Carenza di Proteine nel Cervello: Cause, Sintomi e Trattamento

Immaginate un corpo che, giorno dopo giorno, si trova a lottare con risorse insufficienti, come una macchina che tenta di funzionare con carburante di scarsa qualità o in quantità insufficiente. La denutrizione, spesso confusa con la sola magrezza estrema, è una condizione ben più complessa e insidiosa. Non si tratta solo di un peso corporeo al di sotto della norma, ma di una carenza prolungata e significativa di nutrienti essenziali - calorie, proteine, vitamine e minerali - che compromette la capacità dell'organismo di funzionare correttamente.

Cos'è la Denutrizione?

La denutrizione, o malnutrizione per difetto, è una condizione patologica che si verifica quando l'organismo non riceve un apporto sufficiente di nutrienti (macronutrienti come carboidrati, proteine, grassi e micronutrienti come vitamine e minerali) per soddisfare il proprio fabbisogno metabolico. Non è semplicemente una questione di peso insufficiente, sebbene spesso ne sia una conseguenza visibile. La denutrizione si manifesta quando l'apporto di energia e/o nutrienti è inferiore al dispendio o al fabbisogno del corpo, portando a un bilancio energetico e nutrizionale negativo. Questo squilibrio può compromettere la crescita, lo sviluppo, il mantenimento dei tessuti, la funzione immunitaria e la capacità di recupero da malattie. È una condizione che può variare da lieve a grave e può avere ripercussioni significative su quasi tutti i sistemi dell'organismo.

Cause della Denutrizione

La denutrizione è una condizione multifattoriale, le cui cause possono essere complesse e spesso interconnesse.

  • Insufficiente apporto alimentare: Questa è la causa più ovvia.
  • Diete eccessivamente restrittive o non bilanciate: Senza un'adeguata conoscenza nutrizionale, che possono portare a carenze di specifici nutrienti.
  • Malassorbimento: Anche se l'apporto di cibo è adeguato, il corpo potrebbe non essere in grado di assorbire correttamente i nutrienti.

Proteine e Salute: Quante Ne Servono?

Le proteine influenzano moltissimi aspetti della nostra salute e in questo articolo puoi scoprire quante proteine dovremmo assumere con la dieta e perché, quali sono i sintomi di una carenza di proteine e come integrarle nella tua dieta. La nostra dieta moderna, nonostante sia più ricca e variata che mai, spesso ci lascia con il dubbio: “Sto assumendo la corretta quantità di proteine?” Una domanda legittima, specialmente alla luce dell’interesse crescente per la nostra salute e i nostri regimi alimentari.

Le proteine sono state scoperte nel 1839 dallo scienziato tedesco Gerardus Johannes Mulder e il loro nome deriva dal greco “Proteios” che significa proprio “di prima importanza”. Le proteine sono composte da 20 aminoacidi e il nostro corpo ne produce 11, mentre gli altri nove, detti essenziali, devono essere introdotti con l’alimentazione. Molte più persone, si stanno preoccupando della loro corretta assunzione di proteine, ne è una prova l’ascesa dei “cibi proteici”, che, in Italia, hanno registrato una crescita del 18% in soli 12 mesi, con vendite che superano i 1,2 miliardi di euro (Soressi/Sgambato, Cibi proteici e senza zucchero riempiono il carrello anche in tempi di inflazione, 2024).

Leggi anche: Riconoscere la Carenza di Proteine

Come Capire se si Ha una Carenza di Proteine?

La carenza di proteine può manifestarsi con vari segnali e sintomi nel corpo, essendo le proteine essenziali per numerosi processi biologici, inclusa la costruzione e la riparazione dei tessuti, la funzione immunitaria e il bilancio dei fluidi. Per determinare se hai una carenza di proteine, prima di ricorrere a rimedi drastici, bisogna porsi una semplice domanda: mangio abbastanza proteine? Se non sai rispondere a questo quesito, potresti tenere un diario alimentare per alcuni giorni per monitorare la tua assunzione di proteine. In questo modo, puoi vedere se la quantità media di proteine che mangi ogni giorno è pari a quella di cui effettivamente hai bisogno.

Il Fabbisogno Giornaliero di Proteine

Il fabbisogno giornaliero di proteine indica la quantità di proteine che una persona deve assumere ogni giorno per mantenere la buona salute e il buon funzionamento del proprio organismo. Questa quantità può variare a seconda di diversi fattori, tra cui età, sesso, peso corporeo, stato di salute generale e livello di attività fisica.

L’EFSA (European Food Safety Authority) è un’agenzia dell’Unione Europea che fornisce pareri scientifici e raccomandazioni sui rischi associati alla catena alimentare. Secondo EFSA, l’apporto di proteine giornaliero raccomandato varia in base all’età, al sesso e ad altri fattori specifici come la gravidanza o la malattia. Per gli adulti in buona salute, il valore di riferimento è di circa 0,83 grammi di proteine per chilogrammo di peso corporeo al giorno. Ciò significa che una persona di 70 chilogrammi dovrebbe consumare circa 58 grammi di proteine al giorno.

Il Fabbisogno di Proteine per gli Anziani

Per gli anziani, il fabbisogno proteico diventa superiore a quello degli adulti più giovani. Con l’avanzare dell’età, il corpo diventa meno efficiente nell’utilizzare le proteine, e un maggiore apporto proteico può aiutare a contrastare la perdita di massa muscolare legata all’età, nota come sarcopenia, e a mantenere una buona funzionalità fisica.

Per gli anziani l’apporto di proteine ideale varia da 1,0 a 1,2 grammi per kg di peso corporeo al giorno, a seconda delle condizioni di salute, del livello di attività fisica e di eventuali malattie. In alcuni casi, come per gli anziani molto attivi o quelli che si stanno riprendendo da una malattia o un intervento chirurgico, il fabbisogno può aumentare ulteriormente fino a circa 1,5 grammi per chilogrammo di peso corporeo al giorno.

Leggi anche: Dieta ricca di Vitamina D: cosa mangiare?

Il Fabbisogno di Proteine per gli Atleti

Per gli atleti che si dedicano a sport di resistenza (endurance), come corsa, ciclismo, nuoto di fondo e triathlon, il fabbisogno proteico è generalmente maggiore rispetto a quello di una persona non attiva. Le linee guida suggeriscono un apporto di proteine giornaliero che varia da 1,2 a 1,6 grammi per chilogrammo di peso corporeo. Questa maggiore quantità è necessaria per aiutare nella riparazione e nella ricostruzione del tessuto muscolare che subisce microlesioni durante attività prolungate. Gli atleti che praticano sport di potenza, come sollevamento pesi, sprint e bodybuilding, hanno bisogno di proteine in quantità ancora maggiori per massimizzare l’incremento della massa muscolare e la forza. Per questi atleti, il fabbisogno proteico giornaliero è stimato essere tra 1,6 e 2,2 grammi per chilogrammo di peso corporeo. Questo range più elevato supporta la sintesi proteica muscolare, che è essenziale per la crescita e la riparazione del tessuto muscolare dopo l’allenamento intensivo.

Segnali di Carenza di Proteine

Una carenza di proteine può portare a una serie di problemi di salute, tra cui debolezza muscolare, fatica prolungata, e una ridotta capacità di recupero dopo l’esercizio. Questi sintomi possono avere un impatto negativo sulle prestazioni sportive e aumentare il rischio di infortuni. Inoltre, la carenza di proteine può compromettere il sistema immunitario, rendendo l’atleta più suscettibile a malattie e infezioni.

Prima di parlare di sintomi di carenza di proteine, dobbiamo fare una premessa: le proteine sono necessarie per numerosi processi corporei, incluso riparare il tessuto muscolare, quindi certamente dovranno essere consumate in maggior quantità tra coloro che sono fisicamente attivi. Tuttavia, come abbiamo visto, le raccomandazioni dietetiche affermano che la maggior parte delle persone adulte sedentarie ha bisogno solo di 0,8 grammi di proteine per chilogrammo di peso corporeo, e la maggior parte degli individui consuma più della raccomandazione. Una credenza popolare infatti è quella di assumere sempre un alto apporto proteico con l’idea che “più è meglio”. Quindi, i sintomi che elencheremo, soprattutto per chi non è un atleta, vanno considerati un segnale di carenza di proteine solo quando sono associati ad una dieta povera di calorie e proteine.

Alcuni dei segnali comuni che possono indicare una carenza di proteine includono problemi alla pelle, ai capelli e alle unghie, perdita di massa muscolare, stanchezza e difficoltà di guarigione delle ferite.

  • Perdita di massa muscolare: Le proteine sono fondamentali per il mantenimento della massa muscolare. Una loro carenza può portare a una perdita significativa di questo tessuto, essenziale non solo per la forza fisica ma anche per la regolazione del metabolismo e la stabilità delle articolazioni. Mantenere un adeguato livello di proteine è cruciale per prevenire l’atrofia muscolare, soprattutto in individui che praticano regolarmente attività fisica.
  • Problemi di pelle, capelli e unghie: Una carenza di proteine si può manifestare anche attraverso alterazioni visibili come pelle secca, capelli fragili e unghie deboli. Questi segni esteriori riflettono le difficoltà del corpo nel mantenere tessuti sani, poiché le proteine svolgono un ruolo chiave nella costruzione e riparazione cellulare. Infatti, il collagene, è una proteina essenziale per la salute della pelle, dei capelli e delle unghie, contribuisce significativamente all’elasticità e alla resistenza dei tessuti. La carenza di proteine, si traduce in una carenza di collagene, che può quindi accentuare ulteriormente i problemi come la secchezza cutanea e la fragilità dei capelli e delle unghie.
  • Stanchezza: La funzione delle proteine nella dieta è principalmente plastica, mentre sono i carboidrati che danno energia al nostro organismo e ricostituiscono le riserve di glicogeno. Tuttavia le proteine sono cruciali non solo per la costruzione e riparazione dei tessuti ma sono anche coinvolte in molti processi di produzione di energia. Una dieta carente in proteine può quindi risultare in una sensazione di stanchezza persistente e mancanza di energia, influenzando negativamente la vita quotidiana e la capacità di svolgere esercizio fisico.
  • Difficoltà di guarigione delle ferite: Le proteine sono vitali per il processo di guarigione delle ferite. Una loro insufficiente presenza nella dieta può rallentare significativamente la capacità del corpo di ripararsi dopo lesioni, rendendo più lunga e complicata la guarigione. Avere un adeguato apporto di proteine è essenziale per promuovere una rapida e efficace rigenerazione dei tessuti.

Strategie per Prevenire la Carenza di Proteine

Per prevenire la carenza di proteine, l’unica soluzione è consumare la corretta quantità di proteine! Semplice no?

Leggi anche: Proteine e Equilibrio Idrico

Non proprio, rispetto ai più giovani, Le persone più anziane tendono a mangiare meno, quindi anche meno proteine. In Europa, fino al 10% degli anziani che vivono in residenze per anziani e il 35% di quelli in residenze sanitarie assistenziali (RSA) non mangiano cibo a sufficienza nemmeno per soddisfare il fabbisogno giornaliero minimo di proteine (0,8 g/kg di peso corporeo al giorno), un livello minimo di assunzione per mantenere l’integrità muscolare in adulti di tutte le età.

Anche gli atleti devono assicurarsi di consumare una quantità adeguata di proteine, calcolata in base al peso corporeo e al livello di attività. La quantità raccomandata, come abbiamo specificato prima, può variare in base al peso corporeo e a seconda dell’intensità dell’allenamento e degli obiettivi sportivi. È inoltre cruciale distribuire l’assunzione di proteine uniformemente durante la giornata, integrando le proteine in ogni pasto e snack. Questo non solo garantisce un apporto costante di nutrienti essenziali, ma aiuta anche a mantenere la massa muscolare e a stimolare la sintesi proteica.

Come Integrare le Proteine

Nei casi in cui l’alimentazione non riesce a coprire il fabbisogno proteico, gli integratori di proteine possono essere un’opzione valida. Integratori come le proteine del siero di latte, le caseine o le proteine vegetali in polvere possono essere utilizzati per completare l’assunzione quotidiana di proteine. È importante, tuttavia, privilegiare l’alimentazione naturale come fonte primaria e utilizzare gli integratori solo come supporto aggiuntivo.

Proteine e Salute Mentale

L’alimentazione ha un impatto significativo sul nostro benessere, e questo vale anche per la salute mentale. Tra i vari nutrienti, le proteine - e in particolare alcuni amminoacidi essenziali - sono coinvolti nella produzione di neurotrasmettitori come la serotonina, la dopamina e la noradrenalina, che regolano il tono dell’umore. Le proteine che introduciamo con la dieta vengono digerite in amminoacidi, alcuni dei quali sono essenziali, cioè non possono essere prodotti dall’organismo e devono essere assunti con l’alimentazione. Studi osservazionali su adulti e anziani hanno rilevato associazioni tra un basso apporto di proteine e una maggiore prevalenza di sintomi depressivi, soprattutto nelle persone più fragili o malnutrite. Alcuni piccoli studi clinici hanno valutato l’effetto di integratori contenenti proteine del siero del latte o ricchi di triptofano sull’umore, con risultati variabili.

Alimentazione e Malattie Neurodegenerative

In un momento in cui, grazie anche a Expo Milano 2015, l’opinione pubblica è particolarmente sensibile alle questioni concernenti l’alimentazione, la SIN, Società Italiana di Neurologia, intende sottolineare l’importanza della nutrizione nel proteggere il nostro cervello dall’insorgere precoce dei disturbi cognitivi e delle demenze. Gli esperti puntano poi il dito su quegli alimenti che possono avere un ruolo nella genesi dei disturbi neurologici o che possono incidere negativamente su condizioni preesistenti.

Vi sono numerose ragioni per ritenere importante l’uso di una dieta prevalentemente vegetariana a basso contenuto proteico nella Malattia di Parkinson. I prodotti vegetali, inoltre, garantiscono un ricco apporto di fibre e l’elevato contenuto di carboidrati tipico di questo regime alimentare contrasta la perdita di peso corporeo che spesso affligge i pazienti con MP a causa dell’effetto combinato dei movimenti involontari e della difficoltà nella deglutizione. I cibi vegetali sono inoltre più facili da masticare, caratteristica fondamentale per pazienti nello stadio medio-avanzato del parkinsonismo, che presentano problemi di deglutizione. Infine, i minerali e le vitamine di cui i cibi vegetali sono ricchi, sono fondamentali per soddisfare il maggior fabbisogno di tali micronutrienti (soprattutto Vitamina C, D, E, ferro, calcio e magnesio) dei pazienti con MP.

Un’alimentazione povera di colesterolo e ricca di fibre, vitamine ed antiossidanti presenti in frutta e verdura e di grassi insaturi contenuti nell’olio di oliva (la cosiddetta dieta mediterranea) riducono l’incidenza anche della malattia di Alzheimer come dimostrato in studi di popolazione su ampie casistiche. Alcune carenze vitaminiche, in particolare di folati e vitamina B12, possono facilitare l’insorgenza di demenza, e questo appare mediato da un aumento di omocisteina, sostanza che risulta tossica per i vasi ed i neuroni. Gli antiossidanti presenti nella dieta ricca di frutta e verdura (vitamine C ed E, licopeni, antocianine) contrastano l’accumulo di “radicali liberi” prodotti dalle interazioni della proteina beta amiloide con le strutture cellulari.

Benché il beneficio di una dieta ipocalorica nella prevenzione della Sclerosi Multipla, ipotizzato in passato senza solide basi scientifiche, sia stato smentito, sembra ormai dimostrato come una dieta ricca di grassi insaturi sia in grado di modulare e diminuire l’attività infiammatoria legata a questa patologia, svolgendo una funzione neuro-protettiva. Un ruolo di particolare importanza nella SM è svolto dalla vitamina D, con le sue importanti funzioni immunomodulatorie: la patologia sembra infatti più frequente in aree a minore esposizione ai raggi solari. A questo proposito, sono in corso trial randomizzati verso placebo per rispondere al quesito sul possibile effetto benefico della integrazione di vitamina D nella dieta.

Per quanto riguarda le patologie cerebrovascolari, un’alimentazione ispirata alla dieta mediterranea e con un basso contenuto di sodio è un elemento cardine della prevenzione primaria dell’ictus, dato sottolineato da tutte le più recenti linee guida. La carenza di determinati macronutrienti e micronutrienti, tra cui soprattutto vitamine del gruppo B e proteine, può provocare danni a carico delle strutture nervose. Basti pensare al caso dell’epidemia di neurite ottica che colpì la popolazione cubana agli inizi degli anni Novanta, quando, a causa delle restrizioni alimentari imposte dall’embargo statunitense, fu impossibile assumere livelli adeguati di proteine, vitamine e minerali.

Ma è quanto si può verificare anche nel caso di un regime alimentare vegetariano seguito da quasi 4 milioni di italiani, che se da un lato si è dimostrato in grado di prevenire patologie cardiovascolari o diabete, dall’altro rischia, soprattutto nella sua declinazione vegana (400.000 persone in tutta Italia), di determinare serie carenze di alcuni nutrienti essenziali, come oligoelementi e vitamine.

Malattie Neurodegenerative: Sintomi e Tipologie

Le malattie neurodegenerative danneggiano progressivamente il cervello e il sistema nervoso, portando alla perdita graduale di funzione. I sintomi delle malattie neurodegenerative possono variare a seconda del tipo di malattia e dello stadio di progressione, ma alcuni sintomi comuni includono:

  • Perdita di memoria
  • Difficoltà con il linguaggio e la comunicazione
  • Perdita delle capacità motorie e della coordinazione
  • Tremori o scuotimenti
  • Cambiamenti nel comportamento e nella personalità
  • Difficoltà di equilibrio e deambulazione
  • Affaticamento e debolezza
  • Difficoltà a deglutire
  • Problemi di visione
  • Movimenti involontari o spasmi

È importante notare che non tutti gli individui con malattie neurodegenerative mostrano tutti questi sintomi e alcuni potrebbero avere sintomi aggiuntivi specifici della loro condizione. Inoltre, alcuni di questi sintomi possono essere causati da altre condizioni; quindi, è importante consultare un neurologo per una diagnosi accurata.

Tipologie di Malattie Neurodegenerative

  • Malattia di Alzheimer
  • Demenza frontotemporale
  • Malattia di Parkinson
  • Demenza da Corpi di Lewy
  • Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA)
  • Malattie da prioni

Importanza degli Amminoacidi

In base a quanto specificato finora, è logico dedurre che l'assunzione di amminoacidi con la dieta sia un aspetto fondamentale per l'equilibrio nutrizionale e per il mantenimento dello stato di salute complessivo. A dire il vero, non esistono proteine qualitativamente migliori di altre; piuttosto si differenziano in base al contenuto in amminoacidi. Sono invece caratterizzati da proteine a medio valore biologico i prodotti del III e IV gruppo: cereali e leguminose (con eccezione della soia, che risulta qualitativamente superiore). Inoltre, contengono lo stesso genere di peptidi anche i frutti a guscio (noci, mandorle ecc). Apportano solo proteine a basso valore biologico gli ortaggi e la frutta (il VI e VII gruppo).

Carenza di Proteine: Un'Eventualità Rara in Occidente?

Oggi, in occidente, la carenza di proteine nelle persone sane è un'eventualità più unica che rara; è invece più frequente l'eccesso di proteine. Per l'italiano medio, evitare la carenza di proteine è semplice: basta attenersi alle raccomandazioni degli enti di ricerca che suggeriscono di assumere ALMENO 0,8 g di proteine per chilogrammo di peso corporeo fisiologico (corrispondono circa al 12-13% delle calorie totali). Questo parametro, assolutamente "spannometrico", garantisce lo stato di salute per un adulto sedentario.

Tabella del Fabbisogno Proteico Giornaliero Raccomandato

Gruppo di Età/Condizione Fabbisogno Proteico (g/kg di peso corporeo)
Adulti sani 0,83
Anziani 1,0 - 1,2
Anziani Attivi/In Recupero Fino a 1,5
Atleti di Resistenza 1,2 - 1,6
Atleti di Potenza 1,6 - 2,2

tags: #carenza #proteine #cervello #cause #sintomi #trattamento

Scroll to Top