Dieta Metabolica: Alimenti Consentiti e Vietati per un Metabolismo Ottimale

La dieta metabolica è un regime alimentare che alterna periodi a ridotto contenuto di carboidrati e ad elevato contenuto di grassi e proteine a periodi a normale contenuto di carboidrati. È stata ideata nel 2000 dal medico canadese di origini italiane, il Dott. Mauro Di Pasquale.

Nonostante sia conosciuta da diversi anni, la dieta metabolica riscuote sempre un grande successo per via dei rapidi risultati che garantisce. Essa viene direttamente dall'America dov'è stata messa a punto da un medico italiano, Mauro Di Pasquale, il quale, una volta emigrato in Canada, ha cominciato a ideare il suo metodo di dimagrimento, registrando un ottimo riscontro. Questa dieta riattiva il metabolismo andando ad agire sul delicato equilibrio esistente tra carboidrati, proteine e lipidi.

Infatti, è un regime alimentare considerato iperproteico e iperlipidico, mentre si mantiene molto basso con il quantitativo totale di carboidrati e, di conseguenza, è studiato anche per andare a regolare la secrezione di ormoni come leptina e grelina che influenzano il senso di sazietà, facendo in modo che la persona non vada più incontro al deleterio fenomeno del carb craving, ossia al desiderio spasmodico di zuccheri e che quindi riesca a condurre un'alimentazione più regolare.

In realtà, la dieta metabolica viene fortemente osteggiata nella comunità scientifica perché, come tutte le diete iperproteiche è accusata di andare a sovraccaricare il sistema epatico e renale a causa della massiccia presenza di proteine e di grassi; tuttavia il dibattito è ancora acceso e, nel frattempo, sono sempre più numerosi coloro che decidono di testare in prima persona questo tipo di dieta.

Cos'è la Dieta Metabolica

Diffusa inizialmente negli ambienti sportivi e più precisamente in quello del body building, la dieta metabolica si basa sulla riduzione non continuativa bensì periodica dei carboidrati a favore dei grassi. Come già detto, lo scopo del regime alimentare è quello di accelerare i processi metabolici che, ricordiamo, variano da individuo a individuo.

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L'organismo diventa così una vera e propria macchina brucia grassi perché, privato in un primo momento dei carboidrati, deve necessariamente attingere l'energia dai lipidi di riserva. In questo modo, dunque, è assicurata una rapida perdita del peso corporeo. Inoltre la reintroduzione dei carboidrati in una fase successiva inibisce il naturale processo del catabolismo. Ciò si traduce in un vantaggio per la massa magra che non subisce particolari variazioni.

Le Fasi della Dieta Metabolica

La dieta del metabolismo è divisa in due fasi:

Prima Fase

La prima fase, della durata di un mese, in cui si studiano le reazioni del proprio corpo a una riduzione della quota di carboidrati assunti. E' una tappa da seguire in modo scrupoloso e prevede due cicli temporali di 15 giorni circa in cui si parla di "scarico" dei carboidrati, in quanto la loro percentuale non supera il 10-20% del totale calorico, che corriponde a non più di 30g, mentre i grassi si aggirano intorno al 50-60% e le proteine 30-40%. Nei rimanenti giorni si invertono le percentuali, con un'alimentazione ricca di carboidrati (intorno al 50%) e meno grassi (20%) e proteine (30%).

I primi 12 giorni prevedono una ridotta quantità quotidiana di carboidrati (30 grammi). Al contrario il consumo delle proteine deve essere maggiore (40-50% delle calorie giornaliere), così come quello dei grassi prevalentemente insaturi (40-60% delle calorie giornaliere). Tale periodo è definito "scarico di carboidrati" ed è seguito da 2 giorni di carico caratterizzati dalla reintroduzione di un ingente quantitativo di carboidrati. La finalità è proprio quella di indurre l'organismo a bruciare i grassi. Secondo Di Pasquale la comparsa di sintomi come nausea, stanchezza e cefalea è normale e si risolve con un aumento graduale dell'apporto glicidico.

Seconda Fase

La seconda fase, dura una settimana, in cui si ripete l'alternanza di carico/scarico dei carboidrati in modo più ravvicinato: 5 giorni con zuccheri a livelli molto bassi in cui si prediligono grassi e proteine, seguiti da due giorni in cui si inverte questa suddivisione. L'obbiettivo sarebbe quello di creare "scompiglio" all'equilibrio metabolico che si trova di fronte a un continuo ricambio energetico, cosa che dovrebbe renderlo più efficiente nel portare avanti le sue reazioni. Infatti, il metabolismo lipidico viene stimolato dalla carenza di carboidrati, mentre quello glucidico durante i rimanenti giorni in cui si riassumono gli zuccheri. Inoltre, la prima fase è una tappa di valutazione che serve per capire qual è la quota di carboidrati che effettivamente serve al nostro corpo e che gli consente di funzionare al meglio.

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Prevede una precisa suddivisione quotidiana dei nutrienti. Per la precisione: carboidrati (35-60% delle calorie giornaliere), proteine (15-30% delle calorie giornaliere) e grassi prevalentemente insaturi (20-40% delle calorie giornaliere). In un primo momento questa fase dura 2 giorni, ma dopo il primo mese di dieta la durata scende ad un solo giorno.

Lo scopo di questa seconda fase sarebbe quello di rifornire muscoli, fegato e cervello di carboidrati che così saranno utilizzati o immagazzinati sotto forma di glicogeno e non, secondo il Dott. 35: ipocalorica classica.

Ricapitolando: nel primo mese si hanno 12 giorni di fase I + 2 giorni di fase II. Le restrizioni alimentari riguardano solo la fase I.

Alimenti Consentiti e Vietati nella Fase 1

Gli alimenti concessi sono ricchi di proteine e/o grassi soprattutto insaturi:

  • Salmone
  • Tonno
  • Sardine
  • Sgombro
  • Uova
  • Yogurt
  • Salumi non grassi
  • Formaggi stagionati

Una volta al giorno si può scegliere tra: muesli, fette biscottate, biscotti integrali o cereali integrali.

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Sono, invece, vietati:

  • Carboidrati complessi: pasta, pane, patate, pizza
  • Verdura: cavoli, spinaci, broccoli, carote, verza, asparagi, ravanelli
  • Frutta: banane, uva, fichi, cachi
  • Zuccheri semplici
  • Alcol

Esempio di Menù Settimanale

Ecco un menù di esempio sia per la fase di scarico che di ricarica dei carboidrati, in cui sono indicati quali sono i cibi che accelerano il metabolismo e come ripartirli nella settimana:

Fase di Scarico

  • Colazione: Frittata con due uova e olio extravergine di oliva
  • Spuntino: Mandorle
  • Pranzo: Carne di manzo, Melanzane, Pinoli
  • Spuntino: Fiocchi di latte
  • Cena: Salmone, Zucchine passate in padella, Olio extravergine di oliva

Fase di Carico

  • Colazione: Latte parzialmente scremato, Fette biscottate con marmellata
  • Spuntino: Yogurt magro, Fragole
  • Pranzo: Riso integrale con sugo e parmigiano, Insalata mista
  • Spuntino: Pesca
  • Cena: Merluzzo, Spinaci, Olio extravergine di oliva, Pane di segale, Mela

In definitiva, nella fase di scarico bisogna evitare: pasta, pane, crackers e crostini, fette biscottate, dolci, succhi di frutta, frutta latte, legumi mentre sono concessi carne e pesce azzurro, verdura, frutta secca, oli vegetali. Nella fase di ricarica, invece, avviene l'inverso.

Dieta Metabolica e Sindrome Metabolica

Con i termini di sindrome metabolica, si descrive una condizione clinica caratterizzata dalla contemporanea presenza di almeno tre delle seguenti patologie: obesità, ipertensione, intolleranza al glucosio / diabete mellito di 2° tipo, ipercolesterolemia ed infine ipertrigliceridemia. Si stima che il 25% dei soggetti adulti nei Paesi occidentali ne sia affetto. Lo sviluppo di sindrome metabolica aumenta significativamente il rischio di malattie cardiovascolari, quali ictus, embolia ed infarto.

La causa prima della sindrome metabolica è l’accumulo di grasso addominale. Pertanto il regime alimentare da seguire per prevenire o curare la sindrome metabolica è innanzitutto mirato al controllo del peso corporeo.

La sindrome metabolica è un insieme di condizioni che aumentano il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2 e altre problematiche metaboliche. Affrontare tempestivamente la sindrome metabolica è fondamentale per ridurre il rischio di complicazioni gravi.

Una dieta equilibrata è il primo passo per gestire la sindrome metabolica. Evitare cibi che possono aggravare i fattori di rischio è essenziale. Un nutrizionista può aiutare a creare un piano alimentare su misura, che tenga conto delle esigenze individuali e dei parametri metabolici.

Considerazioni Finali

La dieta metabolica è un regime dietetico non bilanciato. Ecco perché, a maggior ragione, si deve evitare il fai da te. La perdita di peso è un processo a lungo termine e che richiede impegno e costanza. Non tutti gli esperti ne riconoscono la validità e la considerano una dieta sbilanciata e non adatta a tutti.

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