Dieta Antitumorale: Menu di 5 Giorni e Consigli per Pazienti Oncologici

La Giornata Mondiale contro il Cancro (World Cancer Day) si svolge ogni anno il 4 febbraio ed è un importante appuntamento attorno al quale il mondo intero può unirsi insieme nella lotta contro il cancro. Il 2019, in particolare, segna il lancio della campagna “I Am and I Will”, un appello all’azione individuale. In che modo possiamo fare la nostra parte? Sicuramente scegliendo uno stile di vita sano, a partire dall’alimentazione.

Se chiedessimo, in giro per le vie di Milano, che cos’è la dieta, la risposta sarebbe pressoché sempre la medesima, un regime alimentare per rimettersi in forma. Ma non è sempre così. Ci sono studi che ne stanno scoprendo un aspetto inaspettato: sapientemente modulata e calibrata, si può trasformare in un vero e proprio farmaco. Già, perché non abbiamo detto che la dieta in questione è ipoglicemizzante, si basa su una restrizione calorica severa ciclica ed è indirizzata a malati oncologici.

Obiettivi della Dieta Antitumorale

Obiettivo è impostare una dieta che possa contribuire a prevenire, contenere o combattere gli effetti collaterali, rappresentati principalmente da mucositi, nausea e vomito. La dieta, in questa fase, deve aiutare l’organismo ed in particolare l’intestino, a prepararsi a ricevere la chemioterapia.

Alimenti Consigliati

  • Le proteine vegetali in forma raffinata (evitando cioè le fibre), quali creme di cereali o di legumi.
  • Alimenti proteici vegetali ricchi di amminoacidi liberi (come il miso) sia sotto forma di zuppa che di condimento per cereali.
  • La zuppa di miso favorisce anche la digestione ed è indicata per accompagnare quotidianamente tutti i pasti.

Alimenti da Limitare o Evitare

Vanno evitati invece carni rosse e conservate, uova, fritti, snack salati, pomodori e succhi da essi derivati, grassi, formaggi grassi, dolciumi, cioccolato, pizza e farine raffinate, prodotti integrali cotti al forno, cibi speziati o duri, bevande zuccherate e frizzanti, bevande contenenti caffeina, agrumi, alcolici.

Dieta Mima Digiuno: Un Approccio Specifico

Per un maggiore approfondimento esiste un particolare tipo di dieta: la Mima Digiuno, un protocollo alimentare ipocalorico interamente vegetale. Dura 5 giorni da fare 1 volta al mese e a cicli di 3-6 mesi. Essa prevede un preciso apporto bilanciato tra i vari macro-nutrienti (proteine, grassi, zuccheri, fibre) e micro-nutrienti (vitamine e minerali) che consente di “ingannare” l’organismo simulando il digiuno senza dover rinunciare completamente al cibo.

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L’organismo si troverà in una condizione di restrizione calorica pilotata in cui si comporta come se stesse digiunando dando inizio ad un processo di rinnovamento cellulare, con il quale elimina ciò che non è più necessario e lo sostituisce con cellule nuove e sane. La restrizione calorica, in particolare quella di zuccheri e proteine, può far diminuire l’attività del recettore dell’ormone della crescita e di alcuni geni che sono responsabili dell’invecchiamento e di tumori.

Questi accorgimenti non devono essere considerati sostitutivi delle indicazioni del Medico.

Menu Tipo per 5 Giorni

La dieta è costituita da cibi freschi facenti parti della dieta mediterranea, e si caratterizza per il bassissimo contenuto di carboidrati e di proteine, con un apporto calorico pari a circa 1800 Kcal suddivise in cinque giorni. Gli alimenti che costituiscono la dieta sperimentale consistono essenzialmente in verdure - prevalentemente insalata, zucchine e verdure a foglia verde - olio di oliva e frutta secca perché è ricca di grassi “buoni”. Non ci sono invece carote, zucca o patate a causa del maggiore contenuto in carboidrati e neppure proteine di ogni genere, cioè carne, pesce, formaggi e legumi.

Gestione degli Effetti Collaterali

I disturbi più comuni che possono insorgere durante il ciclo di chemio o radioterapia sono il calo dell’appetito e l’alterazione del gusto, l’infiammazione delle mucose, la diarrea, la stipsi, la nausea e/o il vomito. Tali disagi, di intensità variabile da persona a persona, dal tipo di terapia oncologica e dal dosaggio, sono per lo più passeggeri e scompaiono solitamente dopo alcuni giorni dal trattamento. È bene però sapere cosa mettere nel piatto in presenza di ciascuno di essi.

Calo dell’appetito o alterazioni del gusto

Consumare acqua lontano dai pasti, bere poco a tavola e sostituire l’acqua con tisane ai semi di finocchio, di anice stellato o tè (meglio se verde).

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Infiammazione delle mucose

In caso di uno stato infiammatorio sia del cavo orale che dell’intestino, sono da preferire: cerali integrali e legumi (lenticchie rosse e legumi interi) sotto forma di crema, riso integrale, verdura verde, pesce (sgombro bollito, salmone o pesce azzurro), frutta fresca e/o secca (noci, noccioline), soia, semi di zucca e di lino, olio extravergine di oliva e olio di riso.

Diarrea

In caso di questo disturbo è bene frazionare in 5-6 piccoli pasti o spuntini i soliti 3 pasti principali. È consigliato bere (lentamente) da 8 a 12 bicchieri di liquidi al giorno suddivisi fra acqua e integratori salini, mantenuti a temperatura ambiente. Fra gli alimenti, sono da preferire quelli ricchi di sodio o potassio - banane, arance, succo di pesca e albicocca, patate bollite e purè -; i cibi poveri di fibre (riso integrale, pane tostato), yogurt bianco e pesce il cui grasso riduce l’infiammazione. Sono sconsigliati carne e formaggi, bevande molto calde o molto fredde, zuccherate e frizzanti, birra, vino, bevande alcoliche e contenenti caffeina, agrumi, latte o alimenti che lo contengono (gelati, frappè, panna acida), alimenti molto speziati, fritti e dolci.

Stipsi

La stipsi può essere causata dai farmaci chemioterapici e antidolorifici o da insufficiente attività fisica. È indicato, in presenza di questa condizione, bere molto (preferibilmente lontano dai pasti) sia acqua ma anche bevande a base di mela e agar agar, tè, succhi di frutta meglio se alla prugna. Impostare poi una dieta ricca di fibre, cibi integrali con pane integrale a lievitazione naturale o con i semi di lino, riso integrale o altri cereali i(sempre integrali) accompagnati da verdure. I cibi andrebbero sempre masticati a lungo per favorire la digestione.

Nausea e vomito

Frazionare i pasti in 5-6 spuntini affinché lo stomaco non resti mai vuoto, masticare lentamente il cibo che deve essere a temperatura ambiente. Scegliere soprattutto cibi salati e asciutti (ad esempio gallette di riso integrale già salate), evitando fritti o cibi con forte odore, cereali cotti al formo e proteine animali.

Esempio di Menu Settimanale

Colazione: Se piace il latte, un giorno alla settimana sarebbe bene bere quello di mucca e nei restanti giorni il latte di soia, di mandorla, di riso o di avena al cui gusto ci si può abituare mescolandolo del muesli o dei fiocchi di cereali.

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Cena: E’ bene scegliere fra un piatto di cereali (grano integrale, farro, orzo) e legumi integrali (fagioli, piselli, lenticchie, ceci, fave, tofu, azuki) oppure pesce. Uova o carne, preferibilmente bianca, vanno mangiati più di rado.

L'Importanza della Prevenzione e di uno Stile di Vita Sano

Oggi sappiamo che un tumore ogni tre potrebbe essere curato per tempo se tutti aderissimo ai protocolli di screening e di diagnosi precoce. Ma c’è di più: un tumore su tre potrebbe proprio non svilupparsi se seguissimo stili di vita salutari. Sempre più studi scientifici, infatti, indicano come l’alimentazione sana sia in grado di salvaguardare il nostro corpo dall’insorgenza di neoplasie. Ma una dieta equilibrata da sola non basta: occorre adottare uno stile di vita corretto a 360 gradi.

Cosa Portare in Tavola

Mentre all’interno di una dieta antitumorale, il consumo di alcol va limitato (un bicchiere a pasto per gli uomini, uno al giorno per le donne), esistono bevande che possono avere un ruolo protettivo? Succhi, spremute, frullati e centrifugati di frutta e verdura, purché privi di zuccheri aggiunti, possono essere utili, soprattutto in caso di scarso apporto di alimenti vegetali nell’alimentazione. I polifenoli contenuti nel tè verde sembrano proteggere dai tumori della pelle, del colon, del polmone, del seno e della prostata.

Alimenti Chiave per la Dieta Antitumorale

La dieta anticancro si basa prevalentemente su alimenti di provenienza vegetale: cereali non industrialmente raffinati e legumi in ogni pasto e un’ampia varietà di verdure non amidacee e di frutta. Sommando verdure e frutta sono raccomandate almeno cinque porzioni al giorno (per circa 600g). Appartengono a questa famiglia gli ortaggi come cavolfiori, broccoli, cavolo e ravanelli, tutti alimenti che aiutano a rafforzare le difese immunitarie e a proteggere le cellule eliminando i radicali liberi.

Le crucifere sono, infatti, ricche di indolo-3-carbinolo, una molecola capace di contrastare il cancro alla mammella, e glucorafanina, una sostanza in grado di bloccare la crescita dei tumori. Questa sostanza abbonda in frutta e ortaggi di colore giallo-arancione tra cui carote, zucca, patate dolci, albicocche, pesche, melone, nespole e mango dalle note proprietà antiossidanti. Tutti questi vegetali sono particolarmente raccomandati a chi ha fatto o fa uso di tabacco, in quanto il betacarotene sarebbe in grado di rigenerare le cellule dell’epitelio respiratorio.

Sono alimenti ricchi di fibre solubili in acqua e per pertanto svolgono un ruolo di protezione soprattutto dal cancro al colon, allo stomaco, alla prostata e ai polmoni. Sì, dunque al consumo di lenticchie, piselli, fagioli, ceci, etc. Sono considerati un alimento chiave della dieta antitumorale grazie soprattutto alla presenza di licopene, un antiossidante che attacca i radicali liberi, contenuto anche in alcuni frutti come cocomero, pompelmo rosa, arance sanguigne e melone cantalupo.

Ad alto contenuto di allicina, una sostanza simile allo zolfo che protegge le cellule, soprattutto quelle del colon, dalle tossine che provocano il cancro, oltre a bloccare lo sviluppo delle cellule cancerogene che sono già presenti. È probabilmente la più rinomata tra le vitamine per la sua nota capacità di potenziare le difese dell’organismo. La vitamina C stimola, infatti, le difese immunitarie, facilita l’assorbimento del ferro e interviene nella sintesi di alcuni ormoni e neurotrasmettitori. È presente in grande quantità nella frutta secca, come mandorle, noci e nocciole ma anche nell’olio extravergine di oliva.

Sono sostanze in grado di rinforzare la membrana delle cellule, che diventano così meno suscettibili all’attacco di agenti esterni.

Alimenti da Evitare o Limitare

Così come esistono cibi anticancro, ci sono anche alimenti che possono aumentare il rischio di neoplasie: tra questi troviamo alimenti altamente calorici, bevande zuccherate o alcoliche e cibi industrialmente raffinati (anche quelli precotti e preconfezionati, che contengono grandi quantità di zuccheri e grassi, di cui è meglio limitare il consumo). Limitare il consumo di carne rossa ed evitare quello di carni conservate (comprendenti ogni forma di carni in scatola, salumi, prosciutti e wurstel).

Le carni rosse comprendono le carni ovine, suine e bovine, compreso il vitello. Limitare il consumo di bevande alcoliche. Non sono raccomandate, ma per chi ne consuma si raccomanda di limitarsi ad una quantità pari ad un bicchiere di vino (da 120 ml) al giorno per le donne e due per gli uomini, solamente durante i pasti. Limitare il consumo di sale (non più di 5 g al giorno) e di cibi conservati sotto sale. Evitare cibi contaminati da muffe (in particolare cereali e legumi). Assicurarsi un apporto sufficiente di tutti i nutrienti essenziali variando spesso gli alimenti della dieta.

L’assunzione di supplementi alimentari (vitamine o minerali) per la prevenzione del cancro è invece sconsigliata. Tenere sotto controllo il peso anche attraverso la pratica giornaliera dell’esercizio fisico.

Digiuno Intermittente e Cancro

Visti i benefici per la salute riportati da diversi studi scientifici, sono stati indagati anche i potenziali effetti di uno schema di digiuno sia per prevenire il cancro, sia per rendere più efficaci le terapie. Tutta la ricerca in questo ambito - parte della quale sostenuta anche da Fondazione AIRC - è molto recente e ulteriori e più ampi studi sono necessari a consolidare risultati per ora preliminari.

In questi anni sono anche state indagate le risposte ormonali, molecolari e cellulari al digiuno da parte di un organismo alle prese con un tumore. Inoltre, sebbene per il momento si è valutato soltanto con studi di laboratorio se uno schema alimentare improntato al digiuno possa essere utile durante la chemioterapia. I risultati più significativi sono stati raccolti in relazione al digiuno intermittente, alla dieta “mima-digiuno” e alla restrizione calorica, regimi di più facile adozione anche per i malati oncologici.

Sulla base delle prove attualmente disponibili, possiamo dire che è ragionevole pensare che la restrizione calorica mitighi la tossicità della chemioterapia. Gli studi hanno nel complesso evidenziato un ridotto danno al DNA, un aumento significativo della conta di globuli rossi, bianchi e piastrine, una riduzione dell’affaticamento e un miglioramento della qualità della vita nei pazienti che seguivano lo schema dietetico indicato rispetto a coloro che invece adottavano una dieta tradizionale.

La maggior parte dei dati, compresi alcuni prodotti dai ricercatori sostenuti da Fondazione AIRC, sono stati ottenuti da donne con un tumore del seno. Riscontri analoghi, sebbene con numeri più contenuti, sono emersi anche da altre ricerche condotte coinvolgendo pazienti affetti da un tumore dell’esofago, dell’ovaio, dell’utero e del polmone.

Restrizione Calorica e Longevità: Uno Studio Recente

La ricerca ha dimostrato che una specifica dieta - chiamata “restrizione calorica severa ciclica” - se effettuata sotto supervisione medica in pazienti oncologici è ben tollerata e associata a effetti biologici positivi.

I principali protagonisti di questa scoperta sono Filippo de Braud, Direttore del Dipartimento di Oncologia ed Ematologia presso INT e Professore Ordinario presso l’Università di Milano, e Claudio Vernieri, Oncologo Medico presso la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori e direttore del programma sperimentale di “Riprogrammazione Metabolica dei Tumori Solidi” presso IFOM, l’Istituto FIRC di Oncologia Molecolare.

Secondo Filippo de Braud, promotore della ricerca: “I risultati di questo studio clinico sono quindi particolarmente incoraggianti per lo sviluppo futuro di questa strategia sperimentale perché dimostrano che la dieta ipoglicemizzante è sicura, fattibile e associata a un recupero del peso nella maggior parte dei pazienti oncologici trattati.”

Inoltre - aggiunge de Braud - “Il fatto che la dieta ipoglicemizzante riesca a ridurre i livelli ematici di glucosio e di fattori di crescita in maniera simile a quanto osservato in esperimenti con animali di laboratorio costituisce il presupposto biologico per la sperimentazione di questo approccio terapeutico in pazienti affetti da diverse forme di tumore”.

“Il risultato più rilevante di questo studio - spiega Claudio Vernieri - consiste nella scoperta che uno specifico schema di dieta ipoglicemizzante di 5 giorni, seguito ciclicamente (ogni 3-4 settimane), è stato ben tollerato da 101 pazienti oncologici. Inoltre in seguito a tale dieta, nei pazienti si sono attivate alcune cellule del sistema immunitario che hanno un ruolo importante nel riconoscere e uccidere le cellule tumorali”

La restrizione calorica è ottenuta con alimenti di origine vegetale, come verdure, pane integrale, olio extravergine di oliva, frutta fresca e secca in quantità limitate e prestabilite. I pazienti coinvolti erano affetti da diversi tipi di neoplasie tra i quali tumori della mammella, del colon e del polmone.

Effetti della Dieta Ipoglicemizzante sul Sistema Immunitario

Raccogliendo e analizzando campioni di sangue prelevati prima e dopo i 5 giorni di dieta ipoglicemizzante, Licia Rivoltini, che dirige l’Unità di Immunoterapia dei Tumori, ha scoperto che: “la dieta ipoglicemizzante aumenta la presenza nel sangue di cellule immunitarie ‘buone’ come i linfociti T citotossici e le cellule Natural Killer - spiega la dottoressa -. Queste cellule sono potenzialmente in grado di riconoscere e uccidere le cellule tumorali. Al tempo stesso la dieta sembra ridurre le cellule immunitarie ‘cattive’ che aumentano l’infiammazione sistemica e impediscono a quelle ‘buone’ di funzionare in maniera adeguata”.

Infine, aggiunge Claudio Vernieri: “Analisi più sofisticate effettuate su tessuto tumorale prelevato prima e dopo la dieta hanno evidenziato un incremento delle cellule immunitarie ‘buone’ non solo nel sangue, ma anche all’interno del tumore. Verosimilmente, lo ‘shock’ metabolico indotto dalla dieta ipoglicemizzante incrementa e attiva tali cellule del sistema immunitario nel sangue, e facilita il loro spostamento dal sangue all’interno del tumore, dove esse potrebbero riconoscere ed eliminare in modo più efficiente le cellule tumorali.

È importante sottolineare che tutte le strategie nutrizionali devono essere discusse e approvate dal proprio medico curante.

Tabella: Riepilogo Alimenti Consigliati e da Evitare

Categoria Alimenti Consigliati Alimenti da Evitare
Cereali Integrali (riso, farro, orzo) Raffinati (pane bianco, pasta bianca)
Legumi Fagioli, piselli, lenticchie, ceci, fave, tofu, azuki Nessuno in particolare, ma preferire forme raffinate in caso di infiammazione
Verdure Ampia varietà, soprattutto non amidacee (insalata, zucchine, verdure a foglia verde) Carote, zucca, patate (per l'alto contenuto di carboidrati)
Frutta Fresca e secca (noci, noccioline) Agrumi (in caso di infiammazione delle mucose)
Proteine Pesce (sgombro bollito, salmone, pesce azzurro), soia Carni rosse e conservate, uova
Grassi Olio extravergine di oliva, olio di riso, semi di zucca e di lino Grassi saturi, fritti
Bevande Tisane ai semi di finocchio, di anice stellato, tè verde Bevande zuccherate e frizzanti, bevande contenenti caffeina, alcolici
Dolci Nessuno in particolare, ma preferire alternative naturali e non raffinate Dolciumi, cioccolato

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