Il 16 novembre 2020, la Dieta Mediterranea ha festeggiato i 10 anni dal suo riconoscimento come patrimonio culturale da parte dell'UNESCO.
Il 16 novembre 2010, a Nairobi, in Kenya, il Comitato Intergovernativo della Convenzione UNESCO sul Patrimonio Culturale Immateriale ha approvato l’iscrizione della Dieta Mediterranea nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale, riconoscendo le pratiche tradizionali, le conoscenze e le abilità che sono passate di generazione in generazione in molti paesi mediterranei, fornendo alle comunità un senso di appartenenza e di continuità.
Il riconoscimento del 2010 ha accolto la candidatura transnazionale di Italia, Spagna, Grecia e Marocco, che nel 2013 è stata estesa anche a Cipro, Croazia e Portogallo.
L'UNESCO compila e aggiorna una lista di patrimoni dell’umanità, che rappresentano le più alte espressioni della cultura umana. L’Italia è al momento la nazione che detiene il maggior numero di siti inclusi nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO, e possiede tre elementi di patrimonio intangibile, vale a dire tradizioni culturali tramandate per via orale o scritta uniche al mondo per ricchezza e valore.
Cosa Significa Dieta Mediterranea
Come ha riconosciuto l’UNESCO, la Dieta Mediterranea costituisce una tradizione che unisce insieme più generazioni in una saggezza millenaria, rispettando i cicli stagionali e l’utilizzo sostenibile delle risorse naturali.
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La Dieta Mediterranea è molto più di un semplice elenco di alimenti o una tabella nutrizionale, ma uno stile di vita che include una serie di competenze, conoscenze, rituali, simboli e tradizioni legati alla coltivazione, alla raccolta, alla pesca, all’allevamento, alla conservazione, alla cucina e soprattutto alla condivisione e al consumo di cibo.
Mangiare insieme è la base dell’identità culturale e della continuità delle comunità nel bacino Mediterraneo, dove i valori dell’ospitalità, del vicinato, del dialogo interculturale e della creatività si coniugano con il rispetto del territorio e della biodiversità.
In questo senso il patrimonio culturale della dieta mediterranea svolge un ruolo vitale nei riti, nei festival, nelle celebrazioni, negli eventi culturali, riunendo persone di tutte le età e classi sociali.
Si tratta di una vita comunitaria che valorizza anche l’artigianato e le vocazioni locali, come la produzione di contenitori per la conservazione e il consumo di cibo, le manifatture artistiche di piatti e bicchieri di ceramica e vetro, l’arte del ricamo e della tessitura.
Da secoli le donne giocano un ruolo fondamentale nella trasmissione delle conoscenze della Dieta Mediterranea in quanto si prendono cura dei famigliari e dei conoscenti preparando sia il cibo quotidiano che quello festivo e tramandano i loro segreti culinari a figli e nipoti, facendo dei banchetti festivi un’autentica celebrazione della vita.
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La cultura dell’ospitalità, del vicinato, del dialogo interculturale e della creatività si coniugano con il rispetto del territorio e della biodiversità, creando un forte senso di identità culturale e di continuità delle comunità nel bacino Mediterraneo.
Il Cilento, in Italia, è l’emblema di questa tradizione, il luogo simbolo dello stile di vita patrimonio dell’umanità, dove lo studioso americano Ancel Keys, negli anni ’60, teorizzò i suoi studi sul mangiar sano all’italiana salvaguardando l’ecosistema.
La denominazione Dieta Mediterranea è una etichetta nuova per una tradizione antica. È stata coniata a metà degli anni Settanta dagli scienziati americani Ancel e Margaret Keys per identificare uno stile di vita tradizionale che avevano scoperto e studiato nel Mediterraneo fin dagli anni Cinquanta.
Le loro ricerche epidemiologiche sulle malattie cardiovascolari avevano rivelato per la prima volta nella storia della medicina che la longevità delle popolazioni del Meridione italiano, in particolare di Napoli, del Cilento e del resto della Campania, ma anche della Calabria, della Sardegna e delle Marche, si spiegavano con le abitudini alimentari, i costumi sociali, le produzioni locali.
Così i Keys puntarono sull’associazione della parola dieta, dal greco diaìta che significa stile di vita, con il prestigio delle antiche civiltà del Mediterraneo. E hanno fatto centro, perché oggi Dieta Mediterranea è sinonimo di buona salute e creatività gastronomica.
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I Benefici della Dieta Mediterranea
La Dieta Mediterranea è un modello nutrizionale apprezzato a livello globale e un patrimonio culturale e alimentare riconosciuto dall’UNESCO, che incarna uno stile di vita sano e sostenibile. Questo tipo di dieta, gustosa, varia, proporzionata e moderata, fornisce tutti gli elementi necessari per poter prevenire le malattie croniche e permette anche di viver più a lungo.
La piramide alimentare ci aiuta rappresentando quei cibi che si dovrebbero mangiare regolarmente per stare in salute. La prima cosa da fare è bere molta acqua mentre gli alimenti che si assumono dovrebbero diminuire più si sale verso l’apice della piramide.
Come si compone la piramide alimentare?
- Al primo posto ci sono frutta e verdura ma anche pasta, riso e pane. Di questi alimenti se ne possono mangiare una o due porzioni per pasto.
- Nel gradino superiore sono posizionati gli alimenti frutta secca o semi da consumare giornalmente in una misura pari 1 o 2 porzioni poi si prosegue 2 o 3 porzioni di latticini magri quindi 3 o 4 porzioni di olio d’oliva, aglio e spezie.
- Ora si passa agli alimenti da consumare settimanalmente vale a dire una o due volte a settimana la carne di pollo, pesce o legumi per due o anche più volte a settimana e si conclude con le uova che devono essere assunte per un massimo di quattro volte a settimana.
- Infine ci sono quegli alimenti che andrebbero consumati molto di me vale a dire una volta a settimana.
- E questi cibi sono i dolci, i salumi, la carne rossa.
Secondo i rapporti più recenti dell’ISPRA, la Dieta Mediterranea, rispetto agli altri modelli nutrizionali, è la più sostenibile, la più rispettosa dell’ambiente, la meno inquinante, quella che richiede il minor sfruttamento di risorse naturali primarie come l’acqua. Ed è l’arma migliore per contrastare lo spreco alimentare.
La Dieta Mediterranea è anche un esempio di sostenibilità ambientale. La sua enfasi sugli alimenti locali e di stagione riduce la necessità di trasporti lunghi e contribuisce a limitare l’impatto ambientale. Inoltre, la pratica dell’agricoltura tradizionale promuove la biodiversità e la conservazione del suolo.
La Dieta Mediterranea Oggi
Oggi, la Dieta Mediterranea è un modello per affrontare le sfide degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda ONU 2030 e della nuova strategia Farm to Fork Europea per la riduzione degli impatti ambientali dell’agroalimentare.
“La Dieta Mediterranea rappresenta l’esempio più concreto di sviluppo sostenibile e tutela della biodiversità”, come ha dichiarato il Ministro dell’ambiente Sergio Costa nel presentare le iniziative per la celebrazione del decennale.
Nel corso degli anni la rilevanza della Dieta Mediterranea viene testimoniata anche dal sostegno che riceve non solo dall’UNESCO, ma anche dalla FAO e dall’OMS, in quanto strumento per una agricoltura sostenibile ed elemento irrinunciabile per una dieta alimentare che aiuti a prevenire le malattie cardio- cerebrovascolari.
Preservare e promuovere la Dieta Mediterranea è essenziale per garantire la salute delle generazioni future e la sostenibilità ambientale. Le iniziative per educare le persone su questa tradizione alimentare e incoraggiare il suo adozione possono avere un impatto duraturo sulla salute e sul pianeta.
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