Dieta Dimagrante per Chi Soffre di Ipotiroidismo: Consigli e Alimenti

Il malfunzionamento della tiroide può dare diversi disturbi. Secondo un recente studio, circa 2,5 milioni di italiani soffrono di ipotiroidismo. Un disturbo che spesso non viene diagnosticato, specie se in forma lieve, ma che può intaccare pesantemente la vita di tutti i giorni, causando stanchezza, difficoltà alla memoria, stitichezza, gonfiore, irregolarità mestruale, oltre a problemi relativi all’umore e di peso. Quando il peso è “over”, a volte la colpa è della tiroide che funziona poco.

Capita sempre più spesso a chi vuole buttare giù i chili di troppo: prima di mettere a punto la dieta, lo specialista prescrive le analisi del sangue per controllare la funzionalità della tiroide e verificare se è presente una forma di ipotiroidismo. È un disturbo caratterizzato da un malfunzionamento della tiroide, che lavora troppo lentamente rispetto alle esigenze dell’organismo. Si manifesta tipicamente nelle donne e nella maggior parte dei casi viene diagnosticato dopo i 55 anni. Colpisce infatti il 7-8% delle donne prima della menopausa, per arrivare a circa il 10-15% dopo la menopausa. I disturbi legati all’ipotiroidismo, del peso e dello stile di vita che si porta in tavola.

Cos'è l'Ipotiroidismo?

L’ipotiroidismo è una condizione patologica caratterizzata da un rallentamento generale delle funzioni metaboliche per insufficiente azione degli ormoni tiroidei a livello tessutale. L’incidenza è maggiore nelle donne.

Gli ormoni tiroidei prodotti dalla tiroide sono due: T4 tiroxina e T3 triiodotironina. Questi ultimi hanno il compito di controllare la velocità con cui il corpo brucia le calorie ed utilizza l’energia ed inoltre influenzano funzioni quali frequenza cardiaca, integrità della pelle, flusso renale, temperatura corporea, fertilità e digestione.

L’ipofisi produce il TSH, un ormone che stimola la produzione di ormoni tiroidei da parte della tiroide; in base all’aumento o alla riduzione dei livelli di ormoni tiroidei nel sangue, l’ipofisi aumenta o riduce il rilascio di TSH.

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L’ipotiroidismo si definisce primario quando il disturbo riguarda direttamente la tiroide. Le patologie a carico della tiroide possono essere congenite oppure il ridotto funzionamento tiroideo può essere determinato da fattori esterni quali, ad esempio, la terapia con iodio.

Quando l’ipotiroidismo è presente alla nascita si può verificare un ritardo nello sviluppo del bambino. Nei casi di ipotiroidismo primario la tiroide funzione poco e quindi si registrano bassi livelli di FT4 e di FT3 ed un TSH aumentato. Infatti i bassi livelli di ormoni circolanti non segnalano all’ipofisi di interrompere la produzione di TSH.

Quando l’ipotiroidismo primario di definisce subclinico i sintomi sono lievi così come l’aumento del TSH è lieve; tale condizione rende difficile la diagnosi tuttavia il paziente ha difficoltà a dimagrire ed un senso di stanchezza maggiore.

L’ipotiroidismo in casi più rari può essere secondario, vale a dire conseguenza di un mal funzionamento di un altro organo diverso dalla tiroide. Nell’ipotiroidismo secondario i valori di TSH, FT3 e FT4 sono tutti bassi.

Affinché la tiroide riesca a produrre gli ormoni tiroidei in maniera adeguata è necessaria la presenza di iodio, non a caso, la carenza di iodio nella dieta è la causa più comune di ipotiroidismo. Il nostro corpo non è in grado di produrre autonomamente iodio, pertanto è necessario assumerlo attraverso l’alimentazione.

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L’apporto ideale di iodio por die è di 150 mcg e può raggiungere i 300 mcg/die in caso di gravidanza e/o allattamento poiché indispensabile per lo sviluppo del sistema nervoso centrale del feto. Al fine di sopperire alla carenza di iodio l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) consiglia l’utilizzo di sale iodato al posto del sale da cucina. Viene consigliato l’utilizzo di sale iodato In misura di 5 gr di sale/die pari a 2 grammi di sodio.

Ipotiroidismo e Aumento di Peso

Una delle domande più frequenti tra chi riceve la diagnosi di Tiroidite di Hashimoto è se questa condizione porti ad ingrassare o dimagrire. In linea generale, l’Hashimoto porta a un rallentamento del metabolismo basale, con conseguente aumento di peso, soprattutto se la tiroide è ipoattiva.

Uno dei primi segnali di una possibile alterazione del funzionamento tiroideo è l’aumento del peso corporeo. È importante sottolineare che la perdita di peso non può essere scissa da un vero e proprio percorso di cura, in quanto le problematiche legate al peso sono una diretta conseguenza degli effetti della tiroidite. Pertanto questi due aspetti non possono essere separati.

Molte persone con problemi tiroidei hanno grosse difficoltà a mantenere un peso salutare ed hanno un indice di massa corporea (IMC o BMI) ed una circonferenza vita tendenzialmente più elevati rispetto a chi ha un buon funzionamento tiroideo. Nei casi più gravi di ipotiroidismo l’abbassamento del dispendio energetico può essere fino al 50% in meno. Ciò favorisce l’aumento del peso e predispone all’obesità qualora non cambi lo stile di vita, l’alimentazione, l’attività fisica e non si tratti adeguatamente il disturbo tramite terapie mirate.

Alimentazione e Ipotiroidismo: Cosa Mangiare

Non possiamo parlare di dieta per l’Ipotiroidismo, se con ciò intendiamo l’adozione di un regime alimentare che sia in grado da solo di curare la malattia. Come abbiamo visto, in caso di Ipotiroidismo (diagnosticato e in trattamento) gli alimenti devono essere scelti con cura.

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Per chi soffre di tiroidite di Hashimoto, scegliere gli alimenti giusti non è solo una questione di evitare quelli che possono aggravare i sintomi. Creare un piano alimentare equilibrato e vario può aiutare a garantire che si ricevano tutti i nutrienti necessari per sostenere la salute tiroidea e generale.

Perché la tiroide lavori bene, porta in tavola i cibi giusti: alghe, funghi, cereali e verdura fresca di stagione. Così non accuserai stanchezza, cali di energia e debolezza. Troppa. Soprattutto se consideri che basterebbe portare in tavola più cibi ricchi di iodio (a cominciare dal sale iodato), ma anche di selenio e antiossidanti, per mettere la tiroide, importantissima ghiandola endocrina, nelle condizioni di lavorare al meglio.

Innanzi tutto, persone con tiroidite di hashimoto e tiroide ipoattiva (ipotiroidismo) tendono ad avere un metabolismo rallentato e quindi tendono a prendere peso molto più facilmente. Seguire un’alimentazione corretta è fondamentale nella gestione della Tiroidite di Hashimoto. Alcuni alimenti, infatti, possono peggiorare l’infiammazione o interferire con l’assorbimento degli ormoni tiroidei. Ecco perché è importante sapere cosa evitare.

Gli alimenti consigliati in caso di ipotiroidismo per una corretta dieta sono tutti quei cibi che contengono iodio:

  • Pesce
  • Alghe
  • Molluschi e crostacei
  • Cereali
  • Sale marino
  • Uova
  • Legumi
  • Kefir
  • Frutta secca

Sì a frutta e verdura, no all’olio di colza. «Per difendere la tiroide è poi bene fare il pieno anche di vitamine e altre sostanze antiossidanti, mangiando tanta verdura e frutta di stagione, bevendo 1 bicchiere al giorno di vino rosso (se piace) o tisane di karkadè e tè rosso africano e usando per condire l’olio extravergine d’oliva», continua la nostra esperta.

Accanto allo iodio è fondamentale l’assunzione di un ulteriore minerale, il selenio, il quale ha una funzione antiossidante, protegge la tiroide dagli stress ossidativi e svolge un ruolo importante nella produzione di ormoni tiroidei (in quanto favorisce l’attività degli enzimi DESIODASI 1 e 2, responsabili nella conversione di T4 in T3).

Il selenio, in particolare, è un potente antiossidante che aiuta a proteggere la tiroide dall'ossidazione e dallo stress cellulare.

Il selenio è presente in misura maggiore nei seguenti alimenti: noci del brasile, tonno, vongole, gamberi, salmone, carne e salumi, latticini, uova, farina d’avena, lenticchie.

Rispetto a quanto accade nella maggior parte delle diete, la carne è pienamente ammessa, anche quella bovina e suina, e lo stesso vale per le uova. Molto importante poi la presenza di alimenti che contengono selenio, ingranaggio della glutatione perossidasi, fondamentale contro i radicali liberi e per permettere un corretto funzionamento tiroideo.

Attivare correttamente il segnale metabolico è importante assumere un adeguato apporto calorico e un adeguato apporto proteico prediligendo sempre prodotti di alta qualità.

Alimenti da Evitare o Moderare

Come sempre accade in questi casi, oltre alla lista di alimenti da privilegiare, nella dieta per l’ipotiroidismo c’è purtroppo anche quella dei cibi da consumare con moderazione. Quella dell’ipotiroidismo è per fortuna piuttosto limitata, ma non così intuitiva: oltre a caffè, alcol, cibi molto grassi o zuccherati, sarebbero infatti anche da moderare il consumo delle verdure crucifere come broccoli, cavoletti di Bruxelles, cavolo, cavolfiore, cime di rapa perché contengono glucosinolati, con proprietà preventive nei confronti di alcuni tipi di tumore, ma sono considerate gozzogeni in quanto possono disturbare il funzionamento della ghiandola tiroidea nell’utilizzo dello iodio, con conseguente diminuzione della produzione di ormoni tiroidei.

Chi soffre di ipotiroidismo, quindi, dovrebbe evitare di consumare estratti di verdure crucifere perché con il succo si ingeriscono grandi quantità di queste sostanze. Dopo la cottura di queste verdure, anche se breve, diminuisce la loro eventuale azione gozzogena. Contrastano l’assorbimento dello iodio anche gli spinaci, le pesche, le fragole, gli arachidi e la soia.

In caso di ipotiroidismo è sconsigliato abusare di cibi contenenti fitoestrogeni ed alcuni studi hanno dimostrato come i cibi contenenti tiocianati possano interferire con l’assorbimento di iodio, pertanto potrebbero modificare l’effetto della terapia medicinale.

Vediamo insieme di quali alimenti è sconsigliato l’abuso:

  • Soia e derivati: contengono isoflavoni che possono interferire con la funzione tiroidea, soprattutto se consumati in grandi quantità.
  • Verdure crucifere crude: cavolo, verza, broccoli, cavolfiore, rapa. Se consumate crude, possono ostacolare l’assorbimento dello iodio. Meglio consumarle cotte e in quantità moderate.
  • Glutine: spesso associato a sensibilità intestinale nei soggetti con patologie autoimmuni. In alcuni casi può essere raccomandata una dieta gluten free, soprattutto in caso di diagnosi associata di celiachia.
  • Latticini: possono avere un effetto pro-infiammatorio in soggetti sensibili o intolleranti.

«Tra i cibi che sono invece da evitare, soprattutto nei casi di ipotiroidismo conclamato, ci sono quelli che contengono i tiocianati (sostanze prodotte anche dal fumo di sigaretta), che interferiscono con l’assorbimento dello iodio. Occhio quindi all’olio di colza, ai vari tipi di cavolo, alla senape, al rafano, al crescione e al ravanello. E poi a pere, pesche, fragole, mandorle, pinoli, soia, patate dolci e manioca. È infine importante ricordare che il calore distrugge in parte i dannosi tiocianati: meglio quindi mangiare questi cibi cotti o, quando non è possibile, starne alla larga».

Esempio di Menu Settimanale per la Tiroide

Ecco che cosa devi portare in tavola per fare il pieno di iodio, selenio e antiossidanti (i nutrienti indispensabili alla tiroide per funzionare al meglio). Per condire e cucinare usa l’olio evo e il sale iodato (aggiunto a crudo).

Colazione

  • Yogurt o latte fresco parzialmente scremato o un’altra bevanda calda o fredda.
  • Fette biscottate (o pane o gallette di riso o altri sostituti del pane) con la marmellata oppure (al posto delle fette biscottate con la marmellata) una piccola porzione di dolce (ogni tanto) con frutta di stagione (non cotta).

Spuntino

  • 1 manciata di frutta secca a guscio (noci brasiliane, noci) o semi oleosi (di chia, sesamo, lino).
  • Latte fresco parzialmente scremato o yogurt bianco senza zucchero o 1 spremuta di frutta (senza aggiunta di zuccheri) o 1 frutto fresco di stagione.

Merenda

  • 1 frutto di stagione
  • 1 tisana a piacere.

Pranzo

  • Pasta secca o riso con condimento di pesce o molluschi (ricetta a destra) o di legumi o di verdure o di carne oppure zuppa di cereali e 1 secondo a base di pesce, carne, uova, formaggio fresco.
  • Ortaggi o verdura di stagione (crudi o cotti al vapore).

Cena

  • Minestre brodose o creme di verdura o riso cotto al vapore o zuppa di legumi oppure 1 secondo a base di pesce o molluschi, carne, uova, formaggio fresco.
  • Insalata mista o verdura cotta.
  • Frutta di stagione.

Ricette Ricche di Iodio

Risotto con vongole, gamberi e lime

  • Ingredienti per 4 Persone: 280 g di riso Carnaroli, 300 g di gamberi, 300 g di vongole veraci, 100 ml di spumante secco, 30 g di burro, 4 cucchiai di olio evo, 1 spicchio d’aglio, 1 lime, 1/2 cipolla, 1 mazzetto di prezzemolo tritato.
  • Per il fumetto di gamberi: 2 l di acqua, 1 costa di sedano, 2 carote, 1/2 cipolla, teste e gusci dei gamberi e sale iodato.

Impepata di cozze allo zenzero

  • Ingredienti per 4 Persone: 1 kg di cozze fresche, 300 g di pomodorini datterini, 4 cucchiai di olio extravergine d’oliva, 100 ml di vino bianco secco, 4 crostoni di pane fresco di Matera Igp (o altro tipo di pane casereccio), 2 spicchi d’aglio, 1/2 peperoncino, 1 cucchiaio di prezzemolo tritato, 1/4 di cucchiaino di zenzero in polvere, sale fino iodato, pepe.

La funzione tiroidea è influenzata da vari nutrienti. Per esempio, il selenio è un micronutriente essenziale che contribuisce alla conversione degli ormoni tiroidei da una forma inattiva a una forma attiva. È importante assicurarsi di consumare abbastanza iodio e selenio, evitare gli alimenti che possono interferire con la funzione tiroidea e includere alimenti ricchi di antiossidanti nella dieta per la tiroidite di Hashimoto.

Tiroidite di Hashimoto: Cosa Sapere

La tiroidite di Hashimoto è il tipo di tiroidite più comune ed è la causa più frequente di ipotiroidismo. Per motivi ancora non noti, l’organismo produce autoanticorpi, ovvero anticorpi contro le proprie cellule (malattia autoimmune): la tiroide viene invasa dai globuli bianchi e vengono creati anticorpi che attaccano la tiroide (anticorpi antitiroidei). In circa il 50% dei soggetti con tiroidite di Hashimoto la tiroide è inizialmente ipoattiva.

I soggetti con Tiroidite di Hashimoto necessitano di una cura ormonale per poter stare meglio ma indubbiamente, l’alimentazione sana insieme ad alcuni accorgimenti nutrizionali fanno la loro parte.

La tiroidite di Hashimoto è una delle malattie autoimmuni più diffuse al mondo e riguarda soprattutto le donne tra la quarta e la quinta decade di età. Con il termine autoimmunità si intende un disturbo immunitario, in cui le cellule immunitarie attaccano e danneggiano uno o più organi del corpo.

La tiroidite di Hashimoto è una delle cause principali al mondo di ipotiroidismo, in cui si assiste a bassi livelli degli ormoni tiroidei T3 e T4. Ricordiamo che gli ormoni tiroidei sono fondamentali per il buon funzionamento dell’organismo, in quanto controllano la crescita, il metabolismo, la composizione corporea, la sintesi di proteine, enzimi ed altri ormoni.

In caso di tiroidite di Hashimoto si raccomanda di rivolgersi ad uno specialista al fine di impostare una cura adeguata sulla base non solo dei sintomi e dei dosaggi ormonali/anticorpali, ma anche dell’effettivo stato di salute complessivo della persona (non solo tiroideo). È opportuno, infatti, prendersi cura degli aspetti nutrizionali, metabolici, immunitari, ormonali e gastrointestinali che influenzano l’ipotiroidismo autoimmune.

Se da un lato un’alimentazione specifica per la persona (e non standard o valida per tutti) supporta le cure e le terapie, dall’altro ciò è ancora più vero per chi è in sovrappeso o in una condizione di franca obesità. Quando il peso è eccessivo dimagrire richiede la motivazione a cambiare diversi aspetti della vita. In particolare risulta fondamentale adottare un’alimentazione equilibrata sulla base dei propri fabbisogni, svolgere regolarmente attività fisica ed avere cura di uno stile di vita corretto (es. I benefici di una sana alimentazione non sono dovuti solo alle calorie ed ai vari nutrienti, ma anche all’insieme di molecole bio-attive che hanno effetti su vari sistemi fisiologici.

Consigli Generali per una Dieta Sana

Premettendo che non esiste una dieta valida per tutti (soprattutto se si soffre di qualche disturbo o malattia) è possibile far riferimento alle seguenti linee generali. È importante che l’alimentazione sia innanzitutto il più varia possibile e prestando attenzione ai cibi ipercalorici, ma privi di nutrienti essenziali. È bene limitare il più possibile il consumo di zuccheri semplici, dolciumi, bevande zuccherate (anche con il miele), marmellate e frutta candida, energy drinks anche se privi di zuccheri ma di edulcoranti. (es. saccarina, aspartame, sucralosio).

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