Come riattivare il metabolismo dopo la chemioterapia

Chi sta seguendo una terapia oncologica sa che questa può causare effetti collaterali come nausea, vomito, diarrea ma anche disturbi cognitivi. Un possibile aiuto può venire dal microbiota.

Cos'è il microbiota e come influisce sulle terapie oncologiche?

Il microbiota (o microflora) è l’insieme dei singoli microrganismi (batteri, funghi, archebatteri, protozoi) e virus che vivono in simbiosi con l’ospite e colonizzano parti del nostro organismo, in particolare il tratto intestinale. Il microbioma, invece, indica la totalità del patrimonio genetico posseduto dal microbiota. Quando il microbiota cambia si modifica di conseguenza anche il microbioma. La disbiosi invece coincide con un’alterazione della flora intestinale che viene progressivamente sostituita da batteri patogeni. Le cause sono varie. Molti trattamenti contro il cancro, infatti, rendono disbiotico il microbiota.

Probiotici: cosa sono e perché sono importanti?

L’OMS definisce i probiotici come “microrganismi vivi che, se somministrati in quantità adeguata, apportano un beneficio alla salute dell’ospite che li riceve”. La parola probiotico deriva da “pro”, che significa “a favore di”, e “bios”, che significa “vita”. Spesso si dà lo stesso significato a probiotici e fermenti lattici ma c’è una differenza. I fermenti lattici sono batteri che producono acido lattico ma che, una volta ingeriti, non sopravvivono al processo digestivo. I probiotici, invece, sono batteri che sopravvivono a tutto il processo arrivando fino all’intestino.

Benefici dei probiotici durante la terapia oncologica

Le cellule che compongono le mucose dell’apparato gastrointestinale sono spesso colpite dall’azione dei farmaci chemioterapici e dai trattamenti radiologici.

Effetti dei probiotici sull'infiammazione gastrointestinale

Per quanto riguarda la mucosite (infiammazione del tratto gastrointestinale che porta sintomi quali nausea, vomito, diarrea, distensione addominale, dolori) indotta da chemio e radioterapia, è stato dimostrato che il tasso di incidenza e la sua gravità possono essere ridotti con la somministrazione, durante l’intero trattamento, di una miscela a base di Bifidobacterium longum, Lactobacillus lactis ed Enterococcus faecium. Questi probiotici aiutano a prevenire le infiammazioni, ripristinare l’alterazione del microbiota e rinforzare la barriera intestinale.

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Probiotici e disturbi cognitivi indotti dalla chemio

Un altro dato interessante riguarda i disturbi cognitivi, conseguenza delle terapie oncologiche. Le donne che hanno assunto i probiotici (Bifidobacterium longum, Lactobacillus acidophilus, Enterococcus faecalis) subito prima di iniziare la chemio e 21 giorni dopo l’ultimo ciclo di trattamenti, hanno riscontrato effetti collaterali cognitivi minori rispetto a coloro che non li avevano assunti (35% rispetto all’81%).

Microbiota e malattie oncologiche

Alcuni tumori - come quello al colon-retto, al fegato, al pancreas e al polmone - possono aggravarsi in presenza di batteri o di microbiota disbiotico (che quindi possiede una maggiore incidenza di batteri “cattivi”). Ma la composizione del microbiota può influenzare anche altri tumori, come quello al seno.

Microbiota e tumore al colon-retto

Il tumore al colon-retto tra le neoplasie maligne più diffuse in tutto il mondo (nel 2024, in Italia, sono state fatte 48.706 nuove diagnosi). Diversi studi evidenziano come una disbiosi del tessuto mammario può portare ad una maggiore predisposizione all’infiammazione, proprio come succede per i tumori intestinali. L’oncobiotica è la disciplina che studia l’interazione tra il microbiota intestinale e l’insorgenza del cancro e si focalizza proprio sull’asse intestino-seno.

Come prendersi cura del microbiota: consigli e alimenti migliori

Oltre a mantenere uno stile di vita sano (attività fisica, buona qualità del sonno) è importante seguire una dieta quanto più diversificata. Fibre (avena, legumi, asparagi, carciofi, banane, mele kiwi aglio, cicoria, cipolla, porri): dalla loro fermentazione vengono prodotti acidi grassi a catena che aiutano a ripopolare il microbiota e modulare la risposta immunitaria. Un esempio su tutti è il butirrato, acido grasso prodotto dal microbiota intestinale che, per chi ha ricevuto una diagnosi di cancro al seno, può essere fondamentale per rallentare la malattia grazie alle sue proprietà antinfiammatorie.

Raccomandazioni nutrizionali durante le terapie oncologiche

Nelle terapie oncologiche un’alimentazione guidata è importante quanto una chemioterapia ben modulata. Nel cancro è fondamentale attivare l’autofagia. Praticare la restrizione calorica pre-chemioterapia di 48 ore. Uno studio recente, pubblicato su Science Translational Medicine, ha dimostrato che un breve digiuno (48 ore prima della chemioterapia) in un modello animale di neuroblastoma protegge le cellule sane, che riposano come in uno stato di ibernazione in attesa di nuovo nutrimento, e rende più vulnerabili le cellule malate, riduce gli effetti indesiderati della chemio e protegge anche dalla metastasi. Il digiuno destabilizza le cellule ammalate, che cercano, invano, altre vie per rigenerarsi di fatto indebolendosi perché solo le cellule sane possono sopravvivere al digiuno.

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Manipolazione nutrizionale della cellula neoplastica

Per terapia integrata in Oncologia intendiamo l’uso di sostanze naturali o metodologie che vanno a salvaguardare in maniera più specifica il benessere del paziente che si sta sottoponendo a trattamenti classici quali la chemioterapia o la radioterapia .

Immunonutrizione e cancro

L’aumentata incidenza del cancro sta spingendo la ricerca di strade innovative per la prevenzione, il trattamento e i risultati migliorati. In seguito a diversi meccanismi il cancro genera nel paziente uno stato di malnutrizione proteico-calorica, interferendo con l’immunocompetenza umorale e cellulare, con le funzioni tessutali e quelle riparative dell’organismo.

Immunonutrienti: cosa sono?

Gli immunonutrienti sono quindi dei substrati nutrizionali che, aggiunti in specifici dosaggi alle miscele per la nutrizione enterale, svolgono un effetto fra loro additivo e sono in grado di modulare la risposta immunitaria e infiammatoria.

L'importanza dello stato nutrizionale nel paziente oncologico

Lo stato nutrizionale incide notevolmente sulla prognosi del paziente oncologico; per tale ragione se ne raccomanda la sua valutazione in tutti i pazienti che hanno ricevuto una diagnosi di tumore e, in particolare, nei pazienti affetti da tumori del tratto testa-collo e del tratto digerente. Eventuali alterazioni dello stato nutrizionale hanno un forte impatto negativo sulle condizioni cliniche del paziente. Il cancro provoca nel 50%-80% dei pazienti uno stato di malnutrizione severa che può avvenire sia per l’interessamento diretto del tratto digerente - con un relativo malassorbimento delle sostanze nutritive-, sia per le modifiche metaboliche innescate dalla patologia neoplastica stessa che portano a un ridotto introito calorico correlato a un maggiore fabbisogno di nutrienti essenziali.

Cachessia neoplastica

Con il termine cachessia neoplastica s’intende una forma di malnutrizione secondaria ad una patologia che riconosce come principale (ma non esclusivo) trigger eziologico la risposta infiammatoria.

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Gestione multidisciplinare del malato oncologico

Definita come perdita di più del 10% del peso corporeo in 6 mesi, la malnutrizione è una sindrome frequentemente riscontrata nei pazienti con cancro in stadio avanzato con impatto negativo sulla prognosi. È, infatti, associata a diminuzione della capacità fisica, ridotta tolleranza ai trattamenti e ridotta sopravvivenza.

Consigli pratici per affrontare gli effetti collaterali delle cure

Un’alimentazione adeguata è di aiuto per affrontare al meglio gli effetti collaterali delle cure e i sintomi della malattia. I sintomi di un tumore e gli effetti collaterali delle terapie oncologiche, come la mancanza di appetito e la nausea, possono influire negativamente sulla qualità di vita dei pazienti. La selezione degli alimenti, la distribuzione dei pasti nel corso della giornata e altre attenzioni possono essere di aiuto per contrastare i problemi che si vivono durante i trattamenti e per recuperare le forze.

Nausea e vomito

La soluzione maggiormente consigliata per contrastare nausea e vomito è mangiare poco e spesso, spezzando i tre pasti principali in 6-8 spuntini al giorno. È inoltre d’aiuto evitare i piatti troppo elaborati o pesanti e i cibi con sapori e odori troppo forti, seguendo piuttosto queste indicazioni:

  • Consumare alimenti secchi, come pane e cereali se possibile integrali;
  • Mangiare cibi freschi o a temperatura ambiente, evitando il più possibile quelli caldi o piccanti e quelli fritti;
  • Assumere solo piccoli sorsi di liquidi durante i pasti per evitare di sentirsi pieni;
  • Bere la maggior parte dei liquidi tra i pasti preferendo acqua, tisane tiepide e bevande tra cui quelle a base di zenzero o menta;
  • Preferire cibi facili da deglutire e con molte calorie concentrate in poco volume, eventualmente accompagnati da integratori indicati dal medico;
  • Non mangiare in una stanza troppo calda, e con odori intensi di cucina;
  • Cercare di distrarsi durante i pasti, ascoltando la musica preferita o mangiando insieme a qualcun altro.

Perdita di appetito

Per stimolare l’appetito è fondamentale mantenersi fisicamente attivi il più possibile. Può aiutare iniziare lentamente e aumentare l’attività nel corso del tempo. Si può per esempio fare una breve passeggiata, anche solo di 10 minuti, un’ora prima dei pasti. Per contrastare la perdita di peso per mancanza di appetito, può essere d’aiuto preferire cibi ad alto contenuto proteico o calorico, come legumi, uova, carne (preferibilmente bianca) e pesce, frutta secca a guscio, e consumare bevande arricchite di particolari elementi nutritivi.

Stipsi

Farmaci, scarsa attività fisica e nuove abitudini alimentari possono rendere l’intestino pigro. Per risvegliarlo si può optare per cibi ricchi di fibre, come cereali integrali, verdura e frutta con la buccia. Invece si consiglia di mangiare senza esagerare e a piccole dosi, eventualmente sotto forma di creme, i cibi che favoriscono la formazione di gas, come legumi, broccoli e cipolle.

Diarrea

Oltre alla stitichezza, le cure antitumorali possono indurre anche il problema opposto, ovvero la diarrea, che provoca disidratazione, perdita di peso, debolezza e scarso appetito. Anche in questo caso le raccomandazioni sono di bere lontano dai pasti e di distribuire questi ultimi nel corso della giornata. È un po’ più lunga la lista dei cibi cui bisogna prestare attenzione. È bene sapere che, oltre a limitare i cibi grassi, fritti, o speziati, dolci, latte e latticini e le gomme da masticare, può essere utile mangiare alimenti ricchi di potassio e di sodio (come banane e mele) e di fibre solubili (come il riso e i fiocchi d’avena), magari ridotti in crema.

Spossatezza

Per i malati di cancro, la stanchezza e la mancanza di forze possono condizionare pesantemente la vita di tutti i giorni. Quando dormire non basta per ricaricare le pile e le normali attività quotidiane appaiono come ostacoli insormontabili, in gergo si parla di “fatigue”, una sorta di malattia nella malattia. Per combatterla, la scelta più ovvia potrebbe sembrare fare il pieno di cibi ad alto contenuto calorico ed energetico, come dolciumi ricchi di zucchero, ma secondo gli esperti dell’American Cancer Society non è la soluzione migliore. Questi alimenti possono infatti dare una carica immediata, ma l’effetto degli zuccheri svanisce rapidamente e dopo si corre il rischio di sentirsi ancora più a terra. Al contrario, si suggerisce di puntare su cibi integrali, legumi, fibre con un po’ di olio extravergine di oliva, che aiutano a mantenere livelli di energia più stabili nel tempo. Per fare una merenda veloce e leggera si può mangiare una porzione di frutta essiccata o qualche noce, mandorla o nocciolina che, contenendo magnesio, aiutano a combattere la fatigue. Inoltre, il tè è preferibile al caffè, perché l’effetto dell’agente stimolante, la teina, dura più a lungo di quello della caffeina.

Fastidi in bocca

Alcuni tipi di chemioterapia e la radioterapia localizzata su testa e collo possono ridurre il flusso di saliva e causare una fastidiosa secchezza della bocca, rendendo difficile la masticazione e la deglutizione. Per avere un po’ di sollievo può essere utile bere spesso piccole quantità di liquidi, ma anche succhiare cubetti di ghiaccio e ghiaccioli alla frutta. Un altro utile suggerimento può essere di evitare cibi che richiedono una masticazione faticosa, come quelli più asciutti e che tendono a impastare la bocca, come cracker e grissini. Se il disturbo è accompagnato anche da piccole ulcere della mucosa orale, allora è meglio evitare tutto ciò che è troppo salato, speziato o caldo, così come i cibi secchi e duri (tra cui anche il pane integrale che si può sostituire con pane di semola di grano duro), l’alcol e il caffè. Si consiglia invece di consumare creme di cereali integrali o di legumi, come l’hummus. Le cure possono provocare un sapore cattivo in bocca, amaro o metallico: sorseggiare dell’acqua con qualche goccia di limone può contribuire a eliminare questa sensazione.

Vampate

Le terapie ormonali, come quelle usate per la cura e la prevenzione delle recidive dei tumori al seno e alla prostata, possono indurre vampate di calore simili a quelle che compaiono in menopausa. Nelle donne questi effetti collaterali sono maggiori se il tumore è insorto prima della menopausa. Molti pazienti riferiscono che il disturbo è scatenato da tè, caffè o altre bevande contenenti caffeina, dall’alcol, dai cibi speziati, oltre che dal fumo e dalle emozioni. Se le vampate sono insopportabili, il medico potrà suggerire dei farmaci per attenuarle.

L'importanza di mantenere il peso corretto

Pensare che l’aumento di peso sia sinonimo di buona salute è sbagliato. Quindi, in caso di sovrappeso dovuto alle cure o alla fame nervosa, la prima regola è diminuire le porzioni e praticare attività fisica regolare tutti i giorni, evitando gli alimenti molto calorici.

  1. Fai in modo di mantenere il peso corretto (normopeso).
  2. Sii fisicamente attivo tutti i giorni. Limita il tempo che trascorri seduto.
  3. Segui una dieta sana:
    • Mangia principalmente cereali integrali, legumi, verdura e frutta.
    • Limita i cibi ad alto contenuto calorico (cibi con alto contenuto di zuccheri e grassi) ed evita le bevande zuccherate.
    • Evita la carne conservata; limita la carne rossa e i cibi ad alto contenuto di sale.
  4. Se bevi alcolici, limitane l’assunzione o, ancora meglio, eliminali. Per la prevenzione del cancro non è consigliabile bere alcolici.

In aggiunta ai cibi vegetali si possono mangiare porzioni moderate di pesce, pollame, latticini (a minor contenuto di grassi) e carni magre.

Il ruolo degli integratori durante le cure antitumorali

Da alcuni studi condotti negli ultimi anni, è emerso che più dell’80% dei pazienti assume regolarmente integratori (fonti concentrate di nutrienti - minerali e vitamine - o di altre sostanze con effetto nutrizionale o fisiologico) durante la chemioterapia; andando a indagare sui prodotti assunti, emerge che le potenziali interazioni con i farmaci chemioterapici sono spesso moderate (50%) o importanti (38%). Nasce da qui la necessità di sensibilizzare i pazienti a un uso consapevole degli integratori dopo consulto con il medico.

Perché i pazienti si affidano agli integratori?

  • Contrastare gli effetti collaterali della chemioterapia/immunoterapia.
  • Cambiamenti della qualità di vita.

Quali sono gli integratori più usati?

Gli integratori maggiormente utilizzati sono rimedi erboristici, le cui potenziali interazioni con i farmaci chemioterapici sono purtroppo ancora difficili da prevedere a causa della generale mancanza di informazioni dettagliate sull’azione farmacologica di queste sostanze. In linea generale le interazioni si manifestano soprattutto a livello dell’assorbimento e del metabolismo. Di seguito alcuni esempi:

  • L’iperico/Erba di San Giovanni: può ridurre l’efficacia di molti farmaci.
  • Aloe: può ridurre l’assorbimento di alcuni farmaci chemioterapici o antidiabetici.
  • Ginseng: può interferire significativamente con farmaci molto utilizzati in ambito ematologico.
  • Molte vitamine (Q10, glutatione, vit E e vit A, beta carotene): possono ridurre l’efficacia di alcuni agenti chemioterapici.

È fondamentale, dunque, confrontarsi sempre con il proprio medico prima di decidere l’assunzione di un integratore o di alcuni alimenti.

Integratori che possono essere assunti durante la chemioterapia (sotto controllo medico)

  • Curcumina: ha proprietà antiossidanti e antinfiammatorie ampiamente provate.
  • Cardo Mariano: può limitare i danni epatici e renali indotti da alcuni farmaci antitumorali.
  • Zenzero: ha un effetto antinausea.
  • Tè verde: ha proprietà antitumorali e apporta benefici al sistema cardiovascolare e respiratorio.
  • Boswellia serrata: utile per artriti, artrosi, malattie infiammatorie intestinali, asma e stato proinfiammatorio indotto dalla presenza di neoplasia.

Tabella riassuntiva degli integratori e loro potenziali interazioni

Integratore Potenziali Benefici Possibili Interazioni
Curcumina Antiossidante, antinfiammatorio Nessuna nota
Cardo Mariano Protezione epatica e renale Limitare danni da Cisplatino e Doxorubicina
Zenzero Antinausea Può causare disturbi gastrici ad alte dosi
Tè Verde Antiossidante, antitumorale, cardiovascolare Interferisce con inibitori del proteasoma (bortezomib)
Boswellia Serrata Antinfiammatorio Interazione con anticoagulanti orali
Iperico Calmante Riduce l'efficacia di molti farmaci
Aloe Lassativo Riduce l'assorbimento di farmaci
Ginseng Energizzante Interferisce con farmaci ematologici

In conclusione, l’assunzione di sostanze che si credono utili per migliorare lo stato di salute può interferire con le cure oncologiche, “naturale” non fa sempre rima con “benefico o innocuo”. L’assunzione di questi prodotti da parte dei pazienti con patologie oncologiche in nessun caso dovrebbe essere lasciata all’automedicazione.

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