Come Ordinare la Dieta Keto: Una Guida Completa

La dieta chetogenica, spesso abbreviata in Keto, è un regime alimentare che ha guadagnato popolarità per la sua efficacia nella perdita di peso e nel miglioramento di diversi aspetti della salute. Tuttavia, i suoi principi scientifici sono spesso travisati, portando a diete "fai da te" che si discostano dalla terapia applicata nelle strutture sanitarie. Questo articolo mira a fare chiarezza sull'evoluzione della terapia chetogenica, fornendo informazioni accessibili a tutti.

Storia e Origini della Dieta Chetogenica

La dieta chetogenica ha radici negli anni '20 del XX secolo, quando fu sviluppata come terapia dietetica per migliorare il controllo dell'epilessia. Il Dr. Wilder e il Dr. Peterman della Mayo Clinic proposero una dieta ricca di grassi e povera di zuccheri, in grado di indurre la formazione di corpi chetonici, in alternativa al digiuno ciclico.

Successivamente, si osservò che questa dieta favoriva la diminuzione del grasso corporeo e della glicemia, spingendo ad approfondire lo studio del meccanismo biochimico della chetosi applicabile alla dietoterapia dell'obesità. Negli anni '70, gli studi del Prof. Blackburn dell'Università di Harvard portarono alla diffusione del primo protocollo chetogenico per la cura dell'obesità, il Protein Sparing Modified Fasting.

Negli anni '90, il protocollo Very Low Calorie Ketogenic Diet (VLCKD) fu adottato presso l'Ospedale John Hopkins di Baltimora, e nel 1993 la rivista scientifica JAMA certificò il riconoscimento del protocollo dietetico da parte delle autorità competenti degli USA.

Cos'è la Terapia Chetogenica?

Con "terapia chetogenica" s'intende una dieta che mira a ridurre significativamente il consumo di carboidrati, al fine di indurre uno stato metabolico dell'organismo chiamato "chetosi". I chetoni derivano dal metabolismo dei grassi che avviene nel fegato e hanno caratteristiche d’impiego di rapido utilizzo simili agli zuccheri. Sono utilizzati principalmente dai muscoli, compreso il cuore, per il 20/30% e anche dal cervello in caso d’insufficienza di glucosio dovuta a digiuni prolungati.

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Il regime dietetico che tratta questa guida è ipocalorico normo-proteico e ha l’obiettivo di diminuire la massa grassa e perdere peso, utilizzando principalmente i grassi endogeni come fonte di energia.

Fasi della Terapia Chetogenica Ipocalorica

La terapia chetogenica ipocalorica consiste nel susseguirsi di 3 fasi, inizialmente con diete più ipocaloriche e con l’esclusione di alcune categorie di alimenti che producono una riduzione della massa grassa ed il mantenimento della massa magra.

Con questa dieta è necessario bere almeno 2 Litri di acqua nell’ arco della giornata, utilizzare 6 cucchiaini di olio d’oliva al giorno (30g) e assumere un integratore di Sali Minerali e Vitamine di supporto.

  • Fase 1: Dieta VLEKT (Very Low Energy Ketogenic Therapy) e LEKT (Low Energy Ketogenic Therapy)

-B- dieta LEKT (Low Energy Ketogenic Therapy) chetogenica con apporto calorico basso, 1.100 kcal, prevede una forte diminuzione di carboidrati meno del 30% dell’energia complessiva e più del 35% di grassi, questo regime porta a una progressiva diminuzione del peso e perdita di massa grassa. Con questa dieta è necessario bere almeno 2 Litri di acqua nell’arco della giornata, utilizzare 5 cucchiaini di olio EVO al giorno (25g) e assumere un integratore di Sali Minerali e Vitamine di supporto.

  • Fase 2: Dieta LCD (Low Calorie Diet)

Dieta ipocalorica, non più chetogenica per l’aumentato apporto di carboidrati, ma con 1.300 kcal (200 kcal in più rispetto alla LEKT) durante la quale la perdita di massa grassa diminuisce e si stabilizza. In questa fase vengono introdotti cereali integrali a colazione, pranzo e cena in una misura pari al 40% del fabbisogno calorico giornaliero, reintrodotti i legumi.

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  • Fase 3: Dieta HBD (Hypocaloric Balanced Diet)

Ovvero dieta ipocalorica bilanciata in macronutrienti di 1.500/1.600 kcal che prevede il reinserimento di tutte le categorie alimentari per ottenere una dieta equilibrata a colazione, pranzo e cena.

L’Importanza delle Verdure Nelle Prime Fasi della Dieta

Oltre che per il contenuto di carboidrati proprio dell’alimento (Indice Glicemico), alcuni batteri del microbiota sono in grado di scindere le fibre delle verdure assunte con la dieta in monosaccaridi che vengono assorbiti a livello intestinale. Soprattutto nelle fasi iniziali della dieta chetogenica questo potrebbe sfavorire il raggiungimento di uno stato di chetosi nutrizionale stabile pregiudicando i risultati dell’intervento alimentare.

Per questo motivo quando si seguono diete VLEKT ed LEKT occorre seguire le indicazioni riportate nel capitolo “Verdure consentite” e mangiare la quantità indicata nel menu rispettando massimo 300 g per le verdure del Gruppo 1 e massimo 150 g per le verdure del Gruppo 2.

Durata delle Fasi VLEKT e LEKT

A. La prima fase serve ad entrare in chetosi generalmente dura 2-3 settimane e dipendende dalla quantità di carboidrati che si è deciso di utilizzare.

Il secondo menu della prima fase mantiene lo stato di chetosi e deve durare il tempo necessario per raggiungere l’obiettivo di calo ponderale, periodo che deve essere sospeso secondo lo stato clinico e il risultato delle indispensabili analisi di controllo. Questo step è fondamentale nel percorso di dimagrimento perché permette di continuare la rieducazione alimentare e stabilizzare il nuovo peso raggiunto, oppure continuare gradualmente il calo ponderale rispetto agli obiettivi.

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La durata dipende da vari fattori come sesso, età, attività fisica e lavorativa che dovranno essere valutati in base all’obiettivo che si vuole raggiungere. I tempi indicati non sono da considerare obiettivi, ma indicazioni possibili ricavate dalle esperienze cliniche che vari studi hanno indicato, ma è possibile che le modalità d’esecuzione possano avere tempi inferiori o superiori.

In letteratura si trovano studi ben condotti che hanno protratto la chetosi in soggetti obesi fino a un periodo massimo di 12 settimane. Il calo ponderale auspicabile descritto è di circa 1-2 kg alla settimana, con punte massime di 2,5 kg.

Come Affrontare le Difficoltà Iniziali

Nella prima fase la restrizione calorica, la rinuncia al cibo a cui siamo abituati e la notevole diversità tra quello che mangiate voi e il cibo degli altri in famiglia o al ristorante, può far nascere sconforto e perdere fiducia.

Se nella settimana iniziale della prima fase VLEKT ti assale una gran fame placala con piccole quantità di alimenti come prosciutto, carne o tonno in scatola, formaggi stagionati come Grana Padano DOP e ogni altro alimento senza carboidrati, come olive, avocado, uovo sodo, guacamole, frutta a secca come quella prevista a merenda.

Leggi le etichette e controlla se tra gli ingredienti c’è zucchero o sciroppi vari, uva, acero, malto etc., farine, soia e derivati come seitan ed anche alcuni prodotti vegani.

Oltre che per il contenuto di carboidrati proprio dell’alimento le fibre delle verdure possono essere convertite in monosaccaridi (zuccheri) da alcuni batteri del microbiota intestinale e assorbiti per produrre energia. Questi monosaccaridi si aggiungono alla quantità di carboidrati previsti dalla dieta chetogenica e nella prima fase potrebbero sfavorire il raggiungimento di uno stato di chetosi nutrizionale stabile pregiudicando i risultati della dieta.

Integrazione di Supporto per le Diete VLEKT e LEKT

La trasformazione degli alimenti in energia produce delle molecole ossidanti reattive (radicali liberi) che possono danneggiare la cellula. L’eccessiva produzione di radicali liberi produce (acidosi metabolica o stress ossidativo) un fenomeno che può portare alla morte della cellula.

  • Sale: nel sale comune è presente circa il 40% di sodio, secondo le indicazioni della OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) la quantità giornaliera di sale raccomandata è di 5 grammi pari a 2 grammi di sodio. Nella fase chetogenica è consigliabile assumere circa 3 grammi di sodio pari a circa 7,5 di sale.

Precauzioni e Risultati

L’induzione della chetosi può produrre diversi effetti collaterali che possono essere transitori come la cefalea o calcoli biliari che possono causare coliche biliari.

Quando l’obiettivo è perdere peso il risultato va valutato nel tempo, cioè se il paziente mantiene un peso ragionevole senza riprendere i chili persi. Alcuni studi hanno rilevato che alcune persone hanno ripreso il peso perduto con la dieta chetogenica nel giro di 2 o 3 anni.

Monitoraggio della Chetosi

Durante la prima fase l’obiettivo è attivare lo stato di chetosi. Dopo la prima settimana con il menu VLEKT si possono misurare i chetoni presenti nelle urine con delle semplici strisce reattive “Ketone test srips” che trovate in farmacia, le strisce non sono particolarmente precise perché i chetoni eliminati con l’urina sono solo il 10-20% di quelli effettivamente in circolazione nel sangue.

Le strisce però sono molto pratiche, nel valutare il risultato tenete presente che nel sangue si può parlare di chetosi se la concentrazione è 0,2 mmol/L (3,6 mg/dL), quindi la striscia dovrebbe indicare una presenza tra 2-3 mmol/L.

Sport e Dieta Chetogenica

La dieta chetogenica può aiutare gli atleti degli sport di resistenza come maratoneti, ciclisti, nelle fasi di allenamento perché aiuta il rapporto muscolo-grasso e aumenta la quantità di ossigeno che il corpo è in grado di utilizzare quando lavora sodo.

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