Dieta per Cardias Incontinente: Cosa Mangiare per Alleviare i Sintomi

Il reflusso gastroesofageo è una condizione molto comune caratterizzata dalla risalita del contenuto gastrico acido dallo stomaco all'esofago attraverso la valvola del cardias incontinente. Questa problematica, che colpisce almeno il 15% della popolazione italiana, può essere gestita efficacemente attraverso una dieta mirata e cambiamenti nello stile di vita.

Comprendere Nausea, Vomito e Reflusso

Iniziamo con il fare chiarezza sulle definizioni di questi tre sintomi molto comuni che possono derivare da tantissime cause:

  • Nausea: è una sensazione spiacevole di vomito imminente, associata a ipersalivazione, tachicardia, pallore e sudorazione, può precedere il vomito.
  • Vomito: è l’espulsione forzata del contenuto gastrointestinale attraverso la bocca, ed è determinato dalla energica contrazione della muscolatura addominale e dal diaframma associato al rilasciamento del cardias innalzato nel torace, in coincidenza di un’onda antiperistaltica gigante che parte dal digiuno prossimale.
  • Reflusso: molto simile al vomito, è la risalita del contenuto acido gastrico dallo stomaco nell’esofago attraverso la valvola del cardias incontinente.

Le cause di queste tre situazioni sono tante, alcune volte sono facili da comprendere, molto spesso invece sono assolutamente senza una spiegazione logica ma legate ad un discorso emotivo.

Per esempio un lutto o una perdita di lavoro possono creare giorni in cui abbiamo sensazione di nausea o reflusso anche senza vomitare, questo è normalissimo, non vuol dire che ci stiamo ammalando, che abbiamo preso un virus o/e che ci verrà la febbre.

Dal punto di vista fisiologico tutto fa capo al sistema nervoso dove troviamo il centro del vomito, dal sistema nervoso centrale parte l’effetto del parasimpatico che gestisce tutti gli effetti dell’apparato gastrointestinale.

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Quindi è di fondamentale importanza investigare ogni particolare situazione che può avere sia un processo patologico a monte e tramite il nervo cranico inviare uno stimolo al centro del vomito come sintomo della patologia “x”, sia essere il risultato di processi emotivi forti che stimolano determinate vie neuronali.

Cruciale nel ruolo del professionista indagare anche la possibilità di aver ingerito un alimento avariato o qualcosa che non abbiamo digerito e che possa averci scatenato nausea vomito o reflusso, attenzione però a non considerarle come unica causa perchè non è detto che tutto quello che il nostro organismo non riconosce lo vomita, purtroppo questo lo dimostrano bene i bambini piccoli, che ingeriscono di tutto, compresi metalli alle volte, non vomitano ma espellono dalle feci i corpi estranei nelle situazioni più facili oppure hanno bisogno di intervento medico nelle situazioni più complesse.

Noi nutrizionisti possiamo, una volta analizzata l’anamnesi del paziente, intraprendere il percorso nutrizionale più adatto per ogni specifico caso clinico, non c’è una dieta generica per nausea, reflusso e vomito, bisogna curare la patologia che da questi sintomi quando è curabile oppure trovare la strategia migliore, per esempio, nel caso di un paziente in chemioterapia dobbiamo aiutare quella persona a trovare i cibi che danno meno nausea o meno reflusso che di per se avranno per le medicine che devono assumere.

Alimenti Consigliati e da Evitare

I suggerimenti per stare meglio in caso di nausea, vomito e reflusso sono di evitare di bere durante i pasti perchè stimola ancora di più l’onda peristaltica inversa, limitare cibi particolarmente speziati perchè possono dare fastidio e stimolare l’atto del vomito, in particolare il piccante che può accentuare il reflusso acido così come anche tutti i cibi particolarmente acidi (pomodoro, agrumi, aceto).

Eliminare i dolci e l’alcol per la presenza di zucchero altamente concentrato, ricordiamoci che lo zucchero è altamente infiammatorio e può accentuare ogni forma di infiammazione già presente nel nostro organismo. Ridurre a zero cibi grassi (carni rosse, insaccati, formaggi, cibi elaborati) e fritti per le difficoltà digestive in un momento particolare in cui lo stomaco non sta funzionando come dovrebbe.

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Una persona per sentire meno la sensazione di nausea o reflusso deve fare pasti piccoli e bere prima del pasto per aiutare lo stomaco alla digestione, bere e mangiare lentamente per iniziare meglio la digestione.

Sia nei casi di vomito sia come cibi anti reflusso nei casi di gastrite sono da preferire cibi secchi come cracker o toast o pane biscotto, ricordarsi in caso di vomito di reintegrare i liquidi.

Può essere molto utile dare un supplemento di probiotici e prebiotici. L’integrazione è veramente suggerita per risolvere problematiche legate all’apparato digerente come anche la stipsi o la diarrea, diciamo che ci aiutano per tutti i sintomi di disbiosi intestinale quindi anche in caso di nausea e reflusso.

Assumere dei fermenti per un mese un paio di volte l’anno ci aiuta a mantenere una microflora intestinale sana, la colonizzazione del nostro macrobiota è crescente dallo stomaco al colon quindi è fondamentale sia sana per un ruolo passivo di protezione ed attivo nella gestione del funzionamento dell’appartato digerente.

L’olio extravergine di oliva è di fondamentale importanza nell’alimentazione funzionale alla digestione perché stimola il flusso biliare, protegge la mucosa gastrica e regola la secrezione degli acidi. Ottimo condimento anche nei casi di gastrite acuta per le sue proprietà lenitive sulle mucose di bocca, esofago e stomaco ed infine per essere un antinfiammatorio naturale.

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Per i pasti come pranzo e cena meglio scegliere le proteine, quindi carni e pesci bianchi, che sono di più veloce digestione, però si possono inserire pasta e riso, specialmente la sera, che sono fonte di triptofano, un amminoacido che produce serotonina e quindi rilassa ed attenua i fastidi del reflusso, conciliando anche un riposo migliore.

Come proteine anche le uova possono essere inserite nella dieta antireflusso perché facilmente digeribili, meglio le cotture in camicia e alla coque (non in frittata con verdure per un tempo molto più lungo di digestione).

Tra le verdure io consiglio il consumo di finocchi, carciofi, indivia, zucchine, cardi, agretti e fagiolini che hanno un potere lenitivo per lo stomaco e contengono potassio che aiuta anche il fegato a mantenere una buona saluta dell’organo stesso.

Anche le spezie, come curcuma e zenzero, si sono rivelati ottimi antinfiammatori naturali ed aiutanti validi nei processi digestivi. Un articolo molto completo inerente le proprietà dello zenzero della mia collega, dottoressa Terranova, lo potete trovare al seguente link: proprietà dello zenzero.

La frutta fresca per il reflusso è fortemente sconsigliata perché acida e zuccherina, inoltre contiene molta acqua quindi rallenta la digestione ed aumenta il reflusso acido.

Alimenti raccomandati:

  • Riso, pasta, avena, farro, miglio
  • Cibi secchi come biscotti secchi, fette biscottate, crackers
  • Olio EVO a crudo
  • Tisane ed infusi a base di finocchio, alloro, camomilla, malva e liquirizia

Frutta e verdura preferibili:

  • Mela, banana
  • Finocchi, carote, zucchine e cavolo

Proteine magre:

  • Carni magre (es. pollo, tacchino, coniglio)
  • Pesce (es. sogliola, branzino, orata e merluzzo)
  • Formaggi magri

Dieta Antireflusso nei Bambini

La dieta antireflusso nei bambini è un approccio alimentare volto a ridurre i sintomi del reflusso gastroesofageo, come bruciore di stomaco e rigurgito. Ci sono delle linee guide specifiche molto simili a quelle dell’adulto.

  • Frazionare i pasti: offrire piccoli pasti frequenti piuttosto che pochi pasti abbondanti.

Evitare cibi che peggiorano il reflusso

  • Alimenti grassi e fritti: questi possono rallentare lo svuotamento gastrico.
  • Cioccolato e menta: possono rilassare lo sfintere esofageo inferiore, aumentando il rischio di reflusso.
  • Cibi piccanti: possono irritare l’esofago.
  • Cibi ricchi di acqua e acidi: come agrumi e pomodori, possono aumentare l’acidità gastrica.
  • Bevande gassate e caffeina o teina: possono aumentare la pressione addominale e rilassare lo sfintere esofageo.

Favorire cibi che aiutano a ridurre il reflusso:

  • Carne magra: pollo, tacchino, pesce e tagli magri di vitello.
  • Verdure: inserirne due porzioni al giorno ma evitare quelle acide come i pomodori.
  • Frutta non acida: banane, mele e pere (senza buccia o cotte).
  • Grani e cereali integrali: pane integrale, riso, avena.
  • Latticini a basso contenuto di grassi: latte scremato, yogurt a basso contenuto di grassi.

Modifiche dello stile di vita

  • Posizione verticale dopo i pasti: far sedere il bambino in posizione eretta per almeno 30 minuti dopo aver mangiato.
  • Elevare la testa durante il sonno: utilizzare un cuscino per mantenere la testa del bambino leggermente elevata.
  • Consultare un medico: se i sintomi persistono o peggiorano, è importante consultare un pediatra o un gastroenterologo pediatrico. Potrebbero essere necessarie ulteriori indagini o farmaci specifici per gestire la condizione.

Ricordiamoci che ogni bambino è diverso e potrebbe reagire in modo diverso ai vari cibi.

Reflusso nei Neonati

Il reflusso nei neonati spesso migliora con il tempo man mano che il sistema digestivo matura. La maggior parte dei bambini supera il reflusso entro il primo anno di vita.

Consigli utili:

  1. Piccoli pasti frequenti: Alimentare il neonato con porzioni più piccole e più frequenti per evitare il sovraccarico dello stomaco.
  2. Pausa per il ruttino: Fare pause durante l’alimentazione per permettere al neonato di fare il ruttino, riducendo la quantità di aria nello stomaco.
  3. Posizione verticale dopo la poppata: Tenere il neonato in posizione verticale per almeno 20-30 minuti dopo la poppata per aiutare a mantenere il contenuto dello stomaco al suo posto.
  4. Angolazione del letto: Sollevare la testa del letto del neonato di circa 30 gradi per aiutare a prevenire il reflusso durante il sonno. Utilizzare un cuscino inclinato apposito per neonati.
  5. Allattamento al seno: Il latte materno è spesso più facilmente digeribile e può causare meno problemi di reflusso rispetto al latte artificiale.
  6. Modifica del latte artificiale: Se il neonato è alimentato con latte artificiale, discutere con il pediatra l’uso di formule anti-reflusso o formule idrolizzate, che possono essere più facili da digerire.

Quando consultare un medico:

  • Crescita scarsa o perdita di peso: Se il reflusso influisce sulla crescita del neonato, è importante consultare un pediatra.
  • Sintomi respiratori persistenti: Tosse cronica, raucedine, o apnea possono essere segni di un reflusso grave che richiede valutazione medica.
  • Irritabilità e dolore significativi: Se il neonato sembra soffrire molto a causa del reflusso, potrebbe essere necessario un trattamento medico.

Consigli Aggiuntivi per la Gestione del Reflusso

Gestire il reflusso gastroesofageo (RGE) attraverso la dieta è una strategia efficace che può migliorare significativamente la qualità della vita.

Alimenti consigliati:

  • Carni magre
  • Verdure non acide
  • Frutta non acida
  • Grani integrali
  • Latticini a basso contenuto di grassi
  • Cibi ricchi di fibre

Seguire una dieta antireflusso richiede attenzione e consapevolezza di come il corpo reagisce a determinati cibi.

I sintomi piuttosto fastidiosi: i pazienti lamentano un bruciore alla bocca dello stomaco (dovuta all’azione lesiva dell’acido cloridrico) e il rigurgito del bolo alimentare (a volte fino alla bocca) nelle due ore successive al pasto.

Il disturbo, più diffuso nelle donne che affrontano una gravidanza in età avanzata, è dovuto a una perdita di tono del cardias (la valvola che regola il passaggio del cibo tra l’esofago e lo stomaco) o a un’alterata motilità nel tubo digerente.

Ne soffre almeno il 15% della popolazione italiana, ma il dato è omogeneo in tutto l’Occidente. Tenere sotto controllo il peso è quanto viene richiesto ai pazienti, ancor prima di iniziare la terapia. È questa, secondo gli esperti, l’unica raccomandazione riguardante lo stile di vita. Ben venga, dunque, l’attività fisica.

Per il momento, invece, sono stati parzialmente assolti gli alimenti ritenuti corresponsabili della malattia: caffè, caffeina, cioccolato, piatti piccanti, agrumi, cibi grassi e menta.

«Sono cibi che il paziente affetto da malattia da reflusso può mangiare, purché non in abbondanza», sostiene Fabio Monica, direttore della divisione di gastroenterologia ed endoscopia digestiva degli ospedali Riuniti di Trieste e consigliere nazionale dell’Associazione italiana gastroenterologi ospedalieri (Aigo).

«Non bisogna consumare pasti abbondanti, soprattutto a tarda sera. È il trattamento più drastico, ma anche quello meno diffuso. L’intervento è mirato a ristabilire la corretta funzionalità del cardias.

Ma quando la malattia da reflusso è causata da un’alterata motilità nell’esofago o nello stomaco, la chirurgia non è risolutiva. «L’esperienza mi dice che soltanto sul 5-10% dei pazienti si interviene in questo modo - prosegue Testoni -. Molti di loro sono giovani costretti a una terapia permanente. Va bene anche per gli adulti, purché si sia certi della diagnosi documentata dall’esame attraverso ph-impedenziometria».

Abitudini Alimentari e Stile di Vita

  • Non bere durante i pasti: è meglio evitare di bere durante i pasti perché può stimolare l’onda peristaltica inversa.
  • Evitare pasti abbondanti: «Non bisogna consumare pasti abbondanti, soprattutto a tarda sera.
  • Pasti piccoli e frequenti: Per i bambini, offrire piccoli pasti frequenti, evitare cibi grassi, cioccolato, menta, cibi piccanti e acidi.
  • Non fare colazione significa stare molte ore a digiuno, sostanzialmente dalla cena al pranzo del giorno successivo.
  • Mangiare velocemente può favorire l’acidità per diversi motivi, il principale è che la digestione comincia in bocca, con la masticazione e con gli enzimi prodotti dalle ghiandole salivari che preparano il cibo prima che arrivi allo stomaco. Quando manca questo passaggio, si pongono le premesse per una digestione più lenta e faticosa.
  • Prendersi del tempo per mangiare con calma, godersi il pasto, masticare lentamente.
  • I cibi molto caldi (come anche i cibi troppo freddi come le bevande ghiacciate) tendono a interferire con il processo digestivo.
  • Pasti troppo abbondanti sono difficili da digerire in tempi limitati e la digestione lunga può provocare un aumento della presenza dei succhi gastrici nello stomaco. Attenzione quindi alla quantità di grassi da condimento che utilizziamo (in particolare quelli di origine animale come burro, lardo, strutto etc.), ai fritti, alla carne rossa o alle carni trasformate e ai formaggi.
  • Aumentare la frequenza di cibi ricchi di antiossidanti nella dieta significa aumentare le fonti vegetali. Non esistono evidenze scientifiche che indichino l’eliminazione di determinate categorie di ortaggi (ad esempio l’insalata).
  • Alimenti che hanno caratteristiche intrinseche irritanti (alcolici, caffè e the, cacao, agrumi, aceto, succo di pomodoro).
  • Bibite gassate e all’abitudine di masticare chewingum, entrambi aumentano direttamente o indirettamente la quantità di aria presente nella sacca gastrica.

Rimedi Naturali e Integratori

Bere acqua in abbondanza lava via l'acido dalle pareti dell'esofago, diluisce i succhi gastrici e tampona i sintomi del reflusso. E' opportuno garantirsi almeno 8 bicchieri d'acqua al giorno e scegliere quella non gasata, che gonfia meno lo stomaco rispetto all'acqua frizzante ed esercita quindi una minor pressione contro il cardias.

Sono del tutto indicati anche infusi e tisane, meglio ancora se a base di erbe dalle proprietà utili contro i sintomi del reflusso gastroesofageo. Si considerino in primo luogo la melissa (Melissa officinalis), un toccasana per i disturbi gastrici, specie quando complicati da una componente nervosa, la camomilla (Matricaria chamomilla), che ha proprietà sedative, antiflogistiche e antispastiche, e la malva (Malva officinalis), ricca di mucillagini antinfiammatorie.

Si impiega a crudo, sia come condimento per le verdure, sia tal quale, ingerendone un cucchiaio subito dopo i pasti.

Dieta Serale per il Reflusso Gastroesofageo

Un'ultima considerazione va alla dieta serale per il reflusso gastroesofageo.

In caso di reflusso, specialmente nelle sue fasi più acute, chi ne soffre deve fare molta attenzione a far trascorrere diverse ore (almeno 3) fra la cena e il momento di coricarsi.

Malattie Esofagee e Reflusso Gastroesofageo

Le malattie che colpiscono l'esofago determinano un'alterazione della deglutizione, del raggiungimento del bolo nello stomaco e del contenimento gastrico. L'esofago è un organo che mette in comunicazione la bocca e lo stomaco; è cavo, di forma tubulare e lungo circa 25-30 cm nell'adulto. L'esofago inizia dallo sfintere cricofaringeo (superiormente) e termina con il cardias (inferiormente).

Come tutte le strutture anatomiche del corpo umano, l'esofago è soggetto ad alterazioni patologiche che ne compromettono l'integrità strutturale, di conseguenza il meccanismo fisiologico d'azione. E' quindi deducibile che le malattie dell'esofago determinino essenzialmente l'alterazione della motilità peristaltica... che tradotto in parole povere significa la compromissione del trasporto alimentare dalla faringe allo stomaco.

Le malattie dell'esofago sono di due tipi: alcune dette da ipermotilità, ovvero determinate da: un'aumentata capacità contrattile in concomitanza ad una mancata coordinazione tra gli stimoli e all'incapacità di rilascio del cardias; altre classificabili per ipomotilità, ovvero generate dall'insufficienza contenitiva del cardias. In merito a queste ultime, la manifestazione clinica preponderante è la MRGE -malattia da reflusso gastro-esofageo che, se trascurata, può sfociare nell'infiammazione cronica fino a determinare esofagite e/o esofago di Barrett.

I consigli igienico-alimentari che riguardano le malattie dell'esofago, in realtà, si riferiscono fondamentalmente alla malattia da reflusso gastro-esofageo (MRGE). La MRGE è una malattia cronica e potenzialmente recidivante, pertanto l'alimentazione specifica non dev'essere considerata una terapia transitoria, bensì una condizione permanente.

La malattia da reflusso gastro-esofageo si associa frequentemente ad un altro disturbo, o meglio, ad un'alterazione anatomica che tende a peggiorare i sintomi e le relative complicanze: l'ernia iatale; quest'ultima altro non è che un'invaginazione (una specie di "risucchio") della porzione gastrica superiore (parte cardiaca) al di sopra del diaframma, dove dovrebbe terminare l'esofago.

L'ernia iatale, la MRGE e le relative complicanze sono strettamente correlate alle condotte alimentari inappropriate, al sovrappeso e soprattutto all'obesità viscerale; ne deriva che, nell'eventualità che i soggetti affetti da MRGE ed ernia iatale si caratterizzino per un eccesso di adipe o di grasso viscerale, il primo accorgimento dietetico utile a correggerne l'alimentazione è la RIDUZIONE ENERGETICA COMPLESSIVA.

Consigli dietetici:

  • Il consumo di colazioni, pranzi e cene molto poco abbondanti, in quanto l'eccesso favorisce sia la comparsa che la cronicizzazione dei sintomi.
  • La riduzione drastica (meglio l'abolizione) delle spezie, del tè e del caffè; questi condimenti/alimenti favoriscono sia l'acidità che il riversamento del contenuto gastrico all'interno dell'esofago.
  • L'eliminazione delle componenti che RIDUCONO il tono dello SFINTERE ESOFAGEO INFERIORE peggiorando il contenimento gastrico e facilitando il reflusso; sono rispettivamente: il cacao e/o il cioccolato, il fumo di sigaretta e la menta.

NB. E' invece CONSIGLIATO l'utilizzo di chewin-gum in quanto può facilitare la clearance esofagea stimolando la salivazione e la frequenza della deglutizione.

Un corretto stile di vita è in grado di ridurre la sintomatologia nel 20-30% dei casi. In questo caso si parla di malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE): una condizione benigna, ma può essere a sua volta causa di disturbi cronici ricorrenti che interferiscono con la normale qualità della vita. Nella maggior parte dei casi il reflusso dipende dall’incontinenza del cardias (valvola che regola il passaggio del bolo alimentare tra esofago e stomaco).

Altre Raccomandazioni

La malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) è un disturbo legato alla risalita del contenuto gastrico nell'esofago che, non avendo le debite protezioni verso un pH tanto acido, nel lungo termine può danneggiarsi determinando una sintomatologia caratterizzata da: pirosi retro-sternale, rigurgito di materiale gastrico (di notte NON sempre avvertibile) e dolore epigastrico;

NB. Il reflusso gastro-esofageo è una manifestazione FISIOLOGICA (circa 50 episodi al giorno), ma ciò che determina la MRGE è l'alterazione dell'equilibrio tra gli agenti aggressivi (contenuto gastrico acido) e quelli preventivo-difensivi dell'esofago; questi ultimi sono: la barriera anti-reflusso (costituita principalmente dallo sfintere esofageo inferiore - SEI - la quale attività, nella MRGE, risulta parzialmente compromessa) e il trofismo mucoso (epitelio pavimentoso stratificato che impedisce il passaggio degli ioni acidi alla sottomucosa - nella MRGE notevolmente logorato dallo stress chimico del contenuto gastrico).

I criteri diagnostici della malattia da reflusso gastro-esofageo sono legati prevalentemente alla sintomatologia: episodi di reflusso che perdurano almeno 3-5 minuti e si associano a pirosi, rigurgito e dolore. Tuttavia, soprattutto nella fase iniziale, la malattia da reflusso gastro-esofageo risulta quasi totalmente asintomatica e per la diagnosi sono necessari: una valutazione pH-metrica associata e, possibilmente, ad una esofagogastroduodenoscopia.

Abitudini e accorgimenti:

  • Eventualmente, ridurre il sovrappeso
  • Ripartire maggiormente i pasti riducendone il volume
  • Eliminare gli alimenti che promuovono la secrezione gastrica (nervini: caffè, tè, alcolici)
  • Eliminare spezie e bevande gassate
  • Eliminare/ridurre al minimo i pasti molto grassi
  • Eliminare/ridurre al minimo i cibi proteici poco digeribili, quindi crudi o con cottura prolungata
  • Eliminare/ridurre al minimo i cibi molto freddi o molto caldi
  • Eliminare/ridurre al minimo cioccolata, menta, cipolla e aglio.

La malattia da reflusso gastro-esofageo deve essere anche associata ad alcune abitudini ben precise; ad esempio: abolizione del fumo di sigaretta, eliminazione degli abiti troppo stretti, mantenimento della postura eretta durante e dopo i pasti, masticazione prolungata, coricarsi almeno 3 ore dopo il pasto e la non esecuzione di sforzi fisici subito dopo il pasto.

Allo stesso modo, gli alimenti ricchi di zuccheri raffinati possono contribuire al reflusso.

Evitare di mangiare subito prima di andare a dormire, in quanto il processo digestivo non è completato e la posizione orizzontale può favorire la risalita dei succhi gastrici nell’esofago.

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