La dieta del cardiologo ha riscosso molto successo oltreoceano, fino ad approdare anche nella vecchia Europa. Questa dieta è stata ideata dal dottor Dwight Lundell, un ex cardiologo americano dell’Arizona e assicura non solo una perdita di peso considerevole ma anche una maggior cura del proprio cuore attraverso l’alimentazione.
Come Funziona la Dieta del Cardiologo?
Ma come funziona questa dieta? Gli studi e la pratica clinica del dottor Lundell hanno dimostrato che il vero nemico da combattere nella maggior parte delle malattie cardiocircolatorie è il grasso viscerale. Ma non solo, il grasso viscerale è anche responsabile di molte malattie infiammatorie che debilitano l’organismo. Per eliminarlo, dunque, serve una vera e propria dieta studiata ad hoc con un’attenzione speciale all’apparato cardiocircolatorio.
La dieta deve essere ipocalorica e composta prevalentemente da alimenti densi di micronutrienti. Prima di intraprendere la dieta scopri se hai delle intolleranze per alcuni cibi presenti nel menù. Non intraprendere diete troppo restrittive se sei già sottopeso, potresti affaticare ulteriormente l’organismo. In corso di malattie, chiedi sempre consiglio ad un professionista per non incorrere in spiacevoli effetti collaterali.
Aspetti da Considerare
La presenza massiva di uova nel menù, come indicato dallo stesso doc statunitense indicativamente dodici in una settimana, rende questa dieta particolarmente monotona e non particolarmente colorata. L’uovo di per sé presenta un elevato apporto proteico che sicuramente favorisce, almeno in minima parte, la sazietà, risultando di conseguenza utile al mantenimento del peso forma o nel dimagrimento.
Forse proprio questa monotonia, unita al solenne divieto di ingurgitare carboidrati in qualunque loro forma possibile, rende la dieta particolarmente dura da seguire e passibile di facili… defezioni. Un altro ruolo fondamentale all’interno di questa dieta privativa è giocato dalle verdure, anch’esse limitate a dosi precise e imprescindibili. Tra le più presenti vi sono gli spinaci e le carote, entrambe ipocaloriche e quindi funzionali all’obiettivo, realisticamente… irrealistico?, di perdere ben 10 kg in una sola settimana. Il tutto condito da un solo cucchiaino di olio, 5 meri grammi, quasi impercettibile.
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Insomma, la dieta del cardiologo è l’ideale per rimettersi in forma in fretta e furia e riuscire nell’intento divenuto clichè del devo entrare in quel vestito, ma è tutto questo effettivamente sano?
Come Migliorare la Dieta per la Salute del Cuore
Non è solo questione di predisposizione. Età, sesso maschile e familiarità sono solo una parte di fattori (quella non modificabile) che possono influenzare l’insorgenza delle malattie cardiovascolari, prime fra tutte l’infarto del miocardio, l’angina pectoris o l’ictus. Spesso però, dicono gli esperti, il cuore che fa le bizze è anche responsabilità personale: l’ipertensione arteriosa e il diabete mellito trascurati, i trigliceridi alti, il rapporto fra colesterolo ‘cattivo’ (LDL) e colesterolo 'buono' (HDL), e il fumo - che sono i peggiori nemici del cuore - dipendono anche da uno stile di vita scorretto e sregolato.
Non c’è una dieta ad hoc in caso di convalescenza da malattia cardiaca, ma esistono invece delle buone regole alimentari, da mettere in pratica con regolarità e costanza, che aiutano a proteggere o a controllare il rischio di malattia.
Regole Alimentari Importanti
- Ridurre il consumo di sale.
- Preferire cotture al vapore, ai ferri, alla griglia e al cartoccio per carni e pesci; a lesso, al vapore o al forno per le verdure.
- Se si è in terapia con anticoagulanti potrebbe esservi consigliato di prestare attenzione agli alimenti ricchi di vitamina K (broccolo, cavolo, verza, crauti, cavolfiore, lattuga, insalate, cavolini di Bruxelles, soia, maionese, fegato bovino, tè verde, lenticchie, spinaci, prezzemolo). Questo perché la vitamina K svolge una blanda azione coagulante che potrebbe contrastare l’azione dei farmaci.
Attività Fisica
attività fisica, da definire con il medico curate e/o lo specialista, facendo particolare attenzione a un programma graduale nelle 3-6 settimane successive alla dimissione dopo un episodio cardiaco, e alla presenza di concomitanti patologie.
La Nutrizione Clinica e il Percorso di Serena
La pandemia costringe tutti in casa e quando finisce Serena torna con entusiasmo a vivere la sua vita sociale: esce quasi tutte le sere della settimana, condivide con gli amici il piacere del buon vino e mangia quello che capita, a pranzo, all’aperitivo e a cena. Il peso corporeo aumenta ma soprattutto avanzano alcuni campanelli d’allarme tra cui dolori molto forti alla schiena. È arrivato il momento di affrontare una dieta e il timore di incontrare un medico severo.
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L’analisi delle abitudini alimentari di Serena ha coinvolto quello che metteva nel piatto; se cucinava in casa, quando cucinava e come cucinava; come organizzava la sua spesa e i pasti della settimana; quanta attività fisica svolgeva; quali erano i momenti della giornata che le rendevano difficile seguire il nuovo piano alimentare. Il lavoro che Serena e la Dott.ssa Cancello hanno fatto insieme per spostare il focus dell’attenzione dal perdere i chili di troppo al ritrovare un equilibrio salutare non è stato immediato ma piuttosto un processo graduale, che ha mostrato a Serena che la sua condizione andava analizzata da più punti di vista. La sua composizione corporea andava compresa e riequilibrata. Nel primo periodo di una dieta, tendenzialmente, si perde peso con più facilità, poi bisogna gestire psicologicamente l’avanzamento più lento e il mantenimento dei risultati raggiunti.
Dopo 20 chili persi sembra facile, ma ho avuto i miei momenti di difficoltà. La prima cosa su cui impatta una dieta è la socialità. Io uscivo spesso la sera e come reazione alle restrizioni avevo smesso di farlo, ma era controproducente. La Dott.ssa Cancello mi ha aiutato a evidenziare cosa mi metteva in difficoltà e insieme abbiamo costruito delle alternative che mi permettessero di non stravolgere la mia vita.
Consigli Aggiuntivi
Per perdere peso sono sufficienti una dieta equilibrata ed ipocalorica e fare attività fisica, seguendo uno stile di vita sano. Una proposta per certi versi banale ma che molte poche volte viene messa in pratica. Sembra più facile rivolgersi a diete che promettono grandi risultati in poco tempo.
Uno dei motivi per cui una dieta fallisce è che richiede troppa fatica mentale: seguire pasti prestabiliti in quantità precise ogni giorno senza poter scegliere, nel pratico, non è per tutti. Innanzitutto, non scontato, è che se viene seguita senza compensare nei quattro giorni di pausa effettivamente fa perdere peso: puntare sul creare un bilancio calorico negativo settimanale grazie a tre giorni ipocalorici pone le basi per permettere il dimagrimento.
La Dieta per Cardiopatici
La dieta per cardiopatici deve essere sostanzialmente equilibrata e controllata. L’ideale è seguire uno stile dietetico basato sulla dieta mediterranea con un apporto di carboidrati pari al 45-50%, proteine 15-20%, grassi 20-35% (prediligendo prevalentemente grassi monoinsaturi). Dunque per mantenere il cuore in salute è consigliato seguire una dieta che comprenda molta verdura e molta frutta di stagione perché fonte di vitamine, sali minerali e fibre, abbinati a cereali integrali e legumi ricchi di sostanze nutritive e di fibre utili per migliorare il processo di digestione.
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Riguardo la frutta e verdura diversi studi hanno mostrato che chi ne consuma elevate qualità è meno a rischio di infarto e di trombosi rispetto a chi ne consuma poca e niente. È bene non consumare carne tutti i giorni ed eliminare sempre il grasso visibile. Per quanto riguarda il sale da tavola va sempre limitato in quanto è presente in tutti gli alimenti, nelle carni lavorate, nei cibi conservati, nei surgelati pre-cucinati e in tutti i tipi di snack.
Un buon bicchiere di vino a pranzo o a cena non fa male. Se si passa a due, a tre o a quattro bicchieri, e se si esagera con gli aperitivi e i superalcolici, gli effetti tossici e metabolici dell'alcol interesseranno anche il cuore.
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