Virgin Colada: la ricetta analcolica per un cocktail tropicale

Con l’avvicinarsi della bella stagione, la voglia di freschezza e leggerezza si fa sentire anche nei bicchieri. Ecco che torna protagonista la Virgin Colada, una versione analcolica della celebre Piña Colada, capace di evocare atmosfere tropicali senza contenere una goccia di alcol. Il Virgin Colada è l’alternativa ideale per chi ama i sapori esotici ma preferisce rinunciare all’alcol.

Il Virgin Colada è la versione analcolica della Piña Colada da preparare con il latte di cocco. Rientra, infatti, a pieno titolo nella categoria dei cosiddetti mocktails. Questi ultimi rappresentano una tendenza relativamente recente, nata negli Stati Uniti d’America e, attualmente, diffusa in tutto il mondo, e non sono altro che rivisitazioni dei cocktails, bensì, rigorosamente in chiave analcolica.

Ingredienti e preparazione

Ispirata alla Piña Colada, nata negli anni ’60 a Porto Rico, questa variante mantiene intatti gli ingredienti principali - ananas e cocco - e aggiunge una nota agrumata di lime per esaltare la freschezza. Al posto del rum, protagonista assoluto diventa il succo d’ananas, che dona rotondità, profumo e un tocco zuccherino tutto naturale.

Partiamo dalla base: il succo d’ananas. Opta per quello 100% frutta, senza zuccheri aggiunti, meglio ancora se fresco o estratto al momento. Il secondo ingrediente imprescindibile è il latte di cocco: ma non quello che trovi nel classico tetrapack nel reparto del latte. Dovrai usare quello in lattina. Il latte di cocco in cartone, invece, è molto più liquido, contiene meno cocco (anche solo il 5-10%) e più acqua.

Nella preparazione della Piña Colada analcolica secondo la ricetta IBA le dosi si rifanno al rapporto 1:4, ovvero una parte di latte di cocco per quattro parti di succo d’ananas. In realtà, le varianti di questo cocktail non sono tantissime.

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Ti consigliamo di usare il frullatore: inserisci al suo interno il ghiaccio tritato insieme agli altri ingredienti e frulla fino a ottenere una consistenza vellutata e omogenea. Il cocktail risulterà spumoso e fresco, quasi come una granita cremosa. Versa nel boccale il latte di cocco e il succo di ananas.

Ecco la ricetta:

  • 80 mL latte di cocco
  • 320 mL spremuta di ananas
  • 4 fette di ananas
  • 4 ciliegie
  • 8 cubetti di ghiaccio
  • 1/8 tsp. zucchero

Il Virgin Colada è molto semplice da realizzare; anche i meno esperti, infatti, possono cimentarsi nella preparazione homemade di questo mocktail, per stupire gli amici con una merenda originale. La ricetta è molto semplice, in quanto basta versare il latte di cocco con la spremuta di ananas e il ghiaccio in un blender (è possibile utilizzare anche il bimby o altri frullatori e robot da cucina) e frullarli per una ventina di secondi. Dopodiché non resta che versare il Virgin Colada nel bicchiere (il collins sarebbe perfetto) e guarnire con una fetta d’ananas e una ciliegia (in alcune varianti, si utilizzano anche le fragole e le foglie di menta).

Basta versare tutto in uno shaker, agitare energicamente per qualche secondo e servire in un bicchiere alto, guarnito con una fetta di ananas.

La chiave per una Virgin Colada irresistibile sta nella qualità degli ingredienti. Il latte di cocco dev’essere cremoso e non troppo liquido, mentre il succo d’ananas dà il meglio se è appena spremuto o, almeno, 100% naturale e senza zuccheri aggiunti. Se invece si cerca una consistenza ancora più avvolgente, una punta di panna montata o di yogurt greco può fare miracoli.

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Storia e origini

Il Virgin Colada, si ribadisce, deriva dal Piña Colada, pertanto le origini e la storia si riferiscono a quest’ultimo e, come si evince dal termine, che letteralmente significa “ananas pressato”, risalgono alle zone latine del Sua-America. Tuttavia, non esiste l’assoluta certezza in merito alla data di nascita e all’inventore del cocktail, ma attorno ad esso ruotano numerose leggende (come quella del pirata Cofresì, che, a cavallo tra il Settecento e l’Ottocento, sulla sua imbarcazione, usava bere il rum con ananas e cocco), nonché alcune fonti ritenute attendibili, come delle testimonianze risalenti ai primi anni Venti del Novecento, in cui non figurava, però, il latte di cocco.

Quest’ultimo è presente nelle ricette degli anni ’50, che si avvicinano alla versione originale e ne attribuiscono la paternità all’isola di Cuba, smentita il decennio successivo. Nel 1963, infatti, viene riconosciuto il cocktail con l’attuale nome Piña Colada e ufficializzato bevanda nazionale Portoricana, ad opera del barman Don Ramon Portas Mingon, come dimostra un targa commemorativa in marmo, affissa in un edificio storico della città di San Juan (qualche anno prima un altro barman, Ramon Manchito Marrero, che lavorava presso l’Hilton di tale città, aveva tentato di rivendicarne la paternità, senza, però, ottenere lo stesso risultato).

Ad oggi, il drink, è famoso in tutto il mondo, tanto che il 10 luglio si festeggia il Piña Colada day, e rientra nell’elenco dei 90 cocktails ufficiali IBA (Internacional Bartender Association, ossia l’organismo più autorevole del settore), in particolare all’interno della categoria Contemporary Classics; ciò fa sì che le ricette del drink siano codificate con tutti gli ingredienti, le dosi, il bicchiere adatto, le guarnizioni e le modalità di preparazione, in modo che sia riproducibile ovunque alla stessa maniera (ovviamente vale anche per il Virgin Colada, ad eccezione del rum, assente).

Quando gustare la Virgin Colada

Il sapore dolce, ma non stucchevole, anzi, allo stesso tempo, fresco e dissetante del Virgin Colada, lo rende particolarmente versatile e adatto a numerose occasioni. Ottimo come long drink analcolico da sorseggiare in compagnia di amici in seconda serata, dopo cena per soddisfare la voglia di dolce e come aperitivo, magari in un luogo all’aperto, vista mare per osservare il tramonto.

In base alla situazione e ai gusti personali, è possibile abbinare alla bevanda in questione piatti sia dolci che salati. Nel primo caso, una fetta di crostata alla frutta o di cheesecake con confettura al lampone o ai mirtilli rappresenterebbero un accompagnamento perfetto.

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Valori nutrizionali e calorie

Preparata con il latte di cocco in lattina classico e il succo d’ananas contiene circa 150 calorie per porzione da 200 ml. Usando del latte di cocco a ridotto contenuto di grassi e del succo d’ananas senza zuccheri aggiunti questa piña colada analcolica è compatibile con un’alimentazione equilibrata.

In media, una porzione contiene tra le 100 e le 160 kcal, a seconda della quantità di latte di cocco e succo d’ananas usati.

Inoltre, trattandosi di una bevanda analcolica, è adatta davvero a tutti, persino a coloro che seguono, per qualsiasi ragione, sportiva o di salute, un regime dietetico, in quanto, un bicchiere, possiede poco più di 100 calorie.

Come servirla

Per presentarla al meglio, servi il cocktail in bicchieri alti da cocktail, come i classici bicchieri hurricane, che ne valorizzano la consistenza cremosa e il colore bianco-giallo paglierino. Decorala con una ciliegia al maraschino e goditela un sorso alla volta, scoprirai che anche senza alcol si può brindare con gusto.

Se devi conservarla, tienila in frigorifero in un contenitore ermetico per non più di 24 ore, in quanto il succo d’ananas può perdere sapore.

Consigli aggiuntivi

Sei un aspirante bartender? Stanchi del solito succo d'arancia o della limonata fatta in casa? Vi diamo questa idea per preparare la Piña colada analcolica: l'alternativa senza alcool del celebre cocktail portoricano.

Ciò che li distingue, però, dalle classiche bevande analcoliche, da sempre presenti, quali alternative all’interno dei menù di qualsiasi lounge bar, sono gli ingredienti; si avvicinano, infatti, più agli smoothie, poiché non contengono sciroppi con zuccheri aggiunti o conservanti, ma, unicamente, prodotti naturali (il primo posto è, senza dubbio, occupato dalla frutta). Quanto detto, vale, ovviamente, come si vedrà, anche per il Virgin Colada, in cui l’elemento alcolico mancante rispetto al Piña Colada è il rum chiaro (che, invece, in altri cocktails, come Chi Chi e Swimming Pool, viene sostituito dalla vodka).

Da non confondere con l’acqua di cocco (presente all’interno della noce), questo ingrediente può essere fatto anche in casa, frullando dell’acqua calda con la polpa del frutto in rapporto 2:1.

Domande frequenti

  • La Virgin Colada è adatta anche ai bambini? Assolutamente sì. Non contiene alcol, quindi è perfetta anche per bambini e adolescenti.
  • Si può preparare in anticipo? Sì, puoi prepararla in anticipo e conservarla in frigorifero per qualche ora.
  • È possibile usare il latte vaccino al posto del latte di cocco? Non è consigliato, perché il sapore distintivo della Virgin Colada deriva proprio dal cocco.
  • Come si può rendere più scenografica? Servila in un bicchiere tropicale con una fetta di ananas, una ciliegina candita, un ombrellino o una cannuccia colorata.

Se non l’hai mai assaggiata, è arrivato il momento di farlo.

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