Dieta per Angiodisplasia Intestinale: Alimenti Consigliati e da Evitare

Con il termine angiodisplasia si intende una malformazione vascolare, che può colpire: arterie, vene, vasi linfatici, capillari. Le malformazioni possono essere anche arterovenose o miste. Può essere localizzata in qualsiasi distretto del corpo, ma più frequentemente colpisce l’intestino, ed in particolare il colon e la mucosa intestinale.

Le lesioni dell’angiodisplasia possono avere dimensioni variabili, che variano tra 0,5 e 1,5 cm; si presentano di colore rosso vivo, piatte o con un aspetto a ragnatela. La localizzazione più frequente dell’angiodisplasia è a livello intestinale.

Le indagini diagnostiche che possono essere effettuate sono numerose. La loro scelta varia in base alla sintomatologia e ai segni clinici che presenta il paziente.

L’ulcera duodenale è una lesione, superficiale o profonda, che colpisce il rivestimento interno del duodeno (la prima porzione di intestino tenue), in particolare interessa il bulbo o ampolla duodenale (segmento iniziale della prima parte di duodeno). L’ulcera duodenale si sviluppa in seguito all'esposizione diretta del rivestimento intestinale con i succhi gastrici (altamente corrosivi), non adeguatamente ostacolati dal muco protettivo.

Le cause specifiche dell’insorgenza dell’ulcera duodenale non sono attualmente note con certezza, certo è che lo squilibrio tra i fattori aggressivi (acidità dei succhi gastrici) e i meccanismi protettivi dell’organismo ricopre un ruolo molto importante.

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Il principale sintomo dell’ulcera duodenale è un dolore sordo, bruciante e ricorrente, che può comparire per qualche minuto fino a qualche ora, generalmente localizzato tra l’ombelico e la parte inferiore dello sterno. Rispetto all’ulcera gastrica, quella duodenale si caratterizza per un dolore più importante che, di norma, si manifesta durante la notte causando un brusco risveglio nella persona che ne soffre.

Seppur alleviato dall’introduzione di cibo, il dolore tende a ricomparire a distanza di due-tre ore dall’ultima percezione dolorosa. L’ulcera duodenale, se non prontamente riconosciuta e trattata, può andare incontro a complicanze che rappresentano vere e proprie emergenze cliniche come l’emorragia digestiva. La parete dell’intestino è più sottile di quella dello stomaco, pertanto sono più frequenti le emorragie che possono anche essere proprio il primo segno evidente della malattia.

È bene che la diagnosi di ulcera duodenale sia effettuata da un medico gastroenterologo attraverso un esame endoscopico detto esofagogastroduodenoscopia (EGDS), che permette di mettere in evidenza l’estensione dell’eventuale danno. Durante l’EGDS il medico preleva una piccola porzione di mucosa intestinale per l’esame istologico, che può determinare la possibile presenza del batterio HP.

Quest’ultimo può essere rilevato anche con accertamenti meno invasivi (es. esami del sangue, delle feci, test del respiro). La terapia dell’ulcera al duodeno si basa invece su farmaci che sono in grado di ridurre l’acidità dei succhi gastrici. Tra quelli più usati, in particolare, vi sono gli inibitori di pompa protonica (famiglia omeprazolo) ma, se si è in presenza di un’infezione da HP, occorre una terapia antibiotica in grado di debellare completamente l’infezione.

Dieta e Ulcera Peptica: Alimenti Consigliati e da Evitare

L’ulcera peptica è una lesione che può svilupparsi nella mucosa dello stomaco o della prima parte dell’intestino. La sua entità è estremamente variabile da paziente a paziente, ma è necessario diagnosticarla tempestivamente e procedere al trattamento più opportuno, in modo da non incorrere in preoccupanti complicanze.

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L’ulcera può essere causata da diversi fattori, di cui i più frequenti sono la presenza del batterio Helicobacter pylori e l’assunzione prolungata di farmaci antinfiammatori. Ecco perché le terapie si basano di volta in volta sulla causa all’origine. Se la causa è un’infezione batterica, è frequente la prescrizione di antibiotici e farmaci che proteggano le pareti dello stomaco; se all’origine dell’ulcera vi è invece l’assunzione prolungata di farmaci antinfiammatori, la guarigione della lesione è spesso accelerata dalla prescrizione di farmaci che riducono l’acidità e proteggono le mucose.

Solo in caso di ulcera refrattaria lo specialista può ritenere opportuno ricorrere a una terapia più aggressiva o perfino a un intervento chirurgico. In caso di ulcera gastrica o duodenale, cosa mangiare? La dieta, seppur non essenziale come si riteneva in passato, è una preziosissima alleata nella gestione dell’ulcera peptica: aiuta infatti a tenere sotto controllo l’infiammazione della mucosa e ad alleviare i sintomi.

Non solo alimenti da prediligere, ma anche alimenti da evitare: la dieta in caso di ulcera peptica deve essere equilibrata anche su questo frangente. Migliorare lo stile di vita è importante nel percorso di cura e di guarigione dell’ulcera e nell’evitare una sua possibile recidiva. Tra i fattori di rischio dell’ulcera peptica figurano il fumo e l’assunzione di alcolici, che pertanto vanno evitati.

Alimenti da Evitare

  • Insaccati grassi come mortadella, salame, salsiccia, pancetta, coppa, ciccioli, cotechino, zampone, etc.
  • Cioccolato, agrumi e succo d’agrumi (spremute), pomodoro (soprattutto crudo) e succo di pomodoro, cipolla, peperoni, aglio, peperoncino, pepe, menta.
  • Latte e yogurt, poiché questi alimenti svolgono un ruolo “tampone” solo transitorio in caso di ulcera. Due o tre ore dopo la loro ingestione segue, infatti, una potente e prolungata stimolazione delle secrezioni gastriche.
  • La carne rossa altamente lavorata non è solo un problema per reni, fegato e cuore, ma colpisce anche l'intestino.
  • Evitare ciambelle o merendine industriali, fritte e ricche di grassi.
  • I waffle e le frittelle sono tradizionalmente preparati con cereali raffinati, come le farine di grano e orzo.
  • Caffè, tè e cioccolata sono le bevande con cui generalmente si inizia la giornata. Fanno spesso parte della colazione e vengono accompagnati da cereali. Ebbene, queste tre bevande non sarebbero benefiche per l'intestino.

Alimenti Consigliati

  • Cucinare senza aggiungere grassi, preferire preparazioni semplici come la cottura a vapore, al cartoccio, in forno, in pentola a pressione o alla piastra senza però formare crosticine croccanti (parti bruciate).
  • Meglio quindi prediligere latte e yogurt parzialmente scremati o con un minor apporto di grassi come il Grana Padano DOP. Questo formaggio viene parzialmente decremato durante la sua lavorazione, perciò contiene circa il 50% di grassi in meno rispetto a quelli del latte intero con cui è prodotto. Tuttavia il latte, lo yogurt, ma anche i formaggi freschi e magri contengono lattoferrina, una glicoproteina della famiglia della transferrina con proprietà antibatteriche (chela gli ioni di ferro, quindi limita la disponibilità di questo elemento ai batteri).
  • Frutta matura, cercando di variare il più possibile i colori per favorire un’adeguata assunzione di vitamine, sali minerali e antiossidanti. Per aumentarne la digeribilità si consiglia di consumala cotta (es: mele cotte), alternandola però con quella cruda ed evitando la frutta che provoca maggiore acidità (da riconoscere su base individuale).
  • Formaggi magri come primo sale, fiocchi di latte, crescenza, etc. oppure stagionati ma con una minor quantità di grassi rispetto ad altri invecchiati, come il Grana Padano DOP.
  • Miele, in particolare quello di quercia e di manuka poiché hanno mostrato un potere batteriostatico in vitro contro l’HP.
  • Probiotici.
  • Masticare lentamente, frantumando accuratamente il cibo in bocca.
  • Una tazza di yogurt al mattino è molto utile: questo alimento, infatti, contiene batteri sani, in particolare Lactobacillus bulgaricus e Streptococcus thermophilus, benefici per l'intestino. Nella scelta dello yogurt, è meglio evitare varianti addolcite con zuccheri artificiali come la saccarina e il sucralosio, in grado di alterare la flora batterica intestinale.
  • Per preparare un frullato buono da bere a colazione e salutare per l'intestino, incorporare quanti più alimenti vegetali possibile (frutta, verdura, fagioli, semi, cereali integrali).
  • Semi di lino, che sono ricchi di Omega 3.
  • Mele: sono molto ricche di pectina e prevengono le infiammazioni del condotto intestinale.

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