La colite è un’infiammazione del colon che può manifestarsi in forme acute o croniche, causando sintomi intestinali significativi che compromettono la qualità della vita. La colite può colpire persone di tutte le età, sesso e condizioni sociali, ma alcuni fattori come la predisposizione genetica, l’età, il sesso e gli stili di vita possono influire sul rischio di sviluppare la condizione. Una dieta equilibrata e sana è fondamentale sia per la prevenzione che per il trattamento della colite.
Cos'è la colite e come influisce l'alimentazione?
Con il termine “colite” vengono definite molte patologie con sintomatologia simile. La colite è un disturbo che colpisce il colon, ovvero la seconda parte dell'intestino crasso. Ricordiamo in particolare la colite nervosa, anche detta sindrome del colon irritabile.
Si tratta di un disturbo cosiddetto funzionale, ovvero una particolare condizione che si verifica quando una parte del corpo non funziona come dovrebbe, pur in assenza di alterazioni anatomiche o fisiologiche visibili. In particolare la colite nervosa o spastica non provoca lesioni, come invece accade, ad esempio, con la colite ulcerosa. Solitamente la colite nervosa o colite da stress è legata a fattori come lo stress - da cui il nome -, oppure emozioni intense e negative.
L’alimentazione giocherebbe un ruolo piuttosto importante, sia nel caso di colite nervosa, sia per quanto riguarda altre tipologie di colite. Difatti, alcuni alimenti risultano maggiormente irritanti per il colon, e dunque andrebbero a contribuire ad un peggioramento dei sintomi anche importante. Ci sono dunque alimenti che è meglio non mangiare qualora si soffra di colite.
Quali sono i sintomi della colite?
I sintomi della colite possono variare in intensità e durata a seconda del tipo e della gravità dell’infiammazione. Tra i sintomi della colite, spastica e non, che possono essere aggravati da determinati cibi, ricordiamo in particolare:
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- Dolore addominale anche forte o sensazione di bruciore.
- Cambiamenti importanti nella mobilità intestinale, con episodi di diarrea e/o stipsi, talvolta alternate.
- Gonfiore addominale e flatulenza.
- A volte, presenza di muco all’interno delle feci.
Il dolore addominale rappresenta il sintomo più comune e può essere localizzato in diverse zone dell’addome, spesso nella parte sinistra. Le alterazioni dell’alvo sono caratteristiche e possono includere diarrea, stitichezza o alternanza tra i due disturbi. Le feci possono contenere sangue, muco o pus, particolarmente nelle forme infiammatorie acute. Altri sintomi associati possono comprendere gonfiore addominale, meteorismo, nausea, vomito, febbre nelle forme acute, perdita di peso, stanchezza e malessere generale.
In particolare, il dolore legato alla colite è localizzato nella zona inferiore e leggermente spostato a destra, dove si trova il colon. La localizzazione del dolore nella colite dipende dalla porzione di colon interessata dall’infiammazione. Nella colite ulcerosa, che tipicamente inizia dal retto e si estende verso l’alto, il dolore si localizza inizialmente nella parte sinistra dell’addome, in corrispondenza del sigma e del colon discendente.
I sintomi intestinali della colite includono alterazioni della frequenza e consistenza delle evacuazioni. La diarrea può essere acquosa, mucosa o ematica, con frequenza che può variare da poche evacuazioni extra al giorno fino a 20-30 episodi nelle forme più severe. Il tenesmo, sensazione di evacuazione incompleta, è un sintomo particolarmente fastidioso che può persistere anche dopo la defecazione. Questo sintomo è spesso accompagnato da urgenza defecatoria, che può rendere difficile allontanarsi da un bagno per periodi prolungati.
I sintomi sistemici possono includere febbre, particolarmente nelle fasi acute, perdita di appetito, calo ponderale, stanchezza cronica e anemia da carenza di ferro secondaria a perdite ematiche croniche.
La dieta per il colon irritabile
Sapere cosa non mangiare con la colite e cosa, invece, poter mangiare senza particolari problemi è importante per chi soffre di colite. Questo perché, come accennato, la dieta svolge un ruolo importante nella sintomatologia della colite, a prescindere da quali siano i fattori scatenanti, e può aiutare sia nella prevenzione, sia nella gestione dei sintomi una volta apparsi.
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Cosa mangiare per gestire la colite
Così come esistono cibi che è meglio non mangiare con la colite, esistono anche alimenti che vengono spesso consigliati in una dieta per la colite. Tra questi ricordiamo:
- Pesci e carni magre, prediligendo cotture alla griglia, ai ferri o al vapore e senza eccedere nei condimenti. Evitare le salse e gli intingoli eccessivamente grassi o speziati.
- Cereali e derivati.
- Yogurt, eventualmente integrato con probiotici o altri integratori alimentari positivi sulla flora intestinale.
- Formaggi stagionati, che in quantità limitate possono essere consumati in piccole quantità, ad esempio per dare sapore alle pietanze.
- Alimenti ricchi di fibre, come frutta e verdura, ma senza eccedere nelle quantità. Difatti, sebbene siano fondamentali per la mobilità dell’intestino, un consumo eccessivo potrebbe peggiorare la sintomatologia, i dolori e gli episodi di diarrea.
Occorre inoltre mantenersi ben idratati, consumando almeno due litri di acqua al giorno, e soprattutto in caso di episodi diarroici, per reintegrare i liquidi persi.
Cosa non mangiare in caso di colite
Quando si elenca cosa non mangiare con la colite, al primo posto vi sono tutti quegli alimenti che contribuiscono ad irritare la mucosa intestinale, o che aumentano la fermentazione all’interno dell’intestino. Tra questi, ricordiamo in particolare:
- I legumi, soprattutto con la buccia.
- Cereali ad alto contenuto di glutine.
- Alcune verdure, come cavoli, broccoli, verze e verdure crucifere in generale.
- Latte e derivati, soprattutto qualora si sia intolleranti al lattosio. Qualora i sintomi della colite si aggravino in seguito all’assunzione di questi alimenti, è opportuno sottoporsi al test del respiro.
- Alcuni frutti, come mele, pere, prugne e albicocche.
- Frutta secca.
- Cioccolato.
- Alimenti e bevande contenenti caffeina o teina.
- Cibi particolarmente speziati, e in particolar modo molto piccanti.
- Bevande alcoliche.
- Caffè.
- Bevande gassate e/o molto zuccherate.
In generale, con la colite sarebbe opportuno non mangiare cibi ad alto contenuto di grassi e/o di zuccheri, adottando piuttosto diete magre e prive di condimenti eccessivamente grassi o elaborati.
Alimenti potenzialmente a rischio
Chi soffre di colon irritabile dovrebbe fare attenzione a:
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- latte, latticini, gelato;
- dolcificanti (sorbitolo, fruttosio);
- marmellata;
- frutta (pesche, pere, prugne, uva);
- verdura (cavoli, carciofi, cipolle, rucola, cetrioli);
- legumi e patate;
- spezie, dadi, alimenti concentrati;
- caffè, tè;
- Coca Cola, bevande gassate;
- cibo in scatola;
- carne conservata.
Alimenti da evitare
Gli alimenti che possono scatenare o aggravare significativamente i sintomi della colite sono:
- Latticini (per possibile intolleranza al lattosio o reazioni infiammatorie alle proteine del latte).
- Alimenti piccanti, speziati e ricchi di grassi.
- Bevande gassate e alcoliche.
- Dolcificanti artificiali (sorbitolo, mannitolo e altri polioli).
- Alimenti processati e industriali.
Come calmare un attacco di colite?
Durante le fasi acute della colite, è consigliabile seguire una dieta liquida o semiliquida per alcuni giorni, con brodi vegetali, tisane, succhi di frutta non acidi e centrifugati di verdura. L’idratazione è fondamentale, specialmente in presenza di diarrea. È importante bere almeno 2-3 litri di liquidi al giorno, preferendo acqua, tisane non zuccherate e brodi vegetali.
I probiotici possono essere utili per ripristinare l’equilibrio del microbiota intestinale. Yogurt con fermenti lattici vivi, kefir e integratori probiotici specifici possono aiutare a ridurre l’infiammazione e migliorare la funzione intestinale.
Alcuni alimenti hanno proprietà antinfiammatorie e possono favorire la guarigione della mucosa intestinale. Il pesce ricco di omega-3 come salmone, sgombro e sardine ha effetti antinfiammatori documentati. Le banane mature sono generalmente ben tollerate e forniscono potassio, importante per reintegrare le perdite elettrolitiche. Il riso bianco, le patate bollite e le carote cotte sono alimenti a bassa fermentazione che raramente causano problemi. Le tisane a base di camomilla, malva e calendula hanno proprietà lenitive sulla mucosa intestinale. Il brodo di pollo o di verdure fornisce liquidi ed elettroliti in forma facilmente assimilabile.
Accorgimenti aggiuntivi
Ci sono alcuni accorgimenti, alcuni davvero semplici da osservare, che possiamo prendere per far fronte a questa patologia. Ecco un elenco dei possibili rimedi per il colon irritabile:
- Tenere un diario alimentare.
- Mangiare lentamente.
- Consumare pasti leggeri e frequenti.
- Per evidenziare gli alimenti in grado di causare reazioni, possono essere utili diete di esclusione/reinserimento dei cibi sospettati.
- Aumentare/ridurre l’apporto di fibre in base al profilo sintomatologico.
- Ridurre l’apporto di lattosio, monosaccaridi, disaccaridi e polisaccaridi fermentabili e polioli.
- Ridurre l’apporto di cibi grassi.
- Ridurre l’apporto di alimenti che aumentano la produzione di gas intestinali.
Piani alimentari per la colite: il ruolo del nutrizionista
È fondamentale evitare di seguire diete di moda e/o sbilanciate, povere in determinati macronutrienti e piani alimentari non stilati da un professionista della nutrizione. Il supporto di figure professionali è infatti essenziale per evitare di fare danni, mangiare in maniera inappropriata e aggravare i sintomi della colite.
Il Medico nutrizionista può aiutare il paziente nella gestione della sintomatologia attraverso tre attività principali:
- Educazione alimentare: il medico nutrizionista è in grado di impostare un regime alimentare mirato al controllo della sintomatologia, in base alle manifestazioni intestinali prevalenti del singolo paziente.
- Somministrazione di integratori: il nutrizionista potrà inoltre consigliare l'assunzione di alcuni integratori, anche a base di estratti naturali, che possono essere utili nel controllo della sintomatologia - così come l’assunzione di probiotici.
- Monitoraggio dello stato nutrizionale: il medico nutrizionista assiste il paziente monitorando lo stato nutrizionale, l’assunzione di macro e micronutrienti e il livello di energia, per mantenere una corretta nutrizione e la giusta assunzione di tutti i nutrienti dal punto di vista qualitativo e quantitativo.
Strategie e consigli per prevenire e alleviare i sintomi della colite
Per prevenire o alleviare i sintomi della colite è possibile sfruttare alcune strategie. Tra queste:
- In primis, seguire una dieta bilanciata, che garantisca un corretto apporto di fibre e favorisca la naturale mobilità intestinale.
- Evitare di eccedere nel consumo di alimenti grassi, speziati e/o contenenti zucchero.
- Mantenere comportamenti sani, non solo nell’alimentazione. Ad esempio, evitare di fumare e svolgere attività fisica regolarmente, compatibilmente alla propria età e al proprio stato di salute.
- Non trascurare il proprio benessere psicologico, cruciale soprattutto per quanto riguarda l’insorgere della colite nervosa.
- Prediligere metodi di cottura senza aggiunta di grandi quantità di grassi, come le fritture. Prediligere la cottura al vapore o ai ferri.
- Consumare i pasti a tavola, masticando lentamente.
- Evitare di saltare i pasti ed evitare i periodi di digiuno più o meno prolungato, per quanto possibile. Oltre ai tre pasti principali, è buona norma effettuare almeno due spuntini tra gli stessi, magari a base di frutta e/o verdura.
Mentre nessuna associazione è stata riscontrata con il numero e la regolarità dei pasti, l’abitudine di consumare i pasti velocemente è invece frequentemente associata al colon irritabile. Ma ricorda che consumare regolarmente i pasti è importante per la tua salute!
Tabella riassuntiva degli alimenti consigliati e sconsigliati
| Alimenti Consigliati | Alimenti Sconsigliati |
|---|---|
| Carni e pesci magri (cotti ai ferri o al vapore) | Legumi (soprattutto con la buccia) |
| Cereali e derivati | Cereali ad alto contenuto di glutine |
| Yogurt (con probiotici) | Cavoli, broccoli e verdure crucifere |
| Formaggi stagionati (in quantità limitate) | Latte e derivati (se intolleranti al lattosio) |
| Frutta e verdura (senza eccedere) | Mele, pere, prugne e albicocche |
| Acqua (almeno 2 litri al giorno) | Frutta secca |
| Cioccolato | |
| Alimenti e bevande con caffeina o teina | |
| Cibi speziati e piccanti | |
| Bevande alcoliche | |
| Caffè | |
| Bevande gassate e/o molto zuccherate | |
| Cibi ad alto contenuto di grassi e/o di zuccheri |