Dieta per Acidi Urici Alti: Alimenti Consentiti e Vietati

Quando si ha a che fare con un alto livello di acido urico, adottare uno stile di vita sano ed equilibrato che comprenda una dieta specifica è di fondamentale importanza. La prevenzione, quindi, è il primo passo per tenere sotto controllo il problema e cercare di risolvere il prima possibile.

Cos'è l'Iperuricemia?

L’iperuricemia indica l’aumento nel sangue, oltre i valori ritenuti fisiologici, di acido urico (uomo 4-7 mg/100 ml, donna 3-6,5 mg/100 ml). L’acido urico deriva dal metabolismo delle purine, cioè dei composti azotati che entrano a far parte della struttura del DNA. Questo acido è una sostanza cristallizzabile normalmente presente nel nostro organismo ed è il prodotto finale del metabolismo delle purine, ossia sostanze azotate che formano il nostro DNA (acidi nucleici). Di norma, viene eliminato attraverso sia la filtrazione renale, sia le secrezioni digestive. L’iperuricemia è causata da un’iperproduzione, o da una ridotta escrezione, di acido urico. Possono essere prodotte dal nostro stesso metabolismo o derivare dalla degradazione di alcuni alimenti.

Per iperuricemia si intende un eccesso di acido urico nel sangue che, nella maggior parte dei casi, deriva da una predisposizione genetica ereditaria. Un ruolo importante nello sviluppo dell’iperuricemia lo svolge la genetica, ma è nota l’associazione tra iperuricemia e manifestazioni cliniche della sindrome metabolica.

Cos'è la Gotta?

Con il termine “gotta” si intendono, invece, una serie di manifestazioni patologiche riconducibili all’iperuricemia, come artriti, sinoviti tendinee, tofi, nefropatie e calcoli renali di acido urico. Quando viene prodotto troppo acido urico, originato dalle purine, e l’organismo non riesce a smaltirlo, esso tende a depositarsi nelle articolazioni e a provocare la gotta.

La gotta è una malattia in cui depositi di cristallo di acido urico, quando sono elevati nel sangue (iperuricemia), si accumulano nelle articolazioni e determinano episodi ricorrenti di artrite infiammatoria. La gotta è più frequente fra gli uomini che fra le donne. La gotta si caratterizza da attacchi di artrite infiammatoria acuta a livello delle articolazioni. L'articolazione più frequentemente colpita è l’alluce. L’articolazione colpita si gonfia, si arrossa e duole fortemente. Possono essere interessate anche le articolazioni dei polsi, caviglie, talloni, ginocchia, dita delle mani, gomiti.

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Diagnosi

La diagnosi di iperuricemia si ottiene tramite l’esame del sangue, misurando la concentrazione di acido urico. L’iperuricemia viene diagnosticata attraverso un semplice esame del sangue, mentre per la diagnosi di gotta è necessario il riscontro di elevati valori ematici di acido urico e l’esame delle urine, in aggiunta alla raccolta di informazioni sullo stato di salute del paziente (indagine anamnestica) e all’esame obiettivo, cioè l’insieme di manovre diagnostiche effettuate dal medico per verificare la presenza o l’assenza di segni indicativi della malattia indagata.

L’esame al microscopio del liquido sinoviale (un fluido che grazie alla sua azione lubrificante protegge le superfici articolari dall’usura e dal logorio), da cui emergono i cristalli di acido urico con la tipica forma ad ago, serve per confermare la diagnosi di gotta.

Alimentazione e Gotta

La gotta è una malattia del metabolismo e quindi fortemente legata alla nostra alimentazione. La causa della gotta è il deposito dei cristalli di acido urico a livello delle articolazioni.

Linee guida generali sull'alimentazione

  • Seguire un’alimentazione in cui sono presenti formaggi magri, latte, verdura, uova, cereali e frutta.
  • Se a pranzo abbiamo consumato un primo, allora a cena preferiamo un secondo piatto, per variare le fonti di carboidrati.

Alimenti Consigliati

  • Pasta e riso non integrali, grissini, cracker, fette biscottate, cereali in genere.
  • Formaggi a basso contenuto di grassi come Asiago, Bel Paese, crescenza, fior di latte, fontina, mozzarella, scamorza oppure, tra quelli stagionati, Grana Padano DOP. Grana Padano DOP è il formaggio più ricco di calcio tra tutti quelli comunemente consumati, apporta inoltre buone proteine ad alto valore biologico, vitamine essenziali come quelle del gruppo B (B2 e B12) e antiossidanti come zinco, selenio e vitamina A.
  • Verdure di stagione.
  • Frutta fresca come albicocche, arance, mele, melone, pere, pesche.
  • Legumi, come piselli, fagioli, lenticchie, ceci, fave, etc.

Alimenti da Evitare o Limitare

  • Alcool. La sua ingestione (soprattutto birra e superalcolici), oltre a favorire l'aumento di peso, favorisce anche la produzione di acido urico da parte dell'organismo e la sua precipitazione nelle articolazioni. Andrebbero eliminati soprattutto alcol (specialmente la birra), superalcolici e bevande zuccherate (sì a tè e caffè).
  • Non eccedere nel consumo di proteine animali, assumendo a pasto porzioni corrette di carne (circa 100 grammi), affettati (circa 50 grammi) e pesce (circa 150 grammi). Non eccedere nel consumo di proteine animali, assumendo 2-3 porzioni di carne (100 g), 1 di affettati (50 g) e 3 di pesce (circa 150 g) a settimana.
  • Frutta fresca, ricordando però di consumarla con moderazione per il suo contenuto di fruttosio (zucchero della frutta). Non superare il quantitativo di 300 grammi al giorno.
  • Evitare i digiuni prolungati e diete fortemente ipocaloriche, soprattutto quelle basate sulla riduzione o eliminazione dei carboidrati.

Altri Consigli Utili

  • Combattere il sovrappeso. L'alimentazione dovrebbe essere all'insegna della moderazione calorica, in modo da evitare, per quanto possibile, abbuffate ed eccessi. La riduzione graduale del peso superfluo sembra infatti apportate più benefici di un regime dietetico attento solo all'eliminazione dei cibi ricchi in purine. In caso di sovrappeso o obesità si raccomanda la riduzione del peso e del “giro vita” ossia la circonferenza addominale, indicatore della quantità di grasso depositata a livello viscerale. Valori di circonferenza vita superiori a 94 cm nell'uomo e ad 80 cm nella donna si associano ad un rischio cardiovascolare “moderato", valori superiori a 102 cm nell'uomo e ad 88 cm nella donna sono associati ad un "rischio elevato".
  • Rendere lo stile di vita più attivo (abbandona la sedentarietà!). Praticare attività fisica almeno tre volte alla settimana per complessivi 150 minuti, ottimali 300, sia di tipo aerobico, sia di rinforzo muscolare (anaerobica).
  • Assumere sufficienti quantità di vitamina C che, secondo alcuni studi, ha un ruolo preventivo nei confronti della gotta (es.
  • Per ridurre l’acido urico è necessario bere prima di tutto molta acqua.

Importanza dell'Idratazione e dei Carboidrati Complessi

  • E’ molto importante assicurare all’organismo il giusto apporto di acqua. Bere in abbondanza può prevenire i calcoli renali a cui i gottosi sono particolarmente esposti. Anche gli infusi d’erbe possono essere una buona soluzione per aumentare l’apporto di liquidi con la dieta; inoltre, alcune tisane diuretiche possono favorire l’escrezione di acido urico in eccesso e ridurre la pressione arteriosa.
  • I glucidi complessi, dei quali il maggior capostipite è l’amido, favoriscono l’escrezione urinaria di acido urico. Non è necessario esagerare, la razione raccomandata tipica della dieta mediterranea è considerata sufficientemente adeguata.

Terapia Farmacologica

Normalmente il paziente che soffre di iperuricemia viene sottoposto a terapia farmacologia per evitare la comparsa di gotte e anche in tale caso vengono impiegati per ridurre i livelli di acido urico nel sangue che, nel tempo, riducono i depositi di acido urico e impediscono nuove riacutizzazioni, ma la riduzione di alcuni cibi ad elevato contenuto di purine (contenute soprattutto nei prodotti di origine animale, con l'eccezione di uova e derivati del latte) può essere utile se la terapia farmacologica si dimostra insufficiente a controllare i sintomi.

Di norma, chi ha la gotta deve seguire una specifica cura farmacologica (prescritta dal medico). Nelle forme acute di gotta la terapia ha come scopo quello di trattare i sintomi ed i segni dell'attacco acuto.

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Al di là degli alimenti consentiti o vietati, la cosa più importante è affidarsi adun professionista della nutrizione per farsi stilare un piano alimentare personalizzato. La quantità di purine varia negli alimenti e deve essere tenuta strettamente sotto controllo.

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