La dieta chetogenica, un regime alimentare a elevato contenuto di grassi e povero di carboidrati, ha guadagnato popolarità negli ultimi anni come metodo per perdere peso. Tuttavia, al di là del suo profilo glamour e della sua popolarità tra star e sportivi, la dieta chetogenica è una vera e propria terapia salvavita per alcune malattie.
In cosa consiste la dieta chetogenica?
È un regime alimentare a elevato contenuto di grassi (iperlipidico), povero di carboidrati (ipoglucidico) e con un adeguato apporto di proteine. La dieta chetogenica ha l’obiettivo di rivoluzionare il nostro equilibrio metabolico. È così chiamata perché induce l’organismo a formare i corpi chetonici, che hanno a livello del sistema nervoso centrale il duplice compito di fornire una fonte energetica alternativa e di attivare la sintesi di neurotrasmettitori indispensabili per il controllo delle crisi epilettiche.
Per indurre lo stato metabolico della chetosi è necessario un regime alimentare in cui il 60%-80% delle calorie giornaliere deve provenire dai grassi. L’apporto di carboidrati deve essere compreso tra i 20 e i 50 grammi al giorno.
“Per le sue proprietà antinfiammatorie e neurostimolanti, la dieta chetogenica risulta inoltre particolarmente efficace nel contrasto della neuro-infiammazione e della neuro-degenerazione”, spiega Valentina De Giorgis, Neuropsichiatra Infantile, Ricercatore presso l’Università degli Studi di Pavia, Responsabile del Centro di Epilettologia dell’Infanzia e dell’Adolescenza presso la Fondazione Mondino, Istituto Neurologico Nazionale a carattere scientifico di Pavia.
Applicazioni Terapeutiche
“Partendo da questa premessa, nel campo delle malattie metaboliche può essere usata in due diverse aree di intervento: la prima, come trattamento specifico per una malattia, andando a sopperire una mancanza, come nel caso della sindrome da deficit del trasportatore di glucosio di tipo 1 (deficit di GLUT1), di alcune glicogenosi o del difetto di piruvato deidrogenasi (PHD); la seconda, per curare un sintomo, come può essere la progressione del danno neurologico o le crisi epilettiche in malattie metaboliche neurodegenerative”, precisa Carlo Dionisi Vici, direttore dell’UOC di Malattie metaboliche dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù Roma, nonché responsabile scientifico di KetoMeet 2022.
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Ma se per molte persone può essere un’opzione o una scelta alimentare, per chi ha la sindrome da deficit di GLUT1 la dieta chetogenica rappresenta l’unica opzione di cura possibile.
La terapia medica nutrizionale come la dieta chetogenica viene costruita sui fabbisogni individuali, a seconda della finalità che ci si prefigge. “Nel trattamento di deficit di GLUT1, per esempio, per mantenere la chetosi, dobbiamo togliere gli alimenti a base di carboidrati ma, per non scendere con l’apporto energetico, li sostituiamo con gli alimenti grassi e con un apporto di proteine corretto, in linea con quelle che sono le raccomandazioni dei nostri LARN, i livelli di assunzione di riferimento di nutrienti, in base alla fascia di età”, spiega la Professoressa Anna Tagliabue, nutrizionista clinico, direttore del Centro Interdipartimentale di studi e ricerche sulla Nutrizione Umana e i Disturbi del Comportamento Alimentare con l’annesso Ambulatorio Clinico dell’Università di Pavia.
In campo clinico il primo uso documentato di dieta chetogenica per trattare specifiche patologie risale agli anni 20 del secolo scorso, quando Wilder ed altri la utilizzarono per controllare attacchi in pazienti pediatrici affetti da epilessia non trattabile con i farmaci allora disponibili. Un utilizzo tornato alla ribalta negli anni 90 e da allora sempre più diffuso.
Negli ultimi anni si è visto un rinnovato interesse della comunità scientifica nei confronti di questo regime alimentare, con l’avvio di promettenti filoni di indagine sull’utilizzo della chetogenica oltre che per il trattamento dell’epilessia e dell’obesità anche per quello di altre patologie come certe forme tumorali, alcune patologie neurologiche come Alzheimer e Parkinson, varie forme di cefalea, il Diabete e la Sindrome Metabolica.
Esempi di dieta chetogenica
Il programma alimentare della dieta chetogenica è personalizzato e deve essere messo a punto dal medico. In generale l’alimentazione prevede alcuni tipi di frutta secca, semi, formaggio intero e altri prodotti caseari, yogurt, oli, insieme a piccole quantità di carne, uova e pesce. Tra le verdure sono consentite quelle non amidacee e fibrose, come le verdure a foglia.
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Sono fortemente limitati invece i cereali (pasta, pane e prodotti da forno) e la frutta.
Alimenti Vietati
Nella dieta chetogenica sono generalmente vietati:
- Alimenti zuccherati, come succhi di frutta, frullati, bibite, dolci, budini, gelati;
- Prodotti a base di grano, riso, pasta, cereali;
- La frutta, salvo piccole porzioni di frutti di bosco, fragole o altri frutti poco zuccherini;
- Legumi;
- Verdure amidacee, come patate, carote cotte, barbabietole;
- Bevande alcoliche, come birra, vino, liquori;
- Salse e condimenti che contengono zucchero, come ketchup, salsa di soia, aceto balsamico.
Indicazioni
La dieta chetogenica è normalmente scelta da chi desidera perdere peso ma, per via delle sue caratteristiche, è molto efficace anche negli stati patologici caratterizzati da:
- Insulinoresistenza;
- Sindrome metabolica;
- Diabete mellito di tipo 2;
- In alcune patologie neurologiche come emicrania e cefalea.
Durata
Il percorso chetogenico ha una durata circoscritta e deve essere sempre seguito da una fase di graduale transizione verso una dieta mediterranea bilanciata e dal ripristino di corrette abitudini alimentari, l’unica via che garantisca il mantenimento a lungo termine dei risultati raggiunti.
Controindicazioni
La dieta chetogenica è fortemente controindicata in alcuni casi, che comprendono:
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- Gravidanza e allattamento;
- Infanzia e adolescenza;
- Presenza di patologie come l’insufficienza cardiaca, renale, epatica;
- Diabete di tipo 1;
- Presenza di patologie psichiatriche (disturbi psichici o del comportamento);
- Alcolismo;
- Disfunzioni del metabolismo dei grassi.
Effetti Collaterali e Considerazioni
“Questa dieto-terapia fortemente sbilanciata, con una severa limitazione di alcuni alimenti, molti dei quali riconosciuti come utili a mantenere il benessere intestinale e la diversità delle specie batteriche, fondamentale per il benessere del microbiota, può avere però alcuni effetti collaterali, come per esempio la stipsi”, continua Tagliabue.
Un’altra critica che viene fatta alle diete chetogeniche è la sua correlazione con la stipsi. Tale disturbo rappresenta uno degli effetti collaterali più comuni riscontrati in una dieta di questo tipo.
Non esistono però ancora molti studi sulla relazione tra il microbiota intestinale e la dieta chetogenica seguita per lunghi periodi, come fa per esempio chi ha la GLUT1. “Quando è necessario usare questa dieta come terapia, bisogna rendersela amica.
Allo stesso tempo, bisogna superare le titubanze nei confronti della dieta chetogenica, che è sicuramente squilibrata, ma che se è usata in modo preciso e accurato, oltre a migliorare la qualità di vita dei pazienti, non presenta particolari effetti collaterali.
“Si ha paura: un conto è somministrare al proprio figlio un farmaco di cui i medici ti danno la posologia e le indicazioni, un altro è sapere che quello che salva la vita al tuo bimbo è quello che devi produrre tu in ogni singolo pasto, in ogni singolo passaggio culinario, che deve essere privo di ogni possibile errore. Il cibo è vita per tutti, ma per i nostri figli lo è ancora di più”, chiarisce Camerini.
In una cultura come la nostra, in cui il cibo permea ogni momento, seguire un regime alimentare così restrittivo può avere anche ripercussioni sociali, legate all’integrazione e all’inclusione nel gruppo, non solo a scuola. “Per questo, come associazione - continua Camerini - abbiamo creato materiali adatti a ogni età per diffondere informazioni sulla GLUT1 e fare rete. E con il Politecnico di Milano, i medici dell’Università di Pavia e la comunità di pazienti abbiamo sviluppato una app gratuita, semplice da usare, modulabile su esigenze e protocolli diversi, che permette di interfacciarsi con i medici tramite una piattaforma web”.
Chetosi e Chetoacidosi
La chetosi fisiologica in un soggetto sano non va assolutamente confusa con la chetoacidosi diabetica, una condizione estremamente grave, potenzialmente fatale, che può svilupparsi in soggetti affetti da diabete di tipo I quando vengano a mancare le necessarie somministrazioni di insulina. In queste condizioni, pur in presenza di un’elevata glicemia, si assiste a un rapido aumento di corpi chetonici nel sangue, su valori pari o superiori a 25 mmol/l, con un loro progressivo accumulo in circolo e scarsa o nulla utilizzazione a livello dei tessuti. Si tratta tuttavia di una situazione patologica che nulla ha a che fare con la chetosi che si instaura in un soggetto sano.
No al "fai da te"
Poiché la dieta chetogenica è definita da una composizione biochimica molto specifica, deve essere sempre eseguita su indicazione e controllo medico.
La necessità di rispettare equilibri biochimici così specifici, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, rende inoltre necessario l’utilizzo di integratori che rispondano all’esigenza di mantenere un apporto di calorie e carboidrati controllato e insieme soddisfino le richieste nutrizionali e vitaminiche del nostro organismo.
La Fisiologia della Dieta Chetogenica
L’organismo umano dispone di diverse forme di accumulo di riserve delle quali la più consistente è quella rappresentata dal tessuto adiposo, che in un individuo medio del peso di 70 kg, può ammontare a circa 15 kg, mentre le scorte di carboidrati ammontano a poco meno di mezzo kg.
La restrizione severa dell’apporto di carboidrati, attraverso l’azione su ormoni quali insulina e glucagone, promuove la mobilitazione di lipidi dai tessuti di riserva e la loro utilizzazione a scopo energetico.
La chetosi determina modifiche nella concentrazione di diversi ormoni e nutrienti, tra cui grelina, amilina e leptina e, ovviamente, dei corpi chetonici stessi. È probabilmente attraverso queste variazioni che viene a determinarsi uno degli effetti più rilevanti della dieta chetogenica: la riduzione o la totale scomparsa della sensazione di fame che è tipica della chetosi profonda, indubbiamente una situazione che meglio aiuta a sopportare le rigorose restrizioni alimentari di questa dieta.
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