Carla Lertola è un volto noto in tutta Italia quando si tratta di consigli per mantenere il peso mangiando bene. Ha tre studi medici: uno a Milano, uno a Savona e uno a Gallarate. È la più “antica” esperta di Starbene, la storica rivista che si occupa di benessere. Ma è, soprattutto, una grande entusiasta della sua professione: «Entro in studio alle sei e mezza del mattino e ne esco alle otto di sera. E quando torno a casa, mi piace pure cucinare».
I Principi Fondamentali del Metodo Lertola
Secondo il metodo di Carla Lertola, gli squilibri non vanno mai bene, ma anche secondo il buon senso: «Le diete iperproteiche fanno male. I prodotti costosi non servono, né tantomeno i farmaci. Le mode eliminano periodicamente dei cibi che in realtà potrebbero essere tranquillamente mangiati. La verità è che bisogna imparare a contenere le calorie, mangiando tutti gli elementi che ci servono.
Impossibile? «No, è l’unico metodo per farcela, e per poter consolidare i risultati ottenuti. È una questione di buonsenso: siamo animali onnivori, siamo stati “fatti” per mangiare di tutto. E quindi mangiare tutto non è una brutta cosa. L’unico vero problema è che noi spontaneamente andiamo verso ciò che è più calorico: non è colpa nostra, è un espediente di madre natura. Il cibo è una necessità primaria che la natura ha reso gradevole per garantirci la sopravvivenza. Poiché ora ne abbiamo in abbondanza, il rischio è esagerare: per questo la parte più razionale della nostra mente deve contestualizzare e dare consapevolezza a quel che mangia.
L'Importanza dell'Equilibrio Nutrizionale
Per ottenere la giusta dose di proteine giornaliere (Il 12-15% del totale calorico della giornata, mentre i carboidrati devono essere presenti per il 60% e per il resto lipidi) legumi o acciughe bastano e avanzano, non c’è bisogno di un filetto di branzino. Considerato che c’è una grande discrepanza tra chi ha e chi non ha, e chi non ha vive uno squilibrio anche in quel che mangia, abbiamo deciso di lavorare per rendere più intelligente l’aiuto alimentare.
L’associazione opera sul territorio nazionale e si rivolge ai più bisognosi, ai consumatori di tutte le età, a chi ha di più e vuole dare a chi ha bisogno, a tutti coloro che sono interessati a conoscere i principi di una sana alimentazione: «Il concetto è: chi ha di meno può mangiare come chi ha di più. Ci sono cibi che costano poco i quali permettono un corretto equilibrio nutrizionale, e la possibilità di mangiare una pietanza gustosa.
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Opinioni e Testimonianze
Non tutte le diete hanno un lieto fine. Ma quali sono gli errori più comuni che non fanno funzionare la dieta e portano al fallimento?
- Guardare solo la bilancia: Quando ci mettiamo a dieta, l’obiettivo finale deve essere la perdita di massa grassa, non di peso generale. Questo implica la prima regola: mai avere fretta.
- Non “osservare” il nostro corpo: Se ci fissiamo unicamente sul responso della bilancia, perdiamo di vista un aspetto importante: la conoscenza del nostro corpo, che in qualche modo ci parla.
- Eliminare del tutto carboidrati e grassi: Anche in fase di dimagrimento, il 60 per cento del nostro introito calorico quotidiano deve essere rappresentato dai carboidrati, di cui il 90 per cento complessi (pane, pasta, riso, etc.), facendo attenzione a preferire le varianti integrali. Allo stesso modo, anche i grassi hanno la loro utilità, perché sono parte fondamentale delle membrane cellulari di tutti i tessuti.
- Esagerare con le proteine: Superare questa quota, o addirittura seguire una dieta iperproteica, fa apparentemente dimagrire più in fretta, ma non ci insegna a mangiare nel modo corretto, per cui alla lunga rischiamo non solo di recuperare il peso perduto, ma anche di incorrere in demineralizzazione ossea, danno epatico e renale.
- Saltare i pasti: Mantenere i 5 pasti giornalieri (colazione, pranzo, cena e due spuntini) rappresenta la strategia più efficace per dimagrire e restare in salute.
- Rinunciare alla colazione: La colazione ci aiuta a iniziare con sprint e, se pianificata nel modo giusto, stimola un pranzo e una cena altrettanto sani.
- Bere poco: L’acqua non fa dimagrire in quanto tale, ma favorisce uno stile di vita adeguato.
- Cercare scorciatoie: Nessuna di queste soluzioni è davvero miracolosa.
- Mangiare solo cibi light: Piuttosto, è meglio sostituire i classici prodotti da forno “conditi” (come cracker, grissini, taralli, schiacciatine, pan carré o fette biscottate) con del semplice pane, che rappresenta sempre la scelta vincente, perché costituisce il prodotto da forno più (naturalmente) light che esista.
- Mettere le emozioni nel cibo: Con l’aiuto di un dietologo, dobbiamo capire cosa “mettiamo” nel cibo, perché lo facciamo, quali emozioni ci fanno traballare, in quali momenti della giornata sabotiamo più facilmente la dieta e come gestire il problema.
Consigli Pratici dalla Dott.ssa Lertola
Per tornare in forma non serve rinchiudersi in casa e rinunciare alle occasioni per incontrare gli amici. Il cattivo umore non aiuta a raggiungere gli obiettivi. Anzi. Si può mangiare di tutto. «Molte diete falliscono - spiega Lertola - perché sono tristi e impraticabili già nel breve o medio termine, e perché ti tagliano fuori dalla socialità, ponendoti un aut aut: o sgarri o rinunci a uscire. Questi tipi di diete, che vanno per la maggiore, si abbandonano o, appena raggiunta la fase di mantenimento, si ha talmente voglia di mangiare i cibi “proibiti” che si riprendono tutti i chili con gli interessi».
Come Ottenere un Risparmio Calorico
Il risparmio calorico viene ottenuto limitando i condimenti, e preferendo alimenti poveri di grassi e ad alto valore nutrizionale come cereali, ortaggi, frutta, carni bianche, pesce, legumi. E ancora, le ricette contengono meno zuccheri semplici e acidi grassi saturi, ingredienti a basso indice glicemico e ricchi di fibre. Rispetto agli zuccheri semplici (fruttosio nella frutta, saccarosio nello zucchero da tavola, lattosio nel latte), l’amido, che si ritrova nei cereali e nelle patate, richiede tempi di digestione e di assorbimento piuttosto lunghi, evitando aumenti e cali bruschi della glicemia. Viene anche ridotto l’impiego di sale, utilizzando spezie ed erbe aromatiche.
Psicologia, cultura, salute. Il cibo ha tante facce, ma è soprattutto nutrizione. Possibilmente corretta.
Allergie, Intolleranze e Altri Consigli
Allergie e intolleranze sono facilmente diagnosticabili. Di intolleranze scientificamente provate c’è solo quella al lattosio, perché il glutine è ormai considerato allergia: “La diagnosi è importante - avverte la dottoressa Lertola - e attenzione ai test che siano riconosciuti dalla comunità scientifica. In ogni caso sappiate che l’intolleranza al lattosio non fa ingrassare, ma fa perdere peso perché non viene proprio assorbito dall’organismo”.
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Colesterolo e glicemia, per esempio, possono essere tenuti sotto controllo con i cibi giusti e con l’attività fisica. Ma fate attenzione ai livelli che avete nel sangue perché “la scala dei parametri varia continuamente - afferma Enzo Spisni, docente di fisiologia della nutrizione dell’Università degli Studi di Bologna - Alcuni recenti studi dimostrano che con un range tra 200-240 di colesterolo non ci sono rischi aggiuntivi e non c’è bisogno di trattamento farmacologico”. Senza contare, aggiunge Carla Lertola, che “le statine non sono scevre da effetti collaterali”.
Attenzione, però, anche ai trigliceridi: se sono troppo alti bisogna introdurre i grassi giusti, diminuire gli alcolici e gli zuccheri e quindi anche la frutta, “mai mangiarne più di mezzo chilo al giorno, non bisogna esagerare”.
Secondo Spisni siamo dei disadattati alimentari: “I condizionamenti che abbiamo nel confronto del cibo sono talmente tanti che spesso non mangiamo quello di cui abbiamo bisogno ma quello di cui abbiamo voglia. Eppure il nostro organismo è stato pensato per vivere in condizioni di carestia.
Le merendine non bisogna bandirle completamente (“altrimenti suscitiamo l’effetto contrario”) ma concederle ogni tanto perché sono prodotte con farine raffinate che non fanno bene: “Hanno indici glicemici pazzeschi”. E poi i genitori devono dare l’esempio: “Se ci alimentiamo noi per primi in maniera corretta lo faranno anche loro”.
I dolcificanti, per esempio, non sono utili. Spisni sottolinea che la stevia è naturale se usata come fogliolina, ma in polvere sono molecole sintetiche. Senza contare che mandiamo messaggi contraddittori al nostro organismo. Quando si usa il dolcificante l’intestino si prepara a ricevere lo zucchero che non arriverà mai.
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Limitare il consumo di carne è importante. Eliminare totalmente la carne, invece, come avviene nelle diete vegetariane o vegane è sbagliato perché “ci sono delle carenze nutrizionali che vanno integrate”. Al di là di questo aspetto, chiarisce la dottoressa Lertola, “bisogna capire le motivazioni della scelta. L’uomo è onnivoro. Io sono favorevole a tutti gli alimenti. La dieta mediterranea con il giusto apporto di carboidrati, proteine, verdura e frutta resta la più corretta”.
Anche il digiuno è sbagliato: “Scientificamente non è dimostrato che su persone sane porti vantaggi”.