L'Asse Intestino-Cervello: Benefici di una Dieta Equilibrata

Già Ippocrate, nel X secolo avanti Cristo, recitava: "Fa' che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo" e "Tutte le malattie hanno origine nell'intestino". L’idea che cervello e intestino si influenzino a vicenda è antica. Tutto nasce da una complessa rete di comunicazione fra il sistema nervoso centrale e l’apparato digerente.

Oggi, grazie ai progressi della neuroscienza e della microbiologia, sappiamo che questi due organi sono in costante comunicazione attraverso una rete complessa di segnali neurali, ormonali e immunitari. Il suo differenziato ruolo sulla salute dell’ospite infatti non solo sta suscitando sempre maggiore interesse, ma sta anche raccogliendo un numero crescente di evidenze a sostegno di questa sua fondamentale importanza.

Il Microbiota Intestinale: Un Ecosistema Chiave

Il microbiota intestinale va considerato come un vero e proprio micro-ecosistema. Un tempo veniva chiamato “flora batterica”, ma oggi sappiamo che il microbiota intestinale non è composto solo da batteri: include, infatti, virus, funghi, protozoi e lieviti. Parliamo di un vero e proprio ecosistema costituito da un numero molto elevato di microrganismi, che raggiunge un peso di circa 1,5 kg, aumentando di due-tre volte il numero totale delle nostre cellule e di circa cento volte il nostro genoma.

Molte delle funzioni che pensavamo fossero associate ai prodotti dei nostri geni sono in realtà attribuibili ai prodotti dei geni del nostro microbiota. Questo significa che noi ospitiamo nel nostro intestino, ma non solo, una quantità enorme di microrganismi che vivono in un ecosistema complesso e che sono fondamentali per il nostro benessere. Alcuni numeri ci possono già aiutare a comprendere la grandezza e l’importanza del microbiota intestinale.

Come già accennato, i microbi hanno sempre fatto parte dell’organismo dei mammiferi. La colonizzazione dell’intestino inizia già dalla nascita, durante il parto (1). I progressi nella tecnologia del sequenziamento genetico stanno rivelando che il microbiota trasmesso dalla madre con il parto influisce sulla fisiologia dell’organismo in tutte le fasi dello sviluppo futuro.

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Il microbiota intestinale sano svolge un ruolo fondamentale nel mantenimento della salute e del benessere umano. Un microbiota intestinale sano è importante per mantenere un ospite sano, mentre un microbiota non sano può causare malattie di diversa natura e a diverse età. Questo lascia pensare che ad ogni età sia necessario adottare dei comportamenti adeguati a mantenere il microbiota sano.

Comunicazione Bidirezionale Intestino-Cervello

Intestino e cervello comunicano in maniera bidirezionale. Il cervello regola l'intestino e il suo microbiota attraverso percorsi neuroanatomici, immunologici e dell'asse neuroendocrino-HPA, comunicando tramite neurotrasmettitori, neuropeptidi o prodotti di derivazione microbica che influenzano il microbiota intestinale. Di conseguenza, il microbiota intestinale influenza il cervello.

L’asse microbiota-intestino-cervello è un sistema di comunicazione bidirezionale che collega il sistema nervoso centrale con il microbiota. Oltre a queste connessioni dirette, cervello e intestino comunicano, attraverso il circolo sanguigno, tramite molecole come ormoni, neurotrasmettitori e immunomodulatori che, per mezzo di segnali chimici, possono influenzare reciprocamente l’attività di entrambi.

I due cervelli comunicano fra di loro e il loro modo di dialogare, che passa attraverso il microbiota, è estremamente efficace. L’idea che cervello e intestino si influenzino reciprocamente è da sempre presente nella nostra cultura, come dimostrano alcune espressioni comuni per descrivere la somatizzazione di ansia e stress. Negli ultimi anni, la ricerca ha iniziato a svelare i meccanismi biologici che sottendono questa interazione, portando alla scoperta del “cervello intestinale”.

Disbiosi e Disturbi Nervosi

La disbiosi si correla statisticamente a numerosi disturbi nervosi centrali (ad es. ansia e depressione, stress), anche gravi, e a disturbi gastrointestinali funzionali. A riprova di tutto questo, un recente studio italiano, pubblicato sulla prestigiosa rivista Science, ha dimostrato che l’alterazione della barriera ematoencefalica, indotta dall’infiammazione intestinale cronica, come accade nella colite ulcerosa e nel morbo di Chron in cui la disbiosi è la regola (7), può essere causa di gravi disturbi depressivi e d’ansia.

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A causa della disbiosi, molecole lesive rilasciate dall’intestino e mediatori della risposta immunitaria (soprattutto citochine e interleuchine) rilasciate nel corso del conseguente processo infiammatorio cronico, possono ledere e superare la barriera ematoencefalica. Abbiamo già parlato della “sindrome dell’intestino permeabile” indotta dalla disbiosi che, a cascata, determina un processo infiammatorio cronico responsabile a sua volta di un’alterazione della barriera ematoencefalica che consente a molecole nocive di penetrare nella fortezza cervello.

Ruolo della Dieta

L’asse intestino-cervello è oggi considerato un elemento centrale nella genesi di diverse malattie, tra cui Alzheimer, Parkinson e altre forme di demenza. La dieta svolge un ruolo fondamentale nella salute dell’asse intestino-cervello. Vista l’importanza dell’alimentazione per il funzionamento ottimale del microbiota e del circuito intestino-cervello, esiste una dieta per il cervello?

Un ruolo fondamentale perché, quando mangiamo, nutriamo anche il nostro microbiota. La composizione della nostra dieta influenza significativamente la composizione del microbiota: ad esempio, una dieta ricca di grassi favorisce la crescita di microrganismi che utilizzano i grassi come fonte energetica; una dieta ricca di proteine favorisce quelli che metabolizzano le proteine; e una ricca di carboidrati favorisce quelli che si nutrono di carboidrati. Una dieta varia e ricca di fibre, invece, promuove una maggiore diversificazione microbica.

Sul versante intestinale, la disbiosi può essere indotta da una dieta sbilanciata, ricca di grassi, zuccheri e proteine, e/o dall’uso eccessivo di alcuni farmaci, soprattutto gli antibiotici, contenuti, purtroppo, in tracce, anche in molti cibi, come carne e pesce d’allevamento (7). La dieta occidentale ne ha ridotto significativamente l’alpha-diversità. La dieta ha indotto un decremento di Bacteroidetes (classe Bacteroidia, ordine Bacteroidale, famiglia S24-7) contrapposto a un aumento di Proteobacteria, situazione riportata a valori fisiologici invece da β-glucano.

Prebiotici e Probiotici

I prebiotici rappresentano una fonte di nutrimento per i batteri intestinali e possono avere una serie di effetti positivi per la salute dell’organismo umano (8). Hanno effetti positivi anche sulla salute mentale. Ma attenzione! Gli effetti benefici dei prebiotici cessano se non vengono assunti costantemente e in quantità adeguate con la dieta.

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Possono regolare la biodiversità della flora microbica intestinale impedendo il sopravvento dei batteri cattivi su quelli benefici e modulare positivamente le funzioni immunitarie intestinali. Recenti studi suggeriscono che prebiotici e probiotici possono essere somministrati insieme per produrre effetti sinergici (7). In capsule o bustine, contiene 4 ceppi diversi da 3 specie, in concentrazione di 50 miliardi di probiotici e fermenti lattici vivi.

Nel complesso, prebiotici e probiotici sono promettenti strumenti per la regolazione del microbiota e per promuovere, oltre a quella fisica, anche la salute mentale.

Esempi di Alimenti Benefici

  • Gli alimenti fermentati (crauti, kombucha, yogurt) hanno spiccate proprietà probiotiche, prebiotiche e postbiotiche.
  • Gli alimenti fermentati come yogurt, kefir, kimchi e crauti sono ricchi di probiotici che possono migliorare la diversità del microbioma intestinale.
  • Ad esempio, l’inulina, un carboidrato non digeribile presente nei carciofi e nella cicoria, è utile per ridurre i livelli di colesterolo e di trigliceridi, oltre che per favorire la perdita di peso e combattere la stipsi.
  • I frutto-oligosaccaridi, polimeri del fruttosio (presenti tra l’altro nel farro, nell’orzo, nella cipolla, nelle banane e in diversi altri alimenti) migliorano la stipsi.

β-glucano e Funzioni Cognitive

I β-glucani possono migliorare il declino cognitivo indotto da una dieta occidentale, grazie alla comunicazione bidirezionale dell’asse intestino-cervello. Il β-glucano ha mostrato forte benefici nel migliorare l’asse intestino-cervello. Questo studio dimostra quindi come il consumo di β-glucano abbia risultati positivi sul microbiota e, di riflesso, sulle funzionalità cognitive contrastando gli effetti di una dieta ad alto contenuto di grassi e zuccheri come quella occidentale.

Gli effetti sul microbiota sembrerebbero poi preventivi, avvenendo infatti prima dei cambiamenti cognitivi. Implementato nella dieta sarebbe quindi un ottimo alleato nella lotta all’obesità e alle patologie ad esse correlate.

Altri Fattori che Influenzano il Microbiota

Alterazioni nell’asse microbiota-intestino-cervello rappresentano un’opportunità terapeutica reale e promettente come terapia adiuvante in una serie di disturbi psicologici e psichiatrici. L’esercizio fisico è un altro fattore che può modulare il microbiota e viceversa. È già stato osservato che individui più inclini all’attività sportiva hanno un microbiota diverso.

Infine, anche fattori ambientali come lo smog, l’inquinamento e le variazioni di temperatura possono influenzare il microbiota. Il freddo, ad esempio, può modularlo e contribuire al maggiore tasso di malattie invernali. Anche i ritmi circadiani hanno un impatto sul microbiota.

Tabella Riepilogativa degli Alimenti e il loro Impatto sul Microbiota

Alimento Impatto sul Microbiota Benefici
Yogurt, Kefir, Kimchi, Crauti Aumentano la diversità del microbioma intestinale Migliorano l'umore e la cognizione
Carciofi e Cicoria (Inulina) Fonte di nutrimento per i batteri intestinali Riduce il colesterolo, i trigliceridi, favorisce la perdita di peso e combatte la stipsi
Farro, Orzo, Cipolla, Banane (Frutto-oligosaccaridi) Migliorano la stipsi Migliorano la stipsi
Alimenti ricchi di fibre Promuovono una maggiore diversificazione microbica Mantengono l'integrità della barriera intestinale

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