La Dieta del Freddo: Funziona Davvero?

Sembrerebbe sempre essere il momento giusto per mettersi a dieta: in previsione dell’estate, dopo l’estate, in previsione delle festività, dopo le festività. Ogni periodo dell’anno è caratterizzato dall’uscita di un nuovo regime alimentare che promette un dimagrimento veloce e duraturo.

Le Diete di Moda e la Dieta del Ghiaccio

Tra le diete di moda, si possono annoverare la dieta reverse che prevede un aumento graduale dell’apporto energetico da attuare dopo una dieta dimagrante e la dieta Gaps (gut and psychology syndrome), che si sviluppa sulla convinzione di una stretta relazione tra funzionamento intestinale e salute mentale.

Negli ultimi mesi si è tornati anche a parlare della cosiddetta dieta del ghiaccio. Ideata dal gastroenterologo Brian C. Weiner, questa cura dimagrante si basa sulla stimolazione del metabolismo attraverso il consumo di bevande e cibi ghiacciati: ingerendo una quantità significativa di ghiaccio, l’organismo sarebbe costretto a consumare energia per ristabilire la temperatura a valori normali.

Weiner sostiene che l’ingestione di un litro di ghiaccio permetta di bruciare circa 160 calorie e che i cibi e le bevande ghiacciate aumentino il senso di sazietà, una combinazione che, accanto alla pratica di esercizio fisico e a un’alimentazione sana, dovrebbe far dimagrire facilmente.

Sul sito internet dedicato, il medico americano racconta che l’idea della dieta del ghiaccio ha preso forma quando lui stesso era intento a perdere peso. Dovendo fare attenzione ai valori nutrizionali degli alimenti, Weiner si rende conto che le calorie indicate sulle etichette dei gelati sono errate poiché non tengono conto dell’energia necessaria per digerire il ghiaccio.

Leggi anche: Dieta contro la carenza di ferritina

Critiche e Dubbi sulla Dieta del Ghiaccio

Rispetto a diete come quella del ghiaccio, ciò che sorprende è che nascano e si sviluppino da una mente considerata scientifica e che siano poi pubblicizzate da numerose riviste. Al netto di articoli che mettono in dubbio l’efficacia di alcuni schemi alimentari in voga, le pagine social e i contributi giornalistici che promuovono rimedi quasi miracolosi sembrano non avere fine.

Fermo restando che la dieta fai da te rappresenta un rischio per la salute nonché un rimedio dai risultati a breve termine, è facile capire il motivo per cui si è più propensi a intraprendere una dieta letta sul giornale rispetto a una indicata da una nutrizionista. La prima promette risultati veloci (- 3 kg in una settimana) e non implica un reale percorso di educazione alimentare, mentre la seconda richiede un impegno a lungo termine e non prevede miracoli.

La consapevolezza dell’inefficacia e della potenziale pericolosità di alcune abitudini alimentari, rischia di non essere sufficiente per evitare la tentazione di seguire una delle tante diete alla moda. Quali sono i vantaggi e quali i rischi di questo genere di regimi alimentari? Ecco che cosa ne pensa Stefania Ruggeri, ricercatrice e nutrizionista del Crea - Alimenti e Nutrizione.

Da una lettura più attenta della dieta di Weiner, gli effetti della perdita di peso sono probabilmente più legati all’impostazione nutrizionale: questa dieta assomiglia molto a una dieta iperproteica nella quale sono quasi del tutto eliminati gli alimenti ricchi in carboidrati e preferiti alimenti di origine animale. Ovviamente, grazie a questo pattern alimentare, almeno in un primo periodo si riesce a perdere peso.

Direi però che è necessario essere molto precisi nel valutare un tale genere di proposte, dato che la maggior parte delle diete di moda sono delle vere e proprie diete mascherate. Il consumo di ghiaccio è consigliato anche per aumentare il senso di sazietà, ma è davvero possibile contrastare la fame mangiando del ghiaccio?

Leggi anche: Alimentazione e Disbiosi: Guida Completa

L’assunzione del ghiaccio, sicuramente non piacevole per il nostro palato, può bloccare in parte il senso di fame. Non ritengo però assolutamente che il ghiacciolo, ricco di zuccheri che vanno rapidamente in circolo e rischiano di provocare il picco glicemico, sia una proposta valida.

Non dobbiamo mai dimenticare che le diete non funzionano solo per riduzione delle calorie o per aumento del dispendio energetico, come in questo caso per l’effetto del ghiaccio, ma anche per la regolamentazione di ormoni importanti come l’insulina.

Capita che siano delle figure professionali adeguatamente titolate a pubblicizzare schemi alimentari come quelli della dieta del ghiaccio. Com’è possibile? Non sono in linea di principio contraria a proposte dietetiche nuove, ma devono essere corroborate da studi scientifici numerosi e validi prima di essere diffuse.

Occorre verificarne prima l’efficacia e la possibilità di applicazione alle diverse fasce di popolazione. Per quanto riguarda la dieta del ghiaccio, a parte una pubblicazione di Weiner, non compaiono ricerche applicate.

Forse la dieta ‘fai da te’ più seguita è l’iperproteica alla Dukan, che prevede di mangiare tutte le proteine che si vogliono durante la giornata alimentare: carne, pesce, uova, salumi a volontà, senza o con pochissimi alimenti ricchi in carboidrati. Sicuramente nei primi periodi si dimagrisce, ma poi l’organismo si adatta a questo regime dietetico e la bilancia non scende più.

Leggi anche: Benefici di una dieta sana

Corrette Abitudini Alimentari

Quali sono le corrette abitudini alimentari per mantenere uno stato di salute ottimale? Mangiare bene significa essere capaci di instaurare un rapporto equilibrato con il cibo e non ricercare negli alimenti soddisfazioni e appagamento che non troviamo in altro. Poi, sicuramente, scegliere cibo di qualità, sedersi a tavola, gustare le pietanze e ridurre le quantità (siamo nell’epoca della sovrabbondanza).

I Rischi della Dieta del Ghiaccio

Quando si tenta disperatamente di dimagrire, a volte si ricorre a pratiche molto fantasiose e non totalmente esenti da rischi. L’idea strampalata di un gastroenterologo americano, poi sviluppata e “migliorata” da una giornalista che ne ha scritto un libro (e seguita da varie star americane come Jennifer Lopez e Demi Moore) si fonda sul concetto che per portare il ghiaccio alla temperatura corporea il nostro organismo debba spendere energia e questo favorirebbe il dimagrimento.

Se è vero quanto afferma il gastroenterologo che mangiare un litro di ghiaccio farebbe bruciare 160Kcal (non so come abbia fatto questo calcolo) ci vorrebbero circa 44litri di ghiaccio per perdere un kg di massa grassa! Chiaramente la dieta del ghiaccio prevede che si abbini una alimentazione ipocalorica, ma questo viene detto sussurrando….

Questo è il classico esempio di come un principio fisico/biologico corretto si scontri con l’impossibilità pratica di metterlo in atto e con una errata valutazione dell’ENTITA’ dell’effetto che si vuole ottenere.

Fra l’altro questi comportamenti non sono esenti da rischi: pensate allo stress termico che i vostri denti subiscono introducendo ghiaccio in quelle quantità! Se vi va l’idea di rischiare la frantumazione dello smalto fate pure.

Ma come funziona la dieta del ghiaccio?

Tutto ciò che si mangia deve essere gelato. Ad esempio, per dessert o snack del pomeriggio si può mangiare un ghiacciolo a base di frutta. Ma sarà tutto vero? Farà così bene alla salute mangiare cibi ghiacciati?

Questa strategia, infatti, si fonda su un’idea molto semplice: incrementare il metabolismo consumando cibi e bevande molto fredde. Secondo Weiner, consumare un litro di ghiaccio potrebbe portare a una spesa energetica di circa 160 calorie, la quantità di energia utilizzata per correre un km.

Weiner, quando cercava di perdere qualche kg di troppo, monitorando i valori nutrizionali, si accorse che le calorie riportate sulle confezioni dei gelati non consideravano l’energia spesa per il processo digestivo del ghiaccio. Inoltre, sarebbe anche sicuro. Tuttavia, se si supera il litro, troppo ghiaccio può diventare un problema e causare effetti non proprio postivi, soprattutto se la temperatura corporea scende troppo.

Il ghiaccio poi va sciolto in bocca ed è bene fare attenzione se si segue la dieta durante la stagione fredda. Meglio anche evitare di sgranocchiare cubetti di ghiaccio quando si è sulla neve.

Nonostante sia stata ideata da un medico, la dieta del ghiaccio è stata spesso presentata e diffusa attraverso i media come “miracolosa”. Inoltre, può consentire di raggiungere solo risultati temporanei.

La consapevolezza dei possibili pericoli legati alle tante novità in fatto di dieta, spesso non basta a superare la tentazione di adottare l’ultimo regime nutrizionale alla moda, perché promette risultati facili e veloci.

Sebbene possa temporaneamente farlo, non è una soluzione proprio gradevole o efficace per il controllo del peso. Di diete del ghiaccio poi dopo l’idea di Weiner ne sono spuntate diverse.

La sazietà indotta dalla termogenesi, invece, si deve all’azione del corpo che deve scaldare il ghiaccio per riportarlo alla temperatura corporea ottimale, dando un momentaneo senso di pienezza. Insomma, la dieta del ghiaccio si fonda sul processo della termogenesi, ma le prove scientifiche si fermano qui.

Sebbene si tratti di meccanismo fisiologico reale, non è considerato dagli esperti una strategia efficace per la perdita di peso. I primi studi non hanno portato a risultati significativi o a benefici tangibili per la perdita di peso. Perché per dimagrire, l’organismo deve bruciare grassi e non solo calorie.

Per prima cosa, mangiare un chilogrammo di ghiaccio brucerebbe 117 calorie. Ciò rende questa dieta non proprio efficace e sostenibile. Inoltre, è una dieta piuttosto rischiosa in estate, perché può causare uno shock termico con conseguenti collassi.

Il rischio, infatti, è legato alla possibilità di congestioni e sbalzi termici. È anche importante ripetere che si tratta di una strategia alimentare non supportata da solide ricerche scientifiche.

Le diete “fai da te”, anche molto popolari, come questa o la dieta iperproteica Dukan, che prevede un consumo illimitato di proteine (carne, pesce, uova, salumi), con un minimo o nullo apporto di carboidrati, possono anche portare a una rapida perdita di peso iniziale.

Le indicazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a scopo informativo e divulgativo e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza medica con figure professionali specializzate.

Crioterapia e Criolipolisi: Alternative al Freddo per la Cellulite e il Peso

Il freddo è una delle migliori opzioni per trattare la cellulite e combattere l'effetto buccia d'arancia. La terapia del freddo per la cellulite è un principio che implica uno shock termico per ridurre gli inestetismi della buccia d'arancia. Il trattamento di medicina estetica viene eseguito da uno specialista attraverso l'ausilio di una criosauna o una criocamera.

I prezzi delle sedute di crioterapia cambiano a seconda della zona da sottoporre, la durata e il centro che offre il servizio. Se il nostro obiettivo è perdere peso, in realtà, più che di crioterapia dovremmo parlare di criolipolisi. Lo spessore dello strato adiposo si riduce seduta dopo seduta e, in effetti, si può riscontrare una perdita di peso.

Chi preferisce agire con soluzioni blande e meno invasive o più economiche esistono ottime creme anticellulite con effetto freddo che regalano beneficio, soprattutto in estate. Andando indietro nel tempo, si arriva al frigidarium, una tecnica che arriva dal passato ma ancora ottima per combattere la cellulite e migliorare il tono della pelle.

Jessica Alba, Lindsay Lohan, Demi Moore e Jennifer Aniston: ciò che le accomuna non è la parte in un nuovo colossal americano ma un trattamento davvero bizzarro.Si chiama crioterapia e pare essere la nuova formula magica della bellezza perfetta delle star.

Nulla di nuovo al mondo della medicina: si tratta soltanto di utilizzare le “proprietà” benefiche delle bassissime temperature per il dimagrimento e per alleviare dolori muscolari.Il freddo infatti ha delle intrinseche proprietà anti-infiammatorie, rinnova le cellule, migliora la circolazione sanguigna, riduce la cellulite e accelera il metabolismo favorendo così la perdita di peso. Insomma, il Santo Graal del dimagrimento!

Il trattamento prevede di passare 3 minuti in una cella dove la temperatura si aggira attorno ai -160 gradi centigradi.Ma come funziona questo meccanismo?Sono i brividi provocati dal freddo il meccanismo chiave della terapia che fa produrre ai muscoli l’ormone che favorisce la trasformazione del tessuto adiposo bianco (grasso di riserva) in tessuto adiposo bruno (grasso da bruciare).

L’esposizione a basse temperature favorisce il rilascio di Adiponectina, un ormone del tessuto adiposo in grado di promuovere l’ossidazione degli acidi grassi nei muscoli, riduce il loro accumulo nel fegato, abbassa il contenuto di trigliceridi e diminuisce la produzione di glucosio a livello epatico.

Ma è davvero necessario usare una temperatura così bassa? Inoltre i vantaggi sulla perdita di massa grassa vanno intesi comunque temporanei, in quanto si determinano solo variazioni delle dimensioni degli adipociti e non del loro numero”.

Insomma, non bisognerebbe vederla solo per l’aspetto estetico. È infatti un rimedio temporaneo che non fornisce una soluzione definitiva: una dieta corretta e il giusto movimento giornaliero sono gli ingredienti perfetti per uno stile di vita sano, senza dover ricorrere a temperature da Polo Nord!

Combattere la cellulite è possibile mettendo in pratica diversi consigli. Praticare attività sportiva, anche semplicemente camminate a passo svelto è di vitale importanza per dire addio all'effetto buccia d'arancia.

Posto che è sempre meglio evitare il fai da te e che applicare il ghiaccio direttamente sulla pelle può essere dannoso, il primo consiglio è quello di consultare un medico.

tags: #dieta #del #freddo #funziona #davvero

Scroll to Top