Le proteine sono nutrienti essenziali per il nostro corpo, fondamentali per l’organismo umano e la cui funzione è soprattutto strutturale. La dose di assunzione giornaliera raccomandata per adulto è di 0.8 g di proteine per kg di massa corporea. Oltre a questa soglia si può parlare di eccesso di proteine, che, tuttavia, entro certi limiti (2g/kg) non sembra avere conseguenze a medio termine.
C’è eccesso di proteine quando vengono assunte oltre 2 g di proteine per kg di peso al giorno. Per una persona di 70 kg questo significa ingerire oltre 140 g di proteine ogni giorno. In ogni caso, assumere troppe proteine per un lungo periodo potrebbe esporti al rischio di gravi effetti indesiderati, tra cui l'aumento del rischio di osteoporosi, poiché troppe proteine alterano il metabolismo del calcio causando malassorbimento osseo. Questo nel lungo periodo, specialmente nelle donne in menopausa, può portare all’osteoporosi.
Ma le proteine fanno davvero male ai reni, o si tratta di un mito privo di solide basi scientifiche? Il malinteso secondo cui una dieta ricca di proteine possa danneggiare i reni trova le sue radici nei primi studi sui pazienti affetti da insufficienza renale: in questi casi, un eccessivo apporto peptidico può effettivamente sovraccaricare i reni, aggravandone le condizioni.
Una dieta iperproteica è un regime alimentare basato sull’assunzione di proteine superiore alla norma e ad un basso consumo di carboidrati e grassi. In un regime normocalorico è consigliato assumere una quantità di proteine pari a circa il 10-13% dell’apporto calorico giornaliero totale, ossia a 0,8-1,2g per kg di peso corporeo. L’elevata assunzione di proteine determina un innalzamento dei livelli di azoto nel sangue, azoto che arriva ai reni sotto forma di urea per essere debellato con le urine. Il conseguente aumento di minzione rischia di portare ad un livello di disidratazione, aumentando di conseguenza lo stress dei reni.
Studi Scientifici e Raccomandazioni
Va detto che la scienza appare divisa sull’opportunità o l’eventuale “pericolosità” di una dieta iperproteica, non ci sono infatti sufficienti evidenze che dimostrino che, in un soggetto sano, un elevato apporto di proteine possa direttamente innescare un danno renale. Infatti, sono molti gli studi che hanno analizzato questa relazione, tra cui la metanalisi “Comparison of High vs. Normal/Low Protein Diets on Renal Function in Subjects without Chronic Kidney Disease” di Martin W.F., Armstrong L.E. e Rodriguez N.R. (2014) e la review “Dietary protein intake and renal function” di Martin W.F., Armstrong L.E. e Rodriguez N.R. (2005). Queste ricerche hanno evidenziato che, sebbene i reni siano chiamati a un maggiore lavoro metabolico, questo non comporta danni a lungo termine.
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L’International Society of Sports Nutrition (ISSN) raccomanda: “un apporto proteico giornaliero complessivo compreso tra 1,4 e 2,0 g di proteine/kg di peso corporeo/giorno (g/kg/giorno) per costruire e mantenere la massa muscolare… per la maggior parte dei soggetti che si allenano”. Inoltre, l’ISSN afferma che “un apporto proteico più elevato (>3,0 g/kg/giorno) può avere effetti positivi sulla composizione corporea in soggetti che si allenano con sovraccarichi”.
Studi nel mondo dello sport e del fitness, compresi quelli dell’ISSN, hanno affermato che l’HPD, anche oltre i 3,0 g/kg/giorno, non ha effetti negativi su reni sani. Tuttavia, una serie di studi su atleti che si allenavano con sovraccarichi e che consumavano una HPD, aveva come obiettivo la valutazione dei cambiamenti nella composizione corporea, e non quella della sicurezza o degli esiti renali. Gli autori hanno comunque pubblicato costantemente affermazioni sulla sicurezza. Il primo di questi studi ha esaminato l’effetto di 3,4 g/kg/giorno sulla composizione corporea in 48 soggetti assegnati in modo casuale ad una HPD (3,4 g/kg/giorno) o ad una cosiddetta dieta proteica “normale” (2,3 g/kg/giorno), e seguiti per 6 settimane.
Al contrario, sono disponibili poche informazioni sull’effetto di una PI cronica, in particolare HPD. È noto che l’HPD induce un aumento del GFR presumibilmente come adattamento fisiologico, suggerendo una riserva di funzionalità renale, come già osservato. Questa riserva risulta diminuita o assente nei pazienti con CKD a causa del numero ridotto di nefroni. I dati esistenti suggeriscono che l’iperfiltrazione glomerulare causata da HPDs induce un aumento iniziale acuto che può essere seguito da un declino successivo a lungo termine del GFR, portando a CKD, se l’utilizzo di HPDs è prolungata nel tempo, anche in individui senza malattie renali preesistenti.
Effetti nei Bodybuilder: Uno Studio Specifico
Umut H. ha condotto uno studio con l'obiettivo di esaminare gli effetti nei culturisti di una alimentazione ad alto contenuto proteico sulla funzionalità e sulla morfologia renale. Allo studio hanno partecipato 36 culturisti di sesso maschile che si erano allenati in media per 3,5-6,5 ore alla settimana nei due anni precedenti. I partecipanti sono stati suddivisi in tre gruppi in base all’assunzione giornaliera di proteine/peso corporeo: gruppo 1 (N.=8): 1,5-1,9 g/ kg/ giorno, gruppo 2 (N.=16): 2-2,9 g/kg/giorno e gruppo 3 (N.=12): 3-4,5 g/kg/giorno.
Sono stati misurati l’azoto ureico nel sangue (Blood Urea Nitrogen, BUN), la creatinina sierica (Cr) e la velocità di filtrazione glomerulare stimata (Estimated Glomerular Filtration Rate, eGFR). Nei campioni di urina sono state analizzate le quantità di microalbumina, calcio, sodio, cloruro e potassio. La sonografia è stata utilizzata per valutare i parametri renali, lo spessore corticale e l’ecogenicità corticale. L’elastografia Share Wave è stata utilizzata per calcolare la velocità delle onde di ripartizione per ciascun rene (Share Wave Velocity, SWV).
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In tutti i gruppi di assunzione di proteine, il volume dei reni, l’ecogenicità corticale e lo spessore corticale renale sono risultati significativamente aumentati (P<0,005). Il gruppo con il più elevato consumo di proteine presentava misure ecografiche notevolmente superiori rispetto agli altri gruppi (P<0,005). Tutti i gruppi di assunzione di proteine presentavano livelli significativamente più elevati di eGFR, BUN e rapporto BUN/cr rispetto al gruppo di controllo e ai valori di riferimento. Nessuno degli atleti presentava sintomi e indicatori di insufficienza renale. Non ci sono state differenze statisticamente significative nella SWV in tutti i confronti (P>0,005).
Questo studio suggerisce che un regime alimentare iperproteico ha effetti strutturali e funzionali dose-dipendenti a livello renale. I tradizionali test di funzionalità renale e i risultati ecografici sono aspecifici, in quanto non sono in grado di distinguere tra l’adattamento metabolico e l’insorgenza di un processo patologico.
Fabbisogno Proteico e Condizioni Specifiche
Il fabbisogno proteico quotidiano varia significativamente tra i diversi gruppi di popolazione, influenzato da fattori come età, livello di attività fisica, stato di salute e condizioni fisiologiche specifiche. Le persone con sarcopenia, cachessia o altre malattie muscolari sono interessate da una progressiva perdita di massa e forza muscolare. Un adeguato apporto proteico, combinato con l’esercizio fisico, è fondamentale per contrastare questa condizione. Le donne in gravidanza hanno bisogno di aumentare l’apporto proteico per sostenere la crescita del feto, lo sviluppo della placenta, i cambiamenti nei tessuti materni e la produzione di liquido amniotico. Nei bambini e negli adolescenti, durante le fasi di crescita, l’apporto proteico deve essere adeguato per sostenere il loro sviluppo corporeo. Per le persone che seguono diete per la perdita di peso, le proteine giornaliere vengono spesso aumentate per preservare la massa muscolare mentre si riduce la massa grassa. Inoltre, gli alimenti proteici giocano un ruolo fondamentale nella sazietà e nel mantenimento del metabolismo basale.
Malattia Renale Cronica (CKD)
La malattia renale cronica (CKD, Chronic kidney disease) risulta essere un problema di salute pubblica, con una prevalenza di circa il 13% e con effetti significativi sulla morbilità e sulla mortalità. Il diabete mellito e l’ipertensione sono le principali cause della CKD.
La malattia renale cronica è definita come un'anomalia renale prolungata (di natura funzionale e/o strutturale) che dura più di tre mesi. La malattia renale acuta è definita come danno renale acuto ed è caratterizzata dall'improvvisa riduzione della funzionalità renale (nell'arco di sette giorni). La malattia renale, di solito, causa una perdita della funzionalità renale, e può essere motivo di insufficienza renale, ovvero la perdita completa della funzionalità renale.
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Considerazioni Finali
A causa della popolarità esponenziale delle HPDs tra atleti, culturisti, weekends warriors e la popolazione generale che cerca di perdere peso, sono necessari ulteriori studi adeguatamente progettati per indagare e confermare i suoi effetti a lungo termine sulla funzionalità renale.
Se si decide di seguire un regime dietetico iperproteico, è fondamentale parlarne al proprio medico perché, come dimostrano diversi studi, ci potrebbero essere conseguenze negative sulla salute. Se non dura troppo a lungo, la scorpacciata di proteine non crea grandi problemi a chi gode di una buona salute renale, ma può invece risultare pericolosa per chi soffre di disturbi ai reni e può aumentare il rischio di calcoli renali in chi è predisposto.
Per evitare questi rischi, la cosa migliore è seguire un’alimentazione con l’apporto di proteine di cui il tuo corpo ha bisogno. Per quanto riguarda l'adeguatezza di una dieta ipoproteica (LPD) con proteine prevalentemente vegetali, è importante notare che la Recommended Dietary Allowance (RDA) è per le proteine di 0,8 g/kg/die e che il fabbisogno stimato sulla base di studi metabolici è probabilmente anche inferiore (ovvero 0,6 g/kg/die) purché siano garantiti adeguati aminoacidi essenziali. Tuttavia, la maggior parte degli adulti nelle società occidentali mangia 1,0-1,4 g/kg/die di proteine.
Infine, tieni presente che la perdita di peso può essere temporanea, soprattutto se torni al tuo precedente modo di mangiare. Il miglior piano alimentare è quello a cui puoi attenersi a lungo termine.
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