Amenorrea: Cause e Alimentazione

Amenorrea è un termine utilizzato quando una donna o un’adolescente non ha il ciclo mestruale. Generalmente non è considerata una malattia, quanto più il segnale di una condizione già esistente. Si definisce amenorrea se il ciclo è assente per un periodo maggiore ai 6 mesi.

Cause dell'Amenorrea

Quando non è fisiologica, o collegata ad una gravidanza, svariate sono le cause che portano all’amenorrea. Per esempio, può essere causata da una cattiva alimentazione. Tuttavia, anche le pazienti che assumono medicinali, come chemioterapici o antidepressivi per fare degli esempi, sono a rischio.

La causa primaria dell’amenorrea ipotalamica è lo stress psicofisico determinato da diete restrittive (dietro alle quali c’è spesso un disturbo del comportamento alimentare) e/o una pratica sportiva eccessiva. L’amenorrea non insorge immediatamente: la restrizione dietetica (e/o l’eccesso di attività fisica) dev’essere intenso e protratto. Non solo: spesso una dieta ristretta ed l’eccesso di attività fisica sono associati.

Da notare che il punto focale non è il peso (o almeno non solo) ma la dieta ristretta: l’amenorrea insorge in seguito ad alimentazione povera che può avvenire anche prima di raggiungere il sottopeso. Il corpo a quel punto va in allarme: per sopravvivere (e mantenere quindi il battito cardiaco e la funzionalità celebrale) deve risparmiare il più possibile le poche riserve energetiche e nutritive che ha ancora a disposizione.

Inizia allora a sospendere le funzione ‘non vitali’: la produzione di ormoni sessuali. Ciò accade anche negli uomini: viene fortemente ridotta la spermiogenesi (produzione di spermatociti e quindi di spermatozoi) con conseguente riduzione della fertilità.

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Altri fattori che contribuiscono all'amenorrea:

  • Alterazioni ormonali
  • Stress e disturbi psicologici
  • Attività fisica molto intensa e prolungata
  • Eventuali patologie genitali o extra genitali
  • Alterazioni anatomiche cerebrali o ipofisarie o ancora ipotalamiche, quali traumi, interventi chirurgici, tumori, infezioni (encefaliti), radioterapia
  • Malattie quali la sindrome dell’ovaio policistico
  • Disturbi del comportamento alimentare (anoressia, bulimia)
  • Assunzione di particolari terapie farmacologiche (in particolare quelle che alterano i livelli di prolattina) o droghe
  • Amenorrea post-pillola

Sintomi e Conseguenze dell'Amenorrea

Il sintomo principale dell’amenorrea è l’assenza delle mestruazioni. Le conseguenze possono includere:

  • Infertilità e problemi con la gravidanza. Senza ovulazione non è possibile avere una gravidanza.
  • Stress psicologico.
  • Osteoporosi e malattie cardiovascolari. Questi due problemi possono essere causati dall’insufficienza di estrogeni. L’osteoporosi è una riduzione della massa ossea con rischio aumentato di frattura.
  • Dolore pelvico.

Molti studi hanno analizzato le conseguenze a lungo termine in atlete che soffrono della triade (o di parte di essa): gli infortuni muscolari e articolari aumentano, così come la depressione, l’ansia e la mortalità. L’autostima invece diminuisce, insieme alle funzioni cardiovascolari e alla salute ossea.

Dieta e Alimentazione per l'Amenorrea

L’alimentazione e un piano nutrizionale personalizzato possono essere di aiuto nei casi di amenorrea secondaria. Una dieta mirata, ricca di acidi grassi “buoni”, proteine, vitamine e minerali, è indispensabile per ripristinare un equilibrio ormonale.

Chi è in amenorrea ipotalamica non deve assolutamente dimagrire, nemmeno in condizioni di sovrappeso, almeno fino a quando il ciclo non verrà ripristinato. L’aumento calorico deve avvenire in maniera graduale ed essere predisposto da un/una professionista della nutrizione in base alla condizione di partenza (sottopeso, normopeso o sovrappeso).

La dieta è la spesso la prima causa di amenorrea ipotalamica e come vedete non ci sono alimenti segreti o super particolari per risistemare la situazione. Basta introdurre le giuste calorie e fornire grassi, proteine e carboidrati.

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In realtà non esiste una dieta vera e propria per l’amenorrea ipotalamica, la cosa importante è ristabilire un equilibrio e che l’alimentazione sia calibrata per coprire il fabbisogno energetico e di nutrienti della persona.

Principi fondamentali della dieta:

  • Carboidrati: Devono fornire circa il 55% dell’energia giornaliera.
  • Proteine: Essenziali per la produzione degli ormoni ipofisari e ipotalamici, primariamente da fonti proteiche di elevato valore biologico di origine animale (uova, pesce, carne), con un’integrazione di proteine vegetali ma in quantità minore (legumi, tofu, tempeh…).
  • Grassi: Circa il 30% delle calorie giornaliere deve provenire proprio dai grassi, prediligendo olio extravergine di oliva, frutta secca, avocado, pesci grassi come il pesce azzurro e il salmone, senza dimenticare che anche i grassi saturi hanno un ruolo nel contrastare l’amenorrea ipotalamica, soprattutto quelli a media catena, perché determinano uno stimolo alla produzione ormonale.

Le carenze più frequenti sono quelle di vitamina B12, vitamina D, zinco, calcio, ferro e ferritina. Queste carenze possono trascinarci a distanza di anni: per questo qualsiasi donna sia andata incontro ad amenorrea ipotalamica, in particolare in seguito a disturbo alimentare, dovrebbe controllare frequentemente i valori sopra citati.

Ben vengano le proteine vegetali, ma attenzione al giusto equilibrio tra calorie e volume: i legumi hanno il gran vantaggio di saziare molto, cosa che però può non essere positiva in una situazione come questa. Per questo, anche con diete lievemente ipolipidiche (=povere in grassi), si può assistere fin da subito ad alterazioni del ciclo mestruale.

I grassi da prediligere sono quelli monoinsaturi: olio extravergine d’oliva in primis, noci di Macadamia o avocado. Infine i grassi saturi, tanto demonizzati, non dovrebbero mai mancare nell’alimentazione di chi soffre di amenorrea ipotalamica: sono proprio questi che forniscono il maggiore stimolo alla produzione ormonale.

Questi sono nel tuorlo d’uovo, nella carne, nei gamberetti, nel burro e nel burro di cocco estratto a freddo. Se il colesterolo manca il corpo è in grado di produrselo: questo per esempio può accadere in donne che seguono un pattern vegano.

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Un’attenzione particolare va alle fonti di grassi: i lipidi sono indispensabili per la sintesi degli ormoni sessuali, infatti la molecola precursore degli ormoni è proprio una molecola lipidica! Quali fonti di grassi bisogna prediligere? Non devono mancare 3 porzioni di frutta al giorno che assicurano un buon introito di vitamine, minerali e fibra. Altri alimenti funzionali possono essere il miele, il polline, il cacao amaro, il cioccolato fondente e i semi oleosi.

Solitamente, chi arriva da lunghi periodi di diete restrittive ha la tendenza a consumare grandi quantità di fibra attraverso abbondanti porzioni di verdura a pranzo e a cena.

Tabella: Riassunto delle raccomandazioni alimentari

Macronutriente Percentuale dell'apporto calorico giornaliero Fonti consigliate
Carboidrati 55% Cereali integrali, riso, patate
Proteine Variabile (alta qualità) Uova, pesce, carne (preferibilmente magra), legumi (in combinazione con cereali)
Grassi 30% Olio extravergine d'oliva, avocado, frutta secca, pesce azzurro

Altri aspetti importanti

La risoluzione dell’amenorrea ipotalamica è urgente e ha la priorità su tutto: mantenendo l’abitudine a fare sport, anche se ridotto rispetto alla frequenza/intensità abituale, si rischia di vanificare gli sforzi che si stanno facendo con l’alimentazione. Il problema invece va preso di petto: dieta adeguata, stop attività fisica, attenzione alle proprie emozioni.

Lo stop sportivo è ancora più importante per chi gli agonisti: continuare a fare attività fisica a livello agonistico e risanare contemporaneamente una carenza calorica, vitaminica e minerale così protratta e grave è praticamente impossibile, anche senza contare le varie resistenze psicologiche che possono esserci dietro.

Il cambiamento del regime alimentare (re-inserendo ad esempio gli alimenti di cui sopra) dev’essere uno spunto per re-imparare ad avere consapevolezza di sé, delle proprie sensazioni fisiche (fame, sazietà, problemi gastro-intestinali, stanchezza..). Chi più del nostro corpo può dirci come stiamo?

Esercitandovi nel farlo, ci saranno giorni in cui le quantità verranno aumentate naturalmente (pre-ciclo, aumento attività fisica, impegno scolastico..), e giorni in cui verranno spontaneamente diminuite (giornate molto calde, periodo di stop dall’attività fisica..). Il rischio di puntare tutto ‘solo’ sulla dieta è di aumentare l’ossessività verso l’alimentazione.

Quando l’alimentazione è terapia può essere vissuta come un obbligo, una costrizione, non si pone attenzione al gusto, al senso di sazietà e di fame, alla naturalezza dell’alimentazione. Per questo è fondamentale il rapporto con il/la professionista: ci dev’essere collaborazione, per lavorare insieme verso un obiettivo comune.

Infine, ancor più importante, lo psicologo/psicoterapeuta/psichiatra. Spesso purtroppo si presta più attenzione al sintomo fisico (assenza del ciclo) e non alle cause che l’hanno generato. La causa ancor più a monte dell’alimentazione sbilanciata è spesso un malessere, una credenza o una fobia alimentare, una necessità di controllo. Se questi aspetti vengono mantenuti e mai affrontati, saranno sempre da ostacolo al raggiungimento dell’obiettivo.

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