Il fegato grasso, in termini medici steatosi epatica, è una condizione caratterizzata dall’accumulo di grasso (principalmente trigliceridi) nelle cellule del fegato. È molto più diffusa di quanto si potrebbe immaginare, dal momento che soffre di questa alterazione circa il 30% della popolazione mondiale e almeno il 25% della popolazione italiana.
Cos'è la Steatosi Epatica?
Per steatosi epatica si intende l'infiltrazione di grasso nel fegato, principalmente sotto forma di trigliceridi, accumulato a livello delle cellule epatiche in quantità tale da superare il 5% del peso del fegato stesso. Si distinguono due tipi di steatosi epatica: quella non alcolica (NAFLD) e quella alcolica.
La steatosi epatica non alcolica è una condizione che comprende un ampio spettro di patologie del fegato: da quadri clinici già avanzati come la steatoepatite non alcolica (NASH), caratterizzata da necroinfiammazione e fibrosi di vario grado, fino al rischio di sviluppo della cirrosi epatica e delle relative complicanze per la salute. Dal punto di vista medico, si caratterizza per un quadro clinico simile alla steatosi alcolica, ma si sviluppa in persone il cui consumo di alcol è assente o trascurabile.
Probabilmente rappresenta la forma più comune e frequente di epatopatia: si calcola che circa il 20% della popolazione adulta sia affetta da steatosi epatica non alcolica, ma si stima che la sua prevalenza nella popolazione obesa aumenti al 60-95% e la probabilità di passare da steatosi a steatopatite (patologia a rischio di evoluzione in cirrosi epatica) aumenta con l'incrementare del grado di obesità. I dati sulla popolazione pediatrica mondiale mostrano come questa patologia colpisca fino al 17% dei bambini sani e al 50% di quelli obesi, rappresentando quindi un problema emergente anche in età evolutiva.
La steatosi alcolica si manifesta invece nella maggior parte dei forti bevitori, ma è reversibile con la sospensione del consumo di alcol e si ritiene che non sia una condizione inevitabilmente precedente lo sviluppo di epatite alcolica o di cirrosi.
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Cause e Fattori di Rischio
- primaria, associata alla sindrome metabolica (definita come la combinazione di fattori di rischio cardiovascolare differenti a seconda del criterio considerato, tra cui obesità, dislipidemie, valori aumentati di circonferenza vita, ipertensione, ipertrigliceridemia, iperglicemia e bassi valori di colesterolo HDL).
- Almeno un criterio diagnostico di sindrome metabolica è presente nel 90% dei soggetti con steatosi epatica non alcolica e la prevalenza della sindrome in questione aumenta con l'incrementare dell'indice di massa corporea (BMI).
- La steatosi epatica non alcolica si verifica quando le quantità di grassi presenti nel sangue superano le capacità di smaltimento del fegato.
- Tale eccesso può derivare non solo da abusi alimentari ma anche da alterazioni del metabolismo dei lipidi, da alcune malattie di origine virale, dall'assunzione intensa e prolungata di determinati farmaci e, sembra incredibile, da una perdita di peso troppo rapida.
Resta comunque innegabile che, tra i fattori di rischio più comuni, si annoverino, ad ogni modo, quelli che caratterizzano la cosiddetta sindrome metabolica. Per questo è importante agire sulla dieta!
Diagnosi
Prima di spiegare che dieta seguire, come ci si accorge di avere il fegato grasso? «La steatosi epatica è nella quasi totalità dei casi asintomatica» risponde Paolo Caraceni , Professore Ordinario di Medicina Interna dell’Università di Bologna e Direttore UOC Semeiotica, Malattie del Fegato ed Alcol-relate IRCCS Az. Ospedaliera-Universitaria di Bologna - Policlinico di S. Orsola. «La diagnosi viene posta generalmente con un’ecografia dell’addome eseguita per altre ragioni oppure per il riscontro di un’alterazione degli esami di laboratorio inerenti al fegato (ad esempio un rialzo anche lieve delle transaminasi o delle gamma-GT). Un’ecografia di routine inoltre è in grado di classificare, anche se con una certa approssimazione, se si tratta di una steatosi lieve, moderata o severa.
Gli esami di riferimento per la diagnosi del fegato grasso o steatosi epatica sono gli esami del sangue, in particolare si indagano i valori delle transaminasi (enzimi indicati con le sigle GOT o ALT e GPT o AST). Tuttavia, non sempre le transaminasi alte indicano la presenza di fegato grasso. Per questo motivo il medico può prescrivere un ulteriore esame diagnostico, cioè l’ecografia epatica.
Come Affrontare la Steatosi Epatica con la Dieta
Essendo la steatosi e la steatoepatite associate ad alterazioni del metabolismo glucidico e lipidico, all'obesità e all'insulino-resistenza, un regime alimentare che tenga presente le raccomandazioni inerenti alle linee guida per una sana alimentazione e un cambiamento dello stile di vita mirato alla riduzione della sedentarietà rappresenta la prima e più importante terapia. Gli obiettivi nutrizionali devono essere mirati a ridurre l’insulino-resistenza e i valori di trigliceridi, migliorare i parametri metabolici e proteggere il fegato dallo stress ossidativo.
La dieta mediterranea rappresenta la dieta con maggiori evidenze di efficacia, ed ha anche gli ulteriori vantaggi di ridurre il rischio cardiovascolare associato a questa condizione e di essere sostenibile a lungo termine. «Tuttavia, va effettuata seguendo alcune accortezze».
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Alimenti Consigliati e da Preferire
- Privilegiare cereali integrali, legumi e pesce.
- Verdura cruda e cotta da assumere in porzioni abbondanti. La varietà nella scelta permette di introdurre correttamente tutti i sali minerali, le vitamine e gli antiossidanti necessari per la salute dell’organismo.
- Frutta, per l’elevato contenuto di sali minerali, vitamine e antiossidanti. È meglio non superare le due porzioni al giorno, poiché contiene naturalmente zucchero (fruttosio).
- Carne, sia rossa che bianca, proveniente da tagli magri e privata del grasso visibile.
- Oli vegetali polinsaturi o monoinsaturi come l'olio extravergine d'oliva, l'olio di riso o gli oli monoseme: soia, girasole, mais, arachidi, etc.
- Caffè. Alcuni studi in letteratura scientifica mostrano un effetto protettivo sul fegato, ovvero la capacità di ridurre il rischio di steatosi epatica non alcolica. Tuttavia, non bisogna esagerare.
Alimenti da Evitare o Limitare
- Prodotti da forno (es.
- Uva, banane, fichi, cachi e mandarini, poiché sono i frutti più zuccherini.
- Sale.
- Patate, che non sono verdure ma importanti fonti di amido. Sono perciò da consumare in sostituzione di pane, pasta, riso e cereali in genere.
- Affettati, una o due volte alla settimana purché sgrassati.
- Formaggi, una o due volte alla settimana in sostituzione del secondo piatto. Tra quelli freschi è bene preferire quelli a basso contenuto di grassi, mentre tra i formaggi stagionati quelli prodotti con latte che durante la lavorazione viene parzialmente decremato, come il Grana Padano DOP.
Consigli Aggiuntivi
- Cucinare senza grassi aggiunti. Preferire metodi di cottura semplici come la cottura a vapore, microonde, griglia o piastra, pentola a pressione, etc.
- Evitare periodi di digiuno prolungato, consumare pasti regolari.
- Preferenza per carboidrati complessi: come cereali integrali, legumi e verdure, limitando gli zuccheri semplici.
Esempio di Menù Settimanale per il Fegato Grasso
Ecco un esempio generale di menù settimanale. Ricorda che per avere un piano alimentare personalizzato basato sulle tue esigenze specifiche e sulla tua situazione medica, è essenziale rivolgerti ad un professionista della nutrizione.
| Giorno | Colazione | Spuntino | Pranzo | Merenda | Cena |
|---|---|---|---|---|---|
| Lunedì | Porridge di avena con frutti di bosco freschi e una spolverata di semi di chia | Una mela + una manciata di mandorle | Insalata di quinoa con verdure miste e ceci, condita con olio d’oliva | Yogurt di soia al naturale con miele e noci tritate | Filetto di salmone alla griglia con contorno di broccoli al vapore + una porzione di riso integrale |
| Martedì | Smoothie verde con spinaci, banana, latte di mandorla e semi di lino | Carote baby con hummus di ceci | Zuppa di lenticchie con verdure + una fetta di pane integrale | Un’arancia + una manciata di noci | Petto di pollo in padella agli aromi con contorno di spinaci saltati con olio evo e aglio + Patate dolci al forno |
| Mercoledì | Yogurt greco magro con muesli integrale e frutta fresca | Crackers integrali | Insalata di farro con verdure miste e fagioli neri | Smoothie di fragole e latte di mandorla | Filetto di merluzzo al forno con contorno di asparagi al vapore + una porzione di quinoa |
| Giovedì | Porridge di avena con banana a fette e una spolverata di cannella | Una manciata di mandorle non salate | Insalata di riso integrale con dadolata di verdure miste fresche e tonno | Yogurt greco magro con frutti di bosco | Tempeh saltato in padella con contorno di zucchine + couscous integrale |
| Venerdì | Smoothie di frutta e semi di chia | Una fetta di pane integrale tostato con burro di arachidi naturale | Zuppa di ceci con verdure e riso integrale | Una pera + nocciole | Filetto di salmone al forno con contorno di spinaci al vapore al limone + patate dolci al forno |
| Sabato | Yogurt greco magro con muesli integrale e frutta fresca | Una mela + Una manciata di semi di zucca | Insalata di farro con verdure miste e fagioli cannellini | Smoothie di lamponi e latte di mandorla | Tofu in agrodolce con contorno di asparagi al vapore + una porzione di quinoa |
| Domenica | Porridge di avena con frutti di bosco freschi e una spolverata di semi di chia | Una pera | Insalata di quinoa con verdure miste e ceci | Yogurt greco magro con miele e noci tritate | Merluzzo al pomodoro con contorno di broccoli al vapore + una porzione di riso integrale |
Esempi di Colazioni Bilanciate
Curare il primo pasto della giornata preferendo cibi freschi, preparati sul momento possibilmente, ricchi di vitamine e minerali e grassi insaturi è importante in caso di steatosi epatica. Ecco due esempi di colazione bilanciata per il fegato grasso:
- Yogurt greco magro con farro soffiato, frutta fresca di stagione e semi di chia macinati.
- Pane integrale tostato con avocado e tofu strapazzato con curcuma.
Raccomandazioni Comportamentali
- In caso di sovrappeso, eliminare i chili di troppo e normalizzare il “girovita”, ossia la circonferenza addominale, indicatore della quantità di grasso depositata a livello viscerale, principalmente correlata al rischio cardiovascolare. Valori di circonferenza vita superiori a 94 cm nell’uomo e ad 80 cm nella donna si associano ad un “rischio moderato”, valori superiori a 102 cm nell’uomo e ad 88 cm nella donna sono associati ad un “rischio elevato”.
- Un calo di peso troppo veloce può determinare la comparsa di complicanze (accelera la progressione della malattia e porta alla formazione di calcoli biliari). Un regime dietetico troppo ristretto impedisce una buona compliance ed aumenta il rischio di recuperare il peso perso.
- Rendere lo stile di vita più attivo.
- Praticare attività fisica almeno tre volte alla settimana.
- Non fumare: il fumo rappresenta un fattore di rischio cardiovascolare.
- Leggere le etichette dei prodotti, soprattutto per accertarsi del loro contenuto in zuccheri e grassi saturi.
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