Sentirsi bene è un desiderio comune, e la "dieta" della felicità può aiutare a realizzarlo. Uno strumento efficace per raggiungere questo obiettivo è il cibo. La biochimica alimentare, attraverso la scelta e la combinazione degli alimenti giusti, può generare una risposta ormonale positiva per l'umore.
Cos'è la Dieta della Felicità?
Mangiare qualcosa che ci piace non ha solo un effetto psicologico, ma anche fisico. Quando assimiliamo un alimento, nel nostro corpo avvengono reazioni biochimiche. Alcuni cibi contengono sostanze come il triptofano, indispensabile per la sintesi della serotonina (l’ormone della felicità), le vitamine del gruppo B, la D, minerali come zinco, magnesio, selenio, ferro e cromo e gli acidi grassi polinsaturi. Queste sostanze, se combinate correttamente e introdotte in modo equilibrato nella dieta, possono migliorare l'umore.
Alimenti Chiave per il Buonumore
Oltre agli alimenti noti come il cioccolato, ci sono tre tipologie di cibi particolarmente ricche di sostanze che fanno stare bene: il tuorlo d’uovo, la frutta secca e il pesce. Questi alimenti sono inseriti in uno schema che non ha conseguenze sulla linea, calibrati secondo il Metodo Bianchini, che esclude l'associazione con cibi troppo ricchi di zucchero, coloranti e conservanti artificiali, per massimizzare l'effetto nutrizionale e umorale.
Il Metodo Bianchini: Un Approccio Personalizzato all'Alimentazione
Paolo Bianchini, consulente nutrizionale, ha sviluppato un metodo alimentare basato sulla biochimica dei cibi. Il Metodo Bianchini non si concentra sulle calorie, ma sulla corretta risposta ormonale generata dagli alimenti. Se un cibo è funzionale a livello biochimico, se ne può assumere in buone quantità, tali da soddisfare il nostro fabbisogno.
Lo scopo principale del Metodo Bianchini non è dimagrire, ma adottare uno stile di vita alimentare ideale per il nostro corpo. Il calo di peso è un effetto collaterale positivo, fisiologico e individuale. Il segreto è la combinazione personalizzata dei cibi giusti. Per questo, si propone un Metodo che va adattato a ogni persona, tenendo conto che ogni alimento può agire diversamente su di noi.
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Alimenti Concessi e Proibiti nel Metodo Bianchini
Il Metodo Bianchini include alimenti che di solito non ci si aspetta in una dieta, come pizza, burro chiarificato, yogurt, dolci, gelato, formaggi, mascarpone, panna montata, salumi e insaccati (crudo, mortadella, speck, coppa), caffè.
Gli alimenti proibiti sono zucchero e aceto, latte, alcolici, bibite, succhi, soia, miele, caffè d’orzo e ginseng. Questi sono considerati nutrienti non favorevoli, perché immunosquilibranti.
La "Dieta" della Felicità: Una Settimana di Prova
Una sola settimana può bastare per sentirsi meglio e provare il Metodo. L’obiettivo è un nuovo stile di vita alimentare che serve a stare meglio, essere più brillanti e performanti. Per un investimento benefico a lungo termine, il tutto andrà poi personalizzato, con l’aiuto di un esperto.
Anche la pasta è prevista nel Metodo, ma viene consumata a colazione, un’abitudine che può essere introdotta gradualmente. Le spezie e le erbe aromatiche sostituiscono il sale, rendendo possibili primi piatti originali e saporiti.
Super Riposo: Un Alleato Fondamentale
Un riposo ottimale è essenziale per sentirsi bene. Il ritmo circadiano, l’orologio biologico del nostro organismo, risente di un riposo non ottimale. Per regolarlo, è importante puntare su un buon controllo glicemico e ormonale. Inserire nei pasti pesce azzurro, ricco di acidi grassi Omega 3, favorisce la produzione di vitamina D e melatonina, l’ormone del sonno. Il pesce va cotto al forno o al vapore, accompagnato da verdure come finocchio o zucchine al vapore. Da evitare invece i cereali, la frutta fresca, il cioccolato e i latticini a cena.
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Esempio di Ricette per la Colazione (Metodo Bianchini)
Il Metodo Bianchini sposta certi pasti dal pranzo al mattino.
Biscotti al Cacao
Per 2 persone: 4 uova, 80 g di fruttosio, 50 g di burro chiarificato naturalmente privo di lattosio, 130 g di mandorle tritate fini, 20 g di mandorle tritate grossolanamente, 60 g di cacao amaro, 1 cucchiaio di cannella in polvere.Crea una crema spumosa mescolando le uova e il fruttosio. Inserisci anche il burro chiarificato nel composto di uova e fruttosio, a mano, incorpora tutti gli altri ingredienti. Forma i biscotti e poggiali sulla carta da forno, distanziandoli tra loro. Prima di infornare, decora con mandorle tritate grossolanamente. Cuoci a 185 °C per circa 10-15 minuti.
Cremoso al Limone
Per 2 persone: 3 uova, 3 limoni grandi, 50 g di fruttosio, 6 g di gelatina, 200 ml di panna da montare (volendo senza lattosio).Separa gli albumi dai tuorli; monta questi ultimi con il fruttosio fino a ottenere un composto bianco e spumoso. Spremi e filtra il succo di 2 limoni e mezzo e versalo in un pentolino; aggiungi quindi i fogli di gelatina e lascia riposare per 5 minuti. Metti il pentolino sul fornello e, a fuoco basso, fai sciogliere mescolando bene e senza far bollire. Togli il pentolino dal fuoco e lascia intiepidire leggermente, quindi aggiungi al composto di uova e amalgama bene. Monta la panna e gli albumi a neve ferma. Delicatamente, amalgamando dal basso verso l’alto, incorpora al composto di uova sia la panna sia gli albumi. Suddividi la mousse in 6 tazzine grandi da dessert, quindi metti in frigorifero per 4 ore prima di servire. Puoi decorare le coppette con una fettina di limone e foglioline di menta.
Polpettine di Tonno
Per 2 persone: 200 g di tonno in scatola in olio extravergine di oliva, 2 uova, 1/2 spicchio d’aglio (facoltativo), 2 cucchiai di olio EVO, 6 olive verdi, pangrattato, 1 limone non trattato.Sciacqua le olive. Grattugia la scorza del limone, tieni da parte. Metti nel mixer l’aglio e trita alla massima velocità. Aggiungi il tonno, sgocciolato bene, le olive, la scorza di limone, le uova e l’olio. Prendi con le mani il composto, che deve risultare molto morbido e appiccicoso, forma delle palline col palmo della mano e rotolale velocemente nel pangrattato. Fodera con carta da forno una pirofila grande, disponi le polpettine distanziate e versa su ognuna un goccio di olio. Inforna sul ripiano medio per 20-25 minuti a 200 °C, finché non risulteranno dorate. Mangiale calde o tiepide.
Il Concetto di "Menù Settimanale Nutrizionista"
Un regime alimentare corretto è fondamentale per il benessere del nostro corpo, aiutando a prevenire molte malattie. Un "menù settimanale nutrizionista" deve includere una varietà di cibi e nutrienti, garantendo un apporto sufficiente di proteine, carboidrati, grassi, vitamine e minerali. Deve anche tener conto delle singole esigenze, personalizzando il piano alimentare in base al livello di attività fisica, allo stato di salute, all’età e al sesso.
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Esempi di Regimi Alimentari: Chetogenica e Mediterranea
Esistono diversi regimi alimentari, tra cui la dieta chetogenica e la dieta mediterranea. Entrambi hanno vantaggi e svantaggi, e la scelta dipende dalle esigenze individuali.
Dieta Chetogenica
La dieta chetogenica (o dieta keto) punta alla riduzione drastica di carboidrati e all’aumento dell’assunzione di grassi. In questo modo, si porta l’organismo in uno stato di chetosi. La chetosi, rappresenta uno stato metabolico, in cui il corpo utilizza i grassi come fonte principale di energia, invece di utilizzare i carboidrati.
Le proporzioni dei macronutrienti nel menu settimanale dieta chetogenica possono variare leggermente a seconda dell’individuo e dei suoi obiettivi, ma solitamente sono le seguenti:
- Grassi: 70-80% delle calorie totali
- Proteine: 20-25% delle calorie totali
- Carboidrati: 5-10% delle calorie totali
Vantaggi della Dieta Chetogenica
- Perdita di peso: aiuta ad una perdita di peso veloce senza sentire fame anche in casi di blocchi del peso
- Controllo della glicemia: è un piano alimentare per coloro che soffrono di diabete di tipo 2, in quanto aiuta a controllare i livelli di zucchero nel sangue
- Miglioramento della salute del cuore: riduce i livelli di colesterolo LDL e aumenta i livelli di colesterolo HDL cosi da poter migliorare la salute del cuore.
- Miglioramento delle prestazioni mentali: La dieta chetogenica aiuta a migliorare le prestazioni mentali e la concentrazione, in particolare nei casi di epilessia e malattie neurodegenerative come l’Alzheimer.
Svantaggi della Dieta Chetogenica
- Sintomi di “scarso apporto di carboidrati”: è possibile riscontrare sintomi come mal di testa, stanchezza, stitichezza, nausea, vertigini e irritabilità nella prima fase della dieta, questi sintomi sono dovuti ad uno scarso apporto di carboidrati.
- Difficoltà a seguire la dieta: può essere difficile da seguire a lungo termine a causa della limitazione dei carboidrati, poiché i carboidrati sono presenti in molti cibi
- Possibili carenze nutrizionali: è possibile avere una riduzione dell’apporto di vitamine, fibre e minerali poiché abbiamo si ha una bassa quantità di carboidrati.
- Effetti sulla funzione renale: può aumentare lo stress sui reni, specialmente in persone che presentano una funzione renale compromessa.
- Effetti sulla salute intestinale: riducendo drasticamente i carboidrati, si può avere una ripercussione sulla salute del microbiota intestinale, che può avere un impatto sulla digestione e sulla salute generale.
Dieta Mediterranea
La dieta mediterranea rappresenta un regime alimentare equilibrato che favorisce uno stile di vita sano ed equilibrato. Questo tipo di dieta aiuta a prevenire le malattie croniche, come le malattie cardiovascolari, il diabete, alcuni tipi di cancro e l’obesità. La dieta mediterranea è caratterizzata da un menù settimanale dove abbiamo un alto consumo di frutta, verdura, legumi, cereali integrali, pesce e frutta secca, e da un consumo moderato di carne, prodotti caseari e vino rosso.
Le proporzioni dei macronutrienti nel menu settimanale nutrizionista per la dieta mediterranea possono variare a seconda dell’individuo e dei suoi obiettivi, ma solitamente sono le seguenti:
- Grassi: 25-35% delle calorie totali
- Proteine: 10-20% delle calorie totali
- Carboidrati: 50-60% delle calorie totali
Vantaggi della Dieta Mediterranea
- Riduzione del rischio malattie di cardiovascolari: la dieta mediterranea essendo una dieta ricca di grassi monoinsaturi aiuta a ridurre i livelli di colesterolo e prevenire l’insorgenza di malattie cardiache.
- Migliore controllo del diabete: la dieta mediterranea è ricca di cereali integrali, frutta, verdura e legumi, che possono aiutare a mantenere stabili i livelli di zucchero nel sangue.
- Migliore salute mentale: la dieta mediterranea è ricca di frutta, verdura, cereali integrali, pesce e oli vegetali, che aiutano a ridurre il rischio di depressione e migliorare la salute mentale.
- Migliore longevità: la dieta mediterranea è stata associata a una maggiore longevità e un minor rischio di morte prematura
La Dieta del Restart Ormonale
La dieta del restart ormonale è un regime alimentare di 28 giorni, suddiviso in 5 fasi, che agisce sugli ormoni determinanti per il nostro metabolismo. Se non sono in equilibrio, possono trasformarsi in sabotatori del dimagrimento. Questa dieta mira a riequilibrare fame e sazietà, migliorando il benessere e il peso forma.
Gli ormoni regolano il metabolismo di grassi e carboidrati e sono responsabili degli stimoli legati alla fame e al controllo del peso. Ormoni come la grelina (ormone della fame), la leptina (senso di sazietà), l'adiponectina (controllo del grasso corporeo), l'insulina (controllo degli zuccheri nel sangue) e il cortisolo (stress) sono determinanti per il nostro metabolismo.
Fasi della Dieta del Restart Ormonale
FASE 1 (1-3 giorno)
I menu proposti hanno un effetto disintossicante e servono per liberarsi dalle “dipendenze”: carboidrati raffinati, caffé, grassi animali. Si introducono alimenti che stimolano l’organismo a resettare i livelli ormonali come la frutta, in particolare i frutti rossi, e la verdura a foglie verdi.
FASE 2 (4-7 giorno)
Si reintroducono i cereali, ma in modica quantità e soprattutto le qualità senza glutine. L’eccesso di farine raffinate è deleterio anche per l’equilibrio degli ormoni tiroidei. Si consiglia riso integrale e la pasta di grani antichi, come il farro monococco o la spelta, accompagnati da legumi.
FASE 3 (8-14 giorno)
Prevede il graduale reintegro, a cena, anche delle proteine di origine animale (solo pesce). Si consiglia pesce di piccola pezzatura come orata, merluzzo, branzino, alici, sgombri, sardine, sarde, acciughe, crostacei e molluschi.
FASE 4 (15-21 giorno)
Una settimana di dieta prettamente proteica per stimolare il metabolismo a bruciare prevalentemente i grassi, meccanismo che scatta quando l’apporto giornaliero dei carboidrati è inferiore a 50 g. Non sono previsti nemmeno gli zuccheri della frutta.
FASE 5 (22-28 giorno)
Fase di mantenimento per abituarsi a mangiare in modo sano e a vantaggio dell'equilibrio ormonale. Si continuano a perdere tessuto adiposo, raggiungendo l’obiettivo di eliminare finalmente i chili in più. I menu sono a basso regime calorico, prevedono anche carne, sia bianca sia rossa e, una volta a settimana, cereali da grani antichi contenenti glutine.
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