Dieta a Basso Residuo: Alimenti Consentiti e Vietati

Quando si sente nominare la dieta senza scorie, spesso si pensa ad un regime alimentare più sano. Ma cosa sono le scorie alimentari? E quali sono i cibi senza scorie? La dieta senza scorie si contraddistingue per essere priva di scorie alimentari cioè residui di natura organica resistenti alla digestione che tendono a depositarsi nell’intestino. Molte di queste componenti alimentari possono essere eliminate in modo preventivo, ad esempio sbucciando la frutta o scartando la parte contenente molti semi come nel caso dei pomodori e delle zucchine.

Non si tratta di una dieta dimagrante, ma di una dieta che aiuta a ripulire l’intestino, limitando infiammazioni ed alterazioni a carico dell’apparato digerente. Una dieta senza scorie, da non confondere con la dieta detox, dev’essere effettuata sotto precisa indicazione medica e non casualmente, la durata è strettamente dipendente dal tipo di problematica per cui dev’essere seguita.

Se è richiesta una dieta priva di scorie per qualche giorno può essere indicato azzerare il consumo di frutta, verdura e legumi. Se invece si ha necessità di seguire questo tipo di dieta per un periodo prolungato ci si dovrà orientare su tipi di frutta o verdura che contengano meno fibre o assumere integratori alimentari che vadano a colmare le carenze.

La dieta senza scorie è un tipo di dieta che si segue solo ed esclusivamente per motivi di salute e non per dimagrire e soltanto se è stata prescritta da un medico. Quindi sarà il dottore a dare tutte le indicazioni su cosa mangiare e cosa no nel periodo in cui al paziente è costretto a seguire questa dieta. Le informazioni che riportiamo qui di seguito hanno puro scopo informativo e non possono essere seguite alla lettera perché ogni caso è diverso da un altro e quindi sarà il medico a chiarire che tipo di dieta senza scorie il paziente deve seguire.

Di solito questo tipo di regime alimentare viene prescritto per pochi giorni (perché altrimenti può essere molto dannoso) in caso si debbano effettuare particolari tipi di esami clinici. Per esempio si può essere costretti a seguire una dieta senza scorie per effettuare un'ecografia dell'aorta addominale o, più di frequente, per una colonscopia. Ci sono anche alcune patologie che richiedono la necessità di una dieta senza scorie, come il morbo di Crohn, la sindrome del colon irritabile, i diverticoli, l'enterocolite o particolari casi di colite ulcerosa, ipercolesterolemia, meteorismo o per pazienti che subiscono colonstomia o che devono sottoporsi a interventi chirurgici.

Leggi anche: Dieta contro la carenza di ferritina

La dieta senza scorie serve per pulire l'intestino e infatti è detta anche dieta a basso residuo, perché consiste nel mangiare determinati alimenti che sono poveri di scorie, ossia di residui che restano nell'intestino e vengono espulsi con le feci. Talvolta è prescritta in caso di grave diarrea, per aiutare il paziente a rialimentarsi. Lo scopo di questa dieta è quello di depurare il tratto digerente e limitare il rischio di infiammazioni o alterazioni a causa dell'accumulo di sostanze di rifiuto nell'intestino.

Cosa si Intende per Scorie?

Per capire cosa mangiare in caso si debba seguire una dieta senza scorie bisogna sapere che cosa si intende per scorie. Si tratta di tutte quelle parti del cibo che l'organismo umano fa più fatica ad assimilare e sono dunque del materiale di scarto che si deposita nell'intestino per poi essere eliminato tramite le feci. Ci sono alcuni alimenti che hanno più scorie di altri, quindi, quando si segue una dieta senza scorie, bisogna optare per cibi che abbiano quante meno scorie possibili e che siano dunque in gran parte costituite da sostanze assimilabili facilmente dal corpo umano.

Prima di tutto bisogna evitare quanto più possibile le fibre e quindi optare per cibi che contengano meno di un grammo di fibre a porzione. Poi devono avere anche una bassa concentrazione di lattosio e lattulosio e di molecole tossiche o irritanti. No anche a spezie aggressive per la mucosa intestinale e ovviamente non devono esserci molecole non tollerate dall'organismo della persona che deve seguire questa dieta (se è intollerante a qualcosa o ha delle allergie alimentari).

Alimenti Consentiti nella Dieta a Basso Residuo

Tra gli alimenti senza scorie troviamo lo yogurt al naturale senza aggiunta di frutta o zuccheri, le uova, i cereali e i loro derivati, ma escludendo quelli integrali o che contengono semi. Vanno bene anche insaccati come la bresaola e il prosciutto crudo, purché quest'ultimo venga privato del grasso. Ok anche al pesce, meglio se bianco, mentre per quanto riguarda i formaggi vanno bene solo se poco stagionati o meglio ancora freschi.

Sì alla pasta, ma non quella integrale, e bene anche le patate, meglio se bollite e rigorosamente senza buccia. In generale i metodi di cottura da preferire sono quelli delicati, totali e non eccessivamente prolungati e intensi, quindi appunto la bollitura, la cottura a vapore e la cottura arrosto ma non alla griglia. Assolutamente vietata la frittura. Tra gli alimenti consentiti c'è anche il miele, mentre per quanto riguarda la carne bisogna stare ben attenti e fare delle distinzioni. Va infatti bene la carne bianca o rossa, purché sia magra e tenera, mentre vanno evitati i tagli di carne più fibrosi e ovviamente la carne più grassa.

Leggi anche: Alimentazione e Disbiosi: Guida Completa

Lista degli Alimenti Consentiti

  • Yogurt al naturale (senza frutta o zuccheri aggiunti)
  • Uova
  • Cereali raffinati (non integrali o con semi)
  • Bresaola e prosciutto crudo (senza grasso)
  • Pesce (meglio se bianco)
  • Formaggi freschi o poco stagionati
  • Pasta non integrale
  • Patate (bollite e senza buccia)
  • Miele
  • Carne bianca o rossa magra e tenera (cucinata con metodi delicati)

Alimenti da Evitare nella Dieta a Basso Residuo

Tra gli alimenti da evitare, partiamo proprio dalla carne, perché come abbiamo detto non va bene quella grassa, come per esempio quella di maiale e tutti gli insaccati e i saluti tranne i due che abbiamo inserito nella lista dei cibi consentiti (ossia bresaola e prosciutto crudo privato del grasso). Vanno evitati anche i legumi, le verdure crude, la frutta secca, la pasta e il riso integrali, i formaggi stagionati o fermentati, le farine integrali e i loro derivati, i molluschi e i crostacei, la panna e il burro e altri alimenti grassi allo stesso modo. Quindi no anche ai dolci, dal cioccolato al gelato e anche la marmellata.

La frutta fresca andrebbe evitata o al massimo consumata in piccole quantità e limitatamente a poche tipologie, come per esempio le banane, stando attenti a eliminare semi e bucce.

Lista degli Alimenti da Evitare

  • Carne grassa (es. maiale) e insaccati (eccetto bresaola e prosciutto crudo sgrassato)
  • Legumi
  • Verdure crude
  • Frutta secca
  • Pasta e riso integrali
  • Formaggi stagionati o fermentati
  • Farine integrali e derivati
  • Molluschi e crostacei
  • Panna, burro e altri alimenti grassi
  • Dolci (cioccolato, gelato, marmellata)
  • Frutta fresca (eccetto piccole quantità di banana)

Bevande: Cosa Bere e Cosa Evitare

Anche per quanto riguarda le bevande bisogna fare una distinzione tra quelle consentite e quelle da evitare perché contengono più scorie. Va bene ovviamente l'acqua naturale, anzi, è consigliato berne molta per compensare la drastica diminuzione di fibre. Sì anche a tè deteinato, camomilla, tisane e bevande decaffeinate purché non siano di quelle che hanno effetto lassativo.

Per quanto riguarda i succhi di frutta, si possono bere solo quelli senza polpa e comunque in quantità molto moderate. Meglio optare per le centrifughe ben filtrate e non per gli estratti di frutta. Il latte va bene, ma scremato.

Durata della Dieta a Basso Residuo

Se la dieta senza scorie vi serve per prepararvi a una colonscopia, a un intervento chirurgico o un altro tipo di esame diagnostico, il tempo necessario varia tra tre e sette giorni, con una media di quattro giorni, ma ovviamente sarà il medico a indicare con precisione quanto deve durare. Se invece questa dieta viene seguita perché si ha a che fare con la diarrea, bisogna andare avanti finché il transito intestinale non si normalizza e poi procedere a reintrodurre le fibre gradualmente.

Leggi anche: Benefici di una dieta sana

Sottolineiamo ancora una volta che una dieta senza scorie non serve assolutamente a dimagrire, anche perché, come abbiamo visto, limita drasticamente l'apporto di fibre che invece è fondamentale in una normale dieta dimagrate. Inoltre si può seguire solo per pochissimi giorni, lo stretto indispensabile per effettuare l'esame diagnostico o l'intervento necessari o per far passare la diarrea. Si tratta poi di una dieta che provoca gravi carenze non solo di fibre, ma anche di altre sostanze nutritive come le vitamine e i sali minerali che sono solitamente contenuti in frutta e verdura. Talvolta, infatti, sempre su indicazione del medico, possono essere necessari integratori, in particolare di vitamina C, acido eolico, vitamina K, carotenoidi, magnesio e potassio.

Dieta per la preparazione alla colonscopia

Se il paziente non rispetta alla lettera le istruzioni fornite dal centro medico sulla corretta preparazione alla colonscopia, potrebbe essere necessario ripetere la procedura. Per ottenere una corretta pulizia intestinale viene sempre raccomandata l'assunzione di un purgante per bocca.

Evitare le noci e la frutta a guscio in generale, inclusi gli alimenti che la contengono (es. barrette). Evitare le zuppe o le marmellate contenenti tracce di buccia o semini (es. minestrone di verdura, marmellata di more o lamponi).

Prediligere alimenti animali: uova, carne magra, pesce e brodo, formaggi magri, omogeneizzati con piccole quantità di pane bianco. Come condimento si potrà usare l'olio di oliva in modeste quantità. Lo yogurt è talvolta ammesso, purché privo di frutta in pezzi; il latte solo se scremato.

Occorre seguire il protocollo inerente la corretta assunzione del purgante. Quelle appena viste sono solo alcune regole generali della dieta per la colonscopia; ricordiamo che tali indicazioni variano leggermente da un centro medico all'altro. In caso di colonscopia virtuale valgono molte delle regole appena viste, anche se in generale la dieta è meno restrittiva.

Dieta per diverticolite

Negli ultimi anni è cresciuta la consapevolezza di quanto sia importante il benessere intestinale. Questo viene meno quando si formano, nelle pareti dell’intestino i cosiddetti diverticoli, caratteristici della malattia diverticolare. In relazione ai possibili scenari clinici, la maggior parte dei soggetti con diverticoli del colon rimane asintomatica (condizione definita come diverticolosi).

La diverticolite è una condizione comune con l’avanzare dell’età perché con l’invecchiamento perché le pareti del colon sono meno elastiche e quindi più sensibile alla pressione esercitata dalle feci verso la parete muscolare più debole. L’alimentazione svolge un ruolo preventivo importante e deve essere correttamente pianificata a seconda della condizione clinica del soggetto. Infatti, la dieta deve essere attentamente strutturata nei casi di diverticolite.

Raccomandazioni specifiche: quando è in atto l’infiammazione dei diverticoli è importante seguire una dieta liquida o semiliquida a basso residuo di fibre conosciuta comunemente anche come “povera di scorie”.

Come è possibile notare nel paragrafo precedente la dieta per diverticolite è una dieta molto restrittiva e limitante che deve essere attentamente elaborata dal medico o nutrizionista.

La dieta da seguire dopo la diverticolite prevede la reintroduzione della fibra alimentare. La fibra è un nutriente fondamentale per facilitare il transito intestinale: ammorbidisce le feci e ne aumenta il volume. Per contrastare la stitichezza è utile assumere anche alimenti fermentati come il Kefir, e crauti oppure tofu. Ultimo aspetto da non sottovalutare è il mantenimento del peso corporeo entro i limiti di normalità.

Alimenti da evitare in caso di diverticolite

  • legumi: i legumi contengono sia fibre solubili e insolubili che possono peggiorare la sintomatologia gastrointestinale.
  • È sconsigliato anche il consumo delle bevande dolcificate con edulcoranti artificiali.
  • FRUTTA: consumare frutta senza semi e sbucciata, cotta e/o frullata.
  • SEMI E FRUTTA SECCA: è possibile consumarli sottoforma di crema (es. crema di arachidi).

Dieta per il Morbo di Crohn

La malattia di Crohn (Morbo di Crohn, MdC) è una patologia infiammatoria cronica a eziologia sconosciuta, che può interessare qualunque tratto dell’apparato digerente, dalla bocca all’ano. La patogenesi sembra essere di tipo immunitario, geneticamente determinata, che porta a reazioni abnormi nei confronti di antigeni, presenti nel lume intestinale, in particolare quelli della normale flora batterica.

La malattia di Crohn è più frequente nei Paesi industrializzati. In Italia l’incidenza stimata è di circa 4 nuovi casi ogni 1.000.000 di persone all’anno e la prevalenza di circa 50 Pazienti su 100.000 persone, con una leggera preferenza per il sesso femminile. L’età d’esordio presenta due picchi (tra i 15 e i 30 anni e tra i 50 e i 60 anni). Il decorso è cronico ricorrente, con periodi di remissione e di attività e tendenza a recidivare. La recidiva più pericolosa è quella che accade dopo gli interventi chirurgici di resezione, che sono spesso necessari.

I sintomi presentano una marcata variabilità individuale, legata alle differenze di sede della malattia (ileo, colon, tenue, retto), al tipo di lesioni, se infiammatorie, stenotiche o fistolizzanti, e all’estensione delle lesioni stesse. I Pazienti possono presentare dolore, diarrea, vomito, febbre, astenia, calo ponderale.

Bisogna considerare le manifestazioni extraintestinali, che sono numerose: artropatia periferica, eritema nodoso, episclerite, ulcere aftose orali, colangite sclerosante primitiva (CSP), Pyoderma Gangrenosum, spondilite anchilosante, sacroileite, psoriasi, artrite psoriasica, uveite anteriore, irite, oltre ai sintomi di malassorbimento, legati alla patologia di base.

Deficit nutrizionali nel Crohn

La sede della patologia, la sua estensione e le caratteristiche spiegano il diverso grado dei deficit nutrizionali, da quelli assenti o di poco conto a quelli invalidanti.

Nel morbo di Crohn che colpisce il tenue, con o senza interessamento del colon (che è la maggioranza dei casi), si possono avere deficit calorico-proteici anche molto gravi, specialmente dopo estese o multiple resezioni chirurgiche del tenue. Si può arrivare alla “sindrome dell’intestino corto” (meno di 100 cm di tenue), che spesso richiede una nutrizione enterale (NE) e, nei casi più gravi, parenterale totale (TPN, Total Parenteral Nutrition). A monte delle stenosi, i batteri possono aumentare di numero e compromettere il normale assorbimento. In età pediatrica, la malattia di Crohn del tenue può determinare gravi deficit di crescita e di sviluppo con osteomalacia.

I deficit di micronutrienti più frequenti nel Crohn del tenue includono: la vitamina B12 e l’acido folico, con conseguente anemia macrocitica e neuropatie; la vitamina D, con ipocalcemia e osteoporosi; l’albuminemia, la cui riduzione determina edemi declivi e complicanze post-chirurgiche; il ferro, la cui carenza causa anemia sideropenica e amenorrea; lo zinco, la cui riduzione causa lesioni cutanee.

Nella malattia di Crohn, il peggioramento del quadro è dato dall’ipercatabolismo, dovuto all’infiammazione cronica, all’essudazione delle ulcerazioni e delle fistole e al ridotto apporto calorico, derivante dalla malnutrizione o da una dieta incongrua per timore dei sintomi. Non è rara la limitazione di specifici nutrienti (inclusi glutine, latte e latticini) ritenuti nocivi dal Paziente, a prescindere dalla loro reale responsabilità nel provocare disturbi. Nel Crohn del colon (15% circa dei casi) prevale il ridotto assorbimento di acqua ed elettroliti.

Alimenti Consigliati

Non esiste una dieta specifica per la Malattia Di Crohn, e non esiste mai una dieta che si attagli a tutti i Pazienti. Le diete troppo restrittive sono spesso inutili e addirittura dannose. L’assunzione di un litro e mezzo o due di acqua al giorno è indicata per tutti, a maggior ragione nei Pazienti con Crohn e in caso di pregresse resezioni. Un buon apporto idrico riduce, in generale, il rischio di litiasi renale, e, soprattutto nei Pazienti con la malattia di Crohn, in quanto, il malassorbimento dei grassi, facilita il rischio di calcolosi ossalica.

Bisognare seguire un’alimentazione che includa tutti i nutrienti e preveda un adeguato apporto di proteine (circa 1 mg pro Kg di peso corporeo) e calorie. Sono preferibili i pasti piccoli e frequenti, che limitano il rischio di sintomi, come il dolore e la distensione addominale e le subocclusioni. In caso di stenosi, e se queste sono serrate o multiple, è utile una dieta semiliquida e senza scorie, costantemente, o almeno una o due volte a settimana, per avere una buona clearance intestinale.

I pasti frequenti riducono il rischio di litiasi della colecisti, frequente nella Crohn ileale, per riduzione dell’assorbimento di acidi biliari. Ferro e vitamine necessitano di essere supplementati (talora per via parenteral), facendo attenzione ad un apporto adeguato di calcio e vitamine liposolubili (A, D, E, K).

Alimenti Dubbi

Latte e derivati possono indurre diarrea, secondaria al deficit di lattasi, non alla malattia di Crohn, e molto meno frequentemente di quanto non si pensi. Per evitare di aumentare il già alto rischio di osteoporosi, le restrizioni di alimenti contenenti lattosio (che sono la principale fonte di calcio e vitamina D) devono essere evitate o basate su una valutazione oggettiva, come il breath test al lattosio.

Alimenti da Evitare

Non vi sono controindicazioni assolute per alimenti specifici, come grassi, alcol, fritti, caffè, gelati o pizza. È opportuno ridurre l’assunzione di fibre (soprattutto verdure, crusca, legumi, bucce di frutta), soprattutto nella malattia con stenosi del tenue. Tale indicazione è meno rilevante se non c’è stenosi, e se la malattia è limitata al colon. Nel colon, la fermentazione di carboidrati non assorbibili in ogni caso può favorire il meteorismo e creare discomfort, maggiormente patito dai Pazienti con Crohn.

Le tossinfezioni alimentari possono innescare una riacutizzazione della malattia. È pertanto consigliabile evitare alimenti crudi, soprattutto pesce o carne, che ne aumentino il rischio. Durante le fasi di attività e di gravi riacutizzazioni, può essere necessaria la sospensione della normale alimentazione per bocca e il ricorso alla NE (Nutrizione Enterale), che risulta efficace anche nell’indurre la remissione, soprattutto in età pediatrica. In età adulta, la NE può essere indicata nelle fasi più gravi di attività. Le diete elementari o semi-elementari possono essere indicate anche come supplemento in caso di malnutrizione.

Dieta per Morbo di Crohn: Consigli Pratici

Una corretta alimentazione può alleviare i sintomi e i disturbi più importanti, apportando un certo sollievo, specie nei momenti di acutizzazione della malattia. Per sapere con certezza quali cibi eliminare dalla dieta, perché favoriscono disturbi intestinali, la cosa migliore è che il Paziente tenga un diario, dove annotare alimenti e fastidi riscontrati, che possono variare da Paziente a Paziente.

In generale, è consigliabile una dieta a basso residuo fisso, ossia con un limitato consumo di fibre. Lo scopo di una dieta a basso residuo è quello di limitare i movimenti intestinali, per non esacerbare i sintomi dolorosi, collegati al morbo di Crohn, come i crampi, meteorismo, aerofagia, flatulenza, diarrea. Ma, soprattutto, per evitare possibili ostruzioni o sub-ostruzioni, create da fibre essiccate (fitobezoari).

Cibi da evitare:

  • Pane, pasta e riso integrali.
  • Cereali integrali.
  • Frutta secca.
  • Verdure crude.
  • Alcune verdure cotte come broccoli, cavolo, piselli, mais, cavolfiore, cipolle, patate con la buccia.
  • Carni grasse, come quella di maiale.
  • Carni e salumi affumicati.
  • Fagioli e lenticchie.
  • Succhi di frutta con polpa e semi.
  • Marmellate, confetture, conserve.
  • Spezie, peperoncino, curry, caffè, alcolici, bibite gassate.
  • Fritture e dolci elaborati.
  • Latte e latticini freschi.

Cibi consentiti:

  • Pane bianco e crackers senza semi.
  • Riso bianco.
  • Verdure fresche ben cotte e private di buccia e/o semi, come asparagi, carote, zucchine, (fagiolini ben cotti), zucca.
  • Patate bollite senza buccia.
  • Carne bianca o rossa magra, tenera e morbida, cotta al vapore o alla griglia.
  • Uova.
  • Pesce, magro, lesso o grigliato.
  • Frutta in scatola, o cotta; banane, mele, pere.
  • Succhi di frutti senza semi o polpa.
  • Bevande decaffeinate.

Nei casi di malnutrizione, laddove un’alimentazione mirata sia inefficiente, perché l’organismo non riesce più a trarne vantaggi nutritivi, sarà necessario ricorrere all’uso di integratori di minerali e polivitamine. Altra raccomandazione è quella di introdurre molti liquidi, sia per ripristinare quelli persi attraverso la diarrea, sia per scongiurare il rischio di calcolosi renale, un’evenienza comune tra i soggetti affetti dal morbo di Crohn.

tags: #dieta #basso #residuo #alimenti #consentiti #e

Scroll to Top