La dieta chetogenica, o ketogenica (spesso abbreviata come dieta keto), è uno stile alimentare caratterizzato da un ridotto apporto di carboidrati e un elevato apporto di grassi e proteine. Questo regime alimentare induce uno stato metabolico chiamato chetosi, in cui il corpo utilizza i corpi chetonici come principale fonte di energia.
Come Funziona la Dieta Chetogenica?
Le indicazioni per un’alimentazione sana ed equilibrata prevedono che l’apporto calorico giornaliero provenga per il 45-60% dai carboidrati, per il 12-15% dalle proteine e per il 25-35% dai grassi. Generalmente, l’organismo utilizza gli zuccheri (complessi o semplici) come fonte principale di energia. I livelli di zuccheri nel sangue stimolano la produzione di insulina, ormone che promuove il passaggio di questi carboidrati dal sangue alle cellule, che le sfruttano come fonte di energia.
La chetogenesi si attiva quando l’organismo non riesce più a produrre glucosio e inizia a metabolizzare i grassi, ottenendo così i corpi chetonici, molecole che costituiscono una fonte energetica di riserva. Si parla quindi di chetosi nutrizionale (o acetosi) o acetonemia.
Quindi, la dieta chetogenica spesso è molto diversa dall’alimentazione sana ed equilibrata consigliata alla maggior parte delle persone, che include invece molti alimenti di origine vegetale e limita molto le carni rosse e altri cibi ricchi di grassi animali. È però fondamentale che a prescriverla e seguirla sia un medico dietologo. Infatti, questo tipo di dieta va seguita secondo determinati criteri.
Alimenti Permessi e Vietati nella Dieta Chetogenica
Questo stile alimentare, in genere, prevede che si assumano soprattutto alimenti grassi di ogni genere: semi oleosi, pesci grassi, carni lavorate, condimenti grassi più salutari (come l’olio extravergine di oliva) e meno salutari (come burro, strutto e panna). Sono ammesse verdure come cavoli, spinaci, broccoli, asparagi, peperoni e zucchine e tutte le fonti proteiche, inclusi i formaggi e altri latticini (tranne i legumi).
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In genere sono vietati, o molto limitati, gli alimenti ricchi di carboidrati, dalla pasta ai dolci, dalle patate alla pizza, e persino i legumi e alcuni frutti molto zuccherini, come fichi e mango.
Effetti Collaterali e Rischi della Dieta Chetogenica
Una delle principali criticità della dieta keto è che è molto restrittiva, per cui è difficile mantenerla. C’è poi l’influenza chetogenica, ovvero l’insieme di effetti collaterali dovuti alla chetosi. I sintomi includono: nausea, vomito, mal di testa, affaticamento, confusione, sbalzi d’umore, insonnia e costipazione.
Quando l’organismo è in uno stato di chetosi, i corpi chetonici si accumulano nel sangue. Se se ne accumulano troppi, la persona rischia la chetoacidosi, una condizione molto pericolosa in cui l’acidità del sangue provoca scompensi e possibili danni ed è necessario intervenire in urgenza.
Gli esperti prescrivono la dieta keto solo in casi specifici, con limiti di durata e secondo un programma che consente all’organismo di riabituarsi gradualmente a un’alimentazione normale. Altrimenti, la dieta keto potrebbe non dare i risultati sperati e dare problemi significativi sia a breve sia a lungo termine, come carenze nutrizionali, ipoglicemia, problemi al cuore, declino delle capacità cognitive e chetoacidosi. Per capire se si è in stato di chetosi esistono appositi test delle urine o del sangue.
Benefici Potenziali della Dieta Chetogenica
Una metanalisi ha mostrato che una dieta chetogenica ben ponderata potrebbe aiutare a perdere peso in modo considerevole, nonché migliorare i livelli di colesterolo “buono” nel sangue e diminuire quelli di trigliceridi e la pressione sanguigna. La dieta chetogenica può avere effetti positivi su:
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- Obesità
- Fegato grasso (steatosi epatica)
- Sindrome dell’ovaio policistico (PCOS)
- Disturbi neurologici come il morbo di Alzheimer e l’epilessia resistente ai farmaci
- Alcuni tipi di cancro
Dieta Chetogenica e Umore: Cosa Dice la Ricerca
A distanza di un anno, una dieta a ridotto introito di calorie e basso tenore di grassi è associata a un migliore stato del’umore rispetto a una dieta a basso tenore di carboidrati: è quanto ha concluso una ricerca ora pubblicata sulla rivista “Archives of Internal Medicine”.
Gli individui obesi che riescono a perdere peso tendono a beneficiare di un migliore stato psicologico, compreso un più alto tono dell’umore. Tuttavia, alcuni studi suggeriscono che alcuni aspetti della dieta a basso contenuto di carboidrati possono avere un effetto negativo sull’umore.
Una possibile spiegazione comprende le difficoltà che s’incontrano a seguire la dieta; la sua natura strutturata; l’effetto dell’introito di proteine e grassi sui livelli cerebrali di serotonina, un neurotrasmettitore collegato al benessere psicologico. Per quanto concerne infine le prestazioni nella memoria e nel pensiero non sono state evidenziate differenze significative.
La Dieta Chetogenica nel Trattamento di Disturbi Neuropsichiatrici
La dieta chetogenica (KD) sta vivendo un vero e proprio "Rinascimento" nel campo della scienza nutrizionale. Originariamente sviluppata per il trattamento dell'epilessia resistente ai farmaci nei bambini, questa dieta è ora al centro di numerosi studi per il suo potenziale impatto positivo su disturbi neuropsichiatrici non epilettici, inclusi i disturbi dell'umore, le disfunzioni cognitive e alcune malattie neurodegenerative come l'Alzheimer e il Parkinson.
La composizione alimentare della KD induce uno stato metabolico chiamato chetosi, in cui il corpo utilizza i corpi chetonici come principale fonte di energia. I corpi chetonici non solo forniscono energia al cervello, ma possiedono anche proprietà antinfiammatorie e neuroprotettive, rendendo la dieta un candidato promettente per la gestione di diverse condizioni neurologiche e psichiatriche.
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Studi su animali e umani hanno mostrato miglioramenti nella memoria a breve termine, nella capacità di apprendimento e riduzioni dei sintomi di ansia e depressione. In modelli animali, la dieta ha dimostrato di migliorare il comportamento sociale e ridurre i sintomi di iperattività, mentre per le malattie neurodegenerative, come Alzheimer e Parkinson, si osservano potenziali benefici nel rallentare la progressione della malattia e nel migliorare la qualità della vita.
Studi clinici hanno evidenziato miglioramenti nella qualità della vita, nella funzione sociale e nella regolazione emotiva in persone che seguono la KD. Per esempio, i partecipanti a una dieta chetogenica hanno riportato meno fame e più energia nel lungo termine rispetto a chi seguiva diete a basso contenuto di grassi, sebbene gli effetti sulla depressione e sull'ansia non siano sempre stati coerenti tra gli studi.
Studio UCLA sulla Dieta Chetogenica e Disturbo Bipolare
Recenti ricerche condotte da UCLA Health stanno esaminando il potenziale della dieta chetogenica come intervento terapeutico per il trattamento del disturbo bipolare nei giovani. Questo studio clinico vuole indagare se l’adozione di un approccio nutrizionale mirato possa contribuire a migliorare i sintomi psicologici e la gestione della malattia.
Obiettivi dello Studio UCLA
L’obiettivo principale dello studio UCLA è quello di esaminare l’impatto della dieta chetogenica sul benessere psicologico e fisico dei partecipanti. Questo approccio nutrizionale potrebbe comportare miglioramenti nella stabilità dell’umore e nella gestione dei sintomi connessi al disturbo bipolare. Accanto a questo, ci si propone di analizzare anche il grado di aderenza delle persone alla dieta nel tempo.
Metodologia e Reclutamento
La metodologia utilizzata nello studio prevede un trial non randomizzato che comprende il reclutamento di partecipanti, con individui che hanno effettivamente avviato la dieta chetogenica. I ricercatori realizzano misurazioni giornaliere dei corpi chetonici e del glucosio, insieme a valutazioni cliniche e funzioni continue, al fine di garantire un monitoraggio costante del progresso.
Risultati Preliminari
I risultati preliminari dello studio condotto da UCLA Health hanno fornito informazioni importanti riguardo l’efficacia e la sicurezza della dieta chetogenica nei giovani con disturbo bipolare. La maggior parte dei partecipanti ha riportato un miglioramento nella stabilità dell’umore, suggerendo che l’adozione della dieta chetogenica possa avere effetti positivi. La costanza nel seguire il regime alimentare sembra giocare un ruolo cruciale in tali risultati clinici.
Effetti Collaterali e Sicurezza
Nonostante i risultati incoraggianti, alcuni eventi avversi sono stati registrati. Gli effetti collaterali riportati includono affaticamento e stipsi, che sono stati generalmente lievi e gestibili. Tuttavia, è importante notare un episodio isolato di euglicemia chetogenica in un partecipante, il che sottolinea l’importanza del monitoraggio continuo della sicurezza durante l’applicazione della dieta.
Tabella Riassuntiva dello Studio UCLA
| Categoria | Risultato |
|---|---|
| Partecipanti totali | 26 |
| Partecipanti completati | 20 |
| Tasso di adesione | 91% |
| Eventi avversi lievi segnalati | Affaticamento, stipsi |
| Episodi di euglicemia | 1 |
Il Ruolo della Serotonina e dell'Insulino-Resistenza
Diversi studi hanno cercato di comprendere il collegamento fra cibo, problemi dell’umore e il ruolo della serotonina. La serotonina è un neurotrasmettitore sintetizzato nel cervello e in altri tessuti a partire dall'amminoacido essenziale triptofano.
I neuroni del cervello che rilasciano la serotonina sono unici, in quanto la quantità di neurotrasmettitore che rilasciano è normalmente controllata dall'assunzione di cibo: il consumo di carboidrati aumenta il rilascio di serotonina, mentre l'assunzione di proteine manca di questo effetto.
Molte persone affette da certe problematiche dell’umore tendono a mangiare troppi carboidrati, soprattutto snack, come patatine o pasticcini e grassi industriali, per sentirsi meglio. Questa tendenza, ad utilizzare determinati alimenti come se fossero farmaci, è una causa frequente di aumento di peso.
Consumando un pasto con un alto carico glicemico, interverrà l'insulina, che, un primo momento, favorirà la serotonina, ma avverrà nelle ore successive il conseguente calo glicemico che innescherà il cortisolo, che favorirà la produzione di norodrenalina e di dopamina. Di conseguenza, si percepirà nuovamente il bisogno di mangiare carboidrati, creando così un circolo vizioso.
In relazione a questo, studi importanti hanno collegato l'insulino-resistenza con la depressione. I ricercatori suggeriscono che l'insulino-resistenza può innescare la produzione di ormoni contro-regolatori che svolgono un ruolo nella depressione. Su queste basi si sta sperimentando la nutrizione chetogenica per stabilizzare glicemia e insulina e osservarne gli effetti sui vari ormoni implicati.
Case Report e Studi Preliminari
Due donne con disturbo bipolare di tipo II sono state in grado di mantenere la chetosi per periodi di tempo prolungati (rispettivamente 2 e 3 anni). Entrambe hanno sperimentato la stabilizzazione dell'umore che ha superato quella raggiunta con i farmaci; sperimentato un significativo miglioramento soggettivo che era distintamente correlato alla chetosi; e tollerato bene la dieta. Non ci sono stati effetti avversi significativi in entrambi i casi.
La dieta chetogenica ha profondi effetti in più bersagli implicati nella fisiopatologia dei disturbi dell'umore, inclusi ma non limitati a, trasmissione del glutammato / GABA, livelli di monoammina, funzione mitocondriale e biogenesi, neurotrofismo, stress ossidativo, disfunzione e infiammazione dell'insulina. Studi preclinici, case report e serie di casi hanno dimostrato effetti antidepressivi e stabilizzatori dell'umore.
La dieta chetogenica è conosciuta per i suoi effetti benefici nei disturbi neurodegenerativi e neuroevolutivi, migliora l’umore e riduce lo stress patologico. I risultati hanno dimostrato un’associazione positiva tra la dieta chetogenica e vari aspetti del benessere mentale ed emotivo.
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