La dieta chetogenica è un approccio nutrizionale mirato a variare le proporzioni dei macronutrienti diminuendo i carboidrati e aumentando la quantità di proteine e grassi che vengono quotidianamente assunti. Ci sono molteplici tipologie di diete chetogeniche; oggi vogliamo parlarvi della dieta VLCKD, un approccio nutrizionale low-carb che rispetta l’equilibrio dell’organismo e che ha l’obiettivo di guidare il corpo ad entrare in chetosi. La VLCKD guida l’organismo a comportarsi come in una situazione di digiuno, consumando meno di 50g/die di carboidrati da dividere nei pasti della giornata, e portando invece l’apporto giornaliero di proteine al fabbisogno di una persona che conduce una vita normale, ovvero a 1,2-1,5g/Kg di peso corporeo ideale.
Tutto ciò comporta un aumento dei processi lipolitici (e quindi di dimagrimento), poiché verranno utilizzati i grassi ai fini energetici invece degli zuccheri. Consigliamo quindi alimenti appositamente formulati con basso indice glicemico che evitino bruschi rialzi glicemici e la successiva sensazione di fame. Per entrare in chetosi, è necessario ridurre drasticamente l'assunzione di carboidrati e aumentare notevolmente quello di proteine e grassi. Questo stravolgimento dei macronutrienti ha un obiettivo ben preciso: spingere il corpo a bruciare i grassi come fonte energetica primaria.
Benefici della Dieta Chetogenica
La dieta chetogenica è stata oggetto di numerosi studi scientifici per valutare i suoi effetti sulla salute. Ma esiste un lato nascosto della dieta chetogenica: la sua ampia azione terapeutica. Ci sono nuovi ed interessanti scenari riguardanti questa dieta, come discusso in questa recensione: nelle malattie neurologiche, nel diabete di tipo 2, nella PCOS, nelle malattie cardiovascolari e nelle neoplasie.
Diabete di Tipo 2 e Insulino-Resistenza
L’insulino-resistenza è la caratteristica primaria del diabete di tipo 2. Negli studi che hanno valutato diete a bassissimo contenuto di carboidrati, si documentano alti tassi di compliance negli individui con diabete di tipo 2 e i risultati sono stati a dir poco notevoli. In uno studio, sono stati alimentati individui obesi con diabete di tipo 2 con due tipi di dieta a bassissimo contenuto calorico (650 kcal) per 3 settimane, erano simili per contenuto proteico, ma uno aveva un contenuto molto più basso di carboidrati (24 vs 94 g / die). Più recentemente, sono stati studiati pazienti con diabete di tipo 2 obesi che sono stati alimentati con una dieta a basso contenuto di carboidrati (20 g/die) per 2 settimane.
Si verifica una significativa riduzione della massa grassa quando gli individui limitano i carboidrati, si evidenziano miglioramenti nel controllo glicemico, nell’emoglobina A1c e nei marcatori lipidici, così come si nota il ridotto uso di insulita e farmaci. In sintesi, gli individui con sindrome metabolica, insulino-resistenza e diabete tipo 2 (tutte le malattie di intolleranza ai carboidrati) hanno grandi probabilità di vedere miglioramenti sintomatici e oggettivi nei biomarcatori del rischio di malattia se seguono una dieta a basso contenuto di carboidrati ben formulata.
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Epilessia Infantile
Dal 1920, la dieta chetogenica è stata riconosciuta essere efficace nel trattamento dell’epilessia infantile.
Acne
Negli ultimi anni un numero crescente di studi è stato pubblicato riguardo certi tipi di alimenti che influenzano lo sviluppo di acne. Vari studi hanno evidenziato che il carico glicemico dietetico è implicato nella genesi dell’acne tramite l’azione dell’insulina, degli androgeni e del fattore di crescita insulinosimile di tipi 1 (insulin-like growth factor-1, IGF-1), tutti mediatori il cui rilascio è mediato dall’assunzione di carboidraiti.
Patologie Tumorali
Sebbene di seguito siano riportate ipotesi e segnalazioni su piccole casistiche circa l’efficacia della chetogenesi in alcune patologie tumorali, va ricordato che siamo ancora nell’ambito delle ipotesi. Non si sa, ad esempio, se alcuni tumori possano metabolizzare i corpi chetonici e quindi questi ultimi possano funzionare da facilitatori tumorali. Ci sono evidenze che iperinsulinemia, iperglicemia e infiammazione cronica possano influenzare il processo neoplastico attraverso vari percorsi, tra i quali quella insulina/IGF-1, perché la maggior parte delle cellule tumorali esprimono i recettori dell’insulina e IGF-1.
La rapamicina nei mammiferi ha come bersaglio una serina treonina chinasi (mTOR, mammalian Target Of Rapamycin) che regola la crescita, la proliferazione, la motilità e la sopravvivenza delle cellule. La mTOR integra lo stimolo proveniente da percorsi superiori, inclusi insulina, fattori crescita (come IGF-1 e IGF-2) e mitogeni. La mTOR inoltre percepisce anche i nutrienti cellulari, i livelli di energia e lo stato redox.
I trattamenti suggeriti includono quelli che riducono l’insulino-resistenza/iperinsulinemia, come ad esempio le modifiche dello stile di vita (esercizio fisico, dieta e perdita di peso) e trattamenti farmacologici che comprendono la somministrazione di tiazolidinedioni o metformina. In un modello animale, topi transgenici che consumano una dieta chetogenica sono esposti a minore stress ossidativo e ad un miglioramento della funzione mitocondriale e deposizione di beta amiloide rispetto allo studio di controllo.
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Malattie Neurologiche
La dieta chetogenica è in fase di studio anche per le demenze più generiche, il Parkinson, e l’emicrania. Anche in Italia. Per esempio, sta lavorando con questo regime alimentare l’Ambulatorio Nutrizionale della Clinica Neurologica del Dipartimento di Area Medica DAME dell’Università di Udine, che segue 35 pazienti con emicrania e 15 con Sclerosi Multipla. «Il regime chetogenico, che si pone oggi tra le più efficaci terapie di profilassi per l’emicrania, sta dando ottimi risultati anche nei pazienti con Sclerosi Multipla - spiega la dottoressa Mariarosaria Valente, della Clinica Neurologica dell’ASUFC - Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale e docente di Neurologia presso il DAME UniUD - Ne stiamo seguendo attualmente 15 e anche in questo caso i primi feedback sono davvero incoraggianti.
Dopo sei mesi di dieta chetogenica i pazienti hanno manifestato un netto miglioramento nel sintomo della fatica, la qualità del sonno, lo stress e il tono dell’umore. Dati questi primi esiti incoraggianti, il Dipartimento intende aumentare il numero di soggetti coinvolti nello studio, anche per originare dei dati scientificamente più pregnanti.
Sindrome dell’ovaio policistico
La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) è complessa e caratterizzata da alterazioni endocrinologiche e metaboliche. La resistenza insulinica svolge un ruolo fondamentale nel promuovere o aggravare la situazione. La dieta chetogenica risulta essere quindi utile per tale patologia sia perché induce una rapida normalizzazione del peso corporeo che per il notevole miglioramento dell’insulino-resistenza.
Rischi e Considerazioni
Se non attentamente ideata e seguita, la dieta chetogenica può essere anche dannosa, perché porta allo sviluppo di chetoni, appunto. Quindi non è un tipo di dieta che si può “fare da sè”.
E’ interessante notare che in un recente studio in soggetti non-diabetici in sovrappeso, è stato riferito che, durante la chetosi, la glicemia a digiuno non è stata influenzata, ma c’è stato un aumento della concentrazione di glucosio nel sangue nel periodo post-prandiale.
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La dieta chetogenica non va presa alla leggera, e molte persone mettono a rischio la propria salute senza saperlo. Seguire la dieta chetogenica che ti proponiamo può portare a una serie di benefici per la salute. Se vuoi seguire una dieta chetogenica a Udine, è importante farlo in modo sicuro ed efficace.
Pianifica i pasti: Pianificare i pasti in anticipo può aiutarti a seguire la dieta chetogenica Udine in modo più efficace. Monitora l’assunzione di carboidrati: È importante monitorare l’assunzione di carboidrati per assicurarti di rimanere sotto i 50 grammi al giorno. Aumenta l’assunzione di grassi: Per seguire la dieta chetogenica Udine, devi aumentare l’assunzione di grassi fino al 75% delle calorie totali. Considera l’assunzione di integratori: La dieta chetogenica Udine può causare una carenza di alcuni nutrienti, come le vitamine B e il magnesio. Segui la dieta chetogenica solo per un breve periodo di tempo: La dieta può essere difficile da seguire a lungo termine e può causare effetti indesiderati sulla salute. Seguendo questi consigli puoi aderire alla dieta chetogenica Udine in modo sicuro ed efficace.
In condizioni normali, quando i carboidrati (zuccheri) sono abbondanti, le nostre cellule li sfruttano come combustibile principale per svolgere le loro funzioni. Tuttavia, se riduciamo drasticamente l'assunzione di carboidrati, le cellule si trovano costrette a cercare un'alternativa, iniziando a utilizzare i grassi.
La dieta chetogenica può quindi essere un modo efficace per dimagrire velocemente, ma è importante essere consapevoli delle potenziali controindicazioni prima di intraprenderla. Se stai considerando di iniziare la dieta chetogenica, è importante parlare con un medico o un dietista per determinare se è la scelta giusta per te. È anche importante seguire attentamente la dieta e monitorare i propri sintomi per evitare qualsiasi potenziale effetto collaterale.
L’efficacia di una dieta, e questa cosa viene spesso trascurata, non è data dal numero di chili persi, ma dal peso mantenuto sul lungo periodo. Cosa rende la dieta chetogenica a volte fallimentare? Una dieta di questo tipo non è sostenibile a lungo termine. Sono emerse in letteratura diverse problematiche relative a diete super restrittive per una persona che non richiede interventi drastici (vedi epilettici).
I valori riscontrabili attraverso semplici esami del sangue, dopo un periodo superiore ai 6-8 mesi, sono spesso poco incoraggianti. Perdere 10 chili in due mesi per poi rimetterne su 8 nei sei successivi non è un risultato particolarmente positivo, soprattutto per una persona obesa o al limite dell’obesità. La perdita netta è di due chili in otto mesi. Perdere invece un chilo al mese per otto mesi mi da un risultato netto di otto chili persi, cioè quattro volte il risultato precedente.
Non si può improvvisare una dieta chetogenica “fai da te”. Il rischio di fare danni è altissimo. Si passerebbe dall’avere importanti benefici (diminuzione della pressione arteriosa e del colesterolo, ad esempio) al fare male al proprio organismo. Quindi, è fondamentale sottoporsi a una visita approfondita da parte di uno specialista, che prenda in considerazione tutte le possibili variabili: problemi di salute, uso di farmaci ointegratori, stile di vita, componente genetica.