Dieta Chetogenica e Steatosi Epatica Non Alcolica (NAFLD)

La malattia da steatosi epatica non alcolica (NAFLD) è una delle principali cause di malattie epatiche croniche a livello globale. La steatosi epatica, o fegato grasso, è una condizione caratterizzata dall’accumulo di grassi nel fegato, spesso associata a obesità, insulino-resistenza e sindrome metabolica. Questa condizione, caratterizzata dall'accumulo di grasso nel fegato, può evolvere in infiammazione, fibrosi e, nei casi più gravi, in carcinoma epatocellulare. La NAFLD è particolarmente diffusa e può evolvere in condizioni più gravi come la steatoepatite non alcolica (NASH), la cirrosi epatica e, in alcuni casi, il carcinoma epatocellulare. Ridurre il grasso nel fegato è cruciale per prevenire queste complicazioni e migliorare la salute generale.

La Dieta Chetogenica come Terapia Metabolica

Negli ultimi anni, la dieta chetogenica è diventata un’opzione terapeutica sempre più popolare per ridurre la steatosi epatica. La dieta chetogenica, infatti, possono essere considerate a tutti gli effetti delle terapie metaboliche. E come tali devono essere gestite da personale esperto in grado di selezionare in modo corretto i pazienti e le patologie che possono giovarsi di tali terapie.

Una delle strategie per la perdita di peso più studiate negli ultimi anni è la dieta chetogenica. Molti studi hanno dimostrato che questo tipo di approccio nutrizionale ha una solida base fisiologica e biochimica ed è in grado di indurre una perdita di peso efficace accompagnata da un miglioramento di diversi parametri relativi al rischio cardiovascolare. La dieta chetogenica nel trattamento della persona con eccesso di peso, in particolare la VLCKD (Very Low Calory Ketogenic Diet) è una terapia nutrizionale che mima lo stato metabolico di digiuno tramite un’alimentazione.

Quando si riduce drasticamente l’apporto di carboidrati, l’organismo tende a bruciare i grassi corporei di riserva anziché attingere l’energia dagli zuccheri e dai carboidrati (come avviene normalmente). Ciò permette una riduzione selettiva della massa grassa assicurando una buona protezione della massa magra (si mantiene il trofismo della massa muscolare). I corpi chetonici, agendo sul sistema nervoso centrale, portano a un aumento del senso di sazietà (quindi inibiscono la sensazione di fame), dovuto in parte alla riduzione dei livelli di grelina, un ormone che stimola l’appetito, e a un miglioramento dell’umore che favorisce una più elevata aderenza dei pazienti alla dieta.

VLCKD Ipolipidica: Un Approccio Innovativo

La VLCKD ipolipidica riduce drasticamente i carboidrati, costringendo il corpo a usare i depositi di grasso come fonte primaria di energia. Limitando anche l’apporto di grassi alimentari, si stimola il corpo a consumare preferenzialmente i grassi accumulati, inclusi quelli nel fegato. La VLCKD ipolipidica viene generalmente seguita per un periodo di 6-12 settimane, durante il quale si osservano miglioramenti significativi.

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La VLCKD ipolipidica di breve durata è un approccio innovativo e scientificamente supportato per ridurre la steatosi epatica. Grazie alla sua capacità di promuovere una rapida perdita di grasso epatico e migliorare la salute metabolica, rappresenta uno strumento potente nel trattamento della NAFLD.

Benefici della Dieta Chetogenica

La dieta chetogenica ha dimostrato di ridurre significativamente l'accumulo di grasso epatico. I corpi chetonici, prodotti durante la chetosi, svolgono un ruolo fondamentale nel migliorare i livelli di infiammazione e fibrosi epatica, garantendo benefici metabolici anche nei pazienti con insulino-resistenza. L'applicazione della KD offre nuove possibilità nel trattamento della NAFLD. Grazie alla riduzione dei carboidrati, i pazienti sperimentano un miglioramento rapido dei parametri metabolici e una maggiore aderenza alla dieta. La dieta chetogenica rappresenta una soluzione promettente per il trattamento della NAFLD, offrendo benefici a livello epatico e metabolico.

La dieta chetogenica VLCKD induce un sostanziale e rapido calo ponderale e trova la principale indicazione nell’obesità severa e nelle patologie ad essa associate, come l’ipertensione, il diabete tipo 2, in quest’ultimo si evidenziano un miglioramento dell’insulino-resistenza e dei parametri glico-metabolici, e la possibilità di ridurre gradualmente il dosaggio dei farmaci ipoglicemizzanti.

Dieta Mediterranea e Steatosi Epatica

Per quanto attiene ai modelli di dieta, sicuramente la dieta mediterranea rappresenta quello più idoneo per prevenire e curare la MASLD. La dieta mediterranea prevede notoriamente una signficativa quantità di olio di oliva extravergine (EVO), che rappresenta la fonte principale di acidi grassi monoinsaturi nella dieta mediterranea. Questo olio riduce l’accumulo di trigliceridi nel fegato, riduce i trigliceridi plasmatici postprandiali, migliora la glicemia, aumenta la secrezione insulinica e la espressione del GLUT-2 nelle cellule epatiche. Ancora, l’EVO riduce l’attivazione della via NF-kB e della ossidazione del colesterolo, mentre migliora la resistenza insulinica riducendo la produzione di citochine inflammatorie (TNF-α and IL-6). I composti fenolici dell’olio di oliva modulano la diversità del microbiota intestinale.

A parte l’EVO, la dieta mediterranea previene la steatosi epatica attraverso l’incremento dei vegetali, degli alimenti ricchi in fibre e dei grassi monoinsaturi e polinsaturi e la riduzione degli alimenti processati, dei soft drinks, degli zuccheri aggiunti, del sale e dell’alcol.

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Altri Approcci Dietetici e Integratori

Di per se, la riduzione dei carboidrati e l’aumento dell’introito dei lipidi riduce il grasso epatico ed aumenta la sensibilità epatica all’insulina dopo soli 4 giorni di trattamento. Ne sono responsabili l’aumento della ossidazione dei grassi, la chetogenesi e la riduzione della denovo lipogenesis. Un modello di dieta molto interessante è la dieta chetogenica a bassissimo numero di calorie (VLEKD). Dopo soltanto 8 settimane, essa ha dimostrato di ridurre significativamente il grado di steatosi epatica in pazienti con obesità.

Lo stress ossidativo è un fattore chiave nello sviluppo delle malattie epatiche cronche e si ritiene che gli antiossidanti possano prevenire e curare tali patolgie. La berberina esercita un’azione antiossidante attraverso numerosi meccanismi: attiva la pathway della AMPK, che riduce la produzione dei ROS, e migliora il metabolismo energetico. Inoltre, aumenta l’attività degli enzimi antiossidanti come SOD, catalasi e glutatione perossidasi, proteggendo le cellule dal danno ossidativo.

La silimarina attiva la pathway del nuclear factor erythroid 2-related factor 2 (Nrf2), che aumenta la espressione degli enzimi antiossidanti e stabilizza le membrane mitocondriali. Ancora, la silimarina riduce la formazione dei ROS e lo stato infiammatorio generalizzato. I flavonoidi hanno proprietà antinfiammatorie, antiossidanti ed epatoprotettive e alcuni autori ipotizzano che la modulazione del microbioma possa inibire lo sviluppo e la progressione della MASLD.

Bassi livelli circolanti di α-carotene, β-carotene e lycopene sono risultati associati con un maggiore rischio di MASLD, mentre un aumento dell’introito di β-carotene può ridurre la incidenza di tale patologia. L’epigallocatechina gallato (EGCG), ingrediente bioattivo del thè verde, può favorire la riduzione del grasso epatico.

A completamento di questa review, è importante specificare che alcuni degli effetti descritti, esercitati dagli alimenti e dai nutraceutici, sono mediati da modificazioni del microbioma.

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Controindicazioni e Considerazioni Importanti

Tuttavia, non sono stati verificati gli effetti a lungo termine della dieta chetogenica, il cui utilizzo permane riservato per brevi periodi (in genere, inferiori alle 4 settimane (anche se molti protocolli recenti tendono a gestirla come stile di vita quindi per molto più tempo) e sempre sotto controllo medico o del dietista che segue il paziente. Assolutamente no, si tratta di diete drastiche, che il paziente non può improvvisare (come del resto nessuna dieta!), utilizzate in una selezione di pazienti, non in tutti e che vanno sempre seguiti da professionisti esperti, per periodi brevi in modo da evitare potenziali effetti collaterali.

Altre condizioni in cui la dieta chetogenica è controindicata sono: gravidanza e allattamento; disturbi del comportamento alimentare; gravi disturbi psichici; abuso di alcol e altre sostanze; angina instabile e infarto miocardico acuto (IMA) recente; insufficienza cardiaca; soggetti anziani fragili; altre rare patologie.

Individui con Determinate Condizioni di Salute: nelle persone con insufficienza renale, grave alterazione della funzione del fegato, diabete di tipo 1, gravi disturbi del comportamento alimentare, patologia tumorale in atto, insufficienza cardiaca, la dieta chetogenica VLCKD potrebbe essere non indicata.

La dieta chetogenica può essere un’opzione efficace per molti, ma è cruciale comprendere che può non essere adatta a tutti. Ogni individuo ha esigenze e obiettivi diversi, e ciò che funziona per una persona potrebbe non essere efficace o sano per un’altra. Tale protocollo, che deriva dalla dieta di Atkins modificata (MAD), è caratterizzato da una buona/elevata quantità di grassi. Per questo motivo spesso viene associata alla necessità di dover effettuare sul paziente un calo ponderale.

Aree di Applicazione della VLCKD

  • Persone in Cerca di Perdita di Peso Efficace: uno dei gruppi principali che può beneficiare della dieta chetogenica sono coloro che cercano un metodo sicuro, efficace e semplice per perdere peso. La drastica riduzione dell’assunzione dei carboidrati porta il corpo in una condizione di chetosi fisiologica.
  • Sindrome delle apnee notturne: l’obesità e il sovrappeso risultano frequentemente associati a crisi d’apnea respiratoria dovute all’ostruzione esercitata dal grasso viscerale sulle alte vie respiratorie nel corso del sonno.
  • Aumento del peso corporeo associato ad insufficienza tiroidea: l’abbassamento del metabolismo basale, dovuto al sopraggiungere d’una insufficienza tiroidea, può facilmente favorire l’aumento del peso e rendere difficoltoso il dimagrimento attraverso le diete classiche.
  • Infertilità maschile: nell’uomo obeso o soprappeso si possono a volte riscontrare alterazioni infiammatorie ed endocrine spesso responsabili di infertilità.
  • Trattamento coadiuvante della Psoriasi e dell’artrosi psoriasica: la psoriasi e l’artrosi psoriasica risultano spesso associate ad un quadro infiammatorio di basso grado che sostiene tali patologie.

Chetoni Esogeni: Verità e Finzioni

Chetoni esogeni? Spesso venduti sotto forma di drink magici in grado di prepararci alla prova costume… ma purtroppo non mantengono ciò che promettono, è la solita trovata commerciale non supportata da evidenze scientifiche. Il corpo è una macchina troppo intelligente, in grado di riconoscere questi chetoni come esogeni (non prodotti da se) per cui, senza utilizzare la restrizione calorica legata soprattutto all’introduzione dei cibi a basso contenuto di carboidrati, non è invogliato ad utilizzare le riserve lipidiche per produrli da se. Nella chetosi fisiologica l’utilizzo dei grassi di riserva è favorito da un assetto ormonale legato solo alla stessa condizione fisiologica, cosa che non avviene con l’inserimento di chetoni esogeni che porta al contrario ridurre l’utilizzo dei nostri grassi di riserva.

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