Dieta per Diverticolosi del Colon: Cosa Mangiare

Quando nelle pareti intestinali sono presenti uno o più diverticoli asintomatici, cioè che non producono alcun segno o sintomo della malattia, si parla di diverticolosi. La diverticolite, infine, è la manifestazione clinica dell’infiammazione (peri-) diverticolare che interessa la parete dell’intestino.

Lo sviluppo dei diverticoli è probabilmente correlato a un’alterazione della motilità intestinale, con un aumento locale della pressione, che determina una fuoriuscita della mucosa intestinale nei punti più deboli dell’intestino. La maggior parte delle persone scopre di avere dei diverticoli in modo del tutto casuale, nel corso di indagini radiologiche o endoscopiche del colon effettuate per altre motivazioni.

La diagnosi di diverticolosi, malattia diverticolare e diverticolite deve essere effettuata dal medico gastroenterologo sulla base della storia clinica individuale, dell’esame obiettivo svolto dal medico, dei test di laboratorio (es. esami del sangue) e dei test di immagine (ecografia, TAC, risonanza magnetica). In presenza di diverticolite è necessaria una terapia antibiotica e, nei casi più severi, si ricorre all’intervento chirurgico.

Dieta per Malattia Diverticolare

La dieta per la malattia diverticolare varia, a seconda dello stato di malattia. Una dieta appropriata può anche prevenire o ritardare la formazione dei diverticoli, anche se, spesso, questa avviene per una predisposizione ereditaria, genetico-costituzionale.

La dieta può contribuire a rendere le feci più morbide, scorrevoli e idratate, e, in tal modo, ridurre la pressione interna al viscere, che porta alla formazione della tasca diverticolare. Fatta questa doverosa premessa, occorre fare un distinguo tra quella che può essere una dieta consigliabile nella fase della presenza diverticolare, non complicata da aspetti flogistici o infettivi, e quella da prescrivere nei casi di diverticolite.

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Raccomandazioni Dietetiche Generali

A seguire, uno schema di alimenti non consentiti, consentiti con moderazione, consentiti e consigliati nel caso della malattia diverticolare, sintomatica o non sintomatica, ma non complicata.

Diverticolosi

  • Assumere un’adeguata quantità di fibre morbide, tipo Psyllio (circa 30-40 grammi/die).
  • Idratarsi a sufficienza (bere acqua a piccoli sorsi, preferibilmente a stomaco vuoto, almeno 1,5 litri al dì).
  • Ridurre i grassi, soprattutto di origine animale, le bevande e gli alimenti ricchi di zuccheri.
  • Cucinare senza grassi aggiunti. Preferire metodi di cottura come vapore, microonde, griglia o piastra, pentola a pressione, padella antiaderente; evitare la frittura e i bolliti di carne.
  • E’ possibile consumare integratori alimentari a base di fibra in polvere (Psyllio).

Diverticolite

Durante la fase infiammatoria, in presenza di diverticolite, le raccomandazioni dietetiche cambiano. In alcuni casi si rende necessario il ricovero, mettendo a riposo l’intestino, alimentando il Paziente per via parenterale (con le flebo). A domicilio, prediligere una dieta liquida o semiliquida, a tenore ridotto in fibra. Queste diete, povere in fibra e scorie, vanno seguite sotto controllo e per periodi di tempo limitati.

Pertanto, in caso di diverticolite o malattia diverticolare complicata, con sintomi sub-occlusivi, dolore e febbre, è opportuno consultare il proprio Medico e valutare un ricovero, per “mettere a completo riposo” l’intestino, con digiuno assoluto o una dieta assolutamente liquida e chiara, con nutrizione enterale o parenterale.

Consigli Dietetici per Diverticolosi o Malattia Diverticolare non Complicata

Alimenti non consentiti

  • Legumi, oppure assumerli passati o centrifugati per eliminare le bucce.
  • Verdure con fibre molto dure e filamentose (finocchi, carciofi, fagiolini, asparagi, ecc.). Se si desidera assumerli, andrebbero consumati sminuzzati o centrifugati o cotti e passati al setaccio.
  • Bevande che irritano la parete intestinale come alcolici e superalcoolici, ma anche tè e caffè e altre sostanze nervine.
  • Spezie piccanti (come pepe e peperoncino), curry.
  • Cacao.
  • Insaccati, salame, salsicce, mortadella.
  • Alimenti che possono provocare meteorismo, come bevande gassate, frappè, panna montata, maionese, chewing-gum.

Dopo un episodio infiammatorio (diverticolite), può verificarsi un’intolleranza al lattosio. In questi casi è opportuno eliminare anche i cibi contenenti lattosio (latte e latticini) che potranno essere reintrodotti gradualmente dopo alcune settimane dalla remissione dei sintomi:

  • Latte.
  • Burro.
  • Formaggi freschi.
  • Affettati e insaccati contenenti lattosio (come il prosciutto cotto e i wurstel).
  • Prodotti da forno contenenti lattosio (biscotti, merendine, torte…).

Alimenti consentiti con moderazione

  • Tè deteinato o caffè decaffeinato.
  • Latte o latticini a basso tenore in lattosio, quali lo yogurt e alcuni formaggi, oppure, per non rinunciare agli importanti nutrienti del latte, consumare Grana Padano, che non contiene lattosio.

Alimenti consentiti e consigliati

  • Acqua, almeno 1,5-2 Litri di liquidi al giorno (preferibilmente acqua oligominerale naturale, ma anche consumando brodo o tisane).
  • Verdura, almeno una porzione a pranzo o cena, cruda o cotta. Per la scelta del tipo di verdura, valutare la tollerabilità individuale, tuttavia, poiché è importante anche la capacità delle verdure di trattenere acqua per aumentare il volume delle feci, sono molto utili lattuga, radicchio, sedano e carote cotti, zucchine e cipolle (ricche di inulina), carote e patate lessate. Bene anche i centrifugati di verdura.
  • Per la frutta preferire mele (contenenti pectina), arance, pere, banane (ricche di inulina).
  • Alternare i cereali raffinati (pane, pasta, riso…) con gli analoghi integrali.
  • Patate sono consigliate.

Consigli Comportamentali

  • Praticare regolarmente attività fisica (camminare almeno 20-30 minuti al giorno e fare ginnastica). L’attività fisica aiuta a mantenere tonici i muscoli della parete addominale, migliora la motilità intestinale e riduce il ristagno di feci nei diverticoli.
  • In caso di necessità, aiutarsi con l’aggiunta di Polietilenglicoli (consultare prima il Medico).
  • Sia in caso di semplice diverticolosi, sia in presenza di diverticoli infiammati è importante correggere fattori di rischio come il fumo.

Consigli Pratici

  • Per incrementare l’apporto di fibre e di acqua, al pasto serale è bene abituarsi a consumare anche minestroni e passati di verdure (possibilmente frullati o passati).

L’aumento del consumo di fibra (frutta, verdura, alimenti integrali) può determinare un temporaneo aumento del meteorismo. Tale effetto è destinato a scomparire nel giro di qualche settimana.

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Il meteorismo indotto dal consumo di fibra si può ridurre con le seguenti strategie:

  • Aumentare gradualmente l’introduzione di fibra (limitando cavolfiori e broccoli).
  • Aumentare contemporaneamente il consumo di acqua.
  • Incrementare l’attività fisica.

Esempio di Ricette consigliate

  • Pasta di mais, nocciole e agrumi.
  • Riso integrale mantecato con succo di barbabietola e Parmigiano.
  • Risotto al radicchio trevigiano.
  • Straccetti di manzo con insalate cotte.
  • Minestrone invernale con gramigna.
  • Passato di porri e patate.
  • Involtini di sogliola all’arancia
  • Zucchine alle noci.
  • Branzino al sale in salsa di rosmarino.
  • Farfalle al pesto e faraona.
  • Vellutata di porri e patate (consentita)

Alimenti e Diverticolosi: Ulteriori Considerazioni

Circa 50 anni fa, Painter e Burkitt hanno ipotizzato che una dieta povera di fibre, causata dalla diffusione di carboidrati raffinati nei paesi occidentali, avesse un ruolo importante nella patogenesi della diverticolosi colica. A supporto di questa ipotesi veniva riportata la rarità di diverticoli colici nella popolazione africana, nella quale tradizionalmente il consumo di fibre dovrebbe essere maggiore, e viceversa la loro diffusione nei paesi occidentali.

Una dieta a basso contenuto di fibre porterebbe alla formazione di feci più dure e meno voluminose, a una diminuzione del calibro del colon e allo sviluppo di una pressione endoluminale più elevata (Legge di Laplace). Questo processo porterebbe alla formazione di una zona ad alta pressione endoluminale e faciliterebbe l’erniazione della mucosa colica, attraverso zone di minore resistenza, portando allo sviluppo del diverticolo.

Altrettanto importante, seppure controverso, è il ruolo delle fibre come presidio terapeutico nella malattia diverticolare sintomatica. È stato osservato che una dieta ad alto contenuto di fibre (>30gr/die), o una loro supplementazione, può essere utile nel ridurre i sintomi nella SUDD e può ridurre il rischio di sviluppare diverticoliti; tuttavia gran parte degli studi che avvalorano questa ipotesi è di bassa qualità, in quanto si tratta di studi non randomizzati e non controllati, e di conseguenza il contributo delle fibre in quest’ambito rimane da chiarire.

Sebbene una dieta ad alto contenuto di fibre venga suggerita sia nella prevenzione della formazione dei diverticoli colici che nella terapia della SUDD, non esistono al momento robuste evidenze in grado di supportare questa indicazione nella pratica clinica.

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Alimenti Consigliati

Per i pazienti con diverticolosi colica non sono previste restrizioni dietetiche particolari.

Tuttavia, uno stile di alimentazione di tipo vegetariano e ricco di fibre dietetiche sembra essere associato a un minor rischio di sviluppare diverticoliti e di andare incontro a ricoveri per malattia diverticolare.

È noto che per diversi anni i Pazienti con diverticoli colici sono stati invitati a evitare cibi ricchi di semi, noci e mais, basandosi sull’ipotesi che i relativi residui potessero rimanere intrappolati nel colletto diverticolare determinandone l’ostruzione o causandone l’abrasione, dando pertanto inizio a una cascata di eventi che avrebbero condotto allo sviluppo di diverticolite o emorragia. Tuttavia, questa ipotesi non è stata confermata da un importante studio longitudinale, che ha dimostrato l’assenza di un’associazione tra il consumo di questi cibi e l’insorgenza di complicanze della malattia.

Al momento non esiste alcuna evidenza sulla base della quale i Pazienti con diverticoli colici debbano evitare cibi con alti residui.

Il consumo di caffè sembra essere ininfluente in questa condizione.

Alimenti Dubbi

In pazienti con diverticolosi colica il consumo di bevande alcoliche potrebbe aumentare il rischio di sviluppo di malattia diverticolare sintomatica e di diverticolite. Tuttavia, i risultati degli studi disponibili sono contrastanti e sono necessari nuovi studi per definire questa eventuale associazione, possibilmente differenziando il contributo delle diverse bevande (birra, vino, superalcolici).

Alimenti da Evitare

In questa condizione è stato osservato che, più che un alimento preso singolarmente, è importante lo stile dietetico in generale. È stato dimostrato che uno stile di alimentazione occidentale (ricco di carne, soprattutto rossa e lavorata, dolci, cereali raffinati e ad alto contenuto di grassi) rispetto a un’alimentazione caratterizzata da un maggiore introito di frutta, verdura, cereali integrali, legumi, carne bianca e pesce, può predisporre a un maggior rischio di diverticolite.

Inoltre, da un recente studio longitudinale è emerso che il consumo di carne rossa, in particolare di tipo lavorato (es. vegetali e nei cereali integrali. assorbe infatti grosse quantità di acqua aumentando il volume delle feci ed il transito intestinale; accelerando lo svuotamento del colon, questo tipo di fibra contribuisce ad evitare il ristagno delle feci, il cui accumulo preme sulle pareti intestinali favorendo la comparsa dei diverticoli e la loro infiammazione. Va comunque precisato che entrambi i tipi di fibre sono importanti per la salute, ed è altrettanto raccomandabile il loro inserimento in una dieta ricca di liquidi. Non a caso, frutta e vegetali, raccomandati come fonte di fibre insolubili per la prevenzione della malattia diverticolare1, sono anche apportatori della frazione solubile.

infiammazione. problema ad assumere fibre, soprattutto nella fase acuta della malattia. infatti accumularsi piccole sostanze come i semi contenuti nella frutta. questo motivo alimenti come kiwi, pomodoro e cocomero potrebbero dare dei problemi in caso di diverticolite ricorrente. l'intestino, predispone il soggetto ad un maggior rischio di intolleranze alimentari. Per quanto riguarda la carne, si è visto che un elevato consumo di carne rossa è associato alla comparsa della diverticolosi sintomatica. Non a caso, l'incidenza della condizione è nettamente inferiore nei soggetti vegetariani.

fermenti lattici per regolarizzare la propria funzionalità intestinale. addirittura complicare la sindrome da contaminazione batterica ed avere effetto contrario a quanto sperato. il ristagno di feci nei diverticoli. Preferire alimenti ricchi di fibre, accompagnandoli ad un'abbondante assunzione di liquidi (acqua non gassata). Se necessario, integrare la propria dieta con supplementi dietetici a base di fibre (psillio, crusca... utilizza soprattutto la terapia antibiotica non assorbibile. Nella fase acuta della malattia si rende invece necessaria una terapia antibiotica sistemica. infatti andare ad agire anche all'esterno in modo da combattere le infiammazioni della parete intestinale esterna (peridiverticolite).

Dieta dopo la Diverticolite

La dieta da seguire dopo la diverticolite prevede la reintroduzione della fibra alimentare. La fibra è un nutriente fondamentale per facilitare il transito intestinale: ammorbidisce le feci e ne aumenta il volume. Per contrastare la stitichezza è utile assumere anche alimenti fermentati come il Kefir, e crauti oppure tofu. Ultimo aspetto da non sottovalutare è il mantenimento del peso corporeo entro i limiti di normalità.

Alimento Raccomandazione
Fibre Aumentare l'apporto (30-40 grammi giornalieri)
Acqua Bere almeno 1,5-2 litri al giorno
Cottura Preferire metodi senza grassi (vapore, griglia, ecc.)
Verdura Almeno una porzione a pranzo o cena
Frutta Variare la scelta (prugne, mele, pere, arance, ecc.)

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