Fibrillazione Atriale e Dieta: Un Approccio Integrato

Per prevenire e contrastare la fibrillazione atriale, la forma di aritmia più diffusa, alimentazione ed esercizio fisico giocano un ruolo cruciale. Studi recenti e l'evento "Beats and Bites" tenutosi a Milano ne hanno evidenziato l'importanza.

Fibrillazione Atriale: Combatterla a Tavola

La fibrillazione atriale si può combattere anche a tavola. Oltre agli studi, lo ha confermato il recente evento “Beats and Bites” sul legame tra fibrillazione atriale e alimentazione, tenuto a Milano da Daiichi Sakyo Europe al quale hanno preso parte esperti di malattie cardiovascolari, European Nutrition for Heath Alliance, A.L.I.Ce. Lombardia e lo chef italiano Ruben Bondì.

Regole Alimentari Fondamentali

Sulle tavole di chi soffre di fibrillazione atriale non può mancare il pesce, da consumare almeno due volte a settimana. A seguire, frutta, verdura e cereali integrali, affiancati da proteine derivanti da carni magre, noci, semi e fagioli.

Secondo un recente studio dell’Università di Oslo, bassi livelli di potassio possono aumentare il rischio di sviluppare l’aritmia. È bene quindi assumere alimenti come avocado, banane, albicocche, patate dolci, barbabietole, acqua di cocco, pomodori, prugne e zucca. D’aiuto anche l’introduzione di grassi sani (preferibili rispetto ai grassi saturi) provenienti ad esempio da olio extravergine d’oliva.

Allo stesso modo, proibito è il consumo di alcolici, caffeina, cibi piccanti e con eccessive dosi di sodio.

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L'importanza dell'Attività Fisica e del Riposo

Non può poi mancare l’attività fisica, che può variare da allenamenti o passeggiate. Importante anche dormire un numero sufficiente di ore ogni notte, secondo gli studi dalle 7 alle 9 ore.

Il Parere degli Esperti

Gli operatori sanitari oggi devono fornire ai pazienti le giuste informazioni per comprendere il loro rischio di fibrillazione atriale e adottare misure proattive di prevenzione”, afferma Daniele Andreino, Direttore della Divisione di Cardiologia Universitaria e Imaging Cardiaco dell’IRCCS Ospedale Galeazzi Sant’Ambrogio di Milano.

La fibrillazione atriale è un’aritmia molto comune. Il cuore, smette di battere in modo “ordinato”, così come dovrebbe in risposta alle esigenze dell’organismo, e invece a tratti va veloce, a tratti più lento, senza un ritmo regolare. Si tenta sempre di riportare il cuore al suo ritmo normale, ma, talvolta, non si riesce. Si tratta di un’aritmia “capricciosa” come sa bene chi, di tanto in tanto ne sperimenta la ricomparsa.

Inoltre la fibrillazione atriale richiede l’assunzione di farmaci, alcuni proprio per il controllo del ritmo, altri per prevenire la formazione di coaguli del sangue assai pericolosi.

Studio sull'Assunzione di Alimenti e Fibrillazione Atriale

In novembre 2010 sull’ American Journal of Clinical Nutrition è stato pubblicato uno studio in cui è stato analizzato il possibile rapporto tra alcool, caffeina, fibre alimentari, acidi grassi polinsaturi (i PUFA, gli omega 3 del pesce) e la comparsa di fibrillazione atriale. Studi precedenti non hanno dato elementi conclusivi (i PUFA , ad esempio, sembravano avere un certo ruolo protettivo nei confronti del rischio di comparsa della fibrillazione atriale).

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I ricercatori hanno seguito per 4 anni 4526 partecipanti al Framingham Heart Study, un grosso studio epidemiologico condotto nella cittadina di Framingham, che non avevano storia di aritmia da fibrillazione atriale.

Molto curiosamente i ricercatori hanno osservato un possibile effetto avverso in chi assumeva almeno 4 volte a settimana pesce dalla carne “scura” (i dark fish degli americani, ossia tonno, sgombro, maccarello..) rispetto a chi lo consumava solo una volta. Ma solo 21 persone hanno dichiarato un consumo così elevato di questo tipo di pesce e sono stati rilevati 5 casi di fibrillazione atriale.

Il Ruolo del Potassio

La dieta è la prima forma di cura: sì all’assunzione di alimenti particolarmente ricchi di potassio, presente in quasi tutta la frutta e la verdura. In particolare, banane, albicocche, spinaci, patate, funghi, avocado e mandorle. Per una dieta bilanciata e personalizzata, è bene rivolgersi a uno specialista.

Sarà il medico, sulla base delle analisi del sangue, a prescrivere eventuali integratori, che vanno assunti con attenzione perché un eccesso di potassio nel sangue è ugualmente dannoso. Mantenere sotto controllo le tre principali cause di questa patologia: ipertensione arteriosa (soprattutto quando associata a una condizione di sovrappeso), disturbi tiroidei e ovviamente una bassa potassiemia (il livello di potassio nel sangue).

Alimentazione e Malattie Cardiovascolari

L’alimentazione svolge un ruolo fondamentale nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. Una dieta poco salutare o un eccesso di cibo possono danneggiare il cuore e causare alterazioni del battito cardiaco? «Esiste - spiega il dottor Giuseppe De Martino, aritmologo e direttore del gruppo Servisan - quella che americani e inglesi chiamano “sindrome del cuore in vacanza”, dovuta agli eccessi di cibo e bevande che possono esporre il cuore al rischio di alterazioni del battito non patologiche. Si tratta di un tipo di aritmia particolare, non legata a una malattia, ma che può essere scatenata da un carico eccessivo di grassi e alcol, pressione elevata, problemi digestivi.

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Esistono varie tipologie di alterazioni del battito, ognuna con sintomi diversi. «Alcune aritmie - precisa il dottor Giuseppe De Martino - si manifestano con una riduzione dei battiti che provocano vertigini intense o addirittura svenimenti ripetuti nel tempo e che potrebbero indicare un problema del ritmo cardiaco. Altre aritmie, invece, danno sintomi come il cardiopalmo, cioè quando il battito cardiaco accelera improvvisamente per poi altrettanto improvvisamente tornare alla normalità. Ancora, il fiato corto può essere un sintomo di fibrillazione atriale, soprattutto in soggetti con più di 75 anni».

Non è possibile prevenire le aritmie, ma si possono evitare le situazioni che provocano le crisi aritmiche. «Per quanto riguarda l’alimentazione, sarebbe bene seguire una dieta povera di sale, soprattutto se si soffre di ipertensione arteriosa. È bene poi ricordare - conclude lo specialista - che chi già soffre di fibrillazione atriale e sta seguendo una terapia anticoagulante, alcuni alimenti possono interferire con i farmaci. Si tratta sia di vegetali, come spinaci, broccoli, cavolfiori, lattuga e asparagi, sia di carni, quali fegato bovino, prosciutto cotto o affumicato.

Flutter Atriale: Un'Aritmia da Conoscere

Il flutter atriale è una aritmia proveniente dalle camere cardiache minori, gli atri, caratterizzata da una contrazione atriale ad alta velocità, anomala ma spesso regolare. L’aritmia è secondaria alla presenza di un circuito elettrico ben specifico che percorre l’atrio in senso orario o antiorario.

La presenza a livello della giunzione tra atri e ventricoli di un filtro anatomico fisiologico consente di “frenare” un buona quantità di impulsi anomali atriali così che la velocità di contrazione ventricolare viene ridotta ad almeno la metà dei battiti. Questo meccanismo contiene la sintomatologia del paziente e la possibilità che l’aritmia possa degenerare in fenomeni più complessi e pericolosi.

Cause del Flutter Atriale

Può essere dovuta ad una cardiopatia che determini dilatazione atriale, a processi infiammatori o infiltrativi a carico degli atri, ad interventi cardiochirurgici, a cause extracardiache o, più spesso, può non avere una causa apparente (idiopatico).

Si tratta usualmente di un’aritmia non minacciosa per la vita, con sintomi molto variabili a seconda della capacità del filtro di contenere gli impulsi veicolati al ventricolo; pertanto, può decorrere asintomatico o presentarsi con palpitazioni, intolleranza da sforzo e, meno frequentemente, direttamente con sincope.

Diagnosi e Trattamento

La diagnosi viene effettuata attraverso un elettrocardiogramma che fornisce indicazione anche sull’origine del circuito anomalo (atrio destro o sinistro) e sul percorso dell’impulso classico (orario o antiorario) o di un circuito atipico legato verosimilmente alla presenza di cicatrici in atrio. Deve seguire sempre una attenta analisi anamnestica e un’ecografia cardiaca che escluda la presenza di una concomitante cardiopatia.

La terapia prevede la risoluzione dell’aritmia e il ripristino del normale ritmo cardiaco attraverso l’uso di farmaci (cardioversione farmacologica) o con terapia elettrica (cardioversione elettrica). Talora per la persistenza o il recidivare dell’aritmia, può essere necessario il ricorso all’eliminazione della via elettrica anomala attraverso una procedura di ablazione con radiofrequenza.

Durante il flutter atriale, la contrazione degli atri perde vigore e questo causa un ristagno di sangue che può essere responsabile della formazione di un coagulo all’interno della camera con il rischio di fenomeni embolici periferici, specie cerebrali (TIA/ictus). Le cause scatenanti il flutter atriale possono essere di diversa natura. Inoltre, l'alterazione del ritmo cardiaco che caratterizza il flutter atriale influisce negativamente sia sulla gittata cardiaca che sulla circolazione ematica, rendendo il flusso sanguigno turbolento. Quest'ultima condizione, a sua volta, può causare lesioni ai vasi sanguigni e favorire l'insorgenza di trombi.

Le informazioni sui Flutter Atriale - Farmaci per la Cura del Flutter Atriale non intendono sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente. Consultare sempre il proprio medico curante e/o lo specialista prima di assumere Flutter Atriale - Farmaci per la Cura del Flutter Atriale.

Farmaci per il trattamento

Generalmente, per la cura del flutter atriale di tipo parossistico, il medico interviene somministrando farmaci digitalici e antiaritmici. Quando somministrata per via orale, la dose di digossina solitamente impiegata negli adulti può variare dai 0,25 mg fino a 1,5 mg di principio attivo al giorno, da assumersi in dose unica, oppure in dosi frazionate.

Gli antiaritmici - come si può evincere dal loro stesso nome - sono farmaci impiegati per contrastare il battito cardiaco irregolare.

  • Amiodarone (Amiodar ®, Cordarone ®): l'amiodarone è un antiaritmico disponibile sia per la somministrazione orale che parenterale. Quando somministrato per via orale, invece, si consiglia di iniziare la terapia a base di amiodarone con una dose di carico pari a 600 mg al giorno.
  • Flecainide (Almarytm ®): la flecainide è disponibile per la somministrazione orale.
  • Ibutilide (Corvert ®): l'ibutilide è un antiaritmico che viene somministrato per via endovenosa solo da personale specializzato. La quantità di farmaco da somministrarsi dipende dal peso del paziente.

Fra i diversi principi attivi che si possono impiegare a tale scopo, ricordiamo il warfarin (Coumadin ®). Il warfarin è un anticoagulante disponibile per la somministrazione orale. I beta-bloccanti sono farmaci generalmente utilizzati per la cura dell'ipertensione, ma che sono molto utili anche nel trattamento delle alterazioni del ritmo cardiaco.

  • Atenololo (Atenol ®, Tenormin ®): l'atenololo è disponibile per la somministrazione orale e parenterale. Per il trattamento delle aritmie, si consiglia di iniziare il trattamento somministrando l'atenololo per via parenterale.

Anche i calcio-antagonisti trovano impiego nel trattamento del flutter atriale. Quando somministrato per via orale, la dose di verapamil abitualmente impiegata è di 40-80 mg, da assumersi tre volte al dì. Ad ogni modo, quando si assume il farmaco, è necessario seguire tutte le indicazioni che saranno fornite dal medico.

Flutter Atriale Atipico

Un flutter atriale atipico è un’aritmia caratterizzata da avere un circuito diverso dal consueto (quale il flutter comune, detto anche tipico). Il flutter atriale atipico è caratterizzato da contrazioni molto rapide ed irregolari delle pareti atriali, che possono portare a una serie di sintomi e complicanze. A differenza del flutter tipico, che generalmente segue un percorso circolare all’interno dell’atrio destro, il flutter atipico può originarsi in entrambi gli atri e non segue un percorso predefinito, rendendolo più difficile da trattare.

Il cuore è diviso in quattro camere: due atri superiori e due ventricoli inferiori. In condizioni normali, il cuore pompa sangue in modo ritmico e coordinato.

E’ un’aritmia cardiaca abbastanza rara nella popolazione generale ma può essere invece frequente nei pazienti che si sottopongono ad ablazione della fibrillazione atriale (vedi qui approfondimento). L’incidenza e la frequenza del flutter atriale atipico nella popolazione generale sono notevolmente inferiori rispetto a quelle del flutter atriale tipico o della fibrillazione atriale. Questa aritmia cardiaca specifica è caratterizzata da circuiti di attivazione atriale più complessi e può presentarsi in diverse forme, rendendola meno riconoscibile e quindi diagnosticata meno frequentemente in un contesto non specialistico.

Nella popolazione generale, il flutter atriale atipico è considerato relativamente raro, con la maggior parte dei casi che si verifica in presenza di altre patologie cardiache o in seguito a procedure cardiache invasive. Non esistono dati precisi sull’incidenza annuale o sulla prevalenza complessiva in questo gruppo, a causa della natura meno comune e della difficoltà diagnostica associata a questa condizione.

Tuttavia, la situazione cambia notevolmente nei pazienti che hanno subito un’ablazione per fibrillazione atriale. Dopo tale procedura, il rischio di sviluppare flutter atriale atipico aumenta, a causa delle modifiche alla struttura e alla funzionalità atriale indotte dall’ablazione stessa. Studi hanno dimostrato che una percentuale significativa di pazienti può sviluppare flutter atriale atipico dopo un’ablazione per fibrillazione atriale, con stime che variano ampiamente a seconda delle tecniche utilizzate e delle caratteristiche del campione di pazienti.

La rilevanza clinica del flutter atriale atipico in questo contesto è dovuta sia ai sintomi che può provocare (come dispnea, astenia e palpitazioni) sia al potenziale rischio trombo-embolico associato. Di conseguenza, nei pazienti con una storia di fibrillazione atriale che si sottopongono ad ablazione, è essenziale un attento monitoraggio per la possibile insorgenza di flutter atriale atipico.

Cause e Sintomi

Il flutter atriale atipico può essere scatenato da una varietà di fattori, che spesso si sovrappongono con quelli del più comune flutter atriale tipico. Tuttavia, la natura atipica di questa condizione suggerisce che ci possono essere cause e percorsi aggiuntivi coinvolti. I sintomi del flutter atriale atipico possono variare notevolmente da persona a persona, e in alcuni casi, la condizione può essere asintomatica.

Trattamento del Flutter Atriale Atipico

Innanzitutto bisogna rivolgersi ad un centro aritmologico di eccellenza. Presso il nostro laboratorio abbiamo sviluppato una ottima esperienza nel trattamento delle aritmie cardiache, soprattutto su l’ ablazione di flutter atriale atipico. La visita aritmologica mira a capire a 360° le caratteristiche del flutter atriale atipico: va considerata se è un’aritmia de novo (cioè se insorta senza una storia precedente) o se è la conseguenza di una precedente ablazione (iatrogena) oppure di un intervento cardiochirurgo (tachicardia atriale peri incisionale).

Eseguo l’ ablazione di flutter atriale atipico da molto tempo, e ho acquisito molta esperienza in questo tipo di ablazione. Il trattamento del flutter atriale atipico mira a ripristinare il normale ritmo cardiaco, prevenire la formazione di coaguli di sangue e ridurre il rischio di complicazioni, come l’ictus. Il trattamento del flutter atriale atipico mira a ripristinare il normale ritmo cardiaco, prevenire la formazione di coaguli di sangue e ridurre il rischio di complicazioni, come l’ictus.

Vivere con il Flutter Atriale Atipico

Vivere con il flutter atriale atipico può richiedere alcuni adattamenti per gestire i sintomi e mantenere una buona qualità di vita. L’ ablazione di flutter atriale atipico si esegue in anestesia locale o profonda. Si effettua in una sala operatoria dove una equipe di 4 aritmologi, 2 infermieri, 1 ingegnere e un anestesista i quali lavorano insieme per tutto l’intervento chirurgico. La durata può variare da 1 ora fino a 4 ore: dipenderà molto dal substrato, ovvero dalla complessità del tessuto atriale. L’intervento chirurgico si può effettuare senza problemi anche su persone anziane e non richiede preparativi particolari. Molto probabilmente il paziente dovrà eseguire un pre-ricovero per l’esecuzione di un ecotransesofageo.

La procedura consiste in una fase I dove si esegue uno studio elettrofisiologico ossia si cerca di capire di più circa l’aritmia cardiaca (da dove viene, da quale camera, se vicino a punti critici) - quindi si esegue un mappaggio (ossia una ricostruzione 3D delle cavità cardiache). Infine, una volta che si comprende esattamente il circuito elettrico si decide di eseguire l’ablazione transcatetere del flutter atriale atipico che significa essere chirurgici: bisogna cercare di limitare l’ablazione solamente al punto di interesse.

Solitamente l’ ablazione di flutter atriale atipico richiede un ricovero di due massimo tre notti di ricovero. Tutto dipende dalla complessità della procedura, se è stata fatta sotto anestesia totale o solo in sedazione leggera. Solitamente il paziente dopo la procedura viene trasferito nel reparto di Aritmologia dove viene monitorato con attenzione dalla nostra equipe. Alla dimissione il paziente verrà istruito su cosa deve fare, verrà dato lui un appuntamento per il follow up (ossia la visita di controllo) solitamente a 2 mesi. È mia prassi seguire il paziente almeno per il primo anno affinché si possa esser sicuri che l’ablazione abbia fatto il giusto “effetto”.

Come Migliorare la Dieta per la Salute del Cuore

Non è solo questione di predisposizione. Età, sesso maschile e familiarità sono solo una parte di fattori (quella non modificabile) che possono influenzare l’insorgenza delle malattie cardiovascolari, prime fra tutte l’infarto del miocardio, l’angina pectoris o l’ictus.

Spesso però, dicono gli esperti, il cuore che fa le bizze è anche responsabilità personale: l’ipertensione arteriosa e il diabete mellito trascurati, i trigliceridi alti, il rapporto fra colesterolo ‘cattivo’ (LDL) e colesterolo 'buono' (HDL), e il fumo - che sono i peggiori nemici del cuore - dipendono anche da uno stile di vita scorretto e sregolato.

Non c’è una dieta ad hoc in caso di convalescenza da malattia cardiaca, ma esistono invece delle buone regole alimentari, da mettere in pratica con regolarità e costanza, che aiutano a proteggere o a controllare il rischio di malattia. Ridurre il consumo di sale. Preferire cotture al vapore, ai ferri, alla griglia e al cartoccio per carni e pesci; a lesso, al vapore o al forno per le verdure.

Se si è in terapia con anticoagulanti potrebbe esservi consigliato di prestare attenzione agli alimenti ricchi di vitamina K (broccolo, cavolo, verza, crauti, cavolfiore, lattuga, insalate, cavolini di Bruxelles, soia, maionese, fegato bovino, tè verde, lenticchie, spinaci, prezzemolo). Questo perché la vitamina K svolge una blanda azione coagulante che potrebbe contrastare l’azione dei farmaci.

attività fisica, da definire con il medico curate e/o lo specialista, facendo particolare attenzione a un programma graduale nelle 3-6 settimane successive alla dimissione dopo un episodio cardiaco, e alla presenza di concomitanti patologie.

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