Affrontare un'intolleranza alimentare richiede l'assistenza di un professionista esperto, come un nutrizionista, che può consigliare la dieta più appropriata. Una volta accertato di soffrire di un'intolleranza alimentare, è fondamentale seguire una dieta specifica per depurare l'organismo e privilegiare alimenti ben tollerati.
Intolleranze Alimentari: Cosa Sono?
Le intolleranze alimentari sono reazioni che l'organismo manifesta nei confronti di determinati alimenti. Consistono in un'alterazione dell'ecosistema gastroenterico e possono avere un'origine fisica o psicologica, verificandosi a seguito di infezioni virali o batteriche, traumi fisici, squilibri ormonali, stress o ansia.
Comprendere la causa di un'intolleranza alimentare non è semplice, ma è certo che, una volta presente, può provocare disturbi in tutto l'organismo.
A Chi Rivolgersi?
La prima cosa da fare quando si sospetta un'intolleranza alimentare è evitare l'auto-diagnosi e consultare un professionista. Attraverso test specifici, sarà possibile stabilire con certezza il tipo di intolleranza.
È importante non iniziare una dieta fai da te, ma consultare un nutrizionista competente. Escludere alimenti di propria iniziativa, senza una diagnosi e una dieta studiata, può portare a gravi deficit nutrizionali.
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La Dieta Contro le Intolleranze
La dieta contro le intolleranze è un regime disintossicante collaudato, che favorisce la depurazione dell'organismo e stimola il metabolismo. Questo permette di perdere sia liquidi che grassi, oltre a identificare eventuali intolleranze alimentari e variare i propri menù in modo equilibrato.
Un punto di forza di questa dieta è che si tratta di un regime dimagrante di tipo qualitativo e non quantitativo, il che significa che non è necessario pesare tutto e calcolare rigidamente le calorie.
Caratteristiche Fondamentali
La caratteristica fondamentale della dieta è che i cibi vanno associati secondo un criterio preciso, rispettando la loro suddivisione in famiglie biologiche o gruppi.
Benefici
- Elevata funzione depurativa.
- Favorisce la disintossicazione variando le abitudini e introducendo le diverse categorie di alimenti solo ogni 4 giorni.
- Grande potere dimagrante, stimolando il metabolismo e producendo un aumento del consumo energetico quotidiano.
- Consente di perdere da 3 a 5 chili in 16 giorni.
I primi chili eliminati sono costituiti prevalentemente da liquidi, segnale dell'efficacia depurativa della dieta; il successivo dimagrimento è dato, però, dallo smaltimento dei depositi di adipe, provocato dall'attivazione del metabolismo.
Per raggiungere i risultati sperati è importante che nella giornata, oltre ai tre pasti principali, siano previsti due spuntini (uno a metà mattina e uno a metà pomeriggio) a base di spremute di agrumi o di succhi di frutta che si possono consumare tutti i giorni secondo le quantità previste.
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Fastidi Iniziali
Dal momento che la dieta a rotazione ha un elevato potere disintossicante, è possibile che nel primo periodo in cui viene seguita provochi alcuni piccoli fastidi. Per questo motivo può essere utile tenere un diario giornaliero dei cibi consumati e degli eventuali sintomi disintossicanti.
Ecco i principali segnali che possono comparire nei primi giorni della dieta:
- Bocca amara al mattino
- Cefalea
- Diarrea
- Insonnia
- Meteorismo
- Sbadigli
- Singhiozzo
- Sonnolenza
- Torpor
Questi eventuali effetti non devono allarmare perché sono la conseguenza della disintossicazione in corso.
Qualora ci si accorgesse, grazie al diario alimentare, che nei giorni successivi al consumo di un preciso alimento (o famiglia o gruppo di alimenti) si presentano costantemente e in modo piuttosto marcato uno o più sintomi di disintossicazione, forse si è individuata una intolleranza precisa ed è necessario sottoporre il problema all'attenzione del medico curante.
Famiglie Biologiche e Gruppi Alimentari
Per seguire correttamente la dieta, è utile conoscere le famiglie biologiche e i gruppi alimentari. Ecco alcuni esempi:
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Famiglie Biologiche
- Graminacee: avena, grano, riso, orzo.
- Rosacee: albicocche, ciliegie, fragole, mele, pere.
- Solanacee: melanzane, patate, peperoni, pomodori.
- Rutacee: arancia, limone, mandarino, pompelmo.
- Crucifere: cavoli, cavolfiori, ravanelli, rucola.
- Chenopodiacee: barbabietole, bietole, spinaci.
- Ombrellifere: carote, finocchi, prezzemolo, sedano.
- Labiate: basilico, maggiorana, origano, rosmarino, timo.
- Leguminose: arachidi, ceci, fagioli, lenticchie, piselli, soia.
- Cucurbitacee: cetrioli, cocomeri, meloni, zucca, zucchine.
- Composite: carciofi, cicoria, girasole, lattuga.
- Musacee: banane.
- Vitacee: ribes, uva.
- Liliacee: aglio, asparagi, cipolla.
Gruppi Alimentari
- Gruppo 1: aceto, funghi, lievito di birra, lievito per il pane, muffe.
- Gruppo 2: carne di maiale, lardo, strutto, salumi, prosciutto.
- Gruppo 3: latte, latticini, bovini, agnello, salumi contenenti lattosio.
- Gruppo 4: uova, pollo, galletto, faraona.
- A Sé Pesci: rombo, spigola, cernia, pesce spada, orata, dentice, nasello, palombo, coda di rospo, pescatrice.
- Alcune Carni: tacchino, coniglio, cavallo, selvaggina.
I singoli pesci e le singole carni non inseriti in alcun gruppo non interferiscono con altri alimenti, quindi è possibile mangiarli tutti i giorni.
Programma della Dieta a Rotazione
La dieta a rotazione prevede l'introduzione di tutti i principi nutritivi (proteine, carboidrati, grassi, sale, minerali e vitamine) e può essere seguita da tutti senza particolari problemi. Tutti gli alimenti ammessi nelle varie giornate possono essere assunti senza limiti quantitativi (le uniche restrizioni sono segnalate).
Il dimagrimento è consentito dalle giuste associazioni, non dal calcolo minuzioso delle calorie. I primi risultati significativi si hanno dopo circa 16 giorni; eventualmente la dieta si può ripetere una seconda volta.
Il programma proposto è uno schema-tipo di 4 cicli da 4 giorni che ciascuno può variare in base alle proprie abitudini alimentari e ai propri gusti, rispettando:
- L'andamento ciclico di 4 giorni.
- L'intervallo di 2-4 ore tra un pasto e l'altro.
Le 10 Regole da Seguire
- I cibi possono essere cotti o crudi, freschi o surgelati.
- I condimenti consentiti sono: sale, aceto di mele, salsa di soia; olio extravergine di oliva usato il meno possibile (2 cucchiaini circa al giorno).
- Gli aromi devono seguire le regole della rotazione.
- Come dolcificante va usato il fruttosio (2 cucchiaini al giorno).
- Le bevande permesse sono acqua oligominerale e tisane.
- Lo schema va ripetuto per almeno 16 giorni.
- Dal primo al quinto giorno potrebbero presentarsi dei sintomi dovuti alla disintossicazione, non bisogna preoccuparsi.
- Il pasto delle 14.00 può essere sostituito con quello delle 20.00 e viceversa.
- Alle 11.00 e alle 17.00 è possibile, al posto della spremuta e dei succhi di frutta, inserire lo stesso tipo di frutta consumata al mattino.
Esempio di Schema Dietetico (4 Giorni)
Ecco un esempio di schema dietetico per i primi quattro giorni:
PRIMO GIORNO
- h. 8.00: pere (rosacee); tisana, a scelta tra malva, verbena, finocchio, ortica.
- h. 11.00: spremuta di agrumi.
- h. 14.00: pollo, possibilmente petto, alla griglia (gruppo 4); insalata in foglie (composite).
- h. 17.00: spremuta di agrumi o succo di frutta senza zucchero.
SECONDO GIORNO
- h. 8.00: mandarini (rutacee); tisana (vedi primo giorno).
- h. 11.00: succo di frutta senza zucchero.
- h. 14.00: sogliola bollita (gruppo a sé); carote (ombrellifere).
- h. 17.00: spremuta di agrumi o succo di frutta senza zucchero.
TERZO GIORNO
- h. 8.00: melone d'inverno (cucurbitacee); tisana (vedi primo giorno).
- h. 11.00: spremuta di agrumi.
- h. 14.00: tacchino, preferibilmente petto, alla griglia (gruppo a sé); bietole al vapore (chenopodiacee).
- h. 17.00: spremuta di agrumi o succo di frutta senza zucchero.
QUARTO GIORNO
- h. 8.00: banane (musacee); tisana (vedi primo giorno).
- h. 11.00: succo di frutta senza zucchero.
- h. 14.00: carne di manzo alla griglia (gruppo 3); cavoletti di Bruxelles al vapore (crucifere).
- h. 17.00: spremuta di agrumi o succo di frutta senza zucchero.
Schema Completo dei 16 Giorni
Ecco lo schema completo dei 16 giorni, con la suddivisione dei pasti e degli alimenti consentiti:
QUINTO GIORNO
- h. 8.00: mele (rosacee); tisana (vedi primo giorno).
- h. 11.00: spremuta dì agrumi.
- h. 14.00: 2 uova sode, alla coque o in camicia (gruppo 4); insalata di lattuga (composite).
- h. 17.00: spremuta di agrumi o succo di frutta senza zucchero.
SESTO GIORNO
- h. 8.00: arance (rutacee); tisana (vedi primo giorno).
- h. 11.00: succo di frutta senza zucchero.
- h. 14.00: orata al cartoccio (gruppo a sé); finocchi al vapore (ombrellifere).
- h. 17.00: spremuta di agrumi o succo di frutta senza zucchero.
SETTIMO GIORNO
- h. 8.00: uva (vitacee); tisana (vedi primo giorno).
- h. 11.00: spremuta di agrumi.
- h. 14.00: pesce spada alla griglia (gruppo a sé); spinaci al vapore (chenopodiacee).
- h. 17.00: spremuta di agrumi o succo di frutta senza zucchero.
OTTAVO GIORNO
- h. 8.00: banane (musacee); tisana (vedi primo giorno).
- h. 11.00: succo di frutta senza zucchero.
- h. 14.00: ricotta, fior di latte o fiocchi di latte (gruppo 3); cavolfiore al vapore (crucifere).
- h. 17.00: spremuta di agrumi o succo di frutta senza zucchero.
NONO GIORNO
- h. 8.00: frutti di bosco misti al naturale (rosacee); tisana (vedi primo giorno).
- h. 11.00: spremuta di agrumi.
- h. 14.00: galletto alla griglia (gruppo 4); insalata verde (composite).
- h. 17.00: spremuta di agrumi o succo di frutta senza zucchero.
DECIMO GIORNO
- h. 8.00: pompelmi (rutacee); tisana (vedi primo giorno).
- h. 11.00: succo di frutta senza zucchero.
- h. 14.00: nasello bollito o al cartoccio (gruppo a sé) con trito di prezzemolo (ombrellifere).
- h. 17.00: spremuta di agrumi o succo di frutta senza zucchero.
UNDICESIMO GIORNO
- h. 8.00: melone (cucurbitacee); tisana (vedi primo giorno).
- h. 11.00: spremuta di agrumi.
- h. 14.00: coniglio cotto in tegame (gruppo a sé); barbabietole rosse al forno (chenopodiacee).
- h. 17.00: spremuta di agrumi o succo di frutta senza zucchero.
DODICESIMO GIORNO
- h. 8.00: banane (musacee); tisana (vedi primo giorno).
- h. 11.00: succo di frutta senza zucchero.
- h. 14.00: carne di agnello alla griglia (gruppo 3); crescione in insalata (crucifere).
- h. 17.00: spremuta di agrumi o succo di frutta senza zucchero.
TREDICESIMO GIORNO
- h. 8.00: pere (rosacee); tisana (vedi primo giorno).
- h. 11.00: spremuta di agrumi.
- h. 14.00: prosciutto crudo privato del grasso (gruppo 2); insalata di cicoria (composite).
- h. 17.00: spremuta di agrumi o succo di frutta senza zucchero.
QUATTORDICESIMO GIORNO
- h. 8.00: mandarini (rutacee); tisana (vedi primo giorno).
- h. 11.00: succo di frutta senza zucchero.
- h. 14.00: rombo al forno (gruppo a sé); finocchi crudi o cotti al vapore (ombrellifere).
- h. 17.00: spremuta di agrumi o succo di frutta senza zucchero.
QUINDICESIMO GIORNO
- h. 8.00: ribes (cucurbitacee); tisana (vedi primo giorno).
- h. 11.00: spremuta di agrumi.
- h. 14.00: petto di tacchino alla griglia (gruppo a sé); bietole e porri al vapore (chenopodiacee).
- h. 17.00: spremuta di agrumi o succo di frutta senza zucchero.
SEDICESIMO GIORNO
- h. 8.00: banane (musacee); tisana (vedi primo giorno).
- h. 11.00: succo di frutta senza zucchero.
- h. 14.00: carne di manzo o vitellone cotta alla griglia (gruppo 3); cavolfiore al vapore (crucifere).
- h. 17.00: spremuta di agrumi o succo di frutta senza zucchero.
Mantenimento
Terminati i 16 giorni di dieta si può tornare a un'alimentazione normale, seguendo, però alcune indicazioni:
- Rispettare l'intervallo di 2-4 ore tra un pasto e l'altro.
- Variare il più possibile l'alimentazione cercando di consumare i diversi cibi appartenenti a tutte le famiglie e gruppi.
- Consumare alle ore 14.00 un primo piatto (graminacee) e verdure e alle 21.00 un secondo (gruppo 1, 2, 3, 4 e gruppo a sé) e verdure.
Come Riconoscere un'Intolleranza Alimentare
Le intolleranze alimentari sono problemi di salute che colpiscono i soggetti che, per ragioni genetiche o dovute a un’infezione, reagiscono con sintomi fastidiosi e spesso anche dolorosi dopo aver assunto certi cibi.
Le intolleranze alimentari sono definite come reazioni avverse al cibo, determinando effetti negativi dovuti all’ingestione di alimenti che possono essere anche commestibili e non tossici.
Esse non sono una reazione allergica per cui la reazione non è provocata dal sistema immunitario e per questo non possono essere rilevate dai test IgE o IgG.
Infatti, è sempre molto difficile diagnosticare una intolleranza alimentare, anche perché ogni soggetto può reagire diversamente.
Quali sono gli alimenti che causano intolleranze?
- Latte e derivati (panna, burro, yogurt, formaggi freschi o stagionati, formaggi a pasta dura come il pecorino o il parmigiano, ricotta e altri formaggi a pasta molle).
- Uova
- È necessario fare attenzione anche alla frutta acerba (albicocche, pesche, prugne, pere, peschi, ciliegie, fichi, cotogne e more)
- Soia, carne, pollame, crostacei e formaggi a pasta molle.
- Semi oleosi, tranne quelli di girasole, arachidi e mais.
Test per Scoprire se Sei a Rischio di Intolleranze Alimentari
Di seguito troverai un test tratto dal libro del dottor Gian Paolo Baruzzi, medico nutrizionista, esperto in medicina naturale, e di Liana Zorzi, Intolleranze alimentari, Demetra edizioni, 9,90 euro.
Tieni a mente il numero di “sì” accumulati in ognuna delle 4 sezioni in cui sono suddivise le domande.
1. La tua storia
- Nella tua famiglia ci sono persone intolleranti o allergiche?
- Ricordi (o te l’hanno raccontato) di aver avuto episodi frequenti di gastroenterite infantile?
- Sei stato allattato al seno?
- Da bambino/a hai avuto frequenti problemi respiratori o bronchiti?
- Da bambino/a hai avuto frequenti tonsilliti?
2. Racconta come ti senti
- Hai problemi gastrointestinali come gonfiore, stitichezza, diarrea o gastrite?
- Hai spesso mal di testa dopo un pasto?
- Soffri di problemi infiammatori ricorrenti come cistiti, candidosi dermatiti, acne da adulto?
- Provi spesso una forte stanchezza?
- Stai vivendo un periodo di stress emotivo?
3. Racconta le tue malattie
- Hai avuto interventi chirurgici con anestesie?
- Ti capita di seguire più volte all’anno terapie antibiotiche?
- Hai spesso bisogno di prendere antinfiammatori o cortisone?
- Segui terapie ormonali oppure prendi la pillola anticoncezionale?
- Assumi spesso farmaci antiacidi per lo stomaco?
4. Racconta come mangi
- Non mangi ogni giorno frutta e verdura?
- Mangi raramente cibi crudi, per esempio insalata, e cibi fermentati, come yogurt o crauti?
- Mangi spesso prodotti confezionati, snack, biscotti e merendine e consumi bevande zuccherate?
- Mangi spesso cibi fatti in casa che contengono farina bianca o zucchero bianco?
- Consumi spesso latte o latticini?
Punteggio totale
Se in almeno due sezioni hai totalizzato 3 “sì” su 5 risposte, significa che hai un rischio aumentato di avere intolleranze alimentari.
Il consiglio? Tieni un diario per individuare i cibi che ti danno problemi, e poi fai una dieta a rotazione (vedi qui di seguito).
Tieni un Diario Alimentare
Per avere un quadro preciso di ciò che mangi ogni giorno, e acquisire così un maggiore controllo sulla tua alimentazione, compila tutti i giorni un diario alimentare. Ti aiuterà a risalire al cibo che ti fa stare male, adottando quindi le necessarie contromisure.
Ma perché si dimostri davvero uno strumento utile nell’aiutarti a scoprire eventuali intolleranze, devi seguire alcune regole molto precise.
- Mangia come sempre, senza eliminare i cibi “sospetti”, altrimenti non riuscirai a individuare gli alimenti che ti fanno male.
- Annota tutto, dallo snack in ufficio, al grissino mangiato fuori pasto al cioccolatino gustato dopo cena.
- Cerca di scomporre i piatti nei loro vari ingredienti: un frullato diventa 1 bicchiere di latte + 3 fragole + 1 banana. Un’insalata mista: lattuga + 1 pomodoro + 1 carota + 2 cucchiai di mais.
- Segna anche le bibite diverse dall’acqua: 1 bicchiere di birra, 1 caffè zuccherato...
- Accanto a ciò che hai mangiato, annota anche eventuali sintomi. Per esempio: leggero gonfiore dopo mezz’ora, dolori addominali dopo un’ora, mal di testa dopo 3 ore. Prima di scrivere i disturbi attendi almeno 20 minuti, il tempo minimo perché possa scatenarsi una reazione avversa.
- È importante che tu riesca a indicare anche la situazione in cui ti trovi e lo stato d’animo al momento del pasto: in piedi al bar, tranquilla a casa... Lo stress può influire sulle reazioni e falsare il risultato. Se pranzi dopo aver avuto una discussione, è possibile che l’eventuale comparsa del mal di testa sia dovuta non tanto al cibo ma alla circostanza negativa.
Dopo 7-10 giorni controlla sul diario quando sono comparsi i sintomi e in corrispondenza del consumo di quali cibi. Se riesci a individuare delle costanti, per esempio se ti accorgi che ti senti gonfia quando mangi il pomodoro, puoi provare a seguire una dieta a rotazione (vedi qui di seguito).
Se dopo aver provato la dieta i sintomi scompaiono, vuol dire che hai individuato la causa dell’intolleranza. Se invece ciò non accade, i cibi sospetti potrebbero essere altri o più numerosi di quelli che hai scoperto. In questo caso, riparti dal diario alimentare, mangiando di tutto e annotando i sintomi per altri giorni, cercando di essere il più possibile precisa.
Segui una Dieta a Rotazione
Ora che grazie al diario alimentare hai individuato quali sono i cibi che ti scatenano l’intolleranza, devi costruire un piano dietetico per limitarli senza però eliminarli completamente grazie a una dieta a rotazione di 13 giorni.
«In genere questo modello di menu è facile da seguire se le reazioni avverse sono dovute solo a uno o due alimenti», spiega il dottor Baruzzi. «Quando invece sono più di due, può diventare complicato. Ed è perciò meglio che ti rivolgi a un esperto per la pianificazione dello schema più adatto a te».
Qui sotto trovi un esempio da seguire con protagonista il pomodoro (ma puoi sostituirlo con il pane o le uova o qualsiasi altro cibo). Prevede un’alternanza tra eliminazione (dal 1° al 3°, dal 5° all’8° e dal 10° al 13° giorno) e reintroduzione dell’alimento (il 4° e il 9°).
Cerca di mangiare in modo vario e completo, senza cadere nella monotonia, che rischia di innescare altre intolleranze. Una regola che potresti darti, per esempio, è quella di non consumare mai lo stesso cibo né a pranzo e poi a cena, né per due giorni consecutivi. «Se hai degli avanzi puoi surgelarli e averli così già pronti per la settimana successiva», suggerisce l’esperto.
- Dal 1° al 3° giorno: Evita il pomodoro in ogni forma, inclusi la passata e il succo.
- 4° giorno: Mangia quello che preferisci e, moderatamente, anche il pomodoro (sì, per esempio, alla pizza margherita).
- Dal 5° all’ 8° giorno: Elimina di nuovo il pomodoro e i suoi derivati.
- 9° giorno: Mangia quello che preferisci e, moderatamente, anche il pomodoro (un’insalata di datterini o uno spaghetto rosso).
- Dal 10° al 13° giorno: Escludi nuovamente il pomodoro e i suoi derivati.
Quando i sintomi scompaiono, puoi ridurre i giorni di sospensione fino al completo recupero della tolleranza. Potrai quindi riprendere a mangiare il pomodoro quando vuoi, ma è meglio che mantieni comunque un giorno alla settimana in cui lo escludi completamente dal menu.
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