Prima era diffusa la convinzione che meno grassi c'erano nella dieta, più sarebbe stato facile dimagrire, con il regime «low fat». Poi, a partire dagli anni '90, è scoccata l'ora del «low carb», con un taglio netto ai carboidrati determinato dall'idea che solo percorrendo questa via ci si sarebbe liberati dei chili di troppo. Infine, a partire dall'inizio del nuovo millennio, s'è scoperto che «questi regimi non sono in grado di assicurare all'organismo il fabbisogno quotidiano di energia: né per un soggetto sedentario né tantomeno per chi pratica un'attività fisica a medio o alto livello», afferma Elena Dogliotti, membro della supervisione scientifica della Fondazione Umberto Veronesi.
Nell’immaginario collettivo, i carboidrati sono da sempre considerati la fonte primaria di energia per l’organismo umano, e la loro presenza è stata ritenuta essenziale. Tale convinzione era spesso rafforzata anche da osservazioni cliniche: i pazienti sottoposti a diete povere di carboidrati riferivano frequentemente fame, debolezza, affaticamento e calo dell’attenzione.
Ma che cos'è la dieta chetogenica? La dieta chetogenica è un regime alimentare caratterizzato da un’assunzione molto bassa di carboidrati, moderata di proteine e alta di grassi. Questo approccio dietetico mira a indurre uno stato metabolico chiamato chetosi, in cui il corpo utilizza i grassi come principale fonte di energia anziché i carboidrati.
Benefici della Dieta Chetogenica
Uno dei benefici più noti della dieta chetogenica è la sua capacità di promuovere una rapida perdita di peso. Riducendo drasticamente l’assunzione di carboidrati, il corpo esaurisce le sue riserve di glicogeno e inizia a bruciare i grassi per ottenere energia. Questo non solo porta a una riduzione del peso corporeo, ma anche a una diminuzione della massa grassa.
La dieta chetogenica è particolarmente benefica per le persone con diabete di tipo 2 o con insulino-resistenza. Riducendo l’assunzione di carboidrati, si osserva una significativa diminuzione dei livelli di zucchero nel sangue e una migliore sensibilità all’insulina.
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Uno degli effetti collaterali positivi della dieta chetogenica è la riduzione dell’appetito. L’alto contenuto di grassi e proteine aiuta a mantenere la sazietà più a lungo, riducendo la tentazione di spuntini non salutari tra i pasti.
Durante la chetosi, il cervello utilizza i chetoni come fonte di energia alternativa, il che può portare a una maggiore chiarezza mentale e concentrazione.
Effetti sulla Salute Cardiovascolare
La dieta chetogenica può avere effetti positivi sulla salute cardiovascolare. Uno degli effetti più evidenti è la riduzione dei livelli di trigliceridi nel sangue. I trigliceridi elevati sono un noto fattore di rischio per le malattie cardiovascolari, quindi la loro riduzione può contribuire a migliorare la salute del cuore.
La dieta chetogenica può ridurre l’infiammazione e lo stress ossidativo, entrambi fattori chiave nello sviluppo delle malattie cardiovascolari. Inoltre, può aiutare a ridurre la pressione sanguigna, un altro importante fattore di rischio per le malattie cardiovascolari.
Rischi e Considerazioni
È importante sottolineare che la dieta chetogenica non è adatta a tutti e deve essere seguita sotto la supervisione di un professionista della salute, soprattutto per individui con condizioni mediche preesistenti. Uno dei principali ostacoli nelle diete tradizionali è la lentezza dei risultati.
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Eliminare gli alimenti fonte di carboidrati (come ad esempio i legumi e la frutta) può portare a carenze nutrizionali di vitamine e minerali. Infine, possono verificarsi alitosi da acidosi, ipoglicemia, perdita di capelli, ridotta tolleranza al freddo e iperlipidemia.
La dieta chetogenica è, nella sua essenza, un piano alimentare a bassissimo contenuto di carboidrati, limitato a non più di 50 g al giorno. Il problema comune di queste diete è la scarsa attenzione alla quantità e qualità dei grassi e delle proteine assunte.
Le diete a basso contenuto di carboidrati, se estremizzate, possono aumentare il rischio cardiovascolare, di insorgenza di alcuni tumori e arrecare danni al fegato e ai reni. Senza trascurare, per i più integralisti della linea, l'«effetto yo-yo»: tanto velocemente i chili vanno via all'inizio e con altrettanta facilità possono ritornare nel medio e lungo periodo.
«Per chi desidera perdere peso il consiglio è quello di ridurre le porzioni, seguire lo schema alimentare di tipo mediterraneo e incrementare l'attività fisica, senza però rinunciare ad alcun nutriente», chiosa Dogliotti.
Linee Guida per una Dieta Chetogenica Sicura
- Limitare l'assunzione di carboidrati: Non superare i 50 g al giorno.
- Assumere proteine ad elevato valore biologico: Garantire un corretto apporto proteico.
- Limitare i grassi alimentari: Controllare la quantità di grassi.
- Consumare fibre vegetali: Fondamentali per la sazietà e la regolarità intestinale.
La premessa su cui si basa la dieta chetogenica è la capacità del nostro organismo di utilizzare con grande efficacia le riserve lipidiche quando la disponibilità di carboidrati venga notevolmente ridotta.
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Quando il glucosio introdotto con la dieta è presente in quantità sufficienti, esso rappresenta il substrato energetico preferenziale della maggior parte dei tessuti. Una dieta con un contenuto estremamente ridotto di zuccheri (tra i 30 e i 50 g/die) e grassi (circa 10-15 g di olio extravergine d’oliva) - come avviene nel protocollo chetogenico - determina una riduzione dei livelli di insulina e un aumento del glucagone.
Il prof. Roberto Maugeri afferma: “Dimagrire in modo semplice e sicuro. Il metodo per utilizzare efficacemente una very low calorie diet.”
Durante il dimagrimento, una parte degli amminoacidi viene comunque utilizzata a scopo energetico.
Vista la scarsità di glucosio l’acetilCoA presente viene utilizzato per la produzione di corpi chetonici, sostanze dai nomi complessi come acetone, acetoacetato e acido β-idrossibutirrico, che divengono carburante d’elezione per le cellule del Sistema Nervoso Centrale.
In corso di trattamento, per esempio, si raccomanda di bere almeno due litri di acqua al giorno (per prevenire la formazione di calcoli renali), di incrementare fino a tre grammi al giorno il consumo di sale (in assenza di condizioni quali l’ipertensione, l’insufficienza renale cronica e lo scompenso cardiaco), di ricorrere a bevande con zuccheri semplici (nel caso in cui la glicemia risulti inferiore a 40) o a chewing-gum o caramelle senza zucchero (per gestire l’alitosi) e di preferire pasti piccoli e frequenti (nel caso in cui compaiano sintomi gastrointestinali).
La chetogenesi, in soggetti sani, non è pericolosa.