Dieta per Anoressia: Consigli del Nutrizionista

Lo scopo di una dieta per anoressia è quello di ristabilire un peso corporeo sano nelle persone affette dal disturbo alimentare, correggendone gradualmente le carenze nutrizionali. Nella definizione di una dieta per anoressia è essenziale non affidarsi al fai da te, lavorando con dei professionisti qualificati che possano creare un piano alimentare equilibrato, elaborato sulle esigenze del singolo paziente.

Comprendere l'Anoressia Nervosa

L’Anoressia Nervosa (AN) è il Disturbo del Comportamento Alimentare (DCA) più diffuso: ha un’incidenza di 8 nuovi casi su 100.000 persone e una prevalenza tra 0,2% e 0,9% (ministero della Salute, 2013). I disturbi della nutrizione e dell'alimentazione (DNA) sono un problema di sanità pubblica di importanza sempre maggiore, caratterizzate da un alto tasso di cronicità, mortalità e recidiva.

Sintomi e Segnali d'Allarme

Un primo sintomo osservabile dall’esterno è l’attenzione ossessiva della persona anoressica nei confronti del cibo e dell’apporto calorico assunto. Questa attenzione ossessiva non viene percepita come negativa dalle persone con anoressia. Anzi, il riuscire a seguire un piano alimentare particolarmente rigido viene percepito come sintomo di forza di volontà. Altrettanto, alcuni studi hanno messo in luce come la presenza di intolleranze, come ad esempio l’intolleranza al lattosio, o allergie possa innescare comportamenti che poi sfociano in disturbi del comportamento alimentare. L’alimentazione e la conseguente assunzione delle calorie diventano quindi una preoccupazione costante e sempre più invasiva nel tempo.

Identikit della Persona Anoressica

Non c’è un vero e proprio identikit. Tendenzialmente, la persona anoressica suddivide gli alimenti in “buoni” o “cattivi” a seconda dell’apporto calorico, ma questa suddivisione non è sempre predominante. Il disturbo da anoressia è infatti caratterizzato dal bisogno di controllo più che dall’attenzione reale per le calorie. Il fulcro delle difficoltà nell’alimentazione risiede infatti nella relazione emotiva con il cibo. Quest’ultimo viene percepito come uno strumento per esercitare una forma di controllo sulla propria vita e sul proprio comportamento.

Conseguenze Fisiche dell'Anoressia

L'anoressia, specie se protratta nel tempo, può causare carenze nutrizionali che a loro volta possono portare a danni anche molto gravi, e talvolta irreversibili.

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  • Perdita di peso: è ovviamente la conseguenza più visibile.
  • Perdita di capelli: è dovuta alle poche proteine assunte dalla persona affetta da anoressia.
  • Anemia: le restrizioni nella dieta causano una forte mancanza di vitamine, minerali e nutrienti essenziali.
  • Temperatura corporea sotto la media: è causata dalla riduzione del grasso corporeo, che funge da isolante.
  • Disturbi dell’apparato digerente, tra cui il reflusso gastroesofageo.
  • Osteoporosi precoce: a causa della malnutrizione e, più nello specifico, dello squilibrio ormonale, le ossa perdono densità minerale.
  • Danni al cuore: dovuti principalmente alle poche calorie introdotte in rapporto alle energie consumate.

Inoltre, ci si è chiesti a lungo se l’anoressia nervosa possa essere un fattore di rischio per sviluppare la sindrome metabolica.

Aspetti Psicologici e Sociali

Ulteriori difficoltà nell’alimentazione sono causate dal fatto che il cibo viene spesso utilizzato dal paziente come premio per aver raggiunto un obiettivo legato al peso, oppure come punizione per non esservi riusciti. Va inoltre considerato che il paziente affetto da anoressia soffre di una percezione completamente distorta del proprio corpo. Viene infatti rilevato che anche individui profondamente sottopeso tendono a percepirsi come sovrappeso, se non addirittura obesi. Tale percezione distorta porta l’individuo ad alimentare un circolo vizioso: restrizioni sempre più estreme, paura sempre più intensa di ingrassare. Vanno tenute in considerazione anche le difficoltà più strettamente sociali legate al cibo: la persona anoressica infatti teme di essere giudicata qualora si trovi a dividere dei pasti con altre persone.

Obiettivi di un Piano Alimentare per l'Anoressia

Seguire un piano nutrizionale adeguato, fornito da un professionista, è essenziale per limitare e riparare per quanto possibile a tali danni. Un percorso di rialimentazione graduale e controllato, guidato da dei professionisti, può e deve aiutare il paziente soprattutto nel ristabilire un rapporto sano con il cibo.

Caratteristiche di un Piano di Alimentazione

Le caratteristiche di un piano di alimentazione per anoressia sono diverse e possono variare da paziente a paziente.

  • Gradualità: una buona dieta per anoressia aumenta in maniera graduale l'apporto calorico e la quantità di cibo. Questo, sia per favorire la tolleranza da parte del paziente, non più abituato all’introduzione di grosse quantità di alimenti, sia per evitare l’insorgenza della cosiddetta sindrome da rialimentazione.
  • Flessibilità: un buon piano di alimentazione per anoressia è flessibile nei confronti dei bisogni e delle preferenze del paziente.
  • Sostegno psicologico: al piano alimentare si collega solitamente un piano di terapia psicologica.

Esempio di Piano Alimentare

Ogni caso di anoressia è differente, dunque è difficile fornire un esempio di piano alimentare per anoressia univoco. Un esempio di dieta ingrassante dopo l’anoressia potrebbe infatti presentare elevate quantità di cibi ricchi di grassi. Questi ultimi, pur favorendo l’aumento del peso non apporterebbero adeguati nutrienti all’organismo. Non è inoltre consigliato cercare di ingrassare velocemente dopo l’anoressia, proprio per non sottoporre il corpo ad ulteriori stress. A titolo esemplificativo, un esempio di piano alimentare per anoressia elaborato dal sistema sanitario del Queensland, Australia.

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Il Pasto Assistito

Il trattamento di questa complessa psicopatologia necessita di un approccio multidisciplinare, affidando il caso ad un team di esperti (psichiatra, dietologo, dietista, infermiere e altri), fermo restando che il punto focale è la terapia nutrizionale, che si propone l’obiettivo terapeutico del recupero del peso corporeo, per la risoluzione delle complicanze associate alla malnutrizione e per la stabilizzazione clinica dei pazienti. Il pasto assistito è l’intervento più utilizzato per questi fini: esso consiste nell’assistere e sorvegliare il paziente durante il pasto con lo scopo di abbattere gli ostacoli che lo separano dalla ripresa di un’adeguata condotta alimentare.

Lo standard gestionale del pasto assistito ricavato prevede un piano alimentare di 6 pasti: 3 principali (colazione, pranzo e cena) e altrettanti spuntini, la cui composizione è stabilita congiuntamente da paziente e dietologo/dietista, per rispettare gli obiettivi di trattamento prefissati. Il pasto viene consumato in regime di pasto assistito e in gruppo con altri pazienti anoressici e la supervisione di un operatore adeguatamente formato, ad esempio psicologo, dietista, terapista della riabilitazione psichiatrica, infermiere. Il tempo per consumare le portare fornite è limitato e può essere stabilito discrezionalmente dai centri, con limite massimo consigliabile di 20-30 minuti per colazione e spuntini e 40-60 minuti per pranzo e cena. Al termine del pasto, i pazienti hanno un periodo di riposo di 1-2 ore (tempo a discrezione), durante il quale devono essere sorvegliati affinché non pratichino esercizio fisico e non usino i bagni, che devono restare chiusi per tutta la durata del riposo; se i pazienti hanno storia di comportamenti di compensazione il periodo di riposo sarà di minimo 2 ore.

Linee Guida per la Rielimentazione

Ci sono delle linee guida chiare su quando i pazienti malnutriti dovrebbero affrontare il processo di refeeding in strutture specializzate o in un ambiente ospedaliero: grave sottopeso, bradicardia (battito cardiaco lento), aritmie e segni vitali instabili. I dati più recenti indicano che un approccio più diretto all’alimentazione è un approccio sicuro, riduce al minimo le complicazioni, previene la mortalità e riduce la durata della degenza negli ospedali.

Caratteristiche Fondamentali della Dieta

La dieta per l'anoressia nervosa deve possedere alcune caratteristiche fondamentali, che interessano la sfera nutrizionale, organica, psicologico-educativa e comportamentale.

  • Frazionamento dei pasti in porzioni molto piccole e digeribili, dato che lo stomaco dell'anoressico è spesso di dimensioni e funzionalità ridotta.
  • Ricchezza di nutrienti essenziali. Per quanto scarsa, la dieta dev'essere più ricca possibile di nutrienti essenziali.
  • Inserimento graduale degli alimenti. Spesso, inizialmente risulta più proficuo lasciare che sia l'anoressico a scegliere quali alimenti mangiare.
  • Varietà. La dieta per l'anoressia nervosa dev'essere personalizzata al 100%.
  • Quando possibile, la dieta per l'anoressia nervosa deve comprendere un piano di integrazione alimentare.

Ulteriori Accorgimenti

  • Atteggiamento non aggressivo. Il pasto dev'essere proposto con delicatezza, senza imposizioni che potrebbero scatenare un rifiuto istantaneo.
  • E' necessario che gli alimenti siano cotti al naturale (lessi, al vapore ecc) e con pochi grassi aggiunti.
  • La convivialità è un fattore preventivo verso l'anoressia nervosa. Inoltre, così facendo, l'anoressico non può nascondere i cibi o praticare il vomito autoindotto.

Mappa dei Servizi e delle Associazioni

Al fine di evitare interventi frammentari e favorire una presa in carico integrata e tempestiva, si vuole offrire ai cittadini affetti da tali patologie e alle loro famiglie uno strumento pratico per agevolare l'accesso alle cure e agli interventi più appropriati. Questa mappatura rende visibili in tempo reale le principali informazioni e le modalità di contatto dei centri di cura e delle associazioni che si occupano di DNA. L'attività di censimento è realizzata in stretta collaborazione con i referenti regionali della tematica e con le Associazioni di settore, sulla base di una apposita valutazione del possesso di specifici requisiti, che garantiscono il costante monitoraggio della mappatura.

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Questa mappatura è pensata per rendere visibile in tempo reale le informazioni dei Servizi e agevolare l'accesso alle cure e agli interventi più appropriati per le persone affette da tali disturbi e sostenere le loro famiglie. L'elenco dei servizi presenti sulla Piattaforma potrebbe non essere esaustivo dell'offerta territoriale in quanto la loro registrazione à aperta a tutti ma su base volontaria. L'attività di censimento è realizzata in stretta collaborazione con i referenti regionali della tematica e con le Associazioni di settore, sulla base di una apposita valutazione dei requisiti. Detto gruppo garantisce il costante monitoraggio della Piattaforma.

Conclusioni

Se anche tu hai vissuto una situazione di anoressia o bulimia, ne sei uscito o ne stai uscendo e cerchi consigli per la dieta adatta puoi rivolgerti a un nutrizionista che ti aiuterà a creare e seguire un piano alimentare per ritrovare salute e benessere e soprattutto un buon rapporto con il cibo. L’alimentazione, la dieta, e il recupero del peso sono parti fondamentali del processo di stabilizzazione medica necessari per progredire con il trattamento ed eventualmente raggiungere la guarigione.

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