Dolori, bruciori, crampi allo stomaco e nausea: i sintomi della gastrite possono essere davvero fastidiosi, soprattutto dopo aver mangiato. Alcuni cibi, infatti, possono peggiorare ulteriormente questa condizione. La gastrite è un’infiammazione della mucosa gastrica, che può evolvere rapidamente (acuta) o perdurare nel tempo (cronica). Nella maggior parte dei casi la gastrite è un disturbo non grave e facilmente risolvibile.
Cos'è l'Helicobacter Pylori e Come Influisce sulla Gastrite
L’Helicobacter Pylori è un batterio che risiede nello stomaco umano. Questo batterio è il principale responsabile di gastrite e di ulcera (sia gastrica che duodenale), perché grazie alla sua forma a spirale e alla presenza di flagelli (strutture locomotrici tipiche dei batteri), Helicobacter Pylori riesce a non essere trasportato passivamente dallo strato più superficiale del muco gastrico e di raggiungere la parte più profonda, meno viscosa e mobile, penetrando nel tessuto. Inoltre H.P. produce sostanze che richiamano i mediatori dell’infiammazione, causando uno stato infiammatorio che nella maggior parte dei casi diventa cronico.
Il nostro stomaco, infatti, attraverso la produzione di acido cloridrico da parte di alcune cellule appositamente deputate, le cellule ossintiche (o parietali), ha proprio il compito di rendere il cibo più sicuro, eliminando l’eventuale presenza di batteri patogeni che potremmo introdurre con l’alimentazione.
Acqua e cibo contaminati possono essere veicolo di infezione: il batterio può vivere in acqua non potabile o contaminata da feci umane o animali. Nella maggior parte dei casi nei soggetti di origine italiana l’Helicobacter vive da saprofita, e non è pericoloso.
Quali sono i sintomi di un'infezione da Helicobacter Pylori?
Generalmente l’infezione da Helicobacter è asintomatica. L’infezione può causare anche ulcere nel tratto del duodeno.
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Diagnosi dell'Helicobacter Pylori
In presenza di disturbi gastrointestinali e di sospetto di infezione da helicobacter pylori, il medico può richiedere esami specifici per la ricerca del batterio. Il più semplice è il test del respiro (urea breath test) effettuato su campioni di aria espirata. Entrambi i test possono essere influenzati dall'assunzione di farmaci che inibiscono la secrezione acida dello stomaco e, per questo motivo, tali medicinali dovrebbero essere sospesi per circa due settimane prima dell'esecuzione degli esami.
La ricerca dell'helicobacter pylori mediante esami non invasivi è, in genere, richiesta nelle persone con difficoltà digestive (dispepsia) di età inferiore ai 60 anni e senza disturbi (sintomi) importanti. Esami non invasivi sono anche raccomandati nelle persone costrette a prendere per lungo tempo farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) o inibitori della secrezione acida gastrica (inibitori della pompa protonica).
Dopo i 60 anni di età e/o in presenza di disturbi (sintomi) che facciano sospettare l'infezione quali febbre, perdita di peso, anemia, sanguinamento intestinale, sensazione di arresto del cibo dopo la deglutizione o presenza di familiari con cancro dello stomaco, è richiesta più spesso la gastroscopia con il prelievo di piccole quantità di tessuto (biopsie).
Come si cura il batterio Helicobacter allo stomaco?
Quando l’infezione da Helicobacter pylori provoca un’ulcera o il paziente deve assumere antinfiammatori non steroidei a lungo termine, è necessario eliminare il batterio. La terapia consiste in una combinazione di antibiotici e inibitori di pompa protonica, farmaci che riducono l’acidità dello stomaco, da assumere per circa due settimane.
Alimentazione e Helicobacter Pylori: Cosa Evitare
Persone che soffrono di infezione da Helicobacter Pylori, devono innanzitutto seguire una terapia medica con antibiotici e inibitori di pompa. La terapia è fondamentale poiché è ormai risaputo che casi di gastrite cronica da H.P. Vanno evitati: il caffè, anche quello decaffeinato, il thè, l'alcol, le bevande gassate, le spezie, soprattutto quelle piccanti, i cibi fritti, e in generale gli alimenti molto grassi, ma anche quelli eccessivamente zuccherini, cibi in scatola, insaccati e formaggi e cibi affumicati.
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Quindi si consiglia di ridurre il consumo di bevande nervine (caffè, tè, cola), spezie, alcool, alimenti ricchi di grassi (come salse, dolci farciti con creme, cibi fritti), cioccolato, alimenti conservati sotto sale, formaggi molto grassi, bibite gassate, agrumi, pomodoro. Inoltre bisogna evitare di fare pasti unici e abbondanti per evitare di irritare ulteriormente la mucosa.
Devono essere evitate tutte le bevande che possono irritare la mucosa dello stomaco o che possono aumentare la produzione di acido gastrico. Stesso discorso vale per il caffè, anche quello decaffeinato, e per tutte le bibite contenenti caffeina. Il latte ha un effetto benefico immediato, ma dopo il sollievo iniziale può causare una veloce ricomparsa dei sintomi.
Gli alimenti grassi, ma anche l’alcol e la cioccolata tendono a far refluire i succhi gastrici, mentre gli alimenti troppo caldi o troppo freddi e i cibi salati tendono a creare un surplus di secrezione gastrica. Evitare un’alimentazione sbilanciata, troppo ricca di grassi, proteine e povera o priva di carboidrati.
Alimenti Consigliati in Caso di Helicobacter Pylori
Sono consigliati: frutta e verdura, che con il loro potere alcalino possono contrastare l’ipersecrezione acida, ortaggi, come le patate, e legumi. Sì agli acidi grassi polinsaturi, di tipo omega3 e omega 6, poiché sono precursori delle prostaglandine che regolano il processo infiammatorio con effetti protettivi nei riguardi delle mucose, in particolare quelle gastriche.
Un altro consiglio è quello di masticare molto lentamente per favorire la digestione, perché come abbiamo detto, quando ci troviamo in presenza di ulcera la digestione non viene effettuata in maniera opportuna da parte dello stomaco, e il cibo resta di dimensioni grossolane. Occorre programmare i pasti in modo che lo stomaco non rimanga vuoto per troppo tempo e fare più piccoli pasti nell’arco della giornata.
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Pasti abbondanti vanno evitati: meglio fare più pasti piccoli e frequenti durante il giorno, piuttosto che un unico pasto abbondante. Cibi ricchi di vitamina C e zinco aiutano la riparazione dei tessuti danneggiati e supportano la funzione immunitaria.
Tabella riassuntiva: Cibi da Evitare e Cibi Consigliati
| Cibi da Evitare | Cibi Consigliati |
|---|---|
| Caffè (anche decaffeinato), tè, alcol, bevande gassate | Frutta e verdura |
| Spezie piccanti, cibi fritti, alimenti grassi e zuccherini | Ortaggi (patate, legumi) |
| Cibi in scatola, insaccati, formaggi grassi e cibi affumicati | Acidi grassi polinsaturi (Omega 3 e Omega 6) |
| Agrumi, pomodoro | Cibi ricchi di vitamina C e zinco |