Il dibattito tra carnivori e vegani è sempre più acceso, alimentato da diverse prospettive su etica, salute e impatto ambientale. In questo articolo, esploreremo le argomentazioni principali di entrambe le parti, cercando di fare chiarezza su una questione complessa e spesso polarizzata.
Le Ragioni Dietro le Scelte Alimentari
Sempre più spesso sentiamo parlare di alimentazione vegetariana e dei suoi benefici sulla salute dell’uomo. Pochi invece sono coloro che studiano anche l’aspetto psicologico dell’essere vegetariani. Le prime ricerche indicano che chi rinuncia al consumo di carne dimostra una profonda capacità di empatia.
Esistono diverse categorie di vegetariani: i vegetariani etici, spinti da motivi morali; i vegetariani salutisti, preoccupati per la propria salute; e i vegetariani emotivi, a cui semplicemente non piace la carne.
A metà del XIX secolo si fondano le prime associazioni di vegetariani nell’ambito del movimento riformista che criticava l’industrializzazione e la crescente urbanizzazione. La dieta senza carne faceva parte dell’ideologia dell’epoca e spesso si rinunciava anche a beni voluttuari quali sigarette e alcolici.
C’è anche chi ha invece studiato il legame tra vegetarianismo e intelligenza. Il team dell’Università di Glasgow ha studiato 17.200 nati valutandone il quoziente di intelligenza (QI). I vegetariani da bambini avevano un QI superiore rispetto ai carnivori: 106 nei vegetariani vs 99 nei carnivori.
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Marek Drogosz ed il suo gruppo di ricercatori ha evidenziato come l’unicità umana possa giocare un ruolo determinante nelle scelte del soggetto vegetariano. Alcune caratteristiche psicologiche dell’uomo sono esclusive quali ad esempio la capacità di provare emozioni secondarie (senso di colpa, rimorso, malinconia, speranza…) rispetto agli animali che percepiscono solo emozioni primarie (panico, dolore, gioia…).
Altra interessante diversità è emersa in una ricerca condotta su 74 partecipanti: i vegetariani non fanno distinzione tra gli animali tradizionalmente mangiabili e quelli tipicamente domestici. Tale fenomeno è stato correlato ad una mancanza di consapevolezza. La percezione umana della carne è fortemente determinata da fattori culturali. La carne ha un forte valore simbolico, secondo gli antropologi è dominio dell’uomo sulla natura ma anche di forza e di virilità.
Il Punto di Vista Medico e Scientifico
Da un punto di vista medico e di salute pubblica è ormai ben consolidato dall’abbondante produzione letteraria scientifica (Marsh K et al. Health implications of a vegetarian diet: a rewiew - Am J Lifestyle Medicine, vol 6 250-267, 2012) che chi segue una alimentazione ed uno stile di vita vegetariani raramente è sovrappeso e soffre di ipertensione, diabete e calcolosi renali e biliari. Come pure sono meno frequenti tra i vegetariani, casi di patologie cardiovascolari e neoplasie.
Per la prima volta nel 2010, Massimo Filippi e Maria Rossa hanno studiato le basi neurali dei vegetariani. Grazie a scansioni celebrali i ricercatori sostengono che è possibile rilevare l’empatia che i vegetariani etici provano per gli animali.
Sappiamo che le persone sentono le emozioni degli altri sulla propria pelle perché si attiva la rete di empatia del nostro cervello, ciò è alla base di ogni interazione sociale. I ricercatori hanno mostrato ai partecipanti allo studio foto di persone e di animali sofferenti e foto di paesaggi registrando le loro attività celebrali con risonanza magnetica funzionale (fMRI). Nei vegetariani, rispetto ai carnivori, le scene negative attivavano ampie zone celebrali della rete di empatia quali la corteccia cingolata anteriore o il giro frontale anteriore. Nel 2012 gli stessi ricercatori hanno evidenziato anche che i vegetariani riescono meglio a immedesimarsi negli animali. Queste differenze nel modo di elaborare le emozioni forniscono i primi determinanti indizi per capire come mai alcuni diventano vegetariani ed altri no.
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Elisabetta Bernardi, nutrizionista e docente all’Università La Sapienza di Roma, spiega che «ovunque, nel mondo, le Linee guida per una sana alimentazione raccomandano un consumo elevato di frutta, ortaggi, cereali, legumi, che altro non sono se non gli alimenti alla base della dieta vegetariana». «Si tratta di alimenti particolarmente ricchi di nutrienti essenziali e sostanze protettive, fondamentali per la salute dell’organismo.
Le proteine animali, quindi quelle che derivano dalla carne, dal pesce, dalle uova e dal latte, sono considerate di alta qualità perché contengono tutti gli amminoacidi essenziali e sono molto digeribili. Quelle vegetali hanno in genere una qualità inferiore, una digeribilità minore e mancano di alcuni amminoacidi essenziali. Le proteine della soia rappresentano un’eccezione, e una dieta in cui si abbinano spesso cereali e legumi può ricreare proteine complete.
Fatta questa premessa fondamentale, bisogna ricordare che la dieta vegetariana non rappresenta un problema per l’organismo se si sceglie di adottarla dopo il completo sviluppo di un individuo, dopo quindi i 20 anni, anche se per le donne in età fertile potrebbe comunque creare carenze alimentari, soprattutto di ferro: non dimentichiamo che la carenza di ferro rappresenta uno dei problemi nutrizionali più diffusi, soprattutto tra gli adolescenti e più in generale nelle ragazze che dovrebbero prestare maggiore attenzione a un’alimentazione ricca di ferro perché ogni mese, con il ciclo mestruale, perdono importanti riserve di questo minerale. Le evidenze scientifiche dimostrano che la fonte migliore di ferro rimane in ogni caso la carne, in particolare quella rossa, parliamo del cosiddetto ferro eme, che viene facilmente assorbito dall’organismo.
Susanna Bramante, Agronomo, con un Dottorato in Produzioni Animali, Sanità e Igiene degli Alimenti, e Consulente della Nutrizione, afferma: “La ragione sta nel mezzo: sia una dieta completamente carnivora che una dieta completamente vegetale vanno contro la nostra natura onnivora e non sono salutari per il nostro organismo.”
“Assolutamente non è così e sempre più studi ormai lo dimostrano con chiarezza ed elevata qualità scientifica. I vegani sono più a rischio di depressione, infarto, ictus e osteoporosi, a causa delle carenze nutrizionali a cui questa dieta così restrittiva è soggetta. Questo è preoccupante specialmente quando questo regime alimentare punitivo viene imposto ai bambini e i recenti fatti di cronaca che vedono bimbi malnutriti, con rachitismo e problemi cerebrali lo dimostrano.”
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“La dieta vegana è difficile da bilanciare. Serve il supporto continuo di un nutrizionista esperto e la dieta deve necessariamente ricorrere ad integratori e cibi fortificati. In caso contrario, il rischio di carenze è molto alto, dato che i vegetali da soli non sono in grado di fornirci tutto quello di cui abbiamo bisogno. Non siamo erbivori e il nostro stomaco e i nostri enzimi non sono in grado di digerire la cellulosa o estrarre con efficienza tutti i nutrimenti dai vegetali. Questo avviene invece con la carne e con i cibi di origine animale, più adatti alla nostra fisiologia e al nostro metabolismo.
“Di non fare rinunce stupide che non portano da nessuna parte. Nella vita siamo alla costante ricerca dell’equilibrio e anche nel modo di alimentarsi è la strada giusta da percorrere. La strategia vincente è la complementarietà tra gli alimenti: cibi vegetali e cibi animali insieme sono in grado di fornirci tutte le sostanze di cui il nostro organismo onnivoro ha bisogno. Non a caso la Dieta Mediterranea fa parte della nostra tradizione millenaria, ed è il classico esempio di dieta completa, sana ed equilibrata. Discostarci da essa è inutile e dannoso, sia per la nostra salute che per l’ambiente.”
L'Etica e il Rispetto per gli Animali
Una mostruosità del nostro secolo è stata la costituzione degli allevamenti intensivi e lo sviluppo di una complessa disciplina di tortura che si chiama zootecnia. Il lager zootecnico non solo ha RIMOSSO qualsiasi senso di responsabilità umana nei confronti degli animali domestici, ma ha fatto di più: ha volutamente ignorato le loro caratteristiche di esseri senzienti.
Carmen Nicchi Somaschi, presidente dell’Associazione vegetariana italiana, afferma: «Per noi chi ama gli animali non li mangia e ha un sacro rispetto dell’ambiente che ci circonda.
«Il mondo dei vegetariani è contrario agli allevamenti intensivi perché li vede come luoghi di sofferenza. A parte il fatto che non sempre le normative vengono rispettate, non si può negare che negli allevamenti intensivi gli animali restino imprigionati, che a un vitello, per mantenere la carne bianca, venga negata l’assunzione di ferro, il che lo condanna a vivere in uno stato di perenne anemia. Vede, io non odio chi produce animali per la macellazione e sarebbe sbagliato se passasse il messaggio che i vegetariani si sentono migliori degli altri.
Lev Nikolaevič Tolstoj intende dimostrare come l’astensione dal mangiare carne sia primo il gradino da cui iniziare il cammino alla volta di una vita più giusta con se stessi e con gli altri. Lui stesso, che ne visita uno, ne descrive accuratamente l’esperienza: “È orribile! Orribile non solo la sofferenza e la morte di questi animali, ma il fatto che l’uomo, senza alcuna necessità, fa tacere in sé il sentimento di simpatia e compassione verso gli altri esseri viventi e diviene crudele, facendo violenza a se stesso”.
L'Impatto Ambientale
Nei Paesi emergenti la richiesta di proteine, nell’alimentazione, è in continua crescita. «Il problema della fame nel mondo potrebbe trovare una possibile soluzione anche nell’alimentazione vegetariana, visto che il pasto destinato ad una persona carnivora può lasciare spazio a dieci pasti vegetariani.
Pierangelo Dacrema afferma: «La tolleranza è la più grande amica della convivenza, ma mi disturbano certe manifestazioni radicali che caratterizzano il pensiero dei vegetariani. Le scelte di vita, sempre rispettabili, sono una cosa molto personale; quando però si trasformano in una sorta di missione, a tratti aggressiva, mi infastidiscono perché dietro questo modo di pensare si nasconde una concezione del mondo e della vita che non condivido.
È importante lavorare per un’accettazione sociale degli allevamenti. In rete circolano numerosi video a supporto di questa tesi e non vi è alcun dubbio che possano esistere allevamenti dove il rispetto delle normative previste, a cominciare da quella sul benessere animale, non vengono rispettate. Fare però di “ogni erba un fascio” sarebbe sbagliato e nuocerebbe a quel principio di oggettiva obiettività che invece va garantito, proprio perché la scelta di assumere un’alimentazione vegetariana o carnivora si deve affrancare da qualsiasi condizionamento di parte che snaturerebbe, di fatto, il principio stesso legato alla libertà di scelta.
Il sito www.carnisostenibili.it nasce dalla comunione di intenti delle tre principali associazioni di categoria, Assocarni, Assica e Unaitalia, e tratta in modo approfondito e con rigore scientifico tutti gli argomenti legati al mondo delle carni, per smentire le fake news a riguardo. Parliamo di un progetto senza precedenti in Italia, che con un approccio formativo e informativo. L’obiettivo è contribuire a una informazione equilibrata su salute, alimentazione e sostenibilità, così che finalmente la verità possa emergere e rendere giustizia a questo grandioso alimento quale è la carne.”
Chi sceglie la nonviolenza come stile di vita non può nutrirsi di animali. Lorenzo Guadagnucci, giornalista e attivista, in questo libro spiega come “la scelta vegana non è che la premessa, forse la condizione per ciò che davvero conta, ossia l’impegno per costruire una società più giusta. Restiamo animali, diciamo a noi stessi, perché siamo coscienti d’essere ospiti - e non dominatori - del pianeta Terra, compagni di viaggio di tutti gli altri viventi, ai quali dobbiamo rispetto. Non stiamo parlando di diete, né di precetti di natura religiosa, ma di una prospettiva di cambiamento culturale e politico. Il cuore dell’animalismo, direi meglio dell’antispecismo, è qui. Restiamo animali.
Il quotidiano inglese The Guardian ha messo in fila ben 18 punti per contraddire le tesi preferite dai carnivori quasi fossero falsi miti da sfatare. Abbiamo riassunto i più interessanti:
- I bovini allevati con il metodo ‘grass feed’ producono basse emissioni di carbonio.
- I bovini non influiscono sul clima perché il metano è un gas serra di breve durata.
- Come la mettiamo con latte di soia e tofu, le cui produzioni stanno distruggendo l’Amazzonia?
- Produrre latte di mandorle massacra le api e trasforma la terra in un deserto.
- Coltivare avocado è causa di grande siccità in alcune zone del pianeta
- Il boom della quinoa danneggia i contadini di Perù e Bolivia.
- La produzione di olio di palma ha distrutto foreste pluviali e causato l’abbattimento degli oranghi
- I vegani non assumono abbastanza vitamina B 12, il che li rende stupidi.
- Le carni vegetali non sono sane
- Mangiare vegetali trasportati da tutto il mondo causa più emissioni che il mangiare carne.
Consigli Finali
È sempre utile evitare estremismi, in un senso o nell’altro, e rivolgersi a un consulente professionista se si hanno dubbi sull’alimentazione.
Se dicono che bisogna mangiare il pesce perché contiene l’Omega 3, dite che tale acido grasso essenziale noi lo prendiamo dalla verdura a foglia verde, dalla frutta fresca e secca senza avvelenarci con le contaminazioni degli scarichi industriali, metilmercurio, piombo ecc. Se dicono che occorre mangiare la carne a causa del ferro dite che questo minerale viene fissato dal nostro organismo principalmente in virtù della presenza di vit. Se dicono che ci sono problemi più importanti del preoccuparsi degli animali, dite che il problema più pressante per l’uomo è quello del progresso spirituale, di una coscienza più giusta e sensibile e che finché l’uomo sarà indifferente alla sorte di miliardi di animali innocenti uccisi nei campi di sterminio dei mattatoi, negli tabulari della vivisezione, nelle concerie ecc.
Se teniamo all’ambiente non è necessario smettere improvvisamente di mangiare carne e prodotti derivati: la salute del pianeta non viene compromessa da qualche hamburger, un po’ di pesce o un paio di uova alla settimana.
| Argomento | Pro Carnivori | Pro Vegani |
|---|---|---|
| Salute | Fonte di proteine complete e ferro eme facilmente assorbibile. | Ridotto rischio di ipertensione, diabete, malattie cardiovascolari e alcuni tipi di cancro. |
| Etica | Accettazione sociale degli allevamenti e tolleranza verso scelte alimentari diverse. | Rispetto per gli animali e opposizione agli allevamenti intensivi. |
| Ambiente | Gestione sostenibile degli allevamenti e riduzione dell'impatto ambientale. | Minore consumo di risorse naturali e riduzione delle emissioni di gas serra. |
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