Da quasi due secoli la scienza medica moderna cerca la correlazione esistente tra dieta, miglioramento della salute e aumento dell'aspettativa di vita. Questo ricercatore ha sviluppato un sistema nutrizionale, da rispettare per pochi giorni all'anno, che - secondo studi preliminari - potrebbe garantire un qualche beneficio in termini di aumento dell'aspettativa di vita e miglioramento dello stato di salute generale.
Longevità e Stile di Vita: Cosa Ci Insegna il Mondo
I demografi rivelano che la prima "Blu Zone" al mondo - data aggiornamento settembre 2021 - sia proprio la regione Sardegna, collocata al centro del Bacino Mediterraneo. Spicca, in particolare, la provincia di Nuoro (con epicentro a Seulo, capoluogo dell'omonima sub regione sarda) dove gli uomini ultracentenari sono davvero numerosi. La persona più anziana al mondo - data aggiornato settembre 2021 - è tuttavia giapponese, della zona di Fukuoka; si chiama Kane Tanaka (data di nascita 2 gennaio 1903) ed ha ben 118 anni. La signora afferma di consumare prevalentemente riso, pesce e zuppe, regime tipico del Giappone meridionale.
Cosa hanno in comune queste popolazioni? Un maggior livello di attività motoria domestico e lavorativo (non parliamo quindi di sport, ma del movimento legato alla quotidianità), una dieta prevalentemente costituita da alimenti freschi del territorio - legata quindi alla loro stagionalità e disponibilità - e con alta importanza di quelli vegetali, una bassa densità energetica globale e la pressoché assenza di junk-food.
La Dieta Mima Digiuno: Come Funziona e Chi l'Ha Studiata
Il dott. Longo ha inizialmente studiato gli effetti della dieta mima digiuno sui lieviti (S. cerevisiae), ottenendo in seguito conferme sulle cavie di laboratorio. Periodicamente (da 30 giorni a 4 mesi, in base al soggetto), seguire 5 giorni di alimentazione programmata: il dott Longo ha raccolto in una scatola tutti i cibi da consumare nell'arco di tempo in questione. Consumare prevalentemente proteine di origine vegetale a discapito di quelle animali provenienti dalla carne e dai formaggi. Queste attiverebbero i geni promotori della crescita, dell'invecchiamento e talvolta della degenerazione (fino al cancro).
Verificare di essere idonei alla dieta mima digiuno: la dieta mima digiuno esercita una serie di effetti abbastanza radicali (riduzione ed espansione dei tessuti e degli organi, ad esempio il fegato e i muscoli). Non tutti sono in grado di tollerarla e, per certi individui, può risultare "disagevole". E' assolutamente sconsigliata a chi soffre di certe malattie.
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Studi Clinici e Potenziali Lacune
Tuttavia, attualmente (Ottobre 2016), risulta un solo studio clinico pubblicato (su umani), con soli 38 soggetti arruolati (di cui 19 controllati con dieta normale e 19 sottoposti a 3 cicli di dieta mima digiuno). Analizzando lo studio in questione emergono potenziali lacune nella scelta del campione, che - seppur ben rappresentato per età e sesso - sembra piuttosto vago per quanto riguarda il peso dei soggetti arruolati e i relativi fattori di rischio cardiovascolare. Non si tratta di sottigliezze, ma di aspetti molto importanti per capire su che tipo di popolazione sarebbero validi i benefici sopra menzionati (ad es.
Una lacuna ancor più grave è l'assenza di un gruppo di controllo sottoposto a dieta identica per apporto calorico ma "normale" per composizione (ad esempio mediterranea oppure ricchissima di proteine animali, dato che queste ultime vengono così demonizzate dalla dieta mima digiuno). Se questa comparazione fosse stata fatta, probabilmente si sarebbero ottenuti risultati analoghi nei due gruppi; infatti, la logica e l'esperienza suggerisono che la restrizione calorica in sé (e il conseguente dimagrimento) sia ben più importante rispetto alla composizione dietetica.
Non mancano, a tal proposito, studi scientifici che indicano come diete ad alto contenuto proteico, ma povere di calorie, si associano a un miglioramento del rischio cardiovascolare e della longevità. Ad esempio, uno studio sui Fulani - etnia nomade dell'Africa occidentale - che segue una dieta povera di calorie ma ricca di proteine animali e grassi saturi e uno stile di vita attivo - ha messo in luce un profilo lipidico indicativo di un basso rischio di malattie cardiovascolari.
Il fatto che la dieta preveda l'utilizzo di appositi prodotti commerciali (kit di "pasti pre-confezionati") solleva ulteriori dubbi circa l'imparzialità della magnificazione mediatica dei presunti - e tutti da dimostrare!
Rischi e Considerazioni sulla Dieta Mima Digiuno
Anzitutto, il calo ponderale è parzialmente dovuto alla disidratazione e allo svuotamento delle riserve di glicogeno muscolare ed epatico. Ciò significa che pur essendo tendenzialmente benefica, la dieta mima digiuno si rivela anche debilitante. In secondo luogo, l'aumento dei corpi chetonici è imputabile ad una condizione di ipoglicemia e ossidazione lipidica. Potenzialmente tossici, questi composti sono il frutto di un metabolismo cellulare compromesso/incompleto (per la carenza di glucosio).
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Il cervello funziona solo "a zuccheri" (non è in grado di ossidare i grassi), ma può utilizzare i corpi chetonici, anche se in quantità limitate. Il GH (di conseguenza IGF-1) partecipa alla crescita e al ricambio di tutti i tessuti nell'organismo. I suoi effetti sono del tutto fisiologici e non vanno considerati negativi; basti pensare che il picco di GH avviene nel periodo dello sviluppo fisico in giovane età, quando le malattie croniche e i tumori risultano statisticamente più rari.
Digiuno Intermittente: Un'Alternativa alla Dieta Mima Digiuno
Il digiuno intermittente è un approccio alimentare che si basa sull'alternanza tra periodi di alimentazione e periodi di digiuno. Le varie metodologie di digiuno intermittente offrono flessibilità, permettendo di adattare la pratica alle esigenze individuali e agli stili di vita.
- Metodo 16/8: Forse il più famoso, prevede un digiuno quotidiano di 16 ore, includendo il periodo notturno, seguito da un intervallo di 8 ore in cui è permesso alimentarsi.
- Digiuno a giorni alterni: Questo metodo propone una rotazione tra giorni di alimentazione normale e giorni in cui l'assunzione calorica è fortemente limitata (circa 500 calorie).
La pratica del digiuno intermittente può influenzare positivamente la regolazione dell'insulina, aumentare la sensibilità insulinica e favorire l'autofagia, un processo di pulizia cellulare. Questo può portare a una maggiore ossidazione dei grassi e una potenziale perdita di peso.
Dieta Chetogenica: Principi e Alimenti Consigliati
La dieta chetogenica, anche nota come keto o dieta ketogenica, è una delle diete preferite dagli italiani. La dieta chetogenica è un regime alimentare molto ricco in grassi e povero di carboidrati. Tale riduzione permette al corpo di passare in uno stato metabolico chiamato stato di chetosi, in cui il corpo brucia i grassi come fonte di energia principale.
Quando il corpo è in chetosi, diventa incredibilmente efficace nel bruciare le calorie. Inoltre trasforma i grassi in chetoni i quali sono in grado di fornire energia al cervello. Questo tipo di dieta è generalmente seguita da persone che hanno bisogno di perdere peso rapidamente o da atleti che necessitano di un’alta quantità di energia.
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Per assicurarvi di ottenere i migliori risultati con la dieta chetogenica, è importante scegliere gli alimenti giusti. Vi consigliamo di inserire nella vostra dieta cibi come:
- Carne magra: manzo, maiale, agnello, pollame
- Pesce: salmone, tonno, sgombro
- Uova: preferibilmente biologiche o pastorizzate
- Noci e semi: mandorle, noci pecan, noci brasiliane, semi di lino
- Olio extra vergine d’oliva
Combinazione di Dieta Chetogenica e Digiuno Intermittente
Il digiuno intermittente e la dieta chetogenica sono entrambi orientati alla modifica delle fonti energetiche del corpo, spostando l'ago della bilancia dal glucosio ai grassi e ai corpi chetonici come principali fornitori di energia.
- Potenziamento della chetosi: La dieta chetogenica riduce drasticamente l'assunzione di carboidrati, spingendo il corpo in uno stato di chetosi, dove i grassi vengono convertiti in chetoni nel fegato e utilizzati per l'energia.
- Miglioramento della flessibilità metabolica: La combinazione di questi approcci migliora la flessibilità metabolica, ovvero la capacità del corpo di passare efficacemente dal bruciare carboidrati a bruciare grassi.
Nonostante i potenziali benefici, combinare la dieta chetogenica con il digiuno intermittente può presentare delle sfide, in particolare per i neofiti. L'aggiunta del digiuno può intensificare temporaneamente questi effetti mentre il corpo si adatta a nuove fonti energetiche.
Dieta Mima Digiuno e Tumori: Cosa Sappiamo?
Moltissimi pazienti oggi richiedono informazioni sulla dieta da adottare per aiutare la loro guarigione. Inoltre, sono frequenti le domande relative al ruolo del digiuno terapeutico come coadiuvante nel trattamento dei tumori in generale. Qual è il ruolo di questa procedura e può apportare dei miglioramenti dello stato di salute di tutti i pazienti con patologie onco-ematologiche? Il digiuno terapeutico viene interrotto in modo progressivo, iniziando con l’assunzione di succhi e centrifugati, poi di frullati e vegetali in pezzi, giungendo fino all’assunzione di cereali e legumi.
L’obiettivo del digiuno terapeutico è anche “affamare il tumore”: in situazioni di ‘carenza energetica’ le cellule normali entrano in “modalità protettiva” abbassando la proliferazione cellulare, al contrario, le cellule tumorali perdono questa capacità, e restano quindi sensibili al trattamento chemioterapico.
Considerazioni Finali
In definitiva quello che emerge dai dati attualmente disponibili, riguardanti vari protocolli di digiuno intermittente, è che la restrizione calorica può migliorare molti marcatori di rischio per patologie cardiovascolari, varie forme tumorali e patologie neurodegenerative. Non abbiamo però dati significativi relativi alla longevità, possiamo soltanto sottolineare che sia probabile un qualche effetto, che però rimane molto difficile da indagare e quantificare.
Per cogliere certi benefici non è però strettamente necessario darsi a digiuni mensili o ridursi alla fame: per la maggior parte della popolazione basterebbe mangiare un po’ meno e magari muoversi un po’ di più. Certo, il digiuno non va più demonizzato come si faceva fino a qualche anno fa, ma è ancora prematuro considerarlo uno strumento terapeutico.