Dieta Antitumorale per il Seno: Alimenti Consigliati e Strategie di Prevenzione

Una sana alimentazione associata a uno stile di vita attivo è uno strumento valido per la prevenzione, la gestione e il trattamento di molte malattie. Un regime dietetico adeguato ed equilibrato non solo garantisce un apporto di nutrienti ottimale, in grado di soddisfare i fabbisogni dell’organismo, ma permette anche di ricevere sostanze che svolgono un ruolo protettivo e/o preventivo nei confronti di determinate condizioni patologiche.

L'Importanza di un Peso Sano

La correlazione tra obesità e malattie croniche (come malattie cardiovascolari, diabete e cancro) è ormai accertata. Le maggiori cause di sovrappeso e obesità sono le scorrette abitudini alimentari e la sedentarietà. Mantenersi nell’intervallo del normopeso può essere uno dei migliori comportamenti in grado di prevenire il cancro.

La valutazione del peso è fatta in funzione dell'Indice di Massa Corporea (IMC) che prende in considerazione la statura e il peso dell’individuo (rapporto tra peso in kg e statura in metri elevata al quadrato). Si è normopeso quando l’IMC si trova nell’intervallo 18.5 - 24.9, sovrappeso quando si trova tra 25 e 29.9, mentre l’obesità è rappresentata da un IMC superiore a 30. La circonferenza della vita rappresenta un valido indice della distribuzione del tessuto adiposo in sede viscerale ed è in grado di fornire utili indicazioni sulla topografia del grasso corporeo: quest’ultimo aspetto è considerato più significativo della quantità assoluta di massa grassa.

Attività Fisica: Un Alleato Fondamentale

Qualsiasi tipo di comportamento che dia la preferenza, nelle attività quotidiane, all'uso dei propri muscoli piuttosto che alle macchine può contribuire al dispendio energetico aiutando a prevenire l’aumento del peso o a favorire la perdita di peso: diminuisce di conseguenza il rischio di tumore. Si raccomanda di svolgere attività fisica di intensità moderata almeno 30 minuti ogni giorno: equivale a una camminata veloce e può essere parte di una attività fisica legata agli spostamenti e ai viaggi, ai lavori domestici o alle attività ricreative e sportive. Non appena la condizione fisica migliora (quando si è allenati), cercare di raggiungere 60 minuti di attività di intensità moderata o 30 di intensità vigorosa ogni giorno. La migliore scelta è sempre quella dell’attività che più si preferisce, da soli o con parenti e amici: nuoto, corsa, ballo, bicicletta, escursionismo, giochi di squadra come calcio e pallavolo. Le persone che hanno un lavoro sedentario devono prestare attenzione particolare a praticare giornalmente attività moderata.

Alimenti da Evitare: Densità Energetica e Calorie Vuote

Una dieta troppo ricca di alimenti altamente energetici, in particolare prodotti industriali, è strettamente correlata a un aumento del rischio di sovrappeso e obesità; queste condizioni aumentano il rischio di cancro e di numerose altre patologie croniche. Anche le bevande dolci hanno un ruolo cruciale nell’aumento del peso, soprattutto se consumate con regolarità: questo effetto negativo non è dato soltanto dall’apporto calorico, bensì dalla loro incapacità di saziare portando a un consumo smodato.

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Per “alimenti ad alta densità energetica” si intendono i cibi che contengono un elevato apporto calorico in un piccolo volume: la maggioranza delle calorie fornita da questi alimenti è data da grassi e zuccheri, quindi il consumo contribuisce all’aumento del peso corporeo. Molti di questi alimenti non forniscono composti utili all’organismo come vitamine, sali minerali e polifenoli, risultano soltanto dannosi per la salute: a causa di questo scarso valore nutrizionale le loro calorie sono soprannominate “calorie vuote”. Riconoscere questi alimenti è molto semplice, in generale sono prodotti che hanno subito diverse lavorazioni e raffinazioni, sono poveri di acqua e fibre e ricchi di grassi e/o zuccheri. Dolciumi, biscotti, merendine, snacks al cioccolato, patatine, salse da condimento sono esempi di alimenti altamente energetici.

Alimenti Protettivi: Un'Esplosione di Nutrienti Benefici

In generale frutta e verdura, essendo ricche di acqua e fibra, hanno un apporto calorico basso e, soprattutto quando consumate con varietà, rappresentano un’importante fonte di vitamine, sali minerali e altre molecole benefiche chiamate fitocomposti. I legumi sono una buona fonte proteica e i cereali integrali contribuiscono all’apporto di fibra nella dieta. La frutta secca e i semi oleosi sono veri e propri concentrati di micronutrienti e grassi salutari, benefici per il sistema cardiovascolare, mentre le erbe aromatiche e le spezie sono utili per arricchire la dieta di sapori naturali e vitamine e sali minerali. Cereali e simil-cereali: grano, farro, orzo, quinoa, grano saraceno, amaranto, riso, mais.

Il Ruolo degli Alimenti di Origine Animale

Gli alimenti di origine animale consumati all’interno di una dieta sana e ricca di prodotti vegetali rappresentano un apporto di nutrienti e possono rientrare in una dieta salutare e preventiva. Per quanto riguarda le uova, il latte e i suoi derivati, le carni bianche e il pesce, non esistono a oggi evidenze che il loro consumo influisca sullo sviluppo delle patologie oncologiche. Per quanto riguarda la carne rossa, invece, i dati raccolti finora dicono che un consumo al di sotto dei 500g alla settimana non costituisce un pericolo per la salute. Gli insaccati e le carni lavorate e processate sarebbero da eliminare dalla lista della spesa e da consumare solo occasionalmente. Si considerano rosse le carni di manzo, maiale e agnello e i loro derivati. La raccomandazione di non superare i 500g alla settimana comprende tutte queste tipologie di carne e i loro derivati. Salsicce, wurstel, prosciutti, salami, altri salumi e insaccati sono considerati prodotti trasformati e conservati, quindi da consumare occasionalmente. È da sfatare il mito che sia necessario consumare grandi quantitativi di carne per soddisfare il fabbisogno proteico e di ferro: esistono numerose altre fonti proteiche di origine animale e vegetale e numerose fonti di ferro di origine vegetale, dai legumi agli ortaggi a foglia verde, dalle brassicaceae alla frutta secca.

Alcol: Moderazione è la Chiave

L’eccesso di alcol, indipendentemente dal tipo di bevanda, è legato a un aumento del rischio di cancro: se ne raccomanda quindi un consumo decisamente moderato. Allo stesso tempo, però, esistono evidenze che un consumo moderato di un certo genere di alcol possa contribuire alla prevenzione del rischio di patologie cardiovascolari. Le ricerche effettuate finora dimostrano che l’effetto negativo dell’alcol è ulteriormente amplificato quando combinato con il fumo di sigaretta. Per una buona prevenzione oncologica la raccomandazione sarebbe di evitare il consumo di bevande alcoliche e consumarne piccole quantità solo occasionalmente. Tuttavia, se si vogliono consumare bevande alcoliche è bene non superare 1 unità alcolica al giorno per le donne e 2 unità al giorno per gli uomini.

Metodi di Cottura e Conservazione: Attenzione ai Dettagli

Alcuni metodi di preparazione, lavorazione e conservazione dei cibi possono influire sul rischio di tumore. Le evidenze a oggi più convincenti riguardano le carni conservate con metodi di affumicatura, salatura e uso di conservanti. Il sale è importante per la salute dell’organismo ma i livelli di cui necessitiamo sono sensibilmente inferiori a quelli consumati in media dalla popolazione. I principali problemi di salute legati a un consumo eccessivo di sale includono l’aumento del rischio di cancro allo stomaco e di ipertensione.

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Integratori Alimentari: Quando Non Servono

Consumare integratori alimentari per prevenire le patologie croniche, tra cui i tumori, può avere effetti negativi per la salute. Aumentare la varietà della dieta è invece un ottimo metodo per mantenere l’organismo in salute e prevenire i tumori. Le vitamine, i sali minerali e gli altri composti vanno presi in considerazione come parte integrante degli alimenti che li contengono. Le evidenze scientifiche rafforzano questo concetto dichiarando che la migliore forma di nutrimento è rappresentata dagli alimenti e non dai supplementi. Nella ricerca in campo oncologico ci sono stati casi in cui specifiche integrazioni in persone ad alto rischio hanno avuto un ruolo positivo nella prevenzione di alcuni tipi di tumore: questi risultati non sono utili da applicare alla popolazione sana perché i livelli di integrazione possono essere diversi da caso a caso e un eccesso può causare effetti collaterali anche gravi. Gli integratori alimentari possono contenere vitamine, sali minerali, erbe o altri estratti vegetali e si trovano sotto forma di pastiglie, capsule, in polvere o in forma liquida. Tutti questi prodotti non possono essere considerati sostituti degli alimenti, prima di tutto perché l’assunzione di un nutriente in alte dosi può avere un effetto completamente diverso sull’organismo rispetto all’effetto che avrebbe se consumato con gli alimenti. Per i micronutrienti non vale la regola “di più è meglio”.

Allattamento al Seno: Un Beneficio per Madre e Figlio

Le evidenze (non soltanto in campo oncologico) mostrano che il migliore alimento per i neonati fino a sei mesi è il latte materno. L’allattamento al seno esclusivo fino a sei mesi può essere protettivo tanto per la madre quanto per il bambino. Per la donna, l’allattamento al seno protegge dall’insorgenza del tumore del seno a tutte le età. Sono presenti, anche se limitate, evidenze che l’allattamento al seno protegga dall’insorgenza del tumore ovarico. Per i neonati ci sono probabili evidenze che l’allattamento per almeno 6 mesi sia in grado di prevenire il sovrappeso e l’obesità e le patologie correlate. Ricordiamo che un bambino in sovrappeso ha più probabilità di diventare un adulto obeso rispetto a un bambino normopeso. Il latte materno contiene i nutrienti necessari per lo sviluppo del bambino nei primi sei mesi di vita. È consigliabile non fornire alcun tipo di alimento solido ai bambini al di sotto dei quattro mesi poiché non in grado di digerirli: questa è una regola generale che non esclude casi di uno svezzamento anticipato necessario, è sempre bene rivolgersi a un professionista della salute per un consulto personalizzato. Dai sei mesi in poi i bambini dovrebbero essere pronti a consumare cibi solidi, il sistema immunitario e quello digestivo sono forti e sviluppati. Per quanto riguarda il latte, l’ideale sarebbe variarne le fonti (riso, soia, avena) ed evitare il latte di vacca fino a un anno di età, a causa del suo elevato apporto proteico.

La Dieta Antitumorale: Un Approccio Globale

Una dieta sana e varia, ricca di frutta e verdure di diverso colore e qualità, di cereali integrali e legumi e povera di carne rossa, in particolare salumi e insaccati, è in grado di prevenire l’insorgenza di cancro. È inoltre riconosciuto che uno stile alimentare di questo tipo può fornire all’organismo vitamine, sali minerali e altri composti benefici che difendono l’organismo dal cancro e da altre patologie croniche. Negli ultimi anni è stato confermato che il controllo del peso corporeo ha un ruolo cruciale per le persone che hanno vissuto una storia di cancro. Sembra che mantenere il peso nella norma (nella scala dell’IMC tra 18.5 e 24.9) sia in grado di stabilizzare l’assetto metabolico dell’organismo e scoraggiare la crescita tumorale. Allo stesso tempo, una situazione di sovrappeso o obesità causa una serie di stress all’organismo che, in alcuni casi, sembra favorire la crescita del cancro. L’alimentazione è un aspetto fondamentale della prevenzione primaria del cancro.

Alimenti Protettivi Specifici per il Tumore al Seno

La ricerca scientifica si è impegnata molto in questo settore, tanto che arrivano importanti conferme sul fatto che alcuni fattori quali consumo di alcolici, obesità e fumo di sigaretta, sono associati a un rischio aumentato di sviluppare cancro al seno. Gli alimenti universalmente riconosciuti come protettivi contro il cancro si trovano nella nostra dieta mediterranea. Alcuni alimenti però, sono particolarmente importanti per la prevenzione del tumore al seno, come ad esempio, tutti i prodotti vegetali che contengono naturalmente ormoni di origine vegetale chiamati fitoestrogeni. Si tratta di sostanze presenti in alcuni tipi di verdure, in grado di mimare, cioè hanno una struttura chimica e un’azione simile agli ormoni femminili. I cibi più ricchi di fitoestrogeni sono la soia e i suoi derivati (latte di soia, tofu, tempeh), tutti i legumi, le fragole, i mirtilli, i lamponi e le pesche. Particolarmente ricca di lignani (un gruppo di fitoestrogeni) è la crusca di frumento che ne è una fonte concentrata.

Tutte le verdure contengono fitoestrogeni, ma le crucifere (cavolo rosso, bianco e nero, le cime di rapa, il broccolo romano o quello verde, e i cavolini di Bruxelles) da tempo note per le proprietà anticancro, contengono anche una molecola chiamata indolo-3-carbinolo (I3C) che, come ha dimostrato una recente ricerca, sarebbe in grado di riattivare un gene che contrasta la crescita del tumore. La preparazione di piatti unici a base di cereali, come ad esempio la poké, è spesso la soluzione più veloce per una pausa pranzo o una cena leggera e gustosa. I legumi possono essere mangiati anche in altre forme, come ad esempio, polpette o hamburger fatti in casa a base di legumi e verdure (per esempio hamburger di soia e cavoli o cavolfiore oppure hamburger di ceci e broccoli), mentre il tofu o il tempeh possono essere aggiunti all’impasto delle polpette, ad esempio nelle polpette di tofu e spinaci.

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Consigli Specifici per Tumore al Seno Ormono-Sensibile

Ad oggi non vi sono elementi per poter dire che un consumo moderato di latticini (vaccini o caprini) possa aumentare il rischio di tumore al seno ormono-sensibile o di recidive, né linee guida che mettano in guardia le pazienti affette da tale patologia dal consumo di particolari ortaggi o vegetali. Per anni si è studiato per scoprire se e in che modo l’alimentazione possa incidere sullo sviluppo dei tumori e ciò che si è confermato nel tempo è stato che vi sono abitudini alimentari che risultano protettive, in particolare nel confronti di alcuni tipi di cancro, compresi quelli ormoni sensibili, mentre altre ne aumentano il rischio.

Le caratteristiche delle diete protettive sono quelle che ritroviamo nella dieta mediterranea più “rigorosa” e in altre a tendenza vegetariana. Abitudini contrarie a quelle elencate vanno invece a favorire nell’organismo una condizione “ambientale” ideale per la formazione di tumori e possono continuare ad agire a livello individuale in base al tessuto di origine, aumentando la possibilità di resistenza alle terapie o l’insorgenza di recidive. Oltre alle caratteristiche generali della dieta, la ricerca scientifica ha tentato di approfondire il ruolo dei singoli gruppi alimentari se non addirittura di ogni singolo alimento o sua componente, ma le associazioni confermate di protezione o rischio maggiore rimangono ad oggi rispettivamente l’abbondanza di verdure e di fibra (protettiva) e il consumo di alcolici e di carni processate (rischiosi).

Gli altri elementi studiati come sospettati di avere un azione di aumento di rischio, non sono stati confermati tali a causa della variabilità dei risultati sull’essere umano e nei confronti di diverse tipologie di tumore e anche di predisposizione genetica o famigliare. La scienza è sempre più orientata verso la ricerca di una nutrizione personalizzata e di precisione, una dieta su misura, basata sulla specificità metabolica nei singoli pazienti, che faciliterebbe notevolmente la prevenzione e il trattamento del cancro nei pazienti con mutazioni oncogeniche, lesioni precancerose o tumori, contrastando la trasformazione maligna, aumentando la sensibilità all'immunoterapia, diminuendo la resistenza ai farmaci e diminuendo gli effetti avversi. Oltre a ciò a rendere ancora più complessa la risposta individuale vi è il microbiota intestinale, l’insieme di microrganismi che di recente suscita un notevole interesse in ambito di ricerca. È noto infatti che il microbiota produca grandi quantità di metaboliti interagendo con vari componenti della dieta e influenzando l'assorbimento delle molecole digerite, regolando così attivamente il metabolismo. Una disbiosi ovvero un disequilibrio nei microrganismi intestinali può aumentare la suscettibilità a diverse patologie tra cui anche tumori. Decifrare le interazioni tra il metabolismo dei microbi intestinali e la dieta dovrebbe aprire la strada allo sviluppo di nuove terapie contro il cancro.

Alimentazione Durante il Trattamento: Affrontare gli Effetti Collaterali

Dopo una diagnosi di carcinoma mammario, per le donne è necessario rivalutare anche il proprio comportamento a tavola. L’alimentazione occupa un aspetto primario per il nostro organismo, sia in caso di salute che in caso di patologie importanti come il cancro al seno. Inoltre, bisogna considerare alcuni effetti collaterali che possono insorgere durante l’iter terapeutico che si sta seguendo. La chemioterapia, ad esempio, può causare nausea e vomito, dolori allo stomaco o alla bocca e spesso il momento dei pasti è vissuto con particolare ansia.

Alcune scelte alimentari sono particolarmente consigliate alle donne con diagnosi di cancro al seno:

  • Frutta e verdura: Molti frutti e verdure sono ricchi di nutrienti vegetali, noti come fitochimici. In particolare, verdure come broccoli, cavolfiori e cavoli sono consigliati in quanto possiedono proprietà antiestrogene.
  • Cereali integrali: Pane integrale, farina d’avena e altri cereali integrali sono cibi ricchi di fibre.
  • Proteine: Alimenti che includono proteine come petto di pollo, tacchino, tonno e salmone sono consigliati in quanto garantiscono all’organismo il giusto contributo energetico.

Al contrario, è bene limitare:

  • Carni e prodotti lattiero-caseari: Questi alimenti contengono quantità eccessive di grassi saturi malsani.
  • Cibi poco cotti: Alcune delle terapie per la cura del cancro al seno possono impattare in maniera diretta sulla diminuzione del numero dei globuli bianchi, rendendo l’organismo maggiormente vulnerabile alle infezioni.

La Dieta Mediterranea: Un Modello da Seguire

Così come esistono cibi anticancro, ci sono anche alimenti che possono aumentare il rischio di neoplasie: tra questi troviamo alimenti altamente calorici, bevande zuccherate o alcoliche e cibi industrialmente raffinati (anche quelli precotti e preconfezionati, che contengono grandi quantità di zuccheri e grassi, di cui è meglio limitare il consumo).

In questo senso, la dieta mediterranea resta il miglior antidoto. «Più che un alimento - prosegue Berrino - è lo stile alimentare a favorire la buona salute. Una dieta ricca di cereali, vegetali e legumi è correlata a un rischio più basso di sindrome metabolica, tra i fattori di rischio del cancro al seno. È importante dare più spazio agli alimenti non raffinati e ridurre i grassi animali».

Tabella Riassuntiva degli Alimenti Consigliati e da Limitare

Alimenti Consigliati Alimenti da Limitare
Frutta e verdura (in particolare crucifere) Alimenti altamente calorici
Cereali integrali Bevande zuccherate e alcoliche
Legumi Cibi industrialmente raffinati
Proteine magre (pollo, tacchino, pesce) Carni rosse e lavorate
Alimenti ricchi di fitoestrogeni (soia, legumi, frutti di bosco) Cibi conservati sotto sale

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