Dieta Chetogenica e Mal di Testa: Cause e Rimedi

Tra i disturbi cerebrali, l’emicrania è sicuramente il più comune quanto il più invalidante per chi ne è affetto. Diversi recenti studi hanno suggerito che la dieta chetogenica (CKD), una dieta povera di carboidrati e ricca di grassi che mira a produrre uno stato di chetosi nel corpo, possa avere dei benefici concreti anche per le persone che soffrono di emicrania e cefalee.

Tipi di Mal di Testa

Non si può parlare genericamente di “mal di testa”. Tutti però hanno un tratto in comune: ovvero il dolore anche lancinante che si prova in qualsiasi parte della testa e del collo. Limitandosi alle cause, ad esempio, si distingue tra mal di testa primari e secondari.

Emicrania

Questo disturbo assai ricorrente è il più diffuso nel sesso femminile a partire dall’età giovane-adulta. La condizione si manifesta con un dolore pulsante ad un lato della testa, tipicamente accompagnato da altri sintomi come: nausea, vertigini, estrema sensibilità a luci, rumori e odori, mancanza di appetito, disturbi della funzione intestinale e così via.

Le cause di questa patologia non sono ancora ben definite e molto probabilmente fanno capo a un insieme di fattori ambientali, genetici e alimentari. Il consumo di alcuni cibi, infatti, può scatenare l’attacco di emicrania. Chi soffre di emicrania tende a fare un uso, a volte anche smodato, di farmaci per mitigare il dolore. Tra le possibili cause dell’emicrania potrebbe esserci anche un deficit energetico del cervello. In sostanza, gli attacchi avverrebbero quando - in presenza di inadeguata energia cerebrale - viene attivata una sovrapproduzione di ossidanti.

Cefalea a Grappolo

La cefalea a grappolo è una forma meno diffusa e che colpisce soprattutto il sesso maschile. Il nome fa riferimento alla concentrazione di periodi con più attacchi - che durano mesi o settimane - con frequenza variabile (i cosiddetti grappoli) e periodi privi di mal di testa.

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Cefalea Tensiva

Rappresenta la forma più comune e relativamente meno dolorosa di cefalea primaria, caratterizzata dalla involontaria e continua contrazione dei muscoli della nuca, della fronte, delle tempie, del collo e delle spalle. Questo tipo di cefalea è correlata allo stress, alla depressione, all'ansia o alla postura scorretta. Il disturbo è solitamente più comune nel sesso femminile. Il dolore è bilaterale (un "cerchio alla testa"), localizzato nella regione posteriore del cranio oppure diffuso a tutto il capo. Il mal di testa è persistente, ma di intensità media o lieve.

La Dieta Chetogenica e l'Emicrania

Sebbene il numero di studi sia ancora molto limitato, i risultati finora raggiunti farebbero emergere una profonda relazione tra dieta chetogenica ed emicrania cronica. Come dimostrato dallo studio “Is Migraine Primarily a Metaboloendocrine Disorder?”, l’emicrania cronica è strettamente collegata anche alla sindrome metabolica, all’insulino resistenza e a livelli non costanti di cortisolo. Alla luce di tutto ciò, è già abbastanza chiara l’efficacia della chetogenica nel miglioramento dell’emicrania, soprattutto nelle sue forme croniche.

Alcuni studi clinici eseguiti dal gruppo del Dott. Di Lorenzo C., Coppola G., Sirianni G., Pierelli F., hanno dimostrato che questa dieta si è dimostrata efficace nel ridurre la frequenza e l’intensità degli attacchi, ed anche il ricorso a farmaci. In uno degli studi, il campione di volontari, che comprendeva 35 pazienti obesi o in sovrappeso, è stato diviso in due sottogruppi.

Dopo un mese, a fronte della stessa perdita di peso si è assistito anche a una riduzione degli attacchi di emicrania nel 74% dei soggetti in regime chetogenico rispetto al mese precedente, e soltanto dell’8,5% per i pazienti in regime dietetico ipocalorico.

Durante il regime di dieta chetogenica viene sensibilmente ridotto l’apporto di tutti quei cibi che contengono elevate quantità di amidi e zuccheri, che non possono superare i 30 gr al giorno. La quota proteica è invece compresa tra l’1 e l’1,4 gr per Kg di peso. Tutto il resto delle calorie viene compensato dai grassi di buona qualità.

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La dieta chetogenica non è una dieta fai-da-te, ma richiede sempre l’intervento di personale specializzato.

Keto Flu: L'Influenza Chetogenica

Durante la fase di adattamento alla dieta chetogenica, alcuni sintomi possono risultare particolarmente fastidiosi. Questo fenomeno è noto come Keto Flu.

Cosa Succede Quando il Corpo Entra in Chetosi?

Quando si passa da una dieta ricca di carboidrati, ad un regime che ne prevede pochissimi (meno di 40g al giorno), è normale che il corpo si debba adattare a questa nuova condizione e non sempre questo assestamento è facile. Quando i livelli di insulina sono molto bassi, il fegato inizia a convertire il grasso in chetoni, che la maggior parte delle cellule può utilizzare al posto del glucosio. Tuttavia, il cervello e gli altri organi impiegano del tempo per adattarsi all’uso di questo nuovo “carburante”. Dal momento che i livelli di insulina diminuiscono, il tuo corpo risponde eliminando più sodio attraverso le urine, insieme all’acqua.

Sintomi della Keto Flu

  • Mal di testa
  • Nausea
  • Vertigini
  • Diarrea
  • Febbre

Di solito, il Keto flu dura da 2 a 7 giorni, ma questa stima può variare di persona in persona. Fortunatamente, questi effetti sono transitori e possono essere attenuati con le giuste strategie.

Rimedi per la Keto Flu

  • Idratazione: È necessario idratarsi bene. La dieta chetogenica è un regime diuretico per cui se non si integra l’acqua persa si rischia una disidratazione, che può portare a sintomi come mal di testa, nausea, ecc.
  • Integrazione di Sali Minerali: Devi sapere che sono proprio la perdita di acqua e di sali minerali responsabili della maggior parte dei sintomi della keto flu, per cui aumentane l’assunzione può aiutare a ridurre i sintomi in modo significativo e spesso eliminarli del tutto.
  • Adattamento Graduale: Se possibile, cerca di ridurre i carboidrati lentamente nel corso di una settimana prima di iniziare la dieta.

Appena percepisci mal di testa, nausea, vertigini o altri sintomi prova a bere un bicchiere d’acqua con mezzo cucchiaino di sale mescolato dentro. Per minimizzare il rischio di Keto flu, prova a ridurre gradualmente i carboidrati nei giorni precedenti l'inizio della dieta.

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Alimentazione e Mal di Testa: Quali Cibi Evitare

Nonostante non si possa attribuire la totale responsabilità del cerchio alla testa all’alimentazione, è bene ricordare che alcune sostanze alimentari possono contribuire ad accrescere i sintomi del mal di testa, rinforzando la correlazione del disturbo con la dieta e l’alimentazione del soggetto. Vi è quindi un legame tale da portare molti ad assumere cibi che fanno passare il mal di testa, intraprendendo regimi alimentari specifici.

Diversi fattori endogeni ed esogeni possono influenzare la gravità e la frequenza del mal di testa, come ad esempio lo stile di vita, inclusi i fattori dietetici e l’alimentazione. Come già accennato, anche il cibo può fungere da fattore scatenante del mal di testa, anche se non rappresenta la causa primaria del disturbo. Infatti, abitudini alimentari scorrette possono favorire gli attacchi di emicrania.

Una delle ipotesi è che il mal di testa sia provocato dalla difficoltà che alcuni soggetti hanno nel metabolizzare alcune sostanze, come ad esempio le ammine biogene (feniletilamina, istamina, tiramina, ecc.), i nitrati, il glutammato di sodio. L'assunzione eccessiva di tiramina può provocare vasocostrizione, aumento della pressione sistolica e dei battiti cardiaci. I nitrati si trovano negli insaccati e nella carne in scatola.

Conviene iniziare escludendo un determinato cibo per un certo periodo di tempo; se tale esclusione non conduce a particolari benefici, si può reintrodurre l’alimento e procedere escludendone un altro fino a trovare l’alimento scatenante. Questo anche a causa della presenza di tanti falsi miti sui cibi considerati pericolosi per il mal di testa. Nonostante ciò, ridurre, o eliminare, alcuni cibi considerati “dannosi” dalla propria alimentazione può essere utile.

Approcci Dietetici e Integrazione

Interventi dietetici, come dieta ricca di folati, dieta povera di grassi, diete ad alto contenuto di omega-3 e a basso contenuto di acidi grassi omega-6, dieta chetogenica e dieta a basso contenuto di sodio sono stati suggeriti per ridurre gli attacchi di emicrania. Pertanto, è errato credere che una dieta troppo drastica, o il digiuno, possano avere effetti positivi sulla cefalea.

Alcuni studi hanno posto l’attenzione su un approccio dietetico ipoglicemico per chi soffre di mal di testa legato all’alimentazione. L'ipoglicemia produce carenza di glucosio nel cervello e rilascio di catecolamine con conseguente attivazione simpatica. Può sembrare controintuitivo, alla luce di quanto esposto, ma una dieta a basso indice glicemico può essere di beneficio nella prevenzione dell'emicrania.

L’integrazione per il mal di testa può essere approcciata in diversi modi, per via dei diversi fattori che possono concorrere allo sviluppo della problematica:

  • Smaltimento dell’istamina
  • Sintesi della serotonina
  • Metabolismo delle catecolamine (adrenalina e noradrenalina)
  • Metabolismo energetico

Efficacia della Dieta Chetogenica

Nell’Unità operativa di nutrizione artificiale dell'Azienda ospedaliera di Padova si usa da alcuni anni la dieta chetogenica per la cura dell’emicrania. Chi riesce a seguirla ne ricava notevoli benefici, a volte fino quasi alla scomparsa della sintomatologia e alla sospensione dei farmaci. Questa dieta ha davvero poche e rare controindicazioni, però richiede la rinuncia ai cibi ricchi di carboidrati e perciò per alcuni è difficile da seguire. Il suo impiego deve essere fatto sotto il controllo di un medico esperto in questo tipo di trattamento.

Tabella: Cibi Consigliati e da Evitare nella Dieta Chetogenica per l'Emicrania

Categoria Cibi Consigliati Cibi da Evitare
Grassi Olio extravergine d'oliva, olio di cocco, avocado Grassi idrogenati, oli vegetali raffinati
Proteine Carne, pesce, uova Insaccati con nitrati
Verdure Verdure a basso contenuto di carboidrati (spinaci, broccoli, zucchine) Patate, mais
Carboidrati Nessuno (o quantità molto limitate) Pasta, pane, riso, dolci, legumi
Altro Frutta secca a basso contenuto di carboidrati (noci, mandorle) Alcool, cibi fermentati (formaggi stagionati)

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