Dieta Montignac: Esempio Settimanale per Dimagrire Mangiando Sano

Il metodo Montignac funziona per dimagrire? La domanda è forse riduttiva, la dieta si propone come modello alimentare completo per trovare e mantenere il peso forma attraverso principi base, menù e ricette mirate e quindi qualcosa in più di una semplice dieta dimagrante. Il metodo riporta quindi il termine dieta al suo significato originale e cioè come modello alimentare e filosofia di vita; ma quali sono i possibili risultati? Quali i rischi? Noi analizzeremo questo modello alimentare cercando di capire perché più che dieta viene spesso definito come metodo. Parleremo della struttura con le due fasi, il suo principio base e soprattutto vedremo cosa è l’indice glicemico degli alimenti, e perché sembra essere tanto importante nel controllo del peso corporeo.

Cos'è la Dieta Montignac?

La dieta Montignac è stata inventata da un dietologo francese, Michel Montignac, che la provò la prima volta sulla sua pelle ottenendo un buon risultato: perse 15 chili in 3 mesi. Michel Montignac, infatti, lavorando nel campo farmaceutico venne a conoscenza di diversi studi fatti da dei ricercatori sull’importanza dei glucidi nel diabetici, e pur non essendo diabetico, decise di approfondire l’argomento guidato dall’idea che l’indice glicemico potesse avere degli effetti significativi anche sul controllo del peso.

Dopo essere riuscito a perdere circa 15 kg in soli 3 mesi decise di diffondere i risultati dei suoi studi pubblicando dei libri, i primi risalgono a circa metà degli anni 80, in cui spiegava che il modo migliore per dimagrire era scegliere gli alimenti in base al loro indice glicemico. Infatti il principio fondamentale di questo metodo è il considerare i cibi non più per il loro apporto calorico ma per il glucosio che producono nel nostro organismo. Si può definire dunque una dieta di tipo qualitativo che va alla ricerca di specifiche caratteristiche alimentari, piuttosto che quantitativa come le diete ipocaloriche che lavorano sulle quantità di cibo.

Secondo la filosofia di Montignac è importante fare sempre tre pasti regolari ad orari quanto più possibile fissi.

Le Due Fasi della Dieta Montignac

La dieta è suddivisa in due fasi:

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  • I fase: detta di dimagrimento, non può durare più di due mesi. Ha un regime alimentare molto ristretto e si richiede un’osservanza rigorosa. Gli alimenti scelti devono avere un indice glicemico non superiore a 35% di glucosio. Dovrebbe condurci al peso ideale.
  • II fase: detta di stabilizzazione, non ha limiti di tempo. Ci si potrebbe adattare a questa fase a vita e mantenere il peso forma ideale. Ha un regime alimentare meno restrittivo, infatti gli indici glicemici possono arrivare anche a 50% di glucosio.

Per facilitare il compito di seguire la dieta senza perdersi in calcoli e ricerche Montignac compilò anche due tabelle in cui elencava da un lato i glucidi buoni, ovvero quelli ammessi e dall’altro quelli che andrebbero evitati perchè portano ad un aumento di peso è un’eccessiva produzione di insulina.

L'Importanza dell'Indice Glicemico

Gli alimenti che consumiamo giornalmente sono composti da proteine, grassi e zuccheri. Questi ultimi sono chiamati glucidi. Gli alimenti con un maggior tasso di glucidi (quindi più carichi d zuccheri) porteranno ad un aumento della glicemia nel nostro sangue.

Secondo Montignac è l’insulina che fa accumulare grasso nel corpo e quindi porta anche un aumento di peso. Gli alimenti con un maggior tasso glicemico sono senza alcun dubbio quelli che contengono amido, mentre quelli con un tasso inferiore sono gli alimenti che chiamiamo proteici ovvero carne, pesce, uova.

Vi proponiamo una tabella con alcuni alimenti e i rispettivi indici glicemici. Questa tabella è utile per capire quali alimenti si possono mangiare e quali no secondo il metodo Montignac. Gli alimenti proibiti sono tutti quelli con un valore al disopra del 50 % di indice glicemico.

È bene notare che spesso l’indice glicemico varia anche a seconda della cottura degli alimenti, come ad esempio le carote che crude valgono 35 e cotte acquistano un indice maggiore, pari a 85.

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Dopo aver visto concretamente su cosa si basa la dieta vediamo ora di analizzarne i benefici, e poi i possibili effetti collaterali. Se si segue questo modello alimentare per perdere qualche chilo è possibile riuscire ad ottenere buoni risultati, se la si segue con costanza infatti ci può essere una buona perdita di peso, inoltre si riescono ad espellere quei liquidi in eccesso che determinano la ritenzione idrica grazie alla diminuzione dei cibi ricchi di zuccheri.

Fino ad ora abbiamo parlato dei possibili benefici del metodo Montignac su soggetti sani, che conducono uno stile di vita nella norma, vi sono però condizioni particolari in cui seguire questo regime alimentare può avere dei benefici che vanno aldilà della perdita di peso.

Benefici per i Diabetici

Diabete: questo metodo alimentare è sicuramente il più consigliato per chi soffre di diabete, infatti gli alimenti che si consumeranno avendo un basso indice glicemico, non porteranno ad un aumento della glicemia.

Se non ben bilanciata, questo tipo di dieta può portare a commettere alcuni errori: uno di questi è la scelta costante di cibi proteici.

Controindicazioni

Esattamente come esistono casi in cui i benefici della Montignac sono amplificati, ve sono altri in cui seguire questo regime alimentare può risultare particolarmente nocivo:

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Gravidanza: per le donne incinte è importante avere una dieta varia. Non si può seguire la Montignac in tutto il suo percorso, perché si incorerebbe in gravi mancanze nutrizionali.

Per il Dottor Montignac e per i suoi seguaci, che anche dopo la sua morte hanno continuato a promuovere e divulgare la dieta, si tratta di un metodo infallibile, creato con cura e senza l’intento di voler danneggiare o speculare le persone che lo intraprendono. Naturalmente anche la dieta Montignac è stata oggetto di numerose critiche, per la maggior parte dei dietologi italiani, che promuovono la dieta mediterranea, si tratta di un metodo sbagliato.

Secondo gli esperti nostrani, a far ingrassare non è l’indice glicemico ma il carico glicemico degli alimenti, quindi si ritorna alle quantità dei cibi e non più alla qualità.

Esempio di Menu Settimanale (Fase 1)

Questa è una proposta di menù basato sul Metodo Montignac che può servire come riferimento per creare un menù vicino ai propri gusti e alle proprie abitudini. Si raccomanda, per ogni modifica, di seguire attentamente le indicazioni del Metodo.

Colazione

  • Caffè decaffeinato o tè leggero con fruttosio o latte scremato
  • Pane integrale accompagnato da marmellata senza zucchero, formaggio fresco senza grassi o yogurth magro
  • Oppure Cereali grezzi senza zucchero (no corn flakes), muesli senza zucchero, fiocchi d'avena, formaggio fresco senza grassi o yogurth magro

Spuntini di metà mattina o metà pomeriggio (eccezionalmente)

  • Un frutto fresco, preferibilmente una mela

Lunedì

  • Pranzo: Minestrone ai legumi, Bistecca ai ferri, Insalata di porri con indivia e radicchio rosso, Formaggio stagionato
  • Cena: Vermicelli all'amatriciana, Insalata mista condita con yogurth magro o limone

Martedì

  • Pranzo: Merluzzo alle olive, Broccoli, cavolfiori e insalata, Formaggio stagionato
  • Cena: Riso integrale con pollo e broccoli, Pomodori ripieni di magro, Formaggio bianco magro

Mercoledì

  • Pranzo: Insalata di cetrioli e salsa yogurth, Fettine di vitello alla griglia, Lattuga, Formaggio stagionato
  • Cena: Tortino di cavolfiore alla cannella, Tonno e fagioli, Yogurth magro

Giovedì

  • Pranzo: Insalata di pompelmo e spinaci, Spezzatino ai capperi, Formaggio stagionato
  • Cena: Risotto d'orzo con agnello e verdure, Frittata al formaggio, Insalata, Formaggio magro

Venerdì

  • Pranzo: Terrina di cipolle rosse, Arrosto di vitello ripieno, Coste
  • Cena: Minestra di lenticchie con gamberi, calamari e vongole, Insalata rustica, Yogurth magro

Sabato

  • Pranzo: Scaglie di parmigiano e sedano, Spigola in crosta di sale, Pinzimonio, Formaggio
  • Cena: Passata di ceci alla menta, Spezzatino di seitan ai funghi, Insalata al limone, Formaggio bianco magro

Domenica

  • Pranzo: Zuppetta di orzo e funghi misti, Anatra al rosmarino, Insalata, Macedonia di frutta fresca
  • Cena: Zuppa di verdure del granatiere, Nidi di rondine con spinaci e caprino

Critiche e Considerazioni

Sebbene i presupposti siano sostanzialmente condivisibili, è un dato di fatto che alti livelli di glucosio nel sangue siano collegati a numerosi problemi di salute, tra cui diabete, obesità e malattie cardiache, tuttavia le prove scientifiche che sostengono il ruolo di della dieta dell’indice glicemico nella perdita di peso rimangono contraddittorie.

La dieta Montignac più che una dieta dimagrante, nonostante prometta di far perdere 4-5 kg al mese, è un metodo nato per tenere sotto controllo l’indice glicemico: conoscerne lo schema e il menu da portare in tavola permette di approfondire al meglio come funziona.

Biografia di Michel Montignac

Michel Montignac è nato nel 1944 in Francia, ad Angoulême, e si è occupato per molti anni di gestione delle risorse umane prima di dedicarsi alla ricerca in campo nutrizionale. Bambino obeso, figlio di genitori obesi, fino al 1980 Montignac si è costantemente sottoposto a pesanti diete per cercare di ridurre il proprio peso, ma i risultati erano scarsi e, inevitabilmente, Montignac si trovava a riacquistare i chili persi non appena ritornava al regime alimentare abituale.

Entrato a lavorare in una multinazionale farmaceutica, Montignac accede a informazioni scientifiche che lo portano a formulare la propria rivoluzionaria ipotesi sulle cause dell'aumento di peso. Decide, quindi, di testare su se stesso la dieta definita sulla base di questa ipotesi e nel giro di tre mesi arriva a perdere 14 chilogrammi.

Nel 1986 pubblica il suo primo libro, Comment maigrir en faisant des repas d'affaires, dedicato a chi, per lavoro, è spesso costretto a mangiare fuori casa. Il libro successivo, Je mange donc je maigris, è del 1987, è dedicato a un pubblico più vasto e riscuote subito un grande successo.

I libri di Michel Montignac riscuotono un vasto consenso di pubblico e sono tradotti in 24 lingue e distribuiti in più di 42 paesi, con oltre 18 milioni di copie vendute nel mondo.

Accolte inizialmente con scetticismo, le teorie di Montignac trovano presto il favore di molti scienziati e nutrizionisti. Nel 1996 Montignac viene invitato a tenere un intervento a Dietecom, principale simposio sulla nutrizione che si tiene annualmente alla facoltà di medicina dell'Università di Parigi: nel 1999 il prof. W. Willett della Medical School della Harvard University rivela i risultati di due studi epidemiologici condotti negli Usa, che confermano la validità dei principi sui quali si basa il metodo Montignac. Nel numero di novembre 2001, il prestigioso British Journal of Nutrition pubblica i risultati di uno studio canadese che convalida le premesse scientifiche sulle quali si basa il metodo Montignac.

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