Dieta Dimagrante Dopo Tiroidectomia: Consigli e Strategie

La tiroide è una ghiandola endocrina che si trova nella parte anteriore del collo, dalla caratteristica forma a farfalla. Essa svolge un ruolo determinante nella regolazione del metabolismo energetico, che a sua volta esercita importanti influenze sul peso corporeo.

Tiroidectomia: Totale e Parziale

Le persone sottoposte a rimozione della tiroide, sia essa tiroidectomia totale o parziale, spesso riportano un rallentamento del metabolismo e un aumento del peso corporeo.

Tiroidectomia Totale

La tiroidectomia totale è la completa estrazione della ghiandola tiroidea, eseguita per cancro alla tiroide, gozzo grande, noduli sospetti e inefficacia dei trattamenti per ipertiroidismo.

A seguito di una tiroidectomia totale, il paziente dovrà assumere sostitutivi sintetici dell’ormone tiroideo, in quanto la funzione della tiroide, fondamentale per mantenere l’equilibrio omeostatico del nostro organismo, viene completamente a mancare.

Tiroidectomia Parziale

La tiroidectomia parziale rimuove solo il lobo o l’istmo della tiroide, nei casi in cui la patologia coinvolga solo questi punti.

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A seguito di una tiroidectomia parziale, la parte di tiroide che rimane, svolge normalmente le sue funzioni, quindi produce gli ormoni di cui ha bisogno l’organismo.

Conseguenze della Tiroidectomia

Un problema che potrebbe presentarsi alla conclusione dell’intervento di tiroidectomia totale o parziale, è l’ipotiroidismo, se il paziente trascura di assumere con regolarità gli ormoni tiroidei sintetici o quando la terapia pianificata è inadeguata.

L’ipotiroidismo rallenta il metabolismo. Per questo è spesso correlato all’aumento di peso. Le persone affette da questa sindrome dovrebbero quindi porre particolare attenzione alla loro dieta, scegliendo prodotti in grado di diminuire l’effetto della mancata produzione ormonale.

Dopo una tiroidectomia, è comune che il metabolismo energetico subisca delle variazioni. Non c'è un protocollo specifico da seguire in questi casi per dimagrire, ma è necessario seguire un piano alimentare adeguato, prediligendo cereali integrali, frutta, verdura, pesci magri e frutta secca (senza esagerare).

Vista la terapia farmacologica in corso che apporta Levotiroxina, ovvero un ormone sintetico praticamente identico a quello normalmente prodotto da una tiroide umana sana, non è previsto seguire un regime o dieta particolare. Sarà importante gestire l'introito calorico giornaliero, avere una certa regolarità circa i pasti consumati quotidianamente, svolgere un'attività fisica regolare ed apportare i giusti quantitativi di omega-3 e iodio, contenuti nel pesce azzurro e nel sale iodato.

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L’aumento di peso dopo la tiroidectomia è piuttosto comune, e con la terapia sostitutiva di Eutirox sarà essenziale mantenere la tiroxina nel range ottimale per il tuo metabolismo. Un regime alimentare basato su cibi integrali, con poche farine raffinate e un buon apporto di proteine, può aiutare a stabilizzare il peso e favorire la sazietà.

Nutrienti Essenziali per la Dieta Post-Tiroidectomia

È quindi utile conoscere quali sostanze siano in grado di migliorare la qualità della vita di chi è affetto da ipotiroidismo e in quali alimenti si possano reperire naturalmente.

Iodio

Lo iodio è un oligoelemento di fondamentale importanza per garantire il corretto funzionamento della tiroide. La dose giornaliera di iodio raccomandata per gli adulti è pari a 150 mcg/die (valore di riferimento europeo). La presenza di adeguate quantità di iodio a livello tiroideo rappresenta il fattore limitante per garantire la sintesi di ormoni tiroidei in quantità sufficienti.

Le principali fonti di iodio sono: sale marino, uova, cereali e latte vaccino. Importanti quantità di iodio si trovano anche in crostacei, pesce di mare e molluschi.

Tuttavia, lo iodio introdotto con l’alimentazione potrebbe non essere sufficiente: in tal caso è raccomandato un aumento del consumo di sale iodato, ovvero arricchito con iodio, per compensarne la carenza.

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Bisogna fare attenzione al fatto che anche un’assunzione di quantità troppo elevate di iodio può contribuire a peggiorare l’ipotiroidismo o a produrre ipertiroidismo. Per questo è sempre indicato rivolgersi ad un professionista in grado di costruire con il paziente e poi modificare nel tempo una dieta equilibrata.

Selenio

Il selenio è un oligoelemento la cui presenza è fondamentale per garantire il corretto funzionamento della ghiandola tiroidea. Gli stessi tessuti della tiroide contengono il selenio in maniera naturale. A livello tiroideo, il selenio funge da cofattore di un gruppo molto importante di enzimi noti come selenoproteine principalmente note per la funzione antiossidante. Esso è infatti parte integrante della glutatione perossidasi, un’importante enzima che svolge la sua funzione eliminando i radicali liberi, difendendo la cellula dallo stress ossidativo.

Il selenio è contenuto in numerose fonti alimentari quali: gamberi, tonno, manzo, tacchino, pollo, uova, prosciutto, fiocchi d’avena e cereali integrali.

Le modalità di cottura possono ridurre il contenuto di iodio nei cibi e la sua disponibilità/assorbimento. In particolare la frittura riduce la disponibilità di iodio del 20%, la cottura alla griglia del 23%, la bollitura fino al 58%, la lievitazione fino al 25%, la cottura in forno fino al 70%.

Zinco

Lo zinco non viene immagazzinato nel corpo, dunque è assolutamente necessario un apporto giornaliero di zinco per garantire tutte le funzioni su esposte. Lo zinco è un nutriente necessario per la produzione dell’ormone tiroideo ed è cruciale per la nostra salute. Infatti agisce come un catalizzatore in moltissime reazioni enzimatiche del nostro organismo ed è coinvolto nella sintesi del DNA, nella sintesi proteica, nella divisione cellulare e nella funzione immunitaria.

È indispensabile anche per il corretto senso del gusto e dell’olfatto, nei processi di disintossicazione, nella guarigione delle ferite.

Gli alimenti ricchi di zinco includono: manzo, maiale, pollo, ostriche, granchi, legumi, semi di zucca e yogurt.

Alimenti da Evitare

Alcuni alimenti contengono sostanze che sono in grado di modificare l’assorbimento o l’utilizzo dello iodio, riducendone, di fatto, la disponibilità. Sono pertanto definite “gozzigene”: tra questi i composti organici solforati, gli idrocarburi policiclici aromatici, gli ftalati, e il litio, che agiscono con diversi meccanismi.

Cavolfiori, cavoletti di Bruxelles, broccoli, verze, rape e soia sono i principali alimenti contenenti queste sostanze, tuttavia il loro consumo moderato all’interno di una dieta varia non causa il manifestarsi di una disfunzione a livello della tiroide, ma potrebbe modificare l’effetto della terapia medicinale o ormonale.

È molto importante però ricordare come questi alimenti offrano anche molti benefici per la salute. Le persone affette da ipotiroidismo possono assolutamente godere di questi cibi se assunti con moderazione: gli scienziati ritengono che questi cibi influenzino solo gli ormoni di chi ne consuma in eccesso.

Va aggiunta l’importante informazione che il processo di cottura sembra disattivare gli effetti negativi sulla tiroide delle sostanze gozzigene.

Gli alimenti processati, noti come cibo spazzatura o junk food, tendono ad essere densi di calorie e di grassi saturi offrendo pochi benefici nutrizionali. Questa tipologia di alimenti è nota anche per favorire l’aumento di peso. Una sana alimentazione, a maggior ragione in caso di ipotiroidismo, prevede l’esclusione di tali cibi.

Il glutine è una proteina contenuta nel grano e in altri cereali, tra cui orzo, avena e segale. Recenti studi hanno associato l’ipotiroidismo all’intolleranza al glutine e alla celiachia. Chi soffre di ipotiroidismo può quindi essere più a rischio di altri di sviluppare altre condizioni autoimmuni come la celiachia che causa infiammazione cronica e danni all’intestino tenue.

Trattare la celiachia comporta seguire una dieta priva di glutine. Anche se non è ancora stato accertato un legame certo, le persone con ipotiroidismo autoimmune possono tentare di eliminare il glutine dalla loro dieta per vedere se i loro sintomi migliorano.

Alimenti sconsigliati in caso di Tiroidite di Hashimoto

  • Soia e derivati: contengono isoflavoni che possono interferire con la funzione tiroidea, soprattutto se consumati in grandi quantità.
  • Verdure crucifere crude: cavolo, verza, broccoli, cavolfiore, rapa. Se consumate crude, possono ostacolare l’assorbimento dello iodio. Meglio consumarle cotte e in quantità moderate.
  • Glutine: spesso associato a sensibilità intestinale nei soggetti con patologie autoimmuni. In alcuni casi può essere raccomandata una dieta gluten free, soprattutto in caso di diagnosi associata di celiachia.
  • Latticini: possono avere un effetto pro-infiammatorio in soggetti sensibili o intolleranti.

Supporto Nutrizionale Personalizzato

Seguire un’alimentazione corretta può fare una grande differenza, ma ogni persona è unica e ha esigenze nutrizionali diverse. Per questo motivo è consigliabile rivolgersi ad un nutrizionista che possa elaborare un piano dietetico personalizzato, tenendo conto della condizione clinica, dello stile di vita, delle preferenze alimentari e degli obiettivi di salute.

In casi del genere, non esiste una dieta standard. È bene sottoporsi a una visita o quantomeno a un consulto a distanza affinché si possa valutare attentamente qual è il piano alimentare giusto per invertire questa tendenza nel rispetto delle esigenze e dei gusti personali.

Le strategie che puoi applicare per dimagrire sono sempre le stesse: seguire una dieta ipocalorica ricca di verdure, frutta, cereali integrali e alimenti di qualità ed esercizio fisico costante.

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