I sintomi della gastrite possono essere davvero fastidiosi, soprattutto dopo aver mangiato: dolori, bruciori, crampi allo stomaco e nausea. La gastrite è un’infiammazione della mucosa gastrica, che può evolvere rapidamente (acuta) o perdurare nel tempo (cronica). Nella maggior parte dei casi la gastrite è un disturbo non grave e facilmente risolvibile. Alcuni cibi, infatti, possono peggiorare ulteriormente questa condizione.
Cos'è l'Helicobacter Pylori e Come Influisce sulla Salute Gastrica
Helicobacter pylori colonizza lo stomaco di oltre il 50% della popolazione umana mondiale. Questo batterio è il principale responsabile di gastrite e di ulcera (sia gastrica che duodenale), perché grazie alla sua forma a spirale e alla presenza di flagelli, riesce a non essere trasportato passivamente dallo strato più superficiale del muco gastrico e di raggiungere la parte più profonda, meno viscosa e mobile, penetrando nel tessuto. La sua presenza causa gastrite in quasi tutti i pazienti e, in un sottogruppo di persone, l’infezione persistente con H.P. produce sostanze che richiamano i mediatori dell’infiammazione, causando uno stato infiammatorio che nella maggior parte dei casi diventa cronico.
- Helicobacter Pylori colonizza lo stomaco di oltre il 50% della popolazione mondiale.
- Nella maggior parte dei soggetti di origine italiana, l’Helicobacter vive da saprofita e non è pericoloso.
- Questo batterio è il principale responsabile di gastrite e di ulcera.
L'Importanza della Dieta nell'Infezione da H. Pylori
I fattori ambientali, come la dieta dell’ospitante, stanno emergendo come componenti importanti dell’ecologia all’interno dell’ambiente gastrico. E’ probabile che l’ambiente gastrico sia fortemente influenzato dall’intake nutritivo. Al contrario, il sale e la disponibilità di alcuni metalli di transizione possono alterare la virulenza di H. Pylori è in grado di creare una nicchia replicativa all’interno dell’ambiente ospite ostile, sovvertendo e modificando la risposta immunitaria generata per competere con successo sui nutrienti limitati, come i metalli di transizione implementando un arsenale di metallo proteine di acquisizione e fattori di virulenza.
Le abitudini alimentari possono avere un ruolo importante nello sviluppo dell'infezione da Helicobacter pylori. In particolare un basso livello di antiossidanti assunti con la dieta potrebbe determinare una maggiore suscettibilità all’infezione, mentre una dieta bilanciata, con un’adeguata assunzione di antiossidanti da frutta e verdura dovrebbe ridurre il rischio.
Alimenti da Evitare
Persone che soffrono di infezione da Helicobacter Pylori, devono innanzitutto seguire una terapia medica con antibiotici e inibitori di pompa. Vanno evitati: il caffè, anche quello decaffeinato, il thè, l’alcol, le bevande gassate, le spezie, soprattutto quelle piccanti, i cibi fritti, e in generale gli alimenti molto grassi, ma anche quelli eccessivamente zuccherini, cibi in scatola, insaccati e formaggi e cibi affumicati. Inoltre bisogna evitare di fare pasti unici e abbondanti per evitare di irritare ulteriormente la mucosa.
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Si consiglia di ridurre il consumo di bevande nervine (caffè, tè, cola), spezie, alcool, alimenti ricchi di grassi (come salse, dolci farciti con creme, cibi fritti), cioccolato, alimenti conservati sotto sale, formaggi molto grassi, bibite gassate, agrumi, pomodoro. Gli alimenti grassi, ma anche l’alcol e la cioccolata tendono a far refluire i succhi gastrici, mentre gli alimenti troppo caldi o troppo freddi e i cibi salati tendono a creare un surplus di secrezione gastrica.
Evitare un’alimentazione sbilanciata, troppo ricca di grassi, proteine e povera o priva di carboidrati. Devono essere evitate tutte le bevande che possono irritare la mucosa dello stomaco o che possono aumentare la produzione di acido gastrico. Stesso discorso vale per il caffè, anche quello decaffeinato, e per tutte le bibite contenenti caffeina. Il latte ha un effetto benefico immediato, ma dopo il sollievo iniziale può causare una veloce ricomparsa dei sintomi.
Alimenti Consigliati
Sono consigliati: frutta e verdura, che con il loro potere alcalino possono contrastare l’ipersecrezione acida, ortaggi, come le patate, e legumi. Sì agli acidi grassi polinsaturi, di tipo omega3 e omega 6, poiché sono precursori delle prostaglandine che regolano il processo infiammatorio con effetti protettivi nei riguardi delle mucose, in particolare quelle gastriche.
Studi scientifici indicano che i flavonoidi, presenti in alimenti come mele, mirtilli, cipolle rosse, tè verde e cacao, possono inibire la crescita dell’helicobacter pylori. Broccoli, cavolfiori, cavoli e cavoletti di Bruxelles sono ricchi di sulforafano, un composto con proprietà antibatteriche potenzialmente utili contro l’H. Pylori. La fibra, presente in cereali integrali, frutta e verdura, favorisce la regolarità intestinale e può aiutare a ridurre il gonfiore addominale, un sintomo comune dell’infezione da helicobacter pylori. Gli acidi grassi Omega-3, presenti in pesce grasso (salmone, sgombro), semi di lino e noci, hanno proprietà antinfiammatorie e possono contribuire a ridurre l’irritazione dello stomaco causata dall’helicobacter pylori. Cibi ricchi di vitamina C e zinco aiutano la riparazione dei tessuti danneggiati e supportano la funzione immunitaria.
Consigli Aggiuntivi per la Gestione della Dieta
- Occorre programmare i pasti in modo che lo stomaco non rimanga vuoto per troppo tempo e fare più piccoli pasti nell’arco della giornata.
- Un altro consiglio è quello di masticare molto lentamente per favorire la digestione, perché come abbiamo detto, quando ci troviamo in presenza di ulcera la digestione non viene effettuata in maniera opportuna da parte dello stomaco, e il cibo resta di dimensioni grossolane.
- Pasti abbondanti: meglio fare più pasti piccoli e frequenti durante il giorno, piuttosto che un unico pasto abbondante.
Diagnosi e Trattamento dell'Helicobacter Pylori
In presenza di disturbi gastrointestinali e di sospetto di infezione da helicobacter pylori, il medico può richiedere esami specifici per la ricerca del batterio. Il più semplice è il test del respiro (urea breath test) effettuato su campioni di aria espirata. Entrambi i test possono essere influenzati dall'assunzione di farmaci che inibiscono la secrezione acida dello stomaco e, per questo motivo, tali medicinali dovrebbero essere sospesi per circa due settimane prima dell'esecuzione degli esami.
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La ricerca dell'helicobacter pylori mediante esami non invasivi è, in genere, richiesta nelle persone con difficoltà digestive (dispepsia) di età inferiore ai 60 anni e senza disturbi (sintomi) importanti. Esami non invasivi sono anche raccomandati nelle persone costrette a prendere per lungo tempo farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) o inibitori della secrezione acida gastrica (inibitori della pompa protonica). Dopo i 60 anni di età e/o in presenza di disturbi (sintomi) che facciano sospettare l'infezione quali febbre, perdita di peso, anemia, sanguinamento intestinale, sensazione di arresto del cibo dopo la deglutizione o presenza di familiari con cancro dello stomaco, è richiesta più spesso la gastroscopia con il prelievo di piccole quantità di tessuto (biopsie).
Quando l’infezione da Helicobacter pylori provoca un’ulcera o il paziente deve assumere antinfiammatori non steroidei a lungo termine, è necessario eliminare il batterio. La terapia consiste in una combinazione di antibiotici e inibitori di pompa protonica, farmaci che riducono l’acidità dello stomaco, da assumere per circa due settimane.
Supporti Integrativi al Trattamento
Per la complessità dell’infezione da H.Pylori sono stati proposti altri supporti integrativi al fine di rinforzare la risposta immunitaria, alleviare gli effetti del trattamento antibiotico e farmacologico, ripristinare l’integrità di mucosa e la funzione gastrointestinale: curcumina, liquirizia, sulforafano, berberina, lattoferrina, NAC, betaina HCL, enzimi digestivi, Lactobacillus gasseri LG21 e OLL2716, S. Boulardii.
Il trattamento dietetico si modula sulla sintomatologia e l’intensità dei sintomi riportati dal paziente, sulla base del suo stato nutrizionale, lasciando il giusto timing per riportare il soggetto ad una dieta variata e completa e sostenendo il corretto ph gastrico.
Sintomi dell'Infezione da Helicobacter Pylori
L’infezione da helicobacter pylori (H. pylori), un batterio che colpisce lo stomaco, può manifestarsi con diversi sintomi. Sebbene alcune persone infette siano asintomatiche, è fondamentale riconoscere i segnali del corpo. Tra i sintomi più comuni dell’ helicobacter pylori troviamo: dolore o bruciore allo stomaco (simile a quello della gastrite), gonfiore addominale, nausea e vomito, perdita di appetito, eruttazione frequente e feci scure o maleodoranti.
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Se si sospetta un’infezione da H. pylori, è cruciale consultare un medico per una diagnosi accurata e un trattamento adeguato.
Tabella riassuntiva: Alimenti Consigliati e da Evitare
| Alimenti Consigliati | Alimenti da Evitare |
|---|---|
| Frutta e verdura (con potere alcalino) | Caffè (anche decaffeinato) |
| Ortaggi (patate, legumi) | Tè |
| Acidi grassi polinsaturi (Omega-3 e Omega-6) | Alcol |
| Alimenti ricchi di flavonoidi (mele, mirtilli, cipolle rosse, tè verde, cacao) | Bevande gassate |
| Broccoli, cavolfiori, cavoli e cavoletti di Bruxelles (ricchi di sulforafano) | Spezie (soprattutto piccanti) |
| Cereali integrali (ricchi di fibre) | Cibi fritti |
| Pesce grasso (salmone, sgombro), semi di lino e noci (ricchi di Omega-3) | Alimenti molto grassi |
| Cibi ricchi di vitamina C e zinco | Alimenti eccessivamente zuccherini |
| Cibi in scatola | |
| Insaccati e formaggi | |
| Cibi affumicati |
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