Le malattie non trasmissibili (NCD) comportano un onere drammatico per la morbilità e la mortalità in tutto il mondo. L’alimentazione è un fattore di rischio modificabile per le NCD con la dieta mediterranea (DM), che è considerata una delle strategie dietetiche più efficaci per ridurre il diabete, le malattie cardiovascolari e il cancro.
La denominazione Dieta Mediterranea è una etichetta nuova per una tradizione antica. È stata coniata a metà degli anni Settanta dagli scienziati americani Ancel e Margaret Keys per identificare uno stile di vita tradizionale che avevano scoperto e studiato nel Mediterraneo fin dagli anni Cinquanta.
Nel corso dei secoli è rimasta quasi costante nel tempo, a riprova della sua validità, e oggi la dieta mediterranea è un modello dietetico di rilevanza internazionale, incluso nella Lista dei beni culturali immateriali dell'UNESCO. Il 16 novembre 2010 a Nairobi in Kenya il Comitato Intergovernativo della Convenzione Unesco sul Patrimonio Culturale Immateriale approva l’iscrizione della Dieta Mediterranea nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale, riconoscendo con questa definizione le pratiche tradizionali, le conoscenze e le abilità che sono passate di generazione in generazione in molti paesi mediterranei fornendo alle comunità un senso di appartenenza e di continuità.
Cos'è la Dieta Mediterranea?
La Dieta Mediterranea è molto più di un semplice elenco di alimenti o una tabella nutrizionale. È uno stile di vita che comprende una serie di competenze, conoscenze, rituali, simboli e tradizioni concernenti la coltivazione, la raccolta, la pesca, l’allevamento, la conservazione, la cucina e soprattutto la condivisione e il consumo di cibo.
Si tratta di un modello incentrato su alimenti vegetali tipici del bacino del Mediterraneo quali:
- frutta
- verdura
- cereali integrali non raffinati
- legumi
- noci e semi
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Di seguito una traduzione in italiano della Decisione 5 COM 6.41 del 16 novembre 2010:
La Dieta Mediterranea costituisce un insieme di abilità, conoscenze, pratiche e tradizioni che spaziano dal paesaggio alla tavola, che comprendono le coltivazioni, il raccolto, la pesca, la conservazione, lavorazione, la preparazione e, in particolare, il consumo degli alimenti. La Dieta Mediterranea è caratterizzata da un modello nutrizionale che è rimasto costante nel tempo e nello spazio, che consiste principalmente di olio d’oliva, cereali, frutta e verdura fresca o secca, una quantità moderata di pesce, latticini e carne, e molti condimenti e spezie, il tutto accompagnato da vino o infusi, nel rispetto delle credenze di ogni comunità.
Caratteristiche Fondamentali
La Dieta Mediterranea presenta le seguenti caratteristiche fondamentali:
- Basso contenuti di acidi grassi saturi
- Ricchezza di carboidrati e fibra
- Alto contenuto di acidi grassi monoinsaturi
Benefici della Dieta Mediterranea
Siamo quello che mangiamo: oggi è anche la scienza a dirlo. Nel corso degli anni la rilevanza della Dieta Mediterranea viene testimoniata anche dal sostegno che riceve non solo dall’UNESCO, ma anche dalla FAO e dall’OMS, in quanto strumento per una agricoltura sostenibile ed elemento irrinunciabile per una dieta alimentare che aiuti a prevenire le malattie cardio- cerebrovascolari.
Sono molte le ricerche che confermano come la Dieta Mediterranea sia un valido alleato della salute. Seguirla vuol dire, ad esempio, ridurre il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2, tumori, malattie respiratorie come la BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva) e malattie neurodegenerative, tra cui Alzheimer e Parkinson.
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Benefici per la Salute
- Riduzione del rischio di malattie cardiovascolari
- Prevenzione del diabete di tipo 2
- Riduzione del rischio di alcuni tipi di cancro
- Miglioramento della salute del cervello e della funzione cognitiva
- Prevenzione dell'obesità e mantenimento del peso
Sostenibilità Ambientale
Il modello alimentare mediterraneo oltre ad essere salutare per le persone lo è anche per l’ambiente. Si stima in media che per ottenere 100 calorie, la dieta mediterranea provoca un impatto ambientale di circa il 60 % inferiore rispetto ad una alimentazione di tipo nordeuropeo o nordamericano, basata in misura maggiore su carni e grassi animali, piuttosto che su vegetali e cereali. Considerando gli effetti positivi sulla sfera sociale, economica ed ambientale, si può considerare la dieta mediterranea un modello alimentare sostenibile.
La Dieta Mediterranea rappresenta un regime alimentare sostenibile che fa bene non solo all’uomo ma anche al pianeta. Lo ha confermato uno studio pubblicato nel 2023 sulla rivista Nutrients che ha rilevato come tra le principali diete moderne, la Dieta Mediterranea - assieme a quella vegana - sia tra quelle con il più basso impatto ambientale.
Impatto Ambientale Ridotto
- Impiego efficiente delle risorse naturali
- Rispetto della stagionalità degli alimenti
- Promozione della biodiversità
- Frugalità nel consumo e nella trasformazione degli alimenti
La Dieta Mediterranea nel Mondo: Il Progetto "Planeterranea"
Nonostante il ruolo fondamentale della dieta mediterranea nella prevenzione e nella gestione delle malattie non trasmissibili, non è facile trasferire questo modello dietetico ad altre popolazioni. L'adozione della vera DM implica infatti il passaggio da tradizioni locali presenti da secoli in quei territori ad abitudini nuove e sconosciute.
Pertanto, la Cattedra UNESCO per l'Educazione alla salute e allo sviluppo sostenibile ha promosso il progetto di ricerca "Planeterranea" per identificare un modello alimentare salutare, basato su prodotti alimentari disponibili nelle diverse aree del mondo con proprietà nutrizionali degli alimenti della dieta mediterranea.
I ricercatori dell’Università Federico II hanno intervistato persone provenienti da cinque diverse parti del mondo (Nord America, Sud America, Africa, Asia e Australia) per raccogliere informazioni riguardo alle coltivazioni locali, alle abitudini alimentari e alle ricette tradizionali. Hanno poi consultato siti internet che fornivano dati utili in proposito, come per esempio i siti dei ministeri dell’agricoltura. Infine hanno fatto ricerche più specifiche su singoli alimenti utilizzando PubMed, il più importante database della letteratura scientifica, per rintracciare gli studi che ne avevano esplorato gli eventuali effetti benefici.
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Conosciuti e studiati tutti questi dati, i ricercatori hanno elaborato cinque piramidi alimentari, basate sui prodotti facilmente reperibili in ogni macroarea, con proprietà nutrizionali simili a quelle della dieta mediterranea.
Esempi di Adattamento Regionale
Nord America:
- Olio di canola come principale fonte di grassi
- Aumento del consumo di verdure e legumi, preferendo okra e fagioli pinto
- Consumo di noci pecan come snack
Sud America:
- Avocado come fonte di grassi
Nuova piramide alimentare per il Nord America

Nuova piramide alimentare per l'Africa

Tabella: Adattamenti della Dieta Mediterranea in Diverse Macroaree
| Macroarea | Alimento Sostitutivo | Benefici Nutrizionali |
|---|---|---|
| Nord America | Olio di canola | Ricco di acidi grassi monoinsaturi e fitosteroli |
| Nord America | Noci pecan | Fonte di acidi grassi monoinsaturi e flavonoidi |
| Nord America | Fagioli pinto | Ricchi di fibre e proteine |
| Sud America | Avocado | Fonte di grassi sani |
In conclusione, è importante aumentare la conoscenza globale sui modelli alimentari sani e sostenibili piuttosto che costringere le persone a un cambiamento inutile. La ricerca nutrizionale dovrebbe concentrarsi non solo sulla quantità e sulla frequenza del cibo consumato, ma anche sui comportamenti culturali, le condizioni socio-economiche, la qualità e la lavorazione degli alimenti.
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