Dieta per il Colon Irritabile: Cosa Mangiare per Alleviare i Sintomi

La sindrome dell’intestino irritabile è un disturbo gastrointestinale funzionale che interessa oltre il 10% della popolazione, in particolare le donne, con un tasso più alto di prevalenza dai 20 ai 50 anni. Chi soffre di colon irritabile patisce sintomi quali dolore addominale, gonfiore, diarrea e stitichezza, una condizione che altera le normali funzioni intestinali.

È bene specificare che la strategia terapeutica per la sindrome dell’intestino irritabile, proprio perché spesso non si conosce la causa, si basa principalmente sul trattamento dei sintomi riferiti dal paziente.

Consigli Generali per la Dieta nel Colon Irritabile

Si consiglia, innanzitutto, di mangiare porzioni moderate e di consumare pasti regolari durante il giorno. È poi importante masticare lentamente, e mangiare in un ambiente tranquillo per favorire una migliore digestione. In generale, è consigliabile bere almeno due litri di acqua naturale al giorno, soprattutto per chi presenta stitichezza, in modo da evitare i gas che aumentano la sensazione di gonfiore e meteorismo.

L'Importanza della Dieta Low FODMAP

Per quanto riguarda l’alimentazione, la dieta “low FODMAP” (Fermentable Oligo-saccharides, Disaccharides, Mono-saccharides and Polyols) può aiutare a limitare i sintomi: questa dieta prevede la riduzione - o l’eliminazione - degli zuccheri scarsamente digeribili, come gli oligosaccaridi, i monosaccaridi e tutte quelle sostanze che possono aumentare il richiamo di acqua nell’intestino. I FODMAP sono carboidrati che vengono scarsamente assorbiti dall’intestino tenue e vengono fermentati dai batteri nell’intestino crasso.

Negli ultimi anni alcuni ricercatori australiani hanno studiato e dimostrato che un’alimentazione priva di FODMAPs favorisce (fino al 75% dei casi) una regressione del gonfiore e del dolore addominale, un miglioramento nella consistenza delle feci e, conseguentemente, una riduzione dei livelli di stress.

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Cosa Significa FODMAP?

La sigla FODMAPs è l’acronimo inglese di Fermentable Oligo-Di-Monosaccharides And Polyols. Questi sono dei nutrienti contenuti in numerosi cibi che costituiscono la nostra alimentazione quotidiana.

In particolare, i polyols sono un gruppo di carboidrati a bassa digeribilità usati come dolcificanti artificiali al posto dello zucchero e sono chiamati anche alcol di zucchero. Essi non sono né zuccheri né alcol, hanno un sapore dolce e hanno il vantaggio di essere scarsamente calorici, non rovinano i denti, e contribuiscono a perdere peso nelle diete e ad abbassare la glicemia. I più noti sono: eritritolo, maltilolo, isomaltolo, lattilolo, mannitolo, sorbitolo e xilitolo. È così che molti pazienti in determinate ore del giorno (spesso la sera e dopo i pasti) vedono la propria pancia gonfiarsi come un pallone.

Cosa Evitare se si Soffre di Colon Irritabile

Cosa non si deve mangiare quando si ha il colon irritabile? Ci sono alcuni cibi che possono agire come stimolanti rispetto ai sintomi del colon irritabile.

  • Alimenti ricchi di grassi: possono causare contrazioni forti nel colon e provocare diarrea. Questi includono cibi fritti, fast food, dolci ricchi di grassi, burro, latticini interi.
  • Alimenti gassosi: ovvero alimenti che possono produrre gas nel tratto gastrointestinale causando gonfiore e distensione addominale.
  • Alcol e caffeina: Entrambi possono stimolare il colon e causare diarrea, soprattutto se consumati in grandi quantità.
  • Latticini: Da accantonare anche il glutine, che può causare sintomi tipici dell’IBS e responsabile della cosiddetta sensibilità al glutine, condizione diversa dalla celiachia, ma con sintomi simili, da discutere quindi dettagliatamente con uno specialista.
  • Alimenti ad alto contenuto di FODMAP: Bisogna escludere gli alimenti ad alto contenuto di FODMAP.

Cosa Mangiare con il Colon Irritabile e Pancia Gonfia

Quando poi, insieme al colon irritabile, si soffre di pancia gonfia, è bene scegliere formaggi stagionati, tagli magri di carne; quindi pesce. Come frutta, sono preferibili banana, uva, agrumi e melone.

  • Proteine magre: determinano senso di sazietà e riescono a dare energia nel tempo.
  • Frutta: a patto che abbia poco fruttosio, quindi più digeribile.
  • Grassi sani: come omega-3, presente nei semi di lino o nel burro di mandorle.

Il pranzo dovrebbe includere cibi che non “mettano troppa pressione” sul sistema digestivo. Gli spuntini possono essere utili per evitare eventuali picchi di fame durante la giornata. La cena dovrebbe essere a base di cibi facilmente digeribili.

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Cosa Bere se si ha il Colon Irritabile

Se si ha il colon irritabile è importante fare attenzione alle bevande che si assumono, poiché alcune possono aggravare i sintomi, mentre altre possono essere più tollerabili e persino benefiche.

Bevande consigliate:

  • Bere acqua è sempre la migliore scelta per mantenere idratati senza irritare ulteriormente il colon.
  • Il latte senza lattosio o le alternative vegetali al latte che sono prive di lattosio e caseina (come latte di mandorla, di riso o di soia) possono essere scelte tollerabili, poiché il lattosio può agire come trigger.
  • Inoltre, i tè deteinati come il tè verde possono essere consumati.

Come Disinfiammare il Colon

Per ridurre l’infiammazione del colon è necessario adottare un approccio completo e personalizzato. Alcuni cibi possono aumentare l’infiammazione, come quelli piccanti, i grassi saturi e il lattosio difficile da digerire per molte persone con colon irritabile.

La gestione dello stress è altrettanto importante. Lo stress può aggravare i sintomi intestinali e contribuire all’infiammazione. In alcuni casi potrebbero essere necessari farmaci prescritti da un medico, come antispastici o antiinfiammatori non steroidei (FANS), per controllare l’infiammazione e i sintomi correlati.

Alimenti Consigliati e da Evitare: Una Guida Rapida

La seguente tabella riassume gli alimenti generalmente consigliati e quelli da limitare o evitare in caso di colon irritabile:

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Categoria Alimenti Consigliati Alimenti da Limitare/Evitare
Carne Carni bianche e rosse magre Carni grasse (hot dog, salsicce, pancetta, selvaggina)
Pesce Pesce magro (merluzzo, sogliola, nasello) e pesce azzurro fresco (sarde, sgombro, alici) Crostacei e molluschi
Formaggi Formaggi freschi privi di lattosio (ricotta, mozzarella), parmigiano o grana (in modica quantità) Formaggi stagionati/erborinati (pecorino, gorgonzola, taleggio)
Uova Massimo 1-2 uova alla settimana (non fritte) -
Affettati Prosciutto crudo o cotto (senza lattosio) sgrassati, bresaola, fesa di tacchino, speck sgrassato Altri salumi o insaccati
Frutta Kiwi, agrumi, uva, melone, fragole, mirtilli, lamponi, ananas, banane a media maturazione Pesche, albicocche, ciliegie, anguria, more, prugne, mele, pere, melograno
Verdura Melanzane, rucola, fagiolini, carote, zucchine, patate, finocchi, spinaci, peperoni, cetrioli, pomodori Broccoli, cavoli, cavolfiore, radicchio, verza, carciofi, cipolla e aglio
Cereali Riso, mais, quinoa e grano saraceno Varietà integrali (es: riso integrale), tranne in caso di stitichezza persistente
Condimenti Olio extravergine di oliva (a crudo) Burro, margarina, strutto e panna
Bevande Acqua, the deteinato, tisane o camomilla Bibite gassate, birra, superalcolici, caffè d’orzo e cicoria

La Dieta FODMAP: Un Approccio Personalizzato

La dieta FODMAP è altamente personalizzabile. Dal momento che l’IBS è una condizione altamente individuale, la dieta low FODMAP tiene conto delle sensibilità alimentari specifiche di ciascuna persona. Le persone con IBS possono sottoporsi a una fase di eliminazione in cui si evitano i cibi ad alto contenuto di FODMAP per 6-8 settimane massimo.

Fasi della Dieta FODMAP

  1. Fase di Eliminazione: Vengono esclusi numerosi cibi di uso comune, provocando non solo una gestione più complicata dell’alimentazione dentro e fuori casa, ma nel lungo periodo anche possibili carenze nutrizionali (ad esempio di calcio e ferro). L’obiettivo della prima fase è determinare la regressione dei sintomi.
  2. Fase di Reintroduzione Graduale: è possibile iniziare la fase di reintroduzione soltanto dopo aver raggiunto una situazione di benessere tramite l’esclusione dei cibi ad alto contenuto di FODMAPs. Durante la fase di reintroduzione è fondamentale continuare a seguire la dieta a basso contenuto di FODMAPs e testare un solo alimento per volta. Ogni alimento deve essere testato per tre giorni consecutivi, in quantità crescente. La quantità è molto importante perché si correla alla comparsa dei sintomi, ovvero alcuni alimenti sono tollerati solo in piccole quantità. Lo scopo della seconda fase è trovare il giusto equilibrio tra un buon controllo dei sintomi e un’alimentazione più varia.

Data la recente comparsa della dieta a basso contenuto di FODMAPs, non esiste un protocollo definito per la fase di reintroduzione, di conseguenza l’ordine di reintroduzione degli alimenti dovrebbe essere concordato con il Gastroenterologo, tenendo conto delle proprie abitudini alimentari. Alcuni studi consigliano di cominciare a testare quegli alimenti che contengono un solo tipo di FODMAPs, poiché la tolleranza alle classi di zuccheri potrebbe variare.

Successivamente si passerà a testare combinazioni di alimenti ad alto contenuto di FODMAPs.

Una volta completata la fase di reintroduzione si individuano quegli alimenti effettivamente responsabili di scatenare i sintomi. Si giunge così ad un regime alimentare, applicabile nel lungo termine, che sia un buon compromesso tra un’alimentazione più varia e un ottimale controllo della sintomatologia.

Consigli Aggiuntivi

  • Leggere le Etichette Alimentari: I prodotti confezionati possono nascondere i FODMAPs e quindi è importante leggere attentamente l’elenco degli ingredienti riportato sull’etichetta.
  • Prodotti senza glutine: Seguire la dieta priva di FODMAPs non corrisponde a seguire un’alimentazione priva di glutine, sebbene i prodotti senza glutine rappresentino una valida alternativa ai cereali da escludere. Non tutti i prodotti privi di glutine sono però idonei!
  • Cottura: Si consiglia di adoperare metodi di cottura che permettano di non impiegare grassi: cotture al vapore, alla griglia, al forno, al cartoccio, nelle padelle antiaderenti.

È importante aumentare gradualmente l’assunzione di fibre per consentire al corpo di adattarsi. Si consiglia anche di mangiare cibi che contengono grassi polinsaturi o monoinsaturi sani.

Importante: Poiché non esistono due persone uguali, non esiste una raccomandazione dietetica valida per tutti. La dieta è restrittiva, difficile da seguire e deve essere intesa solo come un intervento a breve termine condotto allo scopo di identificare gli alimenti responsabili dei sintomi lamentati.

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