La macrobiotica, letteralmente "lunga vita", è una dieta alimentare che si basa sul consumo di cereali integrali e verdure, esclude alimenti trattati industrialmente (come zucchero bianco, bibite dolcificate, conserve), e limita il consumo di cibi di origine animale. La macrobiotica fu ideata, nel dopoguerra, dal giapponese Georges Ohsawa che si ispirò all'antica medicina orientale di derivazione Taoista.
Origini e Storia
La paternità del termine “macrobiotico” è attribuita addirittura ad Ippocrate, il padre della medicina moderna occidentale che visse a cavallo fra il IV e il V secolo avanti Cristo. Nel suo saggio “Aria, Acqua, Luoghi”, il medico ateniese utilizzò questo vocabolo per descrivere le persone sane e longeve. Fu in seguito Christoph Wilhelm Hufeland, medico e igienista tedesco, che “rispolverò” la macrobiotica verso la fine del diciottesimo secolo nel suo libro “Makrobiotik, The Art of Prolonging Life” (“Macrobiotica, l’arte di prolungare la vita”, 1797).
Il successo attuale di questa teoria alimentare è tuttavia da accreditare al filosofo giapponese Nyioti Sakurazawa che, con lo pseudonimo di George Oshawa, agli inizi del ‘900 teorizzò la dieta macrobiotica basandosi sui criteri dell’alimentazione seguita dai monaci buddisti giapponesi, e sugli scritti di Von Hufeland.
I Principi Fondamentali della Macrobiotica
La differenza fondamentale è che mentre i nutrizionisti scientifici si pongono la domanda: “Che cosa c’è dentro questo cibo?”, la macrobiotica si chiede: “Cosa fa questo cibo?”. Può scaldare/raffreddare, asciugare/umidificare, espandere/contrarre. Si ragiona per opposti secondo i principi di Yin, espansivo, e Yang, contraente. La sua essenza è coltivare la gratitudine e usare il principio d’equilibrio.
Yin e Yang
Secondo i dettami della macrobiotica, ogni alimento può appartenere alla categoria Yin o Yang. Nella tradizione orientale, in generale lo Yin rappresenta la parte femminile, il cosiddetto “lato in ombra della collina”, è caratterizzato da tutto quello che è associato con la notte e le funzioni meno attive: silenzio, riposo, buio, freddo, calma e morte, ed è sinonimo di introversione. Lo Yang, al contrario, è legato alla parte maschile e si rifà al “lato soleggiato della collina”, quindi è associato al giorno ed all’attività, con i concetti di luce, caldo, estroversione e vita.
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I cibi Yin sono rappresentati da sapori amari, aspri, acidi, aromatici o particolarmente dolci; quelli Yang al contrario sono poco dolci o piccanti, salati, poco acidi e saporiti.
Alimenti Consigliati e Vietati
L’alimentazione macrobiotica è impostata sui cereali integrali, che stanno alla base del sostentamento: riso, grano saraceno, frumento, mais, segale, miglio, avena, kokoh (un miscuglio di farine di diversi cereali addizionato di soia e sesamo), arrowroot (fecola derivata da piante di origine tropicale come maranta, canna e manioca). Fra i cereali è molto utilizzato anche il bulghur, alimento particolarmente diffuso in Medio Oriente costituito da grano duro o frumento integrale germogliato che viene cotto al vapore, fatto seccare e poi macinato.
I cereali sono affiancati da altri cibi come verdure e legumi, semi oleosi (sesamo, zucca, girasole), prodotti derivanti dalla soia, frutta, frutta secca, alghe. I legumi giocano un ruolo molto importante nella dieta macrobiotica: si consumano frequentemente ceci, soia, lenticchie, fagioli azuki (di origine giapponese, leggermente dolci e dal colore rossastro). I condimenti utilizzati sono naturali: oli spremuti a freddo (tipicamente, olio extravergine di oliva), sale marino integrale, tahin (una specie di burro derivato dal sesamo), gomasio (semi di sesamo mescolati con sale), tamari (salsa di soia).
Particolarmente diffuso è l’utilizzo del miso, un condimento di origine giapponese esclusivamente a base di soia gialla (“Hacho miso”) oppure addizionato con cereali come orzo (“Mugi miso”) o riso (“Kome miso”), ed insaporito con sale marino. Il miso si ottiene dalla fermentazione degli ingredienti attuata da un fungo, l’Aspergillus oryzae, che trasforma gli amidi in zuccheri semplici rendendo il prodotto digeribile, proteico e ricco di enzimi probiotici in grado di migliorare la flora intestinale.
Le alghe sono frequentemente impiegate nella preparazione dei cibi per via del loro elevato contenuto di fibre, vitamine e sali minerali.
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Sono da preferire i cibi prodotti con metodi naturali, come ad esempio quelli da agricoltura biologica. Si consiglia inoltre di scegliere frutta e verdura di stagione, evitando però patate, pomodori, peperoni e melanzane, che sono considerati eccessivamente Yin insieme a bietole, spinaci e avocado. È evitato l’utilizzo di prodotti raffinati o troppo elaborati, che hanno subito un trattamento di tipo industriale, come ad esempio lo zucchero bianco e la farina 00. Anche il consumo di dolciumi è sconsigliato, così come quello di miele e caramelle. Fra i dolci contemplati dalla dieta macrobiotica troviamo il mochi, che deriva dalla tradizione culinaria giapponese ed è a base di riso macinato a cui viene data una forma di panetto tondeggiante. Sono da limitare gli alimenti di origine animale come pesce, carne, latte e derivati, uova: pur essendo energetici, sono estremamente Yang e, in quantità eccessive, possono portare a squilibri dell’organismo. Fra di essi, il pesce va preferito alla carne, da consumarsi solo raramente.
Secondo la teoria macrobiotica, alcuni alimenti non vanno consumati poiché caratterizzati da un eccessivo Yin: fra essi, troviamo cioccolata, farine raffinate, conservanti e coloranti, latte a lunga conservazione, yogurt e formaggi freschi industriali, oli vegetali ottenuti con l’estrazione mediante solventi (girasole, mais, semi vari), bibite gassate e zuccherate, alcolici e superalcolici, ma anche di aceto, spezie forti e bevande stimolanti come il caffè.
La dieta macrobiotica consente il consumo di tè, come ad esempio il Sencha (tè verde, preparato con la foglie più giovani e non fermentato), il Bancha (tè leggero preparato con foglie ben sviluppate e leggermente tostate) o il Kukicha (prodotto con i rametti più fini della piante e per questo conosciuto anche come “tè di rametti”). Un altro infuso molto utilizzato è il cosiddetto Tè Mu, che in realtà non è un vero e proprio tè, quanto piuttosto una miscela di diverse erbe la cui formulazione risale alla tradizione erboristica orientale.
Per preparare un pasto armonioso, bisogna tenere conto delle concentrazioni di ingredienti da utilizzare: tipicamente, si dovrebbe arrivare ad un 50% di cereali integrali, 25% di proteine (delle quali il 15% vegetali e le restanti di origine animale), 25% di verdure e frutta. Frutta e verdura dovrebbero essere solo spazzolate (per la pulizia, esistono speciali spazzolini con setole di origine naturale) o tutt’al più lavate, ma mai sbucciate. Le pentole da utilizzare nella cucina macrobiotica dovrebbero essere in acciaio inox, mentre per l’utilizzo del forno si consigliano contenitori in terracotta.
Secondo la teoria macrobiotica, i cibi vanno consumati con moderazione, evitando tassativamente le grandi abbuffate, e masticando ogni boccone con meticolosità prima di deglutirlo. Poiché l’equilibrio fra Yin e Yang deve essere mantenuto durante tutto il corso dell’anno, è opportuno prediligere cibi Yin durante l’estate e la primavera (che sono stagioni Yang) mentre in autunno ed inverno bisogna incrementare i consumi di cibi Yang (per contrastare l’effetto della stagionalità Yin).
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I cibi da consumare in primavera devono essere leggeri, come ad esempio piante selvatiche, cereali, vegetali freschi, alimenti poco fermentati. La cottura deve avvenire nel modo più dolce possibile: ad esempio, solo per brevi tempi o al vapore. In autunno e in inverno il cibo deve essere più nutriente ed può essere cotto in modo più accentuato. Si consigliano, in particolare, radici, zucche, legumi, riso dolce, miglio e mochi in autunno e cetrioli, radici, miglio, riso fritto, grano saraceno in inverno.
Benefici e Rischi
La dieta macrobiotica, se è eseguita in modo impreciso e sommario, può portare anche a carenze dal punto di vista nutritivo. Le persone che tendono all'anemia sideropenica potrebbero vedere un aggravamento del proprio quadro. Anche in caso di gravidanza, il bilancio nutrizionale di chi segue una dieta macrobiotica dovrebbe essere analizzato accuratamente per assicurare il giusto apporto di vit. B12 e di altri nutrienti fondamentali allo sviluppo del feto.
Controversie
La dieta macrobiotica viene spesso utilizzata come una vera e propria bandiera, ed indicata come prevenzione e cura del cancro. Nonostante nell’aneddotica siano descritti alcuni casi in cui la macrobiotica ha contribuito a curare le patologie tumorali, non esistono al momento studi clinici in grado di provare dal punto di vista rigoroso e scientifico che questa dieta si possa considerare una “cura”.
Prendiamo il caso di Michio Kushi, autore del libro “The Cancer Prevention Diet” (“La Dieta per la Prevenzione del Cancro”, 1991), uno dei più accaniti sostenitori dell’azione anticancro della dieta macrobiotica. L’intera famiglia di Kushi era macrobiotica, ma ciò non impedì a sua moglie ed a sua figlia di ammalarsi e morire di cancro, ed egli stesso fu colpito dalla stessa patologia nel 2004, per la quale si dovette rimuovere una massa tumorale dal suo intestino! Diffidare, dunque, da chi spaccia la dieta macrobiotica come una cura per questa gravissima patologia, come sottolinea la American Cancer Society.
Dopo questa doverosa premessa, mettendo in chiaro le cose riguardo a possibili ciarlatani e santoni che possono offrire cure inefficaci agli ammalati, passiamo agli aspetti positivi della dieta macrobiotica. Se decidiamo di seguire una dieta macrobiotica, meglio evitare il fai da te e seguire i consigli di un esperto nutrizionista, perché il rischio di incorrere in carenze nutrizionali è decisamente reale.
Mario Pianesi e le Controversie Legali
Da riduzione in schiavitù a violenza privata. E’ per quest’ultimo reato che ha patteggiato questa mattina davanti al gup di Ancona Paola Moscaroli il guru della macrobiotica Mario Pianesi, ideatore delle cinque diete Ma.Pi e della catena Upm, gruppo che ha dato vita a ristoranti aperti in mezza Italia. Pianesi, travolto da una mega inchiesta nel 2018 condotta dalla Squadra Mobile dorica e coordinata dal pm Paolo Gubinelli, ha patteggiato un anno e otto mesi, pena sospesa. La moglie Lorena Volpi, per la stessa contestazione, un anno e due. Per entrambi la pena è sospesa.
Violenza privata è stata di fatto una riqualificazione di riduzione in schiavitù, reato che aveva sorretto l’inchiesta nata dalla pioggia di denunce sporte dagli ex seguaci della cosiddetta “filosofia pianesiana”. Sostenevano imposizioni e condizionamenti indotti (direttamente o indirettamente) da Pianesi nel loro stile di vita, basati essenzialmente sull’idea salvifica della macrobiotica e sul rifiuto della medicina tradizionale.
Su di lui è anche caduta l’ipotesi che, probabilmente, pesava di più: l’omicidio volontario, riferibile alla morte dalla prima moglie, Gabriella Monti, deceduta nel settembre del 2001 al Lancisi di Ancona per una patologia cardiaca. La procura, nell’avviso di garanzia recapitato circa due anni fa a Pianesi, sosteneva una correlazione tra la morte della donna e una serie di presunte negligenze del marito. Secondo la ricostruzione accusatoria, infatti, era stata la somma derivata da una rigida alimentazione macrobiotica e il rifiuto della medicina tradizionale a far precipitare il quadro clinico della Monti. A spazzare ogni dubbio, e a far archiviare il caso, è stata una perizia medica ordinata dal gip anconetano Sonia Piermartini e redatta dal medico legale Christian D’Ovidio. La relazione aveva sostenuto, in sostanza, la mancanza di una correlazione tra lo stile di vita della donna e il peggioramento delle sue condizioni di salute.
Per quanto riguarda la violenza privata di cui si è discusso questa mattina in tribunale: la procura contestava episodi di costrizioni e condizionamenti (verosimilmente in parte elargiti «anche in buona fede») derivati dalla filosofia del “movimento pianesiano” e finalizzati a incidere nello stile di vita delle persone e nel loro benessere psicofisico. Tra le altre cose, Pianesi, avrebbe diffuso (anche in questo caso, in parte, in buona fede) l’idea della macrobiotica come via salvifica dell’umanità. Pianesi e Volpi hanno sempre rigettato ogni contestazione, sostenendo l’insussistenza del quadro accusatorio. Il patteggiamento è stato voluto per evitare un processo lungo e sfiancante.
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