Le sigarette elettroniche usa e getta sono diventate un fenomeno diffuso, soprattutto tra i giovani. Ma quanto si è consapevoli dei rischi associati al loro utilizzo? Che uso ne viene fatto? Quanto le utilizzano i più giovani? Dove se le procurano i minorenni? Vengono smaltite correttamente come Raee (Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche)?
Utilizzo e Percezione
Molte preoccupazioni sono confermate: vengono usate molto dai giovani, anche minorenni, che le riescono a comprare in tabaccai, negozi specializzati e online nonostante la vendita ai minori sia vietata. In troppi ne utilizzano una ogni 1-2 giorni assumendo livelli di nicotina molto elevati e, comunque, la quantità di nicotina non è una preoccupazione delle persone, mentre dovrebbe, visto che questi prodotti ne sono "ricchi" e che non è facile rendersi conto di quanta se ne assume.
In tanti non sanno cosa contengono questi dispositivi, non sono preoccupati per gli effetti sulla salute e pensano che aiutino a smettere di fumare le sigarette tradizionali, mentre i dati dicono che le persone alla fine finiscono per fumare tutte e due; alcuni pensano persino che non facciano male alla salute, quando è dimostrato - al contrario - che non sono innocue.
Sappiamo che questi prodotti tendono ad essere usati parecchio, per la loro stessa natura: possono essere utilizzati praticamente ovunque perché non producono fumo, sono comodi e sempre a portata di mano e tendenzialmente non ci si rende conto di quanto si sta svapando.
Nove genitori, che evidentemente hanno una certa conoscenza della vita social dei figli, ci hanno detto che i loro ragazzi hanno iniziato vedendo utenti dei social network che le utilizzano. Nella precedente inchiesta avevamo visto che anche le monouso, come le e-cig ricaricabili tradizionali, sono presenti su social come Instagram, nei post-promozione di utenti-influencer legati ai produttori.
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La vendita ai minori di 18 anni è vietata: bisogna richiedere il documento di identità a meno che l’età non sia manifesta, ma evidentemente questo non sempre succede. In 438 tra i 671 intervistati utilizzano o hanno utilizzato sigarette elettroniche usa e getta.
Efficacia e Rischi per la Salute
Quanto all’efficacia per lasciare il fumo, in realtà, le prove esistenti non sono conclusive né esaustive. Fuori da contesti medici e senza supporto di professionisti, i fumatori non smettono, anzi: gli studi indicano che fanno un uso combinato di sigaretta elettronica e tradizionale. Infatti, dalle risposte delle persone, questi utilizzi “multipli” emergono (vedi paragrafo "Oltre alle usa e getta, usi/usavi altri prodotti con nicotina?").
Nelle e-cig monouso, inoltre, non è possibile neanche scalare il contenuto di nicotina come nelle ricaricabili, allo scopo di diminuire pian piano la propria dipendenza. Quanto al “le uso perché non fanno male alla salute”, anche in questo caso è falso (e fortunatamente non sono in molti pensarlo): l’impatto sul lungo termine delle monouso, così come quello delle e-cig ricaricabili, non è ancora chiaro in realtà: mancano dati definitivi, mentre in letteratura ci sono già prove degli effetti dannosi delle sostanze contenute.
La maggioranza non è preoccupata o lo è poco perché pensa che l'usa e getta sia “meno pericolosa della sigaretta tradizionale”: questo è plausibile, dal momento che nell'aerosol delle e-cig ci sono meno sostanze tossiche del fumo, ma non è ancora dimostrato dato che mancano studi che hanno valutato i danni derivanti dall'uso delle e-cig sul lungo termine. Dunque il confronto con la sigaretta non è ancora possibile (inoltre non si sa ancora cosa comporti l'uso combinato di e-cig con sigaretta tradizionale o tabacco riscaldato, pratica molto diffusa).
Una cosa invece si sa: le e-cig non sono innocue, esistono prove che il loro uso comporta rischi per la salute come dicevamo.
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Per ben 238 svapatori su 438, oltre la metà, si esaurisce in meno di un giorno o in 1-2 giorni, un tempo troppo breve se consideriamo che una e-cig usa e getta da 600 puff (serbatoio da 2 ml e 2% di nicotina, cioè 40 mg di nicotina) corrisponde, per quantità di nicotina appunto, a circa tre pacchetti da 20 di sigarette tradizionali.
Acquisto e Regolamentazione
Dove le acquisti? La maggioranza delle persone acquista solo nelle tabaccherie in particolare (243 su 426) o nei negozi fisici specializzati (84); ma una buona quota acquista solo online (84) o anche online (180). Tra le risposte notiamo che la piattaforma più usata è Amazon che però, in realtà, non è autorizzato alla vendita di e-cig; il prodotto che avevamo comprato qualche mese fa, infatti, non aveva il regolare bollino dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli: eppure, su Amazon, acquistano e-cig monouso in ben 122 persone sulle 180 che comprano online.
Una ventina di persone utilizzano anche puffbar.eu/it, it.salt-switch.com e x-bar.co/it/: sono i siti su cui noi abbiamo acquistato prodotti non autorizzati alla vendita e in alcuni casi con contenuti di nicotina e dimensioni del serbatoio superiori alla nostra normativa. C’è una quota importante che le ha conosciute invece sui social o tramite un influencer o altro personaggio che segue, sempre sui social. Era pubblicità o un post spontaneo dell'utente? Non lo sappiamo in questo caso, ma lo ricordiamo: la promozione delle sigarette elettroniche è vietata su stampa, tv, radio e quindi, in linea di principio, dovrebbe esserlo anche sui social, luogo molto frequentato soprattutto dai giovani.
Come dicevamo, e come ci aspettavamo, nella maggioranza dei casi (234 su 316 che hanno risposto) la risposta a questa domanda è stata "sì": si tratta dei cosiddetti "policonsumatori". Ma quali sono gli altri prodotti contenenti nicotina che si utilizzano in contemporanea alla sigaretta usa e getta?
La maggioranza di chi ha risposto al questionario (450 su 671, appartenenti a tutte le categorie interpellate) si dice abbastanza o molto preoccupato degli effetti sulla salute delle e-cig in generale. A dirsi più preoccupati sono i genitori, mentre i meno preoccupati (poco o per nulla) sono i fumatori. È vero anche che causano dipendenza perché contengono nicotina, e in un quantitativo elevato; hanno anche altre sostanze pericolose come metalli pesanti e aldeidi. E anche gli aromi dei liquidi potrebbero presentare dei rischi: sono considerati sicuri da ingerire, ma non sono stati testati ancora abbastanza per l'inalazione. Emerge anche la scarsa conoscenza del prodotto: in 198 sono preoccupati anche perché non sanno di preciso cosa contengono.
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Smaltimento e Impatto Ambientale
Anche i giovani non sembrano così corretti nello smaltimento. Eppure questi prodotti contengono una batteria e altri materiali che necessitano procedure specifiche per lo smaltimento. Altrimenti, se buttati insieme all’indifferenziata, finiscono negli inceneritori o in discarica, contaminando impianti e ambiente con sostanze pericolose (litio e metalli pesanti come cadmio, mercurio, piombo, nichel, possibilmente presenti nelle batterie).
E stiamo parlando di grandi quantità di rifiuti: secondo i dati dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, tra gennaio e aprile 2023 sono state vendute sigarette monouso per oltre 31,9 milioni di ml di liquidi. Abbiamo acquistato sul web 15 e-cig usa e getta: dieci non risultavano autorizzate alla vendita in Italia, tre avevano quantità di nicotina superiori ai limiti di legge, vari e-shop non sono registrati come prevede la normativa e non richiedono i documenti per evitare acquisti da parte di minorenni. Solo pochi rispettano la normativa sui rifiuti elettronici (Raee). Lo abbiamo segnalato all'Agenzia delle dogane e dei Monopoli e ai ministeri.
Tre e-cig con nicotina oltre i limiti. Quattro siti su sette non verificano l’età. Sono di nove marche, con e senza nicotina. Per la definizione del campione abbiamo considerato anche il tipo di promozione che viene fatta da produttori e distributori. A seconda del modello, permettono un certo numero di tiri (detti puff): con i nostri acquisti si andava dai 400, 500, 600 fino a 1000 e 2000 in due casi.
Caratteristiche e Normative
L'e-cig usa e getta è un dispositivo monouso che, come le sigarette elettroniche tradizionali, vaporizza un liquido (con o senza nicotina). La differenza principale è che non può essere ricaricata: quando si esauriscono liquido e batteria, smette di funzionare e va gettata. Altra differenza rispetto alle e-cig ricaricabili è il quantitativo di nicotina che, quando presente, è circa al 2% (pari a 20 mg per ml).
Per avere il contrassegno, il produttore deve farne richiesta presentando una serie di documenti. I siti su cui abbiamo acquistato le e-cig senza contrassegno, inoltre, non risultano registrati nella lista Adm dei soggetti autorizzati alla vendita: quindi, non potrebbero vendere e-cig.
I limiti previsti dalla legge puntano a contenere la quantità di nicotina per ogni sigaretta elettronica. Tenuto conto che una usa e getta si esaurisce in 24-48 ore (molto dipende dalle abitudini dello svapatore), c’è il rischio di consumare l’equivalente in nicotina di 2-3 pacchetti di sigarette in 1-2 giorni: troppo, soprattutto se vogliamo che i giovani non diventino dipendenti.
Stiamo generalizzando perché, oltre che dalla sua concentrazione nel liquido, l’assorbimento della nicotina dipende da altre variabili: ad esempio dalle caratteristiche del dispositivo e dalla sua capacità di riscaldare il liquido e anche dalle caratteristiche dello svapo (durata, profondità e frequenza dei tiri).
Il fatto che non si rispettino gli obblighi di legge quanto a nicotina è potenzialmente un grosso problema: le sigarette elettroniche (usa e getta e non) già per natura non hanno un limite di tempo, frequenza o luogo di utilizzo. Al contrario di una sigaretta classica, che ha contesti e tempi d’uso più circoscritti (e quindi auto-limitanti), le sigarette elettroniche si prestano ad un uso frequente (se non continuo), più massiccio (perché sempre pronte all’uso), in più contesti (studio, casa, ufficio, alcuni luoghi pubblici dove non è ancora vista così negativamente).
Il tutto diventa ancora più rischioso se pensiamo che, tra i prodotti acquistati, solo Salt Switch Vape Pod presentava un blocco di sicurezza per i bambini (un pulsante di accensione, evidenziato anche sulla confezione con un bollino giallo).
Quattro dei sette siti da cui abbiamo acquistato non hanno richiesto l’invio dei documenti di identità per la verifica dell’età, anche se in teoria ne hanno l’obbligo, perché la vendita è vietata ai minorenni, sia per i prodotti con nicotina che per quelli senza nicotina. Si trattava proprio dei siti da cui sono arrivati i prodotti non autorizzati in Italia (Puffbar.eu/it, It.salt-switch.com, X-bar.co/it, Amazon.it).
Il Decreto Legislativo 6/2016 impone di verificare l’età dell’acquirente per chi vende prodotti del tabacco (anche di nuova generazione, come il tabacco riscaldato), sigarette elettroniche o liquidi per la ricarica con nicotina. È un obbligo richiedere i documenti, a meno che la maggiore età di chi compra non sia evidente. Una circolare dell’Agenzia dei Monopoli (N.39/2022) estende questo obbligo anche ai prodotti senza nicotina.
Il Fascino tra i Giovani
I giovani preoccupano perché la sigaretta elettronica usa e getta ha tutte le caratteristiche per piacere a quella che è la fascia d’età più fragile rispetto ai danni del fumo (tradizionale ed elettronico). E i numeri sull’utilizzo da parte dei ragazzi non sono rassicuranti.
Le caratteristiche “giovani” del dispositivo: è pratica, semplice e rapida da usare, non serve fare manutenzione o ricaricare liquidi e batteria, come nelle sigarette elettroniche tradizionali. C’è una grande varietà di aromi: dai classici alla frutta a quelli più stravaganti come chewing-gum, biscotto, cioccolato, caramello, zucchero filato, cocktail di vario tipo. Sono evidentemente gusti che possono piacere a una fascia molto giovane della popolazione.
I numeri sull’uso dei giovani: le sigarette usa e getta hanno avuto un boom da quando sono sbarcate in Italia tra 2021 e 2022, lo si vede nei dati sulle vendite che ci ha fornito l’Agenzia dei Monopoli (che fa i suoi calcoli in millilitri di liquido presenti in questi dispositivi). Se appena immesse sul mercato venivano vendute poche migliaia di millilitri di e-liquid al mese (19.000 ml a gennaio 2022) dopo poco tempo, dall’estate in poi, si è arrivati subito ai 4-5-6 milioni di ml venduti ogni mese. Se consideriamo che il serbatoio di ognuna è da circa 2 ml, il calcolo (seppur spannometrico) è subito fatto: ad aprile 2023 sono stati venduti circa 1,9 milioni di dispositivi; contro, ad aprile 2022, 35.700 ml di e-liquid, quindi 17.800 dispositivi circa. Una crescita enorme.
Quanto ai giovani nello specifico, non sono disponibili i numeri sull’uso delle usa e getta ma abbiamo i dati sull’uso delle sigarette elettroniche in generale (senza distinzione tra usa e getta e ricaricabili) di GYT - Global Youth Tobacco Survey 2022 (un’indagine globale sull’uso del tabacco fra i giovani, coordinata in Italia dall'Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con il ministero della Salute). Anche i dati dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), diffusi in occasione della Giornata senza tabacco, non sono rassicuranti: si evince che le sigarette elettroniche sono un prodotto usato soprattutto dai più giovani, nella fascia tra gli 11 e i 17 anni.
Spesso sono pubblicizzate come alternative del tabacco, più sicure per l’assenza della combustione: ma 0% combustione non vuol dire 0% rischi. Le sigarette elettroniche sono inizialmente entrate sul mercato per aiutare i fumatori a smettere, ma le prove che ne hanno valutato l’efficacia da questo punto di vista non sono conclusive né esaustive: ci sono studi clinici che ne mostrano l’efficacia (modesta) come aiuto per smettere di fumare quando vengono utilizzate in un contesto clinico e con il supporto di professionisti.
Alcuni studi infatti indicano che aumenterebbe la frequenza cardiaca e la pressione del sangue e il rischio di malattie cardiovascolari, tra cui l’infarto miocardico. Altre ricerche suggeriscono che l’uso delle sigarette elettroniche negli adolescenti è associato a sintomi respiratori come asma, respiro corto e bronchite.
Gli studi indipendenti che hanno analizzato la composizione chimica dell’aerosol indicano che, per via del riscaldamento di alcune componenti del dispositivo (ad esempio la resistenza e alcune parti saldate) e dei liquidi (aromi e umettanti), si creano diverse sostanze tossiche o cancerogene: metalli pesanti (es. nickel e cromio, che sono cancerogeni; zinco, stagno e piombo), composti organici volatili come il benzene (quello che si trova anche nei gas di scarico delle auto) e sostanze cancerogene come l’acetaldeide e la formaldeide.
Il tipo e il livello delle sostanze pericolose presenti nell'aerosol, però, possono variare molto, a seconda della composizione degli e-liquid e del tipo di dispositivo. Tutta questa eterogeneità, associata anche a diversi comportamenti individuali (frequenza d'uso, numero di boccate, durata delle boccate), rende difficile una valutazione completa dell'impatto delle e-cig sulla salute.
La Nicotina e i suoi Effetti
La nicotina crea forte dipendenza. Una volta inalata, la nicotina si lega a determinati recettori presenti nel nostro organismo, detti nicotinici, e provoca un aumento del rilascio di dopamina, una sostanza associata alla sensazione di piacere e gratificazione.
Oltre alla dipendenza e all’assuefazione, la nicotina può avere altri effetti: costrizione dei vasi sanguigni e quindi aumento del rischio di ictus e infarto; aumento della pressione sanguigna, della frequenza cardiaca e respiratoria, aumento di glicemia e colesterolo.
Per quanto riguarda i giovani - in modo particolare gli adolescenti, in cui il cervello non ha ancora raggiunto la completa maturazione - l’assunzione di nicotina può alterare i meccanismi che regolano l'attenzione e l'apprendimento, (con possibili ripercussioni sul rendimento scolastico) oltre che determinare la predisposizione futura alla dipendenza da altre sostanze come alcol, cannabis ecc.
Gli studi inoltre indicano che la maggior parte dei fumatori adulti inizia a fumare durante l’adolescenza e che, prima si inizia, maggiori sono le probabilità di restare fumatore a vita.
I sali di nicotina, ottenuti tramite l’aggiunta alla nicotina libera di additivi acidi (es. acido benzoico), hanno permesso di migliorare l’esperienza sensoriale dello svapo, perché l’aerosol risulta meno duro alla gola. E così, anche quando la nicotina è a concentrazioni elevate, la si percepisce meno.
La nicotina sintetica, invece, è contenuta in alcune e-cig come le Puff Bar: non è estratta dal tabacco come la nicotina libera e i sali di nicotina, ma è sintetizzata in laboratorio ed è quindi diversa. La nicotina esiste sotto forma di due molecole: S-nicotina e R-nicotina. La nicotina naturale, presente nelle foglie di tabacco, contiene per il 99% S-nicotina, mentre quella sintetica contiene il 50% S-nicotina e il 50% R-nicotina.
Quello che abbiamo visto sulle sigarette acquistate è che non viene specificato il tipo di nicotina presente nel dispositivo (se in sali, libera o sintetica). Presumibilmente l’indicazione “tobacco free-nicotine" utilizzata sui prodotti Puff Bar indica la presenza di nicotina sintetica (la dicitura potrebbe ingannare e apparire quasi come un “Prodotto senza nicotina”, in realtà è un modo di definire la nicotina sintetica negli Stati Uniti).
Aromi e Umettanti
Generalmente i liquidi per le sigarette elettroniche sono composti anche da umettanti (glicole propilenico e o glicerina). Esistono migliaia di liquidi aromatizzati sul mercato, con gusti che vanno dallo zucchero filato, al cioccolato, al caramello, alla frutta ecc.
Gli aromi utilizzati nelle sigarette elettroniche (gli stessi usati anche nei cibi) sono però considerati sicuri da ingerire, ma non sono stati testati ancora abbastanza per l'inalazione. Anche perché ci sono diversi studi che esprimono preoccupazioni sulla sicurezza degli aromi da inalare. A seguito del riscaldamento, infatti, producono sostanze che possono essere irritanti per le vie respiratorie e causare infiammazione, possono essere sensibilizzanti o tossiche per la salute. Ad esempio, la cinnamaldeide (aroma di cannella) può provocare infiammazione, irritazione della gola e delle vie respiratorie; il sucralosio (che si trova negli aromi fruttati), se riscaldato sopra i 120 gradi, produce composti tossici.
Quanto ai giovani, in particolare, secondo alcuni studi gli aromi possono incoraggiare l'uso della sigaretta elettronica; alcuni esperti temono anche che i ragazzi, abituandosi alla ritualità dello svapo, possano essere più facilitati poi nel passaggio alla nicotina.
Per questo, a livello internazionale, è in corso un dibattito tra i responsabili politici e di salute pubblica su costi e benefici di eventuali limitazioni.
Etichettatura e Smaltimento
Proprio per i rischi di cui abbiamo parlato nel precedente paragrafo, le sigarette usa e getta devono riportare per legge in etichetta e su foglietti informativi alcune indicazioni sulla salute e sulla sicurezza di questi prodotti (in italiano); ad esempio le istruzioni per uso e conservazione, il riferimento al fatto che l'uso del prodotto è sconsigliato ai giovani e ai non fumatori; l’avvertenza “Prodotto contenente nicotina, sostanza che crea un'elevata dipendenza.
Anche i dieci prodotti senza contrassegno non rispettano la normativa in tema di etichettatura. In particolare, i sei prodotti con nicotina contengono informazioni e avvertenze sulla salute in altre lingue (francese, inglese o tedesca), sia sull’etichetta esterna che sul foglio di informazioni interno. Tra questi, i tre dispositivi Puff Bar hanno un foglietto molto sintetico rispetto ad altri; inoltre riportano il divieto ai minori di 21 anni e non 18, come stabilito dalla legge italiana. Gli altri quattro prodotti senza nicotina, invece, non contengono l’avvertenza sulla salute prevista dalla nostra normativa (“Il prodotto può contenere sostanze pericolose per la salute.
Anche se c’è molta confusione in merito, le sigarette elettroniche usa e getta - una volta esaurite - sono a tutti gli effetti Raee, cioè Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche. Hanno una componente elettronica, che è la batteria che governa l’erogazione del vapore, e fanno parte del Raggruppamento R4 “Piccoli elettrodomestici ed elettronica di consumo”: non vanno quindi gettati nel bidone dell’indifferenziata, della plastica ecc.
I produttori hanno due modalità: possono finanziare l’attività di appositi consorzi dedicati alla raccolta e all’avvio a smaltimento (ma dalle informazioni in nostro possesso, non risultano molte iscrizioni da parte di questi produttori ai consorzi). La normativa inoltre prevede che i Raee abbiano sulla confezione il simbolo di un bidoncino barrato dell’altezza di almeno 7 mm che indica, appunto, che non vanno gettati come gli altri rifiuti domestici.
L’indagine mostra come, dal punto di vista ambientale, ci sia ancora molto da fare, soprattutto considerando il fatto che queste e-cig - monouso, da gettare rapidamente in pochi giorni, piccole - hanno una probabilità molto alta di essere smaltite in modo sbagliato.
Sono risultati in regola solo tre prodotti: Elf Bar Vape Pen, Lik Bar Cotton Candy e Vuse Go Bluberry Ice. I produttori/importatori di queste sigarette usa e getta, tutti con sede in Italia, sono risultati gli unici iscritti al Registro AEE (tre sui nove dell’inchiesta). Tutti gli altri prodotti, oltre a non essere iscritti al Registro nazionale, sono molto carenti nelle informazioni in etichetta: o hanno l’icona del bidoncino barrato troppo piccola o nessuna indicazione sullo smaltimento; o mancano totalmente di foglietto illustrativo o hanno indicazioni solo in altre lingue (francese, inglese o tedesco). In generale, quando presenti, le diciture riportate sono vaghe e di poca utilità per il consumatore (es. Al distributore - nel nostro caso i siti su cui abbiamo fatto...