Cosa Rispondere Quando Ti Dicono Che Sei Dimagrita: Affrontare i Commenti sul Peso con Consapevolezza

“Quanto sei dimagrita” è davvero uno dei complimenti migliori che possiamo fare o ricevere? Tanti discorsi sono stati fatti sul fat shaming e la body acceptance, diventati spesso oggetto di campagne social. La risposta più usata è “lo si dice così per dire, senza pensarci”, ma, come giustamente fa notare Florencia, è invece il caso di iniziare a pensarci.

Perché, se proprio non riusciamo a preferire il sempre valido silenzio, ci sono moltissimi altri modi per espletare “l’obbligo sociale” dei convenevoli, senza che questo significhi esternare giudizi estetici sull’altro. Spesso i commenti delle persone tendono a rimarcare, più o meno implicitamente, le fattezze di una persona e chi li ascolta li prende senza ribattere per via di quella che potrebbe essere considerata “un’assuefazione” alla prassi, un’accettazione più o meno passiva dato che, a livello sociale, “si è sempre fatto così”.

Badate bene che questa attenzione nel corretto uso delle parole non è però un atto di generosità che si richiede solo alle persone grasse. Anche coloro che hanno una fisicità molto magra sono spesso bersaglio di giudizi (se non addirittura insulti) riguardanti il proprio aspetto.

È sempre Florencia a sottolineare l’importanza della consapevolezza del proprio corpo, ovvero della propria unicità, che non può essere forzata in un’etichetta o costretta in uno standard che qualcuno ci vorrebbe imporre in base a presunti criteri di “perfezione”. Come dice Florencia nelle sue stories, “Mettete più persone in una stanza e vedrete che nessuna ha il fisico uguale all’altra”. Florencia nelle sue stories fa una considerazione giustissima: voler dimagrire, o tentare di ingrassare, non è sbagliato. Sbagliati, o distorti, semmai, possono essere i motivi (e i modi) per cui lo si fa.

Essere grasse non significa né essere trascurate né essere per forza “malate”, così come essere magre non significa essere schiave delle diete o anoressiche.

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Molte persone, soprattutto in vista di eventi importanti come il matrimonio, si trovano a ricevere commenti sul proprio aspetto. Una sposa, ad esempio, potrebbe sentirsi dire "Ti vedo sciupata" o "Quanto ti sei dimagrita?!". Una sposa penso che avrebbe bisogno di sentirsi dire che sta bene, che dopo un anno di preparativi è riuscita a mantenere il controllo della situazione e la forma fisica e mentale... Non vedo l'utilità di certe affermazioni!

Alcune persone dimagriscono molto e altre ingrassano per la fame nervosa.. fatti scivolare tutto addosso e godi gli ultimi giorni da fidanzata, prima del tuo grande giorno! E goditela anche se il vestito dovrà essere stretto e il tuo viso sarà più affilato! Sei bella ugualmente!

La gente ha sempre da dire ragazze, ma prendiamola alla leggera!! Da un orecchio entra e da un orecchio esce. La gente m vedeva e m chiedeva come mai ero dimagrita così tanto.

Secondo me c'è un pizzico di invidia dietro frasi di questo tipo. Se vedessi un'amica perdere peso prima del matrimonio le direi che la trovo più magra, non sciupata. Fatti scivolare tutto, le persone trovano sempre modo di fare appunti sugli altri... Tu non dar peso a queste cose!!

Non pensare a nessuno.. è l'invidia repressa che li fa parlare! Anche alcune mie amiche sono dimagrite prima del matrimonio e io quando le ho viste non ho detto ti vedo sciupata.. ma le ho detto:" ti vedo in forma hai perso anche qualche chilo , sei perfetta"! Magari succedesse a me!

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La gente deve sempre dare il peggio di se!! Anche sentirsi dire se sei dimagrita è pesante.. ho patito un po' il sentirmi dare dei giudizi fisici.. sei piatta, sei chiara, devi fare delle lampade.. non hai sedere..

La migliore è stata mia nonna: sei più bella con questi kg in più..se il vestito ti va bene pure così, fregatene! Dopo aver avuto due gravidanze ravvicinate ho messo su 20 kg....Ma la gente deve sempre dire qualcosa...Prima. io mi sentivo in colpa...Quando qualcuno mi faceva notare questa cosa. Adesso.. Sinceramente..Me ne frego...È tutta invidia. Lasciali parlare.. Io sono ingrassata sicuramente e cn le mie colleghe ci scherzo su! É vero sto mangiando dolci su dolci! Domani 1 prova abito...

Io rispondo "che sarà mai! È tutta invidia non pensare a nessunooooo!! A me dicono l'esatto opposto. Perché stai dimagrendo? Come se lo facessi apposta, mangio normale ma ho perso un paio di chili per via dello stress. Sono già normopeso quindi non mi serve dimagrire, ma non é colpa mia. Xké se condo me la gente ha sempre da criticare. Ma comunque non voglio sentirmelo dire..insomma ognuno potrà essere come vuole???!!!

Prima avevo qualche chilo in più e la gente a dire " mamma mia sei ingrassata " poi ho perso 12 kg circa e le stesse persone " mamma mia ti sei imbruttita in viso " ahHahdfs facciamo una bella risata che è meglio! Pure ha me dicono sei ingrassata poi dicono pure sei dimagrita. La gente non si fa mai i fatti suoi. Nn li pensare proprio.

Frasi come “hai perso peso?” o “come stai bene così magra” non sono complimenti. Immaginiamo due donne conoscenti che non si incontrano da tempo. Non sa che la sua interlocutrice è entrata in un meccanismo per cui questo commento scatenerà un rinforzo di una condotta alimentare disfunzionale. Mangerà ancora meno di quel poco che sta mangiando perché lo sguardo e il commento di approvazione che ha ricevuto è proprio quello che cercava.

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“Sei ingrassata? “Perché non ti sforzi a voler dimagrire? Sono delle malattie vere e proprie, complesse e multifattoriali. Anche a me è capitato sicuramente di fare commenti sulla forma fisica di altre persone in passato. Certo, sono sicurissima che la maggior parte delle volte siano fatte in buona fede. Ma attenzione perché alcune gravi malattie si manifestano con perdita di peso incorporata (vedi tumori).

Per anni anche io ho fatto questi commenti ad amici/e e conoscenti, soprattutto quelli legati all’età e al peso. E quasi sempre a donne. Partivo dall'idea che a una donna faccia piacere essere magra e apparire giovane. "A una donna". L'idea comune e stereotipata di donna. Quelle frasi nelle mie intenzioni volevano essere dei complimenti. Oggi, essendo diventata più sensibile grazie all’attivismo e ad aver scoperto profili sui social che fanno divulgazione intorno alla tematica del corpo e studi sull'argomento, ho cominciato a riflettere e a farmi delle domande.

Spesso quelle frasi, seppur dette con tutte le buone intenzioni del caso, nascono da stereotipi e paure che possono tradursi in odio per caratteristiche non conformi agli standard di bellezza. Magari per rassicurarla che non sta invecchiando, perché alle donne come sappiamo non è consentito invecchiare, lo vediamo dalla rappresentazione mediatica fino all'industria cosmetica anti-age e il ricorso alla chirurgia estetica per "ringiovanire".

Se un uomo supera i 50 anni e oltre, al massimo si fa “maturo e affascinante” (pensiamo agli uomini brizzolati ad esempio). Questo ovviamente non vuol dire che agli uomini non capiti di sentirsi dare del "vecchio" come insulto e che quando accade non sia offensivo anche verso di loro. Ma se guardiamo all'incidenza di fenomeni di discriminazione verso donne giudicate "vecchie", vediamo come ci siano due pesi e due misure a livello sociale.

A quanto pare è inaccettabile che una donna non ponga rimedio ai capelli bianchi... Amo e supporto tutte le donne che scelgono il proprio look a qualsiasi età. Per lo stesso motivo la giornalista Giovanna Botteri si è ritrovata ridicolizzata da un servizio di Striscia la Notizia in merito al suo look e ai suoi capelli.

Magari perché grasso è considerato comunemente il male e ci hanno inculcato che si deve mirare alla magrezza. Si chiama "grassofobia" e ha degli impatti sociali drammatici. "Le varie forme di discriminazione che le persone grasse subiscono nelle scuole, negli studi medici, sul lavoro, nel condominio e nella loro vita sociale, significano che le loro opportunità di vita sono effettivamente ridotte", scrive Amy Erdman Farrell nel saggio Fat Shame (Edizioni Tlon).

Alcune persone si sono ritrovate molto nelle mie parole, rendendosi conto di quanto gli stereotipi ci influenzino, ma un'altra parte di commenti viaggiava su frasi come "voi state male" o "per me non sono commenti offensivi", come se la propria soggettività potesse cancellare anni di letteratura e attivismo su questi tipi di discriminazioni. Poi c'è la "dittatura del politicamente corretto", che viene invocata ogni qual volta si fa notare che ci sono delle discriminazioni e qualcosa non va: "non si può più neanche far un complimento", "state esagerando".

Perché abbiamo paura del grasso? Per altri invece, quella frase ha un effetto diverso; può diventare qualcosa di fastidioso, logorante e persino pericoloso. In Italia circa 3.000.000 di persone soffrono di disturbi del comportamento alimentare e si parla di un aumento di circa il 30% delle diagnosi dopo la pandemia.

E se a perdere peso fosse una persona sovrappeso o obesa? Superficialmente può sembrare innocuo, ma può scaturire timore, paura e ansia per un eventuale aumento ponderale. Ecco, vi assicuro che questo commento è pessimo, anche quando siete ragionevolmente preoccupati. Eppure non c’è niente di più falso, perché la triste verità è che quel numero sulla bilancia non sarà mai abbastanza basso (o alto) da renderci felici.

Quindi? Da quando con l’età dello sviluppo ho raggiunto la mia altezza limite ho sempre avuto la stessa taglia XS, ho qualche chilogrammo in meno rispetto al peso forma ideale come a qualcuno capita di averne in più. A causa della mia corporatura da sempre convivo con una sorta di discriminazione che c’è nei confronti dei magri: se il sovrappeso è visto come simbolo del godersi la vita, essere sottopeso per molti è una “mania” che desta preoccupazione.

Attribuire a qualcuno un disturbo alimentare per me non è tanto diverso dall’insultarlo dandogli del ciccione. Vedo una totale mancanza di tatto nel rapportarsi con chi ha un fisico snello, come se dovessimo incassare i colpi bassi e i processi pubblici sul nostro aspetto senza avere il diritto di ribellarci solo perché all’apparenza sembriamo aver vinto alla lotteria genetica.

Frasi maleducate come: «Ma ti danno da mangiare a casa?», «Ah, le ragazze come te che non mangiano pur di essere alla moda», «Per forza che hai freddo, sei tutta ossa», «Sali sull’ascensore che tanto ci stiamo tu non occupi posto», «Sei fortunata a non aver bisogno della palestra», «Oddio, ma sei dimagrita ancora?» e prima fra tutte «Devi mangiare di più!», frase che mi rimbomba nelle orecchie da tutta la vita utilizzata puntualmente a tavola come miglior modo per farmi passare la fame.

Potrebbero sembrare provocazioni le mie, ma in realtà è che spesso mi sento costretta a giustificarmi solo perché il mio corpo non rientra nei canoni predefiniti. Mi sono sentita più volte sbagliata durante l’adolescenza e questo tipo di battute hanno minato la mia autostima proprio quando ero alla ricerca dell’accettazione sociale.

Per raggiungerlo ho provato ad andare in palestra cercando di mettere su massa muscolare, poi al contrario ho smesso di fare attività fisica sperando di ingrassare, ho fatto tutti i controlli per vedere se avevo qualche grave malattia, mi sono rivolta a un nutrizionista e ho provato una dieta ipercalorica prima di arrivare a capire che esistono corpi diversi dallo standard che sono comunque sani.

Con la maturità ho iniziato ad accettare i vari difetti che ho. Mi sono rimasti sette chili a due anni dal parto e non nascondo che ne sono felice, aveva ragione mia mamma (stessa costituzione) che mi diceva sempre: «Vedrai che quando avrai dei figli ingrasserai».

Per anni non avrei potuto ricevere un complimento più bello di “Oh, mai sei dimagrita o mi sbaglio?”. Evviva, l’annotare meticolosamente il numero di calorie di ogni pasto sull’agenda ne è valsa la pena! Sono più magra e il mondo se ne accorge, oh yeah! Col tempo invece sono stata io stessa a smettere di complimentarmi con la gente per la loro perdita di peso. Perché ho capito che con questa domanda potrei suggerire inconsciamente che lo stato precedente, ovvero un corpo con più chili, non andava bene.

La blogger e attivista americana Kristina Bruce spiega perché non dovremmo congratularci con gli altri per il loro eventuale dimagrimento. Il suo obiettivo è innanzitutto quello di spiegare ai suoi lettori e alle sue lettrici perché la frase “Sei dimagrit*” è considerata come un elogio nella nostra società. Il messaggio di frasi di questo tipo è il seguente: “Hey, ben fatto! Aspettative soddisfatte, sei finalmente sulla retta via”.

I bambini incominciano a preoccuparsi del proprio peso sempre più precocemente. Oggigiorno si chiedono se non siano eccessivamente grassi già a cinque anni. La maggior parte delle bambine, scrive Bruce, inizia la prima dieta a soli otto anni.

Ebbene sì, una persona che conosciamo è dimagrita. Eppure non possiamo sapere come e perché è successo. Non sappiamo se questa persona soffre di un disturbo alimentare. Quando si parla di disturbi alimentari, scrive Bruce, “siamo soliti pensare allo stereotipo della ragazza adolescente pallida ed emaciata quando in realtà anche le persone grasse possono soffrirne”. Inoltre, coloro che sono affetti da disturbi alimentari che provocano la perdita di peso ricevono spesso dei complimenti.

Kristina Bruce risponde a una domanda che le viene spesso posta: “Se una persona grassa che non soffre di disturbi alimentari vuole consapevolmente perdere peso per motivi di salute, allora posso congratularmi con lei per i suoi progressi e incoraggiarla, vero?” A questo proposito Bruce chiarisce che non tutte le persone grasse non sono sane e non tutte le persone magre sono sane.

Se qualcuno ci racconta della propria particolare dieta o di un mutamento del proprio regime alimentare, solo in quel caso veniamo a conoscenza del motivo per cui ha perso peso, dice Bruce. In tutti gli altri casi non ne abbiamo la minima idea. Malattie gravi, enormi carichi di stress, delicate questioni personali: queste sono alcune delle molteplici situazioni in cui tantissime persone perdono peso.

Essere grassi è associato a innumerevoli stereotipi e giudizi negativi e il messaggio che veicola la nostra cultura sembra essere sempre il solito: “grasso è male, magro è meglio”. Tuttavia, questo non è un dato di fatto, bensì un punto di vista e i punti di vista cambiano col passare del tempo. Kristina Bruce rimarca la non associazione automatica tra persone grasse e problemi di salute, ma la consapevolezza che potrebbe proprio essere questo stigma a far ammalare qualcuno.

Bruce precisa inoltre che lo stigma del peso ha radici talmente profonde nella nostra società che le persone grasse devono far fronte quotidianamente a svariati disagi e svantaggi e sono soggette a numerose discriminazioni. Nel mondo del lavoro e nella vita quotidiana, le persone grasse hanno maggiore difficoltà a essere assunte e a ottenere una promozione, sostiene per esempio Bruce.

Kristina Bruce conclude la sua lista con un appello: anche se continuiamo a ritenere che essere magri sia la condizione migliore, dobbiamo sforzarci di fare a meno di questo presunto complimento in futuro. Non è di certo un segreto il fatto che la nostra società sia capace di giudizio facile, che sia competitiva e ossessionata dall’aspetto. Il primo passo che possiamo compiere per uscire da questi schemi è, innanzitutto, riconoscere i nostri pregiudizi.

Non si tratta affatto di un percorso facile: è vivere in un ambiente che incita l’aperto giudizio sull’aspetto fisico senza incappare nelle stesse logiche a cui siamo tanto abituati. Il trucco è sfidare i pensieri fatphobici che ci passano per la testa e correggerci se ci scappa un’espressione infelice a tal riguardo, anche solo la semplice battuta buttata lì per strappare un sorriso. Sebbene nessuno sia in grado di cambiare il mondo da solo, lavorare su questi piccoli dettagli nella nostra vita può iniziare a modificare schemi di pensiero e convinzioni e, perché no, potrebbe persino migliorare il rapporto con il nostro corpo.

Se le persone ti dicono che sei grasso, puoi certamente rimanerci molto male. A nessuno piace essere preso in giro per il proprio aspetto fisico. Ci sono molti modi di rispondere alle offese di questo tipo: puoi fare un commento ironico e sorprendere l'altra persona con la tua brillantezza, oppure farle notare che quello che dice è inappropriato. In alcuni casi, le persone che se la prendono con le altre non si aspettano una risposta.

Prova a usare l'ironia e potresti sorprendere il bullo di turno. Puoi dire: "Wow! Puoi reagire a un commento sul tuo peso con una battuta sarcastica e specifica. Fai attenzione, però, a non lasciarti scappare commenti troppo offensivi, specie se non ti senti al sicuro. Il peso di una persona è un argomento privato tra lei e il proprio medico.

Gli altri non hanno il diritto di fare commenti se non hanno studiato medicina. Metti in evidenza questo aspetto. Per esempio, immagina di essere al primo anno di liceo e che un compagno di classe ti dica: "Ti farebbe bene perdere 15 chili". Rispondi dicendo: "Wow! In alcuni casi, è meglio non ribattere. Alcuni bulli non aspettano altro che una reazione.

Se hai replicato con battute argute e vieni comunque preso in giro, inizia semplicemente a ignorare chi ti offende. Se qualcuno fa un commento indelicato sul tuo peso, fingi di non averlo sentito. Non vergognarti se senti il bisogno di piangere dopo aver ignorato le offese. È normale essere tristi quando qualcuno ferisce i nostri sentimenti. In alcuni casi, si tratta di una soluzione vincente.

Se qualcuno fa una battuta che ferisce i tuoi sentimenti, dille direttamente che cosa ha sbagliato. Cerca di essere franco. Girati verso l'altra persona e prova a dire: "Quello che hai detto non è per niente divertente. Puoi ribaltare la situazione con un consiglio saggio: "Offendermi per aumentare la tua autostima non è salutare.

Puoi anche fare delle domande alla persona in merito al suo comportamento, come: "Perché senti il bisogno di insultare il mio aspetto fisico? Non tutti quelli che ti chiamano "grasso" cercano di ferire i tuoi sentimenti. Anche se le intenzioni non giustificano un comportamento di questo tipo, alcuni credono di poterti aiutare a migliorare la salute e il benessere.

Puoi dire: "Apprezzo la tua preoccupazione, ma la mia salute è una questione tra me e il mio medico. Non esistono due persone identiche e dovresti far notare a tutti che si tratta di una diversità da celebrare. Mostra che sei fiero del tuo aspetto e gli altri potrebbero smettere di infastidirti. Puoi dire: "Mi piace il mio corpo così com'è, anche se non la pensi come me.

Se è un amico o una persona cara a chiamarti "grasso", imponi limiti rigidi che non deve superare. Nessuno deve sopportare commenti negativi costanti sul proprio peso. Se il comportamento della persona non cambia, forse dovresti rivalutare il vostro rapporto. Spiega all'altra persona i comportamenti che non accetti nella vostra interazione. Per esempio puoi dire: "Non mi piacciono i commenti sul mio peso e non sono disposto ad accettarli.

Se necessario, dopo un po' di tempo ricorda all'altra persona i limiti che non deve superare. Per esempio, se fa di nuovo un commento sul tuo peso, puoi dire: "Ne abbiamo già parlato. Anche se i commenti sarcastici sono consentiti, specie quando vieni molestato, assicurati di non avviare un litigio. Urlare in faccia alla persona o insultarla a tua volta non aiuta a risolvere la situazione.

È normale essere tristi quando ti dicono che sei grasso e rimanere male per i commenti. Trova un amico fidato o un parente con cui sfogarti. Un commento sul tuo peso può farti sentire molto triste. Dopo essere stato offeso da un commento negativo, prova a pensare alle cose di te che ti piacciono. Prova a scrivere una lista. Annota tutte le cose belle che la gente ha detto di te.

Se qualcuno parla sempre del tuo aspetto fisico, anche dopo che gli hai chiesto di smettere, hai tutto il diritto di non frequentarlo più. Non è corretto criticare continuamente una persona per il suo peso e sicuramente non è bello chiamarla "grassa". Se è un parente a offenderti, non è facile evitarlo. Tuttavia, puoi prenderti delle piccole pause dalle situazioni negative.

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