Tra le diete in voga per un dimagrimento rapido, ecco che arriva anche la dieta metabolica che promette, come le altre, strepitosi risultati in poco tempo. La dieta metabolica è un regime alimentare per la perdita di peso con l'obiettivo di far dimagrire attivando il metabolismo.
Oggi scopriamo come funziona la dieta metabolica, uno dei primi approcci ciclici all’alimentazione, in cui si alternano giorni chetogenici a ricariche glucidiche. L’essere umano ha due metabolismi principali che sfrutta per fini energetici: glucidico e lipidico. L’efficacia di tutti e due porta il corpo a stare in salute e a perdere correttamente il grasso corporeo quando c’è un deficit energetico.
Nella dieta metabolica, il Dott. Di Pasquale (il suo fondatore), ha pensato di provare a sfruttarli al meglio tutti e due, alternando giorni in cui viene sfruttato di più uno o l'altro, per tenerli attivi e funzionanti.
Schema della Dieta Metabolica
La dieta metabolica prevede un cambiamento delle abitudini alimentari per un tempo limitato, dopo il quale il corpo risulterebbe rieducato a bruciare più calorie tanto da far ottenere un calo di peso ma mantenendo la massa magra.
Essa consiste in:
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- una fase di scarico, che dura 12 giorni, dove si mangiano pochi carboidrati ma molti grassi,
- una fase di carico che dura invece 2 giorni, dove si mangiano parecchi carboidrati.
Il tutto da ripetere al massimo due volte per 28 giorni in tutto. Capita la dose minima di carboidrati necessaria al proprio organismo per bruciare i grassi, si passa alla vera e propria dieta metabolica, dove bisogna fare in modo che il corpo non perda questa preziosa informazione.
Fasi della Dieta Metabolica secondo il Dr. Di Pasquale:
- Fase 1: 2-3 settimane di dieta chetogenica pura, che insegna all’organismo a regolarsi ed a stabilizzarsi in chetosi.
- Fase 2: 48 ore di ricarica di carboidrati, con una prevalenza di carboidrati e proteine e pochi grassi.
Consigli durante la Dieta
- Durante il periodo di scarico settimanale (da lunedì a venerdì) trova il quantitativo minimo di carboidrati con cui ti trovi bene. Parti da 30 g e se non ti trovi bene sali a 50-70 g fino ad un massimo di 100 g. Oltre i 100 g non parliamo più di un approccio chetogenico ma low carb e secondo la dieta metabolica l’ossidazione lipidica non è più agevolata.
- Durante il periodo di carico (da sabato a domenica) ascolta il tuo corpo per fare attenzione che i carboidrati non strabordino. Se vedi che l’aspetto fisico peggiora, la ricarica glucidica durerà anche solo 24-36 ore invece di 48.
- Personalizza l’approccio: Di Pasquale consiglia di adattare la dieta metabolica al soggetto. Se dopo 48 ore che non mangi carboidrati hai un calo di energie e di attenzione vigoroso, consiglia di inserire una mini ricarica di 12-24 ore il mercoledì.
Sono consigliati 5 pasti giornalieri, i 3 principali più 2 spuntini, per tenere attivo il metabolismo. Per la piccola dose di carboidrati ammessa invece è preferibile scegliere tra cereali, biscotti o fette biscottate tutti integrali e senza zuccheri. La frutta è concessa saltuariamente e in piccolissime quantità.
Esempio di Menù Settimanale
Nel piano del Dr Di Pasquale non si prevede di contare le calorie. Dal lunedì al venerdì basta scegliere un secondo con verdure a pranzo e cena, mentre nel weekend un primo.
Critiche alla Dieta Metabolica
Ancora una volta si parla di una dieta che non segue i dettami di un regime alimentare equilibrato dal punto di vista nutrizionale. È vero, lavorare sulla massa magra e attivare il metabolismo, sono sicuramente due cose positive per intervenire sugli inestetismi della cellulite ma bisogna sempre mettere sul bilancino quello che si va a rischiare con una dieta non controllata.
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Alcuni errori comuni attribuiti a questa dieta includono:
- Incolpare i carboidrati di far ingrassare: È l'eccesso calorico che ci fa aumentare di peso, infatti puoi dimagrire mangiando i carboidrati se la dieta è ipocalorica.
- Aspettare 5 giorni per riassumere carboidrati: Un lasso di tempo troppo lungo per riabituarsi correttamente ai carboidrati (a livello enzimatico).
- L’approccio senza contare calorie e macronutrienti della dieta metabolica.
Il Concetto di Metabolismo Intermedio
Già negli anni sessanta i biochimici statunitensi avevano compreso come i singoli componenti alimentari subissero all’interno del nostro organismo tutta una serie di trasformazioni chimiche per essere convertiti in energia all’interno delle cellule. Questi fenomeni ossidativi avvengono grazie all’azione di vari enzimi che scindono sostanze complesse come zuccheri, proteine e grassi in composti più semplici da cui viene tratta energia, questi processi sono influenzabili dalle varie secrezioni ormonali dal tipo di cibo ingerito e dalla tendenza individuale variabile e specifica per ogni individuo ad utilizzare maggiormente alcune sostanze piuttosto che altre.
Il metabolismo intermedio fu “scoperto” ed analizzato, tra gli altri, dal biochimico americano George Watson, uno dei padri della Nutrizione Ortomolecolare, e che classificò tre diversi tipi di metabolismo intermedio:
- IPOSSIDATORE: una persona che non metabolizza bene i grassi, poco le proteine meglio gli zuccheri.
- IPEROSSIDATORE: una persona che non metabolizza bene gli zuccheri, poco i grassi meglio le proteine.
- NORMOSSIDATORE: una persona che non presenta squilibri metabolici e di solito ha un peso equilibrato.
Ciascuna di queste forme di metabolismo ha quindi delle caratteristiche specifiche nel bruciare gli alimenti, e conoscerle vuol dire sapere quale è il modo migliore di alimentarsi seguendo uno schema finalmente libero dal calcolo delle calorie e che non prevede grossi sacrifici.
Fra le molteplici cause che possono alterare il metabolismo bisogna tener presente sicuramente le intolleranze alimentari (allergie alimentari croniche), le errate abitudini alimentari, le diete drastiche e troppo riduttive, le intossicazioni croniche, le ipoattività prolungate ecc.
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Gli schemi dietetici metabolici di solito sono molto semplici da eseguire, non viene preso in considerazione il calcolo delle calorie, come già detto, e bisogna seguire una sequenza precisa nell’arco della giornata, favorendo alcuni alimenti ed escludendone altri che sono notoriamente contrari al metabolismo da trattare.
Alternative alla Dieta Metabolica
Esistono alternative più equilibrate e sostenibili per la perdita di peso. La dieta danese, ad esempio, è un protocollo alimentare noto per la sua efficacia nel dimagrimento rapido e nella riattivazione del metabolismo.
Dieta Danese (dei 13 giorni):
- È una dieta ipocalorica e proteica, da seguire per un massimo di 13 giorni, e solo una volta l’anno, sotto supervisione medica.
- Le quantità non sono indicate per rispetto delle normative. Solo un professionista della nutrizione può confermarlo. È fondamentale non improvvisare e non affidarsi al fai-da-te.
È bene evidenziare che la dieta danese è un regime alimentare molto restrittivo, spesso messo in discussione dagli esperti proprio per questo. La dieta danese è una variante della più famosa dieta plank ed è un’alimentazione prevalentemente proteica, che mette al bando zuccheri e carboidrati.
È importante ricordare che una dieta sana deve essere varia, equilibrata e sostenibile per tutta la vita. La dieta danese, come la plank, è stata spesso criticata. Molti esperti, infatti, sostengono che non sia particolarmente efficace, anzi causerebbe il fastidioso effetto yo-yo.
Consigli per una Dieta Equilibrata
Ecco alcuni consigli per una dieta più equilibrata e sostenibile:
- La dieta deve essere personalizzata. Ognuno di noi è unico. Non esiste quindi una dieta universale, valida ed efficace per tutti.
- Il piano alimentare deve essere formulato nel rispetto del fabbisogno calorico individuale.
- Il dimagrimento corretto e duraturo è quello che avviene lentamente.
- Una dieta sana non deve escludere nessun nutriente e avere un corretto bilanciamento tra carboidrati, proteine e lipidi.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda un minimo di 150 minuti a settimana di attività fisica.
Le indicazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a scopo informativo e divulgativo e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza medica con figure professionali specializzate.