Capita a tutti, più volte nella vita, di avere un forte mal di pancia a cui seguono episodi di diarrea. Con il termine “diarrea” si intende un disturbo della defecazione, caratterizzato da evacuazioni frequenti, almeno tre volte al giorno, e dalla produzione di feci dalla consistenza liquida o semisolida. La diarrea, caratterizzata da più evacuazioni con feci non formate nell’arco di una giornata, non è una malattia: si tratta, infatti, di un comune disturbo che può essere associato ad alcune patologie o che si manifesta in presenza di determinati fattori, spesso collegati all’alimentazione, oppure ad infezioni virali o batteriche o all’assunzione di certi farmaci.
Indagare le cause della diarrea con l’aiuto di un medico può aiutarti a prevenirla e a curarla: a seconda delle cause, il dottore ti consiglierà cosa fare. Ma, a prescindere dall’origine, la prima cosa che dovrai fare per stare meglio è apportare dei cambiamenti alla tua alimentazione. Tali cambiamenti possono essere più o meno duraturi, a seconda delle cause e del perdurare del disturbo. Alimenti secchi e leggeri, ricchi di amidi e poco conditi: queste sono le linee guida della dieta che combatte la diarrea. A questi si associano importanti raccomandazioni: bere tanta acqua per evitare la disidratazione.
L’acqua deve essere naturale e a temperatura ambiente, perché quella fredda aumenta il rischio di diarrea; evitare gli zuccheri semplici, di cui abbondano i dolci, ma anche la frutta; no a caffè, latte e alcolici. Ma quali sono gli alimenti più adatti in presenza di diarrea? E quale ruolo giocano la frutta e le fibre? Continua la lettura per saperne di più: nelle prossime righe approfondiremo l’argomento con consigli e raccomandazioni.
Diarrea: Il Disturbo e i Sintomi
Iniziamo con una definizione: la diarrea è definita come un disturbo intestinale caratterizzato da ripetute emissioni di feci non formate. Solitamente, si contano almeno tre scariche diarroiche nell’arco di una giornata, che possono essere anche ravvicinate. La diarrea può essere:
- acuta, se dura per un massimo di 2 settimane;
- persistente, se ha una durata compresa tra le 2 e le 4 settimane;
- cronica, se gli episodi diarroici superano le 4 settimane;
- ciclica, se si ripresenta ciclicamente.
La diarrea, inoltre, può essere accompagnata da una serie di sintomi più o meno fastidiosi, quali:
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- dolore addominale;
- nausea;
- vomito;
- gonfiore addominale;
- presenza di muco e/o sangue nelle feci;
- febbre.
Solitamente, la diarrea tende ad essere un disturbo acuto, che si risolve nel giro di pochi giorni. Se perdura, così come i sintomi ad essa associati, è bene consultare un medico per capirne la causa. Si potrebbe infatti essere in presenza di alcune patologie che devono essere individuate e curate.
Diarrea: le cause principali
Come anticipato, la diarrea non è una malattia, ma un disturbo, che può avere numerosissime cause. La diarrea di tipo acuto può essere causata da:
- infezioni, sia virali che batteriche.
- il consumo di cibi contaminati o alterati.
- intolleranze alimentari, nella maggior parte dei casi al lattosio o al glutine;
- l’assunzione di alcuni farmaci che hanno la diarrea come effetto collaterale (antibiotici, lassativi, antiacidi) o dall’assunzione di integratori;
- stress e ansia, che alterano l’equilibrio del sistema nervoso con effetti sulla salute intestinale;
- alcune specifiche patologie (colite, diverticolite, ecc…).
La diarrea cronica può invece essere un sintomo di:
- patologie gastroenteriche infiammatorie come il morbo di Crohn, la colite ulcerosa, la celiachia o la Sindrome dell’intestino irritabile;
- patologie che riguardano il pancreas
La diarrea può essere causata anche dalle emorroidi e da disturbi a carico del fegato.
Cosa mangiare con la diarrea: gli alimenti consigliati
Seguire alcuni accorgimenti alimentari è fondamentale per prevenire e contrastare la diarrea. In generale, quando si soffre di questo disturbo, è importante:
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- bere tanta acqua, così come tisane o brodi, perché con la diarrea aumenta la perdita dei liquidi e si può incorrere in casi di disidratazione più o meno grave. Attenzione, però: i liquidi non devono essere ghiacciati;
- limitare il consumo di alimenti che contengono zuccheri semplici, come i dolci e la frutta;
- stare attenti ai grassi saturi, che si trovano in burro, margarina, strutto, carni grasse, formaggi grassi, fritture e prodotti industriali, dalle brioches agli insaccati;
- ridurre il consumo di latte e derivati;
- prediligere metodi di cottura leggeri, come il vapore, il forno, la griglia;
- puntare su condimenti leggeri e non elaborati (ad esempio, è bene usare l’olio di oliva a crudo);
- mangiare ad orari regolari, strutturando l’alimentazione giornaliera in 3 pasti principali (colazione, pranzo e cena) e 2 spuntini.
Fatta chiarezza sulle linee guida dell’alimentazione da seguire in caso di diarrea, adesso parliamo di cibo. Ecco l’elenco degli alimenti consentiti:
- riso, per le sue proprietà astringenti, ma anche pane, pasta, fette biscottate, cracker. No ad alimenti integrali, meglio puntare sempre su prodotti realizzati con farine bianche (grano);
- carne bianca (pollo, tacchino, agnello);
- pesce magro (spigola, sogliola, orata, seppie, vongole);
- uova, da consumare al massimo nella quantità di due a settimana, con una cottura leggera;
- prosciutto crudo dolce e cotto senza grasso, bresaola e affettati di pollo e tacchino;
- succo di limone, da utilizzare come condimento;
- patate e carote lesse o cotte al vapore, da utilizzare anche per realizzare un brodo vegetale. Le patate, infatti, proteggono le mucose dell’intestino e hanno proprietà remineralizzanti; le carote invece aiutano a ricompattare le feci grazie alla presenza di pectina;
- formaggi stagionati (a basso contenuto di lattosio o delattosati), freschi non fermentati. Il parmigiano è un alimento ideale in presenza di diarrea perché poco grasso e privo di lattosio. Visto il suo elevato contenuto proteico si può mangiare al posto di carne o uova come secondo piatto oppure utilizzare per condire primi piatti al posto del sale;
- mele e banane. Le mele hanno proprietà astringenti (se consumate crude) e contengono pectina, che favorisce l’aumento della consistenza fecale e nutre i batteri “buoni” della flora batterica intestinale, riequilibrandola. Le mele non sono consigliate in caso di intestino irritato. Le banane, se consumate acerbe, svolgono una funzione astringente e favoriscono il benessere dell’intestino grazie alle loro proprietà antinfiammatorie;
- per quanto riguarda le bevande, oltre all’acqua, via libera a tisane, tè verde e caffè d’orzo non zuccherati: bevetene a volontà, almeno 2 litri al giorno.
Oltre a questi alimenti, in caso di diarrea, una volta conclusa la fase acuta, è possibile consumare con moderazione:
- latte senza lattosio e yogurt;
- alcune verdure, come pomodori maturi (meglio senza buccia e semi), cipolla, bietola, spinaci, finocchi, zucchine e fagiolini, che sono ricche di acqua;
- alcuni frutti (massimo due volte al giorno) senza buccia, come pere, albicocche, agrumi e melone;
- succhi di frutta e spremute senza l’aggiunta di zuccheri, nonché centrifugati di frutta e verdura, che in questo modo perdono quasi totalmente il loro contenuto di fibra;
- biscotti secchi.
Diarrea: gli alimenti da evitare
Quando abbiamo la diarrea, diventa fondamentale evitare quegli alimenti che tendono ad aumentare i sintomi del disturbo, almeno fino a quando le feci non saranno tornate al loro normale aspetto. Di seguito un elenco di alimenti da evitare:
- latte e latticini freschi (stracchino, mozzarella, ecc…);
- alimenti ricchi di zuccheri semplici, come dolci e dolciumi vari (comprese caramelle e gomme da masticare);
- insaccati, come mortadella e salame, perché ricchi di grassi;
- condimenti grassi, dal burro allo strutto, dal ragù a salsine, che sono difficili da digerire;
- spezie piccanti, che irritano l’intestino;
- brodo di carne, che è molto grasso, e dadi;
- prodotti integrali, che sono ricchi di fibre;
- minestroni di verdure e legumi, anch’essi fonti di fibre;
- alcolici, caffè e bibite;
- verdura (con le eccezioni sopra descritte);
- frutta fresca (con le eccezioni sopra descritte), secca, sciroppata o disidratata, perché ricca di fibre e di zuccheri semplici.
Alimentazione e diarrea: frutta e fibre
Frutta e verdura sono gli alimenti che non devono mai mancare in una dieta perché sia definita salutare ed equilibrata. Questa regola generale, però, non vale sempre: ad esempio non vale in caso di diarrea. In questa condizione frutta e verdura, infatti, sono praticamente bandite. Il motivo è da ricercare nel contenuto di fibre, di cui le verdure sono ricche (e che sono presenti anche in alcuni frutti), e di zuccheri semplici, che si trovano nella frutta, fruttosio in primis.
Le fibre, nonostante gli importanti benefici che apportano all’organismo, non devono essere consumate in caso di diarrea perché facilitano il transito e lo svuotamento intestinale. Le fibre, dunque, in presenza di diarrea non fanno altro che acutizzare i sintomi del disturbo. Nella fase acuta della diarrea, dunque, è bene evitare:
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- verdure, soprattutto broccoli, cavoli, cime di rapa, cipolla, sedano, carciofi;
- legumi (ceci, fagioli, lenticchie, fave, piselli);
- prodotti integrali.
Anche la frutta è fonte di fibre, ma soprattutto è ricca di zuccheri semplici, che sono difficili da digerire e hanno effetti lassativi. Nella fase acuta del disturbo, quindi, evitare assolutamente prugne, kiwi, uva e fichi.
Cosa mangiare a colazione con la diarrea?
Una colazione adeguata può fare la differenza. Alcune opzioni includono:
- Fette biscottate con un velo di miele
- Crackers o pane tostato
- Banane mature
- Tè leggero o camomilla
- Yogurt con fermenti lattici (se tollerato)
Una tazza di yogurt al mattino è molto utile: questo alimento, infatti, contiene batteri sani, in particolare Lactobacillus bulgaricus e Streptococcus thermophilus, benefici per l'intestino. Nella scelta dello yogurt, è meglio evitare varianti addolcite con zuccheri artificiali come la saccarina e il sucralosio, in grado di alterare la flora batterica intestinale.
Esempio di Colazione per la Diarrea
- Una tisana, una tazza di tè deteinato.
- Una spruzzata di limone e poco zucchero preferibilmente di canna.
- Come cibo solido si può inserire pane bianco tostato, pane bianco senza mollica, fette biscottate.
Alimenti Consentiti con Moderazione
Latte delattosato o yogurt magro (non più di una porzione al giorno) e valutando la risposta dell’organismo. Verdure quali: carote lessate (ricompongono le feci), pomodori pelati senza buccia e semi, aglio e cipolla in piccole quantità e non soffritti, foglie della bietola e spinaci, il cuore del carciofo (elimina le tossine perché diuretico) e del finocchio lessato, le gemme degli asparagi, zucchine e fagiolini; in ridotte quantità e successivamente alla fase acuta e/o in fase cronica.
Alimenti da Evitare Assolutamente
Caffè, tè e cioccolata sono le bevande con cui generalmente si inizia la giornata. Fanno spesso parte della colazione e vengono accompagnati da cereali. Ebbene, queste tre bevande non sarebbero benefiche per l'intestino.
Evitare ciambelle o merendine industriali, fritte e ricche di grassi. I waffle e le frittelle sono tradizionalmente preparati con cereali raffinati, come le farine di grano e orzo.
Raccomandazioni Dietetiche Generali
- Buona idratazione (bere molto).
- Ridurre il consumo di zuccheri semplici.
- Ridurre il consumo di grassi saturi.
- Ridurre il contenuto di lattosio e di fibre.
- Preferire metodi di cottura come il vapore, il microonde, la griglia o piastra, la pentola a pressione, piuttosto che la frittura, la cottura in padella o bolliti di carne.
- I primi piatti (pasta o riso) devono esser conditi semplicemente e a crudo.
- Il riso, condito a crudo, è un alimento consentito
- Rispettare una corretta distribuzione dei pasti, evitando pranzo e cena abbondanti e consumare almeno 2 spuntini.
In caso di diarrea, è bene evitare di consumare cibi che generalmente possono aumentare i sintomi del disturbo, fino a che le feci non saranno tornate normali.