La dieta Lemme è un regime alimentare che ha suscitato notevole interesse e dibattito, diventando uno dei temi più ricercati online. Questo metodo, ideato dal dottor Alberico Lemme, si distingue per i suoi principi insoliti e la promessa di una rapida perdita di peso, attirando sia sostenitori entusiasti che critici scettici.
Chi è Alberico Lemme?
Alberico Lemme, nato nel 1958 a Desio, si definisce dietologo, pur essendo un farmacista. E dico “solo” non per denigrare la categoria dei farmacisti (lo sono anche io, fra le altre cose) e la loro professionalità, ma perché per legge il farmacista non è abilitato al rilascio di alcun tipo di dieta. Aldilà delle considerazioni etiche sul fatto che questo collega svolga un’attività che ai farmacisti non è ancora pienamente consentita dalla legge, da un po’ di tempo molti di noi si chiedono: la sua dieta funziona? Oppure è pericolosa per la salute?
Il dottor Lemme è un farmacista, pertanto non abilitato a prescrivere diete o piani alimentari, che dir si voglia, e infatti lui sostiene di non prescrivere diete ma di elargire consigli. Recentemente, su Farmacisti Al Lavoro ci siamo occupati spesso dell’argomento “farmacista nutrizionista”. Abbiamo chiesto ai colleghi se si sentano abbastanza competenti per fare i nutrizionisti, abbiamo confrontato il percorso formativo dei farmacisti con quello dei biologi e abbiamo pure intervistato una collega che esercita entrambe le professioni. Chi invece, fra i nostri colleghi, sembra non essersi fatto particolari scrupoli a presentarsi come nutrizionista è il dottor Alberico Lemme.
I Principi Fondamentali della Dieta Lemme
La “filosofia alimentare”(così la definisce lui stesso) sulla quale si basa la sua dieta, ha concetti tutt’altro che innovativi. La dieta Lemme si fonda su alcuni principi chiave, che la distinguono dalle diete tradizionali.
- NIENTE SALE e NIENTE ZUCCHERO o DOLCIFICANTI: lo zucchero semplice e gli edulcoranti causano aumento dell’insulina, il principale ormone responsabile dell’aumento di peso.
- NON TIENE CONTO DELLE CALORIE: purtroppo molti nutrizionisti per far dimagrire una persona usano ancora la banale equazione che ciò che entra deve essere minore di ciò che esce. Quindi, cercano di stimare il fabbisogno energetico giornaliero e da lì creano un deficit calorico di mediamente 500 kcal, senza contare cosa stanno togliendo. La verità è che “una caloria non è una caloria”, vale a dire che ridurre 500 kcal da carboidrati, piuttosto che da proteine o da lipidi per l’organismo non è la stessa cosa.
- SFRUTTA L’INDICE GLICEMICO: Lemme dà molta importanza all’indice glicemico, ovvero a quanto velocemente sale la glicemia dopo aver consumato un pasto rispetto ad uno alimento considerato standard (glucosio o pane bianco).
- COMPLIANCE: almeno all’inizio la persona segue facilmente la dieta, perché, anche se limitata ai cibi concessi, può mangiare “ad libitum”.
Come bevande, è possibile bere solo acqua, anche gasata, tè e caffè purché rigorosamente senza zucchero. Sì: contrariamente alla maggior parte delle diete che si concentrano sul conteggio delle calorie, la dieta Lemme ignora completamente questo aspetto, ponendo invece l'accento sugli orari dei pasti.
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Fasi della Dieta
Il metodo consta di due fasi: la prima è quella del dimagrimento, un periodo che dura fino a che non si raggiunge l’obiettivo che ci si è posti, tenendo presente che si avrà un calo ponderale che varia dai 7 ai 10 kg al mese. Terminata la prima fase si passa alla seconda, quella dell’educazione alimentare, la cui durata è di circa tre mesi. Durante questo periodo si inseriscono settimanalmente cibi fino a quel momento proibiti e ricette personalizzate arricchendo il menu settimanale.
- Una fase di dimagrimento, che mira alla perdita di peso rapida.
- Una fase di mantenimento, che ha lo scopo di stabilizzare il peso raggiunto e prevenire il recupero dei chili persi. Durante questa fase le restrizioni dietetiche sono meno rigide, ma si continua a seguire le combinazioni alimentari specifiche.
Alimenti Vietati
ALIMENTI VIETATI almeno all’inizio: pane, latticini, pomodori, carote, dolci, frutta, vino, aceto.
Analisi e Critiche della Dieta Lemme
Valutando i punti cardine di questa dieta non ci sono errori teorici, il problema è l’estremizzazione dei concetti. La prima fase è caratterizzata da una dieta prevalentemente iperproteica, con carne e pesce a volontà e colazioni non convenzionali in cui, delle volte, è prevista anche la pasta. In questa prima fase sono vietati anche dei tipi di frutta e verdura in quanto, sostiene il dottor Lemme, caratterizzate da un indice glicemico troppo alto.
Analizzando il piano alimentare risulta evidente un eccessivo carico di proteine, il che è molto rischioso per la salute in quanto le proteine sono le uniche macromolecole che, quando vengono digerite, producono ammoniaca, composto tossico, che per essere eliminato necessita di entrare in complesse catene biochimiche per produrre urea. L’ammoniaca solo dopo essere stata convertita in urea può essere eliminata dal nostro organismo con le urine. Tutti questi meccanismi complessi sono garantiti da organi come il fegato e i reni, dunque un eccesso di proteine corrisponde inevitabilmente ad un affaticamento di questi organi.
Dunque perché questa dieta fa perdere peso? Perché la perdita di peso non è mai diretta conseguenza di perdita di grasso. Perdere grasso è tanto difficile così come è difficile metterne.
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Punti Critici Evidenziati dagli Esperti
- NON ESISTE IL CONCETTO DI PORZIONE: Lemme fa presente ai suoi discepoli che possono mangiare ciò che vogliono tra gli alimenti concessi, rischiando quindi spesso che il malcapitato possa ad esempio trovarsi a mangiare 500 g di carne oppure 4-5 uova contemporaneamente. Ora se succede sporadicamente, non ci sono problemi, ma non facendo davvero un’educazione alimentare, la persona non capirà mai qual è la reale quantità che deve mangiare per stare davvero bene.
- PERCHE’ MAI ABOLIRE IL SALE COMPLETAMENTE? In un articolo dedicato alla cellulite, ho spiegato come l’eliminazione completa del sale possa comportare il risultato opposto all’atteso e questo perché vengono attivati degli ormoni che sono in grado di ricreare l’omeostasi. Quindi togliere completamente il sale equivale a trattenere più sale.
- CARICO GLICEMICO: sembra che Lemme non lo conosca affatto. Condivido pienamente l’idea di non considerare le calorie, ma piuttosto l’impatto che i macronutrienti hanno sulla glicemia. Apprezzo, quindi, il fatto che ridimensioni latticini e carboidrati, ma riterrei altrettanto opportuno valutare accanto all’indice glicemico anche il carico glicemico. Questo ci dà un’indicazione di quanti carboidrati sono realmente presenti in quell’alimento e di quanto questi impattino sulla glicemia.
- DIETA LOW- CARB: tendenzialmente si tratta di una dieta a basso tenore di carboidrati. Dico tendenzialmente perché non essendoci in realtà una porzione ben definita, la mattina il cadetto potrebbe tranquillamente svegliarsi ingurgitando mezzo kg di pasta, vanificando quindi anche gli effetti di una low-carb. Comunque, in generale questo tipo di diete comportano una drastica riduzione del peso in tempi relativamente rapidi. Bisogna, però, vedere cosa è stato perso. Un discorso è perdere peso, un altro è dimagrire. Perdere peso è facile: si può perdere acqua oppure ancora peggio massa magra. Ma se ciò succede non si è dimagriti, si ha commesso un errore madornale.
- LEMME AFFERMA CHE LA FRUTTA INDUCA I TUMORI: come dico sempre bisogna contestualizzare. Quanta ne mangi? Quando la mangi? Tutto fa male se se ne fa un abuso. Anni di alimentazione sbagliata con zuccheri in eccesso, contenuti anche nella frutta, possono causare neoplasie. Ma affermare che quest’ultima sia di per sé causa di malattie mi sembra veramente assurdo.
- ATTENZIONE ALLE PERSONE AFFETTE DA DCA: sinceramente sono molto preoccupata per tutti quelli che, affetti da disturbi del comportamento alimentare (DCA) di varia natura, possano recarsi dal “dottore”, sentendosi additare come il “ciccione”di turno.
- INUTILITÀ DELLO SPORT: questa tra tutte forse è la peggiore affermazione di Lemme. È vero che da sola l’attività fisica non consente di raggiungere l’obiettivo, ma se abbinata alla giusta dieta, allora si che il miracolo può avvenire.
Il Fenomeno Mediatico
<Nel primo mese puoi perdere da 7 a 10 kg, hai capito o no, ciccione?> Così esordisce Lemme al suo primo appuntamento col paziente, o meglio con il cadetto. Già il fatto che il suo sito internet si chiami filosofialimentare.it induce a pensare che si tratti di una specie di accademia a stampo paramilitare, e non davvero di una scienza. E si sa, in un’accademia non tutti vengono presi. Personaggi come Paolo Villaggio e Platinette sono stati esclusi dal suo programma, perché non ritenuti idonei a seguirlo e naturalmente non a causa del prezzo, pari a 200 euro più IVA a cui vanno poi sommati i costi delle consulenze telefoniche e dell’acquisto del suo libro, per un totale di circa 600 euro mensili. Troppi, troppo pochi? Ovviamente dipende dai punti di vista.
Opinioni Contraddittorie
Non essendo competenti in materia abbiamo intervistato un’esperta, la dottoressa Valentina Suerz, che esercita sia come farmacista che come biologa nutrizionista in libera professione, e inoltre cura tematiche nutrizionali con grande attenzione e rigore scientifico sul suo blog, Alimentazione su Misura.
La dieta viene difesa dai cadetti, ma non ha nulla di geniale. Una dieta senza nulla di geniale, la cui fama sembra dovuta più al personaggio che al background scientifico. Alcuni elementi positivi, ma anche dei seri rischi per la salute. In questo intervento esclusivo la dottoressa Valentina Suerz, farmacista e biologa nutrizionista, ci racconta il metodo Lemme.
Rischi per la Salute
Promette di fare perdere dai 7 ai 10 kg in un solo mese ma ricordiamo che tutti gli esperti nutrizionisti non raccomandano un dimagrimento così veloce. Si tratta di una dieta estremamente sbilanciata e priva di elementi fondamentali. Il basso consumo di frutta e verdura può portare a una carenza di vitamine e minerali, mettendo a rischio anche l’equilibrio del microbiota, l’insieme di batteri che si trovano nel nostro intestino e fondamentali per la salute.
Pasti troppo abbondanti ma privi di verdure e l’assimilazione di troppe proteine causano stitichezza e affaticano eccessivamente i reni. E’ un regime alimentare difficile da seguire per lungo tempo, è monotona, si eliminano nutrienti essenziali alla salute andando a creare gravi carenze .
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Assolutamente vietato seguire la dieta lemme per le donne in gravidanza e in allattamento per le forti carenze nutrizionali legati al non consumo di frutta e verdura(vitamine e minerali) , in chi soffre di pressione bassa ( per esclusione del sale) ma anche a chi soffre di problemi renali o epatici
In generale comunque questa dieta non è adatta a chi soffre di carenze alimentari, pressione bassa, anemia, menopausa , a chi soffre di disturbi alimentari come anoressia, malattie croniche, problemi renali e patologie del sistema nervoso.
La Posizione del Mondo Scientifico
Il mondo scientifico, la cui opinione è l’unica che conta quando si parla di alimentazione, ha già propeso per la seconda ipotesi. Tra le decine di condanne, valga su tutte quella di Andrea Ghiselli, presidente della Società italiana di Scienze dell’Alimentazione: «La dieta di Alberico Lemme ha un valore taumaturgico e non scientifico», ha detto. «Se lui ritiene che i dettami nutrizionali applicati da dottori come Giorgio Calabrese siano vecchi di 100 anni, si degnasse di fare una pubblicazione scientifica, una pubblicazione seria dalla quale possiamo tutti imparare».
Un concetto ribadito, per esempio, anche da Luca Piretta, gastroenterologo, docente di nutrizionismo e patologie digestive al Campus Biomedico di Roma, che in un articolo apparso sul sito de Il Fatto Quotidiano accusa Lemme di non essere adatto a proporre diete «essendo lui un farmacista, mentre la dieta la deve proporre un medico».
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