consumatori ma va sottolineato che i livelli di GE negli oli e grassi di palma si sono dimezzati tra il 2010 e il 2015, grazie a misure adottate volontariamente dai produttori. Ciò ha determinato una diminuzione importante della loro assunzione.

Recentemente una nuova fonte di critiche all’uso dell’olio di palma ha preso spunto dalla presenza di contaminanti termici (conosciuti come (2MCPD, 3MCPD, GE) nei grassi e negli oli vegetali dopo raffinazione. Nonostante l’olio di palma contenga naturalmente una quantità di precursori di questi contaminanti maggiore rispetto agli altri olii o grassi, è stato tuttavia dimostrato che non è la materia prima in sé che ineluttabilmente li sviluppa, ma che, i fattori condizionati l’evenienza di questi contaminanti, sono la qualità dei processi industriali e la cura della selezione della materia prima. I contaminanti, infatti, si generano quando i tempi tra la raccolta dei frutti e la spremitura si allungano. Ma soprattutto si producono in quantità rilevanti se il processo di trasformazione alimentare è realizzato ad alte temperature (oltre i 200°C). Quindi, a fare la differenza è la qualità della materia prima e dei processi di lavorazione.

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Olio di Palma e Dieta Chetogenica

Con 0 grammi di carboidrati netti, Olio di palma è un alimento perfetto per la dieta chetogenica! Questo alimento ha un alto impatto ingrassante per via dei macronutrienti e calorie che possiede e potrebbe portare all'aumento di peso se non fai attenzione alle quantità.

Ferrero e la Qualità dell'Olio di Palma

Proprio sulla qualità ha puntato la Ferrero, l’industria dolciaria di Alba. Un marchio interamente italiano che da 70 anni propone prodotti famosi in tutto il mondo, dalla Nutella ai Rocher, che non ha escluso dai suoi prodotti l’olio di palma. L’olio di palma di Ferrero è lavorato fresco con processi e lavorazioni effettuate a temperature controllate e più basse possibili. Fatti e non solo parole, da un test recentemente effettuato dalla Fondazione tedesca indipendente Stiftung Warentes su21 creme spalmabili alla nocciola è emerso che Nutella era quella di gran lunga più sicura (fino a decine di volte in più), anche di numerosi prodotti che utilizzano altri olii.

Considerazioni Finali

L’olio di palma può far parte della nostra alimentazione nel contesto di una dieta bilanciata. Sono molti i pregiudizi su questo alimento che se assunto con moderazione all’interno di una dieta bilanciata, non è nocivo. All’olio di palma non può essere attribuito nessun particolare effetto negativo sulla salute che sia scientificamente provato. Anche perché non esiste un alimento perfetto, esiste una dieta equilibrata.

Secondo l’Istituto Superiore della Sanità, chiamato ad esprimere un’opinione sul tema dal Ministero della Salute, i rischi associati al suo consumo non sarebbero superiori a quelli derivanti dal consumo di altre fonti di grassi saturi.

Disclaimer: Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Il consumo di olio di palma potrebbe interferire con l'assunzione di anticoagulanti e antiaggreganti.

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