Ogni nuovo anno si apre all’insegna delle più fantasiose diete detox. Il senso di colpa per gli eccessi legati alle festività è forte e si cerca di correre ai ripari, scegliendo tra la miriade di protocolli proposti, nella speranza di poter cancellare i danni fatti, allontanando nella maniera più rapida tutte le orribile tossine accumulate in quindici giorni di follie.
Potete chiamarle come volete, diete depurative, diete disintossicanti, diete detossinanti, detox se siete proprio alla moda. L’idea è quella che il vostro corpo si sia saturato di non meglio precisate tossine, sporco, stanco, coperto di muco e altri orrori, e che ci voglia un bel periodo di penitenza per dare una bella ripulita al tutto: specie dopo le feste.
Tratto comune delle diete detossificanti è l’assoluta rigidità, una brutale restrizione che nei casi estremi si basa su succhi, una manciata di frutta e verdura e poco altro. Limone e zenzero non mancano mai, magari accompagnati da pepe di Cayenna (mica vorrete usare del pepe normale?), un poco di minestrone, passati di verdure, estratti, legumi e tisane, litri di tisane.
Chi propone queste diete afferma che seguendo queste draconiane misure il nostro corpo si libererà di ogni tossina accumulata, perderà peso senza problema alcuno e, già che ci siamo, tornerà sano e bellissimo, cancellando ogni acciacco e malanno. Meraviglioso! E non mancano celebrità famose per essere celebri che vi decanteranno i benefici che hanno avuto da questa o quella dieta detox.
Cosa si intende per "detox"?
Detox significa disintossicazione: si tratta dell’abbreviazione del termine inglese “detoxification”, la cui traduzione letterale è “disintossicazione”.
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Può ad esempio indicare l’eliminazione dall’organismo di sostanze tossiche, un processo che viene quasi sempre portato avanti fisiologicamente dal fegato, quando ad esempio si occupa efficacemente, ma non senza grande fatica, dell’alcool che decidi di consumare. In altri casi la detossificazione viene condotta artificialmente, ad esempio attraverso processi come la dialisi, in cui una macchina si sostituisce al lavoro dei reni quando questi non sono più in grado di produrre l’urina. Ma può essere anche la terapia chelante: semplificando, in caso di gravi intossicazioni acute da metalli pesanti (mercurio, ferro, arsenico, piombo, …), somministriamo degli agenti chelanti che sono in grado di legarsi saldamente a questi metalli per poi facilitarne l’eliminazione.
D’altra parte detox è un concetto che, devo dire soprattutto in lingua inglese, viene anche usato per indicare il percorso necessario a superare la dipendenza, fisica o psicologica, da sostanze d’abuso, come lo stesso alcool, alcuni farmaci o le droghe da strada. Hai notato?
Sostanza biologica avente azione dannosa, anche a minime dosi, sugli organismi viventi. Per i fautori della detossificazione il termine include invece qualsiasi sostanza che si ritiene possa creare problemi nel nostro organismo, con un’attenzione particolare rivolta verso prodotti di sintesi - le temutissime sostanze chimiche.
Indubbiamente molte delle sostanze che compaiono nelle liste dei detossificatori di professione sono effettivamente problematiche: va sempre chiarito in quale quantità e con quale frequenza di consumo. In molti casi le prove della pericolosità di una sostanza vengono da studi in vitro o su modello animale, con concentrazioni molto elevate del composto in esame, valori che non possono essere raggiunti nella vita reale.
Va tenuto presente che in quantità sufficientemente elevate anche l’acqua può essere un problema per il nostro organismo e può causare una intossicazione acuta potenzialmente letale. Anche quei fantastici sali minerali che d’estate sono consumo quasi obbligato, per tirarsi un poco su, hanno il loro lato oscuro: un’assunzione elevata di potassio, in condizioni particolari, può causare iperkaliemia, una situazione caratterizzate da aritmie cardiache anche mortali.
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Inoltre sostanze tossiche per alcune specie animali non lo sono per l’uomo: lo sapevate che la teobromina presente nel cioccolato è potenzialmente mortale per i cani?
Ci sono molte sostanze che sono state identificate come potenziale causa di problemi. Per molte di queste sono state stabiliti dei limiti massimi di tollerabilità che possono essere assunti giornalmente senza creare problemi, e si tratta in genere di valori che se sono errati, lo sono per un eccesso di cautela. A seconda della loro natura chimica certe sostanze possono effettivamente accumularsi in determinati tessuti, causando problemi nel lungo periodo. È il caso di metalli pesanti come il mercurio, il piombo, l’arsenico, il cadmio, il cromo.
Si tratta di pericoli reali che tuttavia non vanno ingigantiti oltre misura. A sentire i sostenitori del detox verrebbe da credere che il corpo umano è totalmente indifeso nei confronti del continuo assalto di sostanze tossiche cui è sottoposto.
Il prodotto finale dell’azione degli enzimi di classe I è una sostanza che può ancora presentare problemi e che viene inattivata grazie all’azione degli enzimi di classe II, enzimi la cui funzione è di trasferire dei gruppi idrofilici - ad elevata affinità per l’acqua - sul prodotto da eliminare, che può quindi essere escreto attraverso la bile o l’urina.
Un ruolo molto importante lo svolgono le metallotienine, un gruppo di proteine coinvolte nel metabolismo di alcuni minerali essenziali come zinco e rame. Molti di questi enzimi sono inducibili: la loro presenza nella cellula può aumentare o diminuire in risposta al consumo di specifici alimenti.
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Il quadro quindi è decisamente complesso, con una efficace difesa nei confronti della maggior parte delle sostanze tossiche con cui veniamo in contatto. Difesa che presenta una notevole variabilità genetica, sulla quale non possiamo incidere in alcun modo (almeno allo stato attuale delle conoscenze); l’efficacia della difesa può essere modulata attraverso la dieta, non tramite digiuni e privazioni, ma consumando alimenti ricchi di quelle sostanze che possano stimolare l’attività di questa batteria di enzimi.
Il limone non manca mai: qui lo troviamo insieme al pepe di Cayenna, altro peso massimo del detox.
Le diete detox funzionano davvero?
Se si guarda alla ricerca scientifica la risposta è decisamente negativa. Gli studi non sono moltissimi e quei pochi disponibili spesso sono su di un numero troppo ridotto di soggetti, con protocolli non standardizzati, in genere in assenza di gruppi di controllo e spesso basati su misurazioni qualitative e soggettive, piuttosto che su dati quantitativi ( es.
Anche in studi che hanno registrato il miglioramento di alcuni parametri specifici - massa grassa, resistenza all’insulina, proteina C reattiva - gli autori fanno notare che tutti gli effetti positivi rilevati possono essere semplicemente imputati alla restrizione calorica tipica di queste diete, di solito molto rigide.
In pratica il trucco c’è ed è anche in bella evidenza: i benefici che spesso sono entusiasticamente riportati dai soggetti che si sottopongono a queste diete alla moda sono semplicemente dovuti alla severa riduzione dell’apporto calorico con un aumento del consumo di frutta e verdura. Si perde peso alla svelta con queste diete - attenzione: peso non grasso! - e si aumenta il consumo di vitamine e micronutrienti, presenti nei vegetali, che magari prima erano assunti in quantità minore.
Fortunatamente si tratta di cicli brevi , perché insostenibili nel lungo periodo; purtroppo anche i benefici osservati sono brevi e transitori: il peso perduto, acqua più che grasso, si recupera rapidamente e oltretutto non si è lavorato per creare delle sane abitudini alimentari, anzi, in molti casi si è ulteriormente peggiorato il rapporto con il cibo, passando da consumi esagerati a rinunce informate da paure e paranoie.
Il limone chiama a raccolta tutti i suoi preziosi alleati: mela, cannella, pepe di cayenna, aceto di mele e, addirittura, miele bio.
Alternative sane alle diete detox
Piuttosto che agognare ad una soluzione miracolosa cercate di avere un’alimentazione sana e bilanciata, adeguata alle vostre necessità, siate attivi e controllate lo stress. Alle tossine ci pensa, con efficacia, il vostro organismo. Diffidate di chi vi vende polveri, estratti ed intrugli, argille e carboni, clisteri al caffè e amenità varie, tanto più quanto il prezzo è più alto.
Vuoi qualche indicazione pratica?
- Mantieniti idratata bevendo regolarmente liquidi e principalmente acqua.
- Elimina lo zucchero, le bevande zuccherate e i carboidrati raffinati dalla tua dieta.
- Le tisane detox sono in genere estratti vegetali con cui si preparano infusi e decotti che dovrebbero esercitare un’azione depurativa sull’organismo: sai cosa ti dico? Perché no?
- Un classico intramontabile… Acqua detox… detox water se vuoi fare la sofisticata… anche qui parliamoci chiaro. Niente zuccheri, please, evita anche formulazioni commerciali con ingredienti dai nomi strani e sii consapevole che stai semplicemente bevendo acqua… ma, ehi?
- consumate una giusta quantità di frutta. Non esistono soltanto mele, pere, arance e kiwi. E limoni. Cercate invece di ruotare il consumo di frutta seguendo la stagionalità dei vari prodotti, magari con un tocco particolare, ogni tanto: melagrane, mirtilli e bacche, ananas e così via.
- utilizzate più spezie, non necessariamente pepe di cayenna e zenzero, e meno sale.
- se dovete perdere peso cercate di creare un deficit calorico moderato, non demonizzando inutilmente certi alimenti. Non cercate un dimagrimento forzato eliminando del tutto i temutissimi carboidrati o gli odiati grassi: non funziona.
- fate esercizio in maniera regolare, mantenetevi attivi. Mi auguro che non pensiate che quindici giorni di penitenza possano rimediare ai problemi creati da uno stile di vita errato.
Disintossicazione intestinale: è utile?
Nonostante il crescente numero di persone che si avvicinano a questi trattamenti alternativi, non vi sono prove scientifiche in grado di confermarne i benefici. Ricordiamo, inoltre, che se lo scopo della disintossicazione intestinale è quello di favorire la perdita di peso, il ricorso a diete eccessivamente restrittive o che prevedono periodi, seppur brevi, di digiuno, non può garantire l'ottenimento dei risultati sperati.
In realtà, non vi sono sufficienti prove scientifiche in grado di confermare che l'esecuzione di una regolare disintossicazione intestinale con conseguente eliminazione di scorie e tossine - dalla natura e provenienza non ben identificata e definita - apporti benefici, oltre che all'apparato digerente, anche all'intero organismo. Inoltre, i presunti benefici apportati all'apparato digerente risultano essere tali solo quando l'intestino si trova in particolari condizioni, ad esempio, in presenza di stipsi o stitichezza.
Di contro, è pur vero che un'alimentazione sana ed equilibrata è importantissima per favorire la salute del tratto digerente e dell'organismo, a maggior ragione se associata all'attività fisica.
Controindicazioni ed effetti collaterali delle diete detox
È possibile che nei primi giorni di un programma detox si verifichino effetti collaterali spiacevoli come mal di testa, maggiore stanchezza, sete eccessiva, sudorazione e problemi gastrointestinali. Sintomi lievi di questo tipo sono del tutto normali.
Se i sintomi persistono o sono molto gravi, si consiglia di contattare il medico. Alle donne in stato di gravidanza e che allattano è generalmente sconsigliato sottoporsi a un trattamento disintossicante.
Una dieta detox non solo si prefigge di far perdere peso ma soprattutto di rimuovere dal corpo tossine ed elementi chimici tossici e dannosi. Dunque la perdita di peso si associa ad una purificazione del corpoper permettere allo stesso di funzionare meglio e di eliminare le scorie che derivano dall’assunzione di cibi industriali ma anche presenti nell’ambiente.
Come sempre accade, una dieta disintossicante ha delle controindicazioni che possono comprometterne la buona riuscita.
In conclusione, l’adozione e il mantenimento di uno stile di vita sano e attivo sono il modo più efficace per favorire la naturale disintossicazione dell'organismo. Gli integratori, infatti (sia quelli “depurativi” che non), non sempre sono innocui: potrebbero provocare reazioni avverse (per esempio, per il tè verde e la spirulina sono descritti in letteratura alcuni casi di danni al fegato) e potrebbero interagire tra loro e con i farmaci, perché sono in grado di influenzare il modo in cui i farmaci vengono assorbiti ed eliminati dall’organismo.
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