Calcolo delle Proteine nella Dieta Chetogenica: Linee Guida Essenziali

La “dieta chetogenica” è uno strumento importante in diverse situazioni cliniche. Sin dal 1920, è stata utilizzata per controllare le crisi epilettiche in pazienti pediatrici affetti da epilessia non trattabile con i farmaci. Recentemente, la dieta chetogenica ha assunto un ruolo centrale nel trattamento dell’obesità e del sovrappeso, nonché nella gestione di numerose patologie associate.

Principi Fondamentali della Dieta Chetogenica

I principi fisiologici alla base della dieta chetogenica sono relativamente semplici. La restrizione severa dell’apporto di carboidrati, attraverso l’azione su ormoni quali insulina e glucagone, promuove la mobilitazione di lipidi dai tessuti di riserva e la loro utilizzazione a scopo energetico. Vista la scarsità di glucosio l’acetilCoA presente viene utilizzato per la produzione di corpi chetonici, sostanze dai nomi complessi come acetone, acetoacetato e acido β-idrossibutirrico, che divengono carburante d’elezione per le cellule del Sistema Nervoso Centrale. Quando il glucosio è presente in quantità sufficiente, esso risulta essere la sorgente di energia preferita dalla maggior parte dei tessuti del corpo.

L’organismo umano dispone di diverse forme di accumulo di riserve, la più consistente è quella rappresentata dal tessuto adiposo, che in un individuo medio del peso di 70 kg, può ammontare a circa 15 kg, mentre le scorte di carboidrati ammontano a poco meno di mezzo kg. È evidente che le riserve di zuccheri possono garantire energia per periodi di tempo molto limitati, mentre i grassi rappresentano una riserva ingentissima di energia. I tessuti ricevono energia in proporzione all’effettiva disponibilità di substrati nel sangue.

Chetosi Fisiologica: Cosa Significa?

Nella chetosi fisiologica la presenza di corpi chetonici nel sangue passa da 0.1 mmol/dl fino a circa 7-8 mmol/dl, senza però determinare alterazione significative del pH, normalmente intorno a 7.4, che può comunque ridursi leggermente nei primi giorni, vista l’acidità dei corpi chetonici, per tornare rapidamente ai livelli normali purché la concentrazione dei corpi chetonici si mantenga al di sotto di 10 mmol/dl.

La chetosi determina modifiche nella concentrazione di diversi ormoni e nutrienti, tra cui grelina, amilina e leptina e, ovviamente, dei corpi chetonici stessi. La chetosi fisiologica in un soggetto sano non va assolutamente confusa con la chetoacidosi diabetica, una condizione estremamente grave, potenzialmente fatale, che può svilupparsi in soggetti affetti da diabete di tipo I quando vengano a mancare le necessarie somministrazioni di insulina.

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In queste condizioni, pur in presenza di un’elevata glicemia, si assiste a un progressivo aumento di corpi chetonici nel sangue, su valori pari o superiori a 25 mmol/dl, con un loro progressivo accumulo in circolo e scarsa o nulla utilizzazione a livello dei tessuti.

Linee Guida per la Dieta Chetogenica

Due sono gli elementi alla base dei protocolli di dieta chetogenica più comunemente utilizzati per il dimagrimento:

  1. Riduzione dell’apporto giornaliero di carboidrati al di sotto dei 30-50 g al giorno. Quando il consumo di carboidrati supera questo valore soglia è difficile riuscire a indurre lo stato di chetosi.
  2. Riduzione dell’apporto calorico al di sotto delle 1200 kcal al giorno, più spesso intorno alle 800/900 kcal/die (Very Low Calories Diet).

L'Importanza delle Proteine

Il contributo proteico, al contrario di quanto comunemente si crede, viene mantenuto su valori di poco superiori a quanto indicato nelle linee guida, valori che oscillano intorno a 1-1,5 g per kg di peso corporeo, attestandosi intorno ai 50/120 grammi giornalieri a seconda delle caratteristiche del paziente. L’effetto di risparmio delle riserve proteiche potrebbe avvenire attraverso diversi meccanismi: l’uso di proteine è rilevante nei primi giorni della dieta, ma man mano che l’organismo comincia ad utilizzare in maniera preponderante acidi grassi liberi e chetoni per le proprie esigenze energetiche la richiesta di glucosio cala drasticamente, accompagnata della riduzione dell’uso di aminoacidi a scopo energetico. Non si esclude un effetto diretto dei corpi chetonici sul metabolismo proteico e sull’azione della tiroide, con riduzione di T3.

L’apporto di grassi dovrebbe oscillare tra i 20 e i 60 grammi al giorno o comunque una quantità che permetta di raggiungere l’apporto calorico desiderato per il soggetto, con netta predilezione per cibi ricchi di grassi insaturi di buona qualità come olio extravergine di oliva e pesce. Il consumo di verdure a ridotto contenuto di zuccheri è permesso in quantità libera, mentre per verdure con un contenuto di carboidrati più elevato è previsto un tetto alle porzioni da consumare, tra i 100 e i 200g. Integratori di proteine, vitamine e Sali minerali possono esser necessari, dato il ridotto e selezionato apporto di cibi.

Suggerisco di evitare tutti quei protocolli pseudo-chetogenici come Atkins e Dukan che prevedono un consumo indiscriminato e senza freno alcuno di alimenti ricchi di grassi e proteine. Tra i disturbi più comunemente riportati, specie nei primi giorni, ci sono mal di testa, che in genere scompare una volta raggiunta la chetosi, e stitichezza, dovuta alla decisa riduzione del volume di cibo consumato: per scongiurare situazioni di questo tipo è importante che il soggetto mantenga un elevato consumo di acqua durante la fase di dieta, intorno ai due litri giornalieri.

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Durata della Dieta Chetogenica

Ovviamente la dieta chetogenica non può essere protratta indefinitamente nel tempo: la maggior parte degli studi suggerisce che il piano alimentare chetogenico venga utilizzato per un periodo di 8/12 settimane.

Fasi della Dieta Chetogenica

La dieta, combinata con proteine in polvere, è un protocollo dietetico chetogenico integrato per ottenere la migliore compliance del paziente sovrappeso e obeso.

Fase 2 - Dieta di transizione (21 giorni)

Alimentazione ipocalorica sul modello della dieta mediterranea tramite il reintegro di tutti gli alimenti a livello quantitativo. Riduzione dell’introito proteico assunto con la somministrazione di 20/25 grammi al giorno di proteine in povere. Questo regime alimentare ha lo scopo di consolidare i risultati della prima fase.

Fase 3 - Riequilibrio metabolico

Alimentazione ipocalorica sul modello della dieta mediterranea.

Applicazioni Cliniche della Dieta Chetogenica

Una delle applicazioni classiche della dieta chetogenica è il trattamento dell’obesità severa in soggetti accuratamente selezionati: i vantaggi sono rilevanti, per la rapidità dei risultati che accresce notevolmente la motivazione, per la riduzione della sensazione di fame tipica della chetosi, per l’effetto di risparmio sul tessuto muscolare e per la maggior aderenza al piano alimentare che risulta in genere molto facile da seguire.

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Altro importante ambito d’applicazione è quello legato alla preparazione di soggetti candidati a chirurgia bariatrica e al trattamento di soggetti che richiedano un rapido calo di peso nella preparazione ad interventi chirurgici o nel trattamento di patologie osteo-articolari in cui il peso corporeo abbia un ruolo determinante.

Alcuni studi preliminari indicano un possibile ruolo della dieta chetogenica nel trattamento di patologie del sistema nervoso come Parkinson, grazie ad una riduzione dei danni ossidativi a carico delle cellule del SNC, e Alzheimer, grazie alla capacità dei corpi chetonici di ridurre il danno cellulare.

Non paiono fondate le obiezioni all’uso di una dieta chetogenica in soggetti obesi per un supposto effetto nel determinare aumento di colesterolo LDL e trigliceridi che, al contrario, la maggior parte degli studi dimostrano ridursi, assieme al colesterolo totale, con contemporaneo aumento del colesterolo HDL durante la dieta. Analogamente paiono esagerate le preoccupazioni relative ad un potenziale danno renale visto che diete chetogeniche condotte correttamente sono essenzialmente normoproteiche.

In effetti i pochi studi che hanno rilevato potenziali effetti negativi causati da diete chetogeniche tendevano a confondere queste diete con protocolli, perlopiù commerciali, ad elevato contenuto di proteine e grassi: una dieta chetogenica ben implementata è invece un piano alimentare a basso contenuto calorico, leggermente iperlipidico e sostanzialmente normoproteico.

Varianti della Dieta Chetogenica

Esistono diverse varianti della dieta chetogenica, tra cui:

  • Dieta a base di trigliceridi a media catena (MCTD)
  • Dieta di Atkins modificata (MAD)
  • Dieta a basso indice glicemico (LGID)

Ognuna di queste varianti presenta delle peculiarità in termini di apporto di macronutrienti, ma l'obiettivo comune è quello di indurre e mantenere lo stato di chetosi.

Di seguito una tabella riassuntiva delle principali caratteristiche delle varianti della dieta chetogenica:

Tipo di Dieta Chetogenica Carboidrati Proteine Grassi
Dieta Chetogenica Classica 10% 10% 90%
Dieta MCTD 20% 10% 70% (40-45% MCT)
Dieta MAD 5-10% (10-20g/die) 25% 65-70%
Dieta LGID 10-27% (IG <50) 28-30% 45-60%

È importante consultare un medico o un dietologo prima di intraprendere qualsiasi tipo di dieta chetogenica, per valutare la propria idoneità e personalizzare il piano alimentare in base alle proprie esigenze.

La dieta chetogenica, se ben implementata e seguita sotto controllo medico, può essere un valido strumento per il dimagrimento e per il trattamento di diverse patologie metaboliche e neurologiche.

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