Dieta per Ipertiroidismo: I Consigli del Dott. Mozzi

La tiroide è una ghiandola endocrina situata alla base del collo, la cui efficienza influisce significativamente sul consumo di energia del nostro corpo, regolando temperatura, ritmo cardiaco, sistema nervoso, apparato digerente, tono, e la salute della pelle. Anche la gravidanza rappresenta una fase delicata, durante la quale la tiroide lavora intensamente per fornire al feto gli ormoni necessari per lo sviluppo neurologico e psicomotorio.

Dopo i 60 anni, una percentuale significativa della popolazione è colpita da ipotiroidismo (10-15%) o ipertiroidismo (1-3%). In questo complesso sistema biologico, alterazioni in una parte possono causare contraccolpi imprevisti in altre.

La tiroide è composta da follicoli con pareti di epitelio cilindrico e un lume riempito di tireoglobulina, una sostanza proteica. Lo iodio, essenziale per la funzione tiroidea, viene assunto attraverso il cibo, circa 150 microgrammi al giorno. La sintesi degli ormoni tiroidei è controllata dal TSH (ormone tireostimolante) secreto dall'ipofisi, che si lega al recettore TSHr sulle cellule follicolari. Gli ormoni tiroidei regolano il flusso di TSH e TRH tramite un meccanismo di feedback negativo, mantenendo adeguati i livelli di T4 e T3 in circolo, con il T3 come forma attiva.

Secondo il Dott. Mozzi, l'infiammazione è un fattore chiave nella patologia tiroidea e l’alimentazione gioca un ruolo cruciale. Ricapitolando, gli alimenti "ideali" per chi ha patologia tiroidea sono le proteine della carne, del pesce ( soprattutto crudo) , le uova e le verdure , specialmente i radicchi, le catalogne, finocchi, scarole, cipolle, bi radici amare, ecc.I legumi devono essere adatti al gruppo sanguigno, ben sciacquati e ammollati e cotti fino a raggiungere il giusto grado di consistenza, l’indicazione di massima è quella di “ testarli”, soprattutto per la frequenza nel consumo : qualcuno li può consumare anche quotidianamente, in dosi congrue, qualcuno solo alcune volte alla settimana, qualcuno molto sporadicamente, in tutti i casi ognuno deve sperimentare la propria tolleranza individuale.

La Dieta del Gruppo Sanguigno 0: I Consigli del Dott. Mozzi

Il Dott. Mozzi, seguendo le orme del Dr. D'Adamo, propone una dieta basata sul gruppo sanguigno, sostenendo che ogni gruppo ha esigenze dietetiche specifiche. La dieta del gruppo sanguigno si tratta di un regime alimentare volto al raggiungimento del migliore stato di salute, per cui è adatta a tutti quanti, sia persone sane, sia soggetti con patologie più o meno gravi. Questo regime alimentare è adatto a qualsiasi età; va bene per adulti, anziani, bambini e anche per le mamme in gravidanza e in allattamento. Relativamente alle donne in allattamento e in gravidanza, il dottor Mozzi da alcune indicazioni molto utili nella video-puntata di Telecolor dedicata proprio a questo delicato argomento.

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Secondo questa teoria, il gruppo 0, il più antico, trae beneficio da un'alimentazione ricca di proteine animali, simile a quella dei cacciatori paleolitici. Le persone di gruppo 0 che seguono un’alimentazione scorretta, nel tempo possono manifestare diversi problemi di salute, più o meno gravi, che vanno da un semplice mal di testa, a disturbi digestivi cronici, fino a malattie di natura autoimmune e al cancro. Va inoltre detto che le persone di gruppo sanguigno 0 hanno un sistema immunitario estremamente reattivo, per cui in caso seguano una cattiva alimentazione i sintomi di malessere possono manifestarsi in tempi molto rapidi. In compenso hanno anche una capacità di recupero altrettanto rapida.

Seguendo questo regime alimentare darai modo al tuo organismo di rinforzarsi, sviluppando le sue normali difese immunitarie. Ciò ti permetterà di evitare molti problemi di salute e di curarli nel modo migliore qual’ora ne soffrissi già.Ecco dunque una lista degli sport per il gruppo sanguigno 0, ritenuti dal Dott. Ti sembrerà strano, ma c’è una stretta correlazione tra gruppo sanguigno e personalità. Negli anni infatti sono stati fatti diversi studi che dimostrano come dal gruppo del sangue dipenda anche il carattere della persona.

Secondo questa dottrina gli “O-gata“, ovvero le persone di gruppo sanguigno 0, sono individui che pensano sempre positivo, dal carattere pacifico, generoso, indipendente, flessibile, aperti al mondo e alle novità. Non è dotato di grandi capacità organizzative e non è portato per i lavori di gruppo. Preferisce lavorare per conto proprio e affrontare ogni situazione al momento, quando se ne presenti la necessità. La persona di gruppo zero è anche molto affettuoso ed altruista.

Qui di seguito troverai la tabella con gli alimenti per il gruppo sanguigno 0, così come vengono riportati anche nel libro “La dieta del Dottor Mozzi”.Alimenti benefici: si possono usare quotidianamente. Sono gli alimenti più tollerabili, digeribili, nutrienti e portatori di forza e di energia.Alimenti neutri: sono nutrienti, meno validi degli alimenti “benefici”. Verificarne sempre la tolleranza e la digeribilità.Alimenti nocivi: sono i cibi da evitare, in quanto dannosi. Il dott. Mozzi consiglia di mangiarli il meno possibbile, o solo in alcune occasioni.

Seguire la dieta del gruppo sanguigno 0 ti darà modo di ritrovare e mantenere il migliore stato di salute, raggiungere il peso-forma, migliorare le tue performance sportive e prevenire, nonché migliorare/curare, tantissime patologie, spesso anche di grave entità.Il fattore Rh (Rhesus) è fondamentale quando bisogna effettuare una trasfusione di sangue. Invece una persona di gruppo 0 Rh- (negativo), che tra l’altro è anche più raro, può ricevere una trasfusione di sangue solo da altri gruppo 0 Rh-. Il fattore Rh è invece ininfluente quando si parla di alimentazione. Avremo dunque che la la dieta del gruppo zero è identica sia per le persone di gruppo 0 positivo (Rh+), sia per quelle di gruppo 0 negativo (Rh-).

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L’unico appunto, che ribadisce in varie circostanze anche il dott. Per le persone di gruppo sanguigno 0 le proteine della carne sono fondamentali. Secondo il Dr. Peter J. Dello stesso avviso è anche il Dott. Mozzi, che considera la carne come il “carburante principale” per il corretto funzionamento dell’organismo di un gruppo zero, apportando energia sia fisica che mentale. Il Dott. Le proteine della carne costituiscono la migliore misura preventiva contro l’obesità, aumentano la massa muscolare e permettono di bruciare più efficacemente i grassi.

Inoltre sono sconsigliatissime tutti le carni affumicate e in generale impanate e fritte. Contenendo iodio, il pesce è molto utile per preservare e ristabililire la salute della tiroide. Il Dott. I vegetariani di gruppo 0, che proprio non ne vogliono sapere di tornare a mangiare carne (scelta comunque sconsigliata), dovrebbero per lo meno sforzarsi di consumare del pesce 4-5 volte a settimana. Lo stesso naturalmente vale anche per i vegani, il cuo stile alimentare è diametralmente opposto a quello consigliato dal Dott. Mozzi e dal Dr. Sconsigliato il pesce fritto, affumicato e impanato e predilige il pesce al naturale piuttosto che in scatola.

Sei sei di gruppo zero dovresti tenerti lontano da latte e derivati, poiché il tuo organismo non riesce a metabolizzarli bene. Oltre a provocare un aumento di peso indesiderato (il latte gonfia e trattiene liquidi) bere latte o mangiare formaggi (o altri derivati) può essere causa di infiammazioni, affaticabilità. Secondo l’esperienza del Dott. Mozzi, i latticini sono anche responsabili dello sviluppo di molti Tumori, tra cui i più importanti sono quelli al seno, all’utero e all’ovaio nella donna e il cancro alla prostata per l’uomo. Alcuni latticini come la mozzarella e la feta sono meglio tollerati, ma andrebbero consumati solo ogni tanto e mai tutti i giorni. Per star tranquilli il si consiglia comunque di evitare tutti i latticini, in particolare vanno completamente tolti dalla dieta in caso di tumori all’utero, ovaio, mammella e prostata.

Non sempre i grassi vegetali sono ben tollerati dalle persone che appartengono a questo gruppo sanguigno. Per esempio l’olio extravergine d’oliva, anche se sul libro viene considerato un’alimento neutro, ad alcune persone può dare dei problemi. Lo stesso Dott. L’olio meglio tollerato e consigliato dal Dott. Mozzi nell’alimentazione del gruppo 0, è invece l’olio di vinaccioli (olio di semi d’uva). Peter J.

La frutta secca costituisce una fonte complementare di proteine e acidi grassi (Omega-6 ed Omega-3), oltre che di vitamine e sali minerali. Sono ottimi soprattutto come spuntino o consumati a colazione. Il Dott. Mozzi sottolinea come spesso, consumare 2-3 mandorle o nocciole, sia un valido aiuto per combattere la tosse, il mal di testa, il naso tappato e il tremitio delle mani. Però attenzione a non esagerare con la frutta secca, perché un consumo eccessivo potrebbe essere causa di emorroidi infiammate ed herpes labiale.

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Per gli amanti del latte e dello yogurt vaccino, i derivati della soia potrebbero essere un alternativa decisamente più salutare. Bisogna comunque precisare che la soia resta un’incognita, dato che questi legumi e tutti i suoi derivati non sempre vengono ben tollerati dalle persone di genotipo 0. Per cui la compatibilità è da testare singolarmente. Tuttavia legumi, oltre alle proteine, contengono anche una discreta quantità di carboidrati (amidi), ma a differenza dei cereali, non producono un aumento del peso, non causano picchi glicemici, non aumentano la pressione e non causano un aumento del colesterolo. Per questo motivo il Dott. Si sconsiglia di combinare i legumi con latticini, frutta e cereali.

Cereali, amidi e soprattutto glutine, sono il vero tallone d’achille delle persone di gruppo 0. Tra tutti il peggiore è il frumento, ma anche mais, orzo, kamut e altri (specialmente quelli che contengono glutine) hanno considerevoli effetti negativi sulla salute di queste persone. Inoltre un consumo sconsiderato e costante di cereali può essere causa di fenomeni infiammatori, patologie della tiroide, del fegato e dei reni. Sempre meglio evitare i farinacei a cena, soprattutto con l’avanzare dell’età. Essi tendono ad alzare pressione, colesterolo, glicemia e peso. Il grano saraceno è meglio evitarlo d’estate. La quinoa è un elemento molto valido, ma se ne sconsiglia l’uso sotto i due anni, per madri in allattamento e si consiglia di mangiarla sempre ben cotta.

Le verdure sono una fonte preziosa di vitamine, sali minerali, antiossidanti e fibre. Le persone di gruppo 0 hanno un sangue più fluido rispetto agli altri gruppi sanguigni, per cui sono più soggette di altre a problemi di coagulazione del sangue. Per questo motivo dr. Peter D’Adamo consiglia un maggior consumo di verdure a foglie verdi, ricche di vitamina K, come il cavolo verza, gli spinaci e le cime di rapa. Alcune alghe marine, che rappresentano le verdure del mare, possono essere un valido aiuto per i soggetti di tipo 0. E’ meglio evitare l’aglio se si manifestano infiammazioni all’apparato digerente. Evitare carciofo lattuga e spinaci se si è stato sottoposto all’asportazione della cistifellea.

Il problema della frutta è il fruttosio, uno zucchero che sembra essere poco tollerato nella stagione fredda, con ripercussioni soprattutto sulle articolazioni e sui muscoli ( dolori muscolari e articolari, cervicale, mal di schiena, tendinopatie, gomito del tennista, tunnel carpale, artrite, artrosi, ecc.). Si consiglia di consumare la frutta di stagione. Non va mai combinata con cereali, farinacei e legumi.

I chiodi di garofano sono fonte di eugenolo, particolarmente indicato contro le ulcere. L’elevata acidità dei succhi gastrici caratteristica delle persone di tipo 0, può comportare il rischio di irritazioni e ulcere allo stomaco. In quest’ambito la liquirizia può risultare decisamente benefica poiché contiene delle sostanze che esplicano un’attività protettiva e antispastica sulle pareti dello stomaco. Gli estratti e la radice di ortica è utile in caso di prostatite e ipertrofia prostatica, inoltre sembra possedere un interessante lectina capace di agglutinare e aggredire il fungo Candida albicans.

I dolci senza zucchero sono i peggiori, perché in realtà non esistono e contengono altri tipi di zuccheri (edulcoranti) molto peggiori del normale saccarosio. Sono poche le bevande che il soggetto di tipo 0 può assumere liberamente. Vanno bene il caffè di cicoria, il tè verde (molto leggero), il karkadè e alcune tisane alle erbe. Un po’ di vino non è controindicato, tuttavia sarebbe bene evitare i vini troppo ricchi di solfiti, o con gradazioni elevati. Il caffè è controindicato perché esalta l’acidità gastrica, un effetto di cui il soggetto di gruppo sanguigno zero non ha proprio bisogno. Inoltre caffè e tè nero andrebbero evitati perché causano un innalzamento della pressione, tachicardie, aritmie, disturbi del sonno e irritabilità. Il caffè d’orzo è comunque sconsigliato, perché contiene glutine. Il vino è meglio evitarlo alla sera. Il dottor Mozzi consiglia di utilizzarlo al posto dell’olio per cucinare.

La colazione è forse il pasto più problematico per chi vuole seguire la dieta del gruppo sanguigno, specie se di gruppo 0. Tra la lista degli alimenti da evitare troviamo infatti i cibi che più comunemente fanno parte della tipica colazione all’italiana: il latte, lo yogurt, il tè nero, il caffè e soprattutto il frumento (e in generale tutti i cereali contenenti glutine). Inoltre il dott. Mozzi ci ammonisce sulla combinazione tra cereali e zuccheri che, se abbinati nello stesso pasto, possono portare serie problematiche digestive (un esempio concreto è la pancia gonfia) e nel tempo anche disturbi più seri. Quindi, qual’ora avessi pensato di sostituire le fette biscottate classiche, con quelle senza glutine (per esempio a base di farina di riso) per poi spalmarci sopra un po’ di marmellata o del miele, ti consiglio di abbandonare subito l’idea.

Quindi cosa mangiare a colazione? Un’ora prima di fare colazione, il dottor Mozzi ci consiglia di bere 1-2 bicchieri di acqua tiepida a stomaco vuoto. E’ un abitudine salutare per regolarizzare l’intestino e migliorare la digestione del successivo pasto. Poi si può andare a lavoro, fare sport o quello che vogliamo e mangiare quando ci viene fame, facendo per esempio uno spuntino a metà mattinata con della frutta secca (noci, nocciole, mandorle, ecc..) e poi direttamente pranzo. Chi è abituato a fare colazione la mattina appena sveglio, può comunque continuare a farla senza problemi. Va però detto che la colazione ideale per le persone di tipo 0 è quella salata, in quanto le persone di gruppo 0 sono meno tolleranti nei confronti dello zucchero e soprattutto nei confronti del fruttosio, lo zucchero contenuto nella frutta e anche nel miele.

Questi sono solo alcuni esempi pratici di colazione dolce e salata per il gruppo 0. Vediamo ora un po’ di ricett...

Alimenti per la Tiroide: I Consigli Generali

Per il benessere della tiroide, è fondamentale includere nella dieta alimenti ricchi di iodio, selenio e antiossidanti. Perché la tiroide lavori bene, porta in tavola i cibi giusti: alghe, funghi, cereali e verdura fresca di stagione. Così non accuserai stanchezza, cali di energia e debolezza. Dici gozzo e pensi subito a una malattia d’altri tempi. Invece l’ingrossamento della tiroide è un problema che ancora oggi interessa (seppure in forma lieve) il 10% della popolazione italiana. Troppa. Soprattutto se consideri che basterebbe portare in tavola più cibi ricchi di iodio (a cominciare dal sale iodato), ma anche di selenio e antiossidanti, per mettere la tiroide, importantissima ghiandola endocrina, nelle condizioni di lavorare al meglio.

«Il gozzo è quasi sempre la conseguenza di un insufficiente funzionamento della tiroide», spiega il dottor Pasquale Di Leo, medico specialista in endocrinologia e oncologia a Rionero in Vulture, in provincia di Potenza.«La ghiandola aumenta di volume, spesso in modo impercettibile, per compensare la sua ridotta capacità di produrre gli ormoni T3 e T4, che regolano una serie di importanti funzioni nell’organismo: dal metabolismo alla crescita nel bambino, dalla sintesi delle proteine al battito cardiaco, dalla motilità intestinale al flusso renale, dalla fertilità al trofismo della pelle. Quando la tiroide funziona poco, i sintomi classici sono la stanchezza, la debolezza, la stitichezza, il pallore e la secchezza della pelle, tutti evitabili seguendo una dieta adeguata».

Per sintetizzare gli ormoni la tiroide ha bisogno innanzitutto di iodio. «Il nostro corpo non è in grado di produrlo da solo e bisogna perciò fornirglielo quotidianamente, nelle giuste quantità, attraverso l’alimentazione», precisa il dottor Di Leo, che con la professoressa Lucia Santarsiero, chef e tecnologa alimentare, ha scritto un libro dal titolo significativo La dieta amica della tiroide (Demetra, 16 €).«Il sale iodato è il rimedio migliore per mantenere in forma la tiroide: costa poco ed è un ingrediente facile da usare per condire e cucinare. In 1 g di sale “arricchito” ci sono 30 microgrammi di iodio, pari a un quinto dei 150 indicati come fabbisogno giornaliero per la popolazione adulta (ai bambini ne servono da 90 a 120 mcg e alle donne in gravidanza 200 mcg). Ma non bisogna abusare del sale: se consumato in eccesso, può infatti causare ritenzione idrica, affaticare i reni, aumentare la pressione sanguigna e danneggiare la salute del cuore e delle arterie».

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) raccomanda di non superare i 5 g al giorno di sale, comprendendo in questa dose anche quello naturalmente presente negli alimenti.«Per garantire alla tiroide lo iodio di cui ha bisogno non possiamo perciò avvalerci solo del sale arricchito (dovremmo usarne giusto 5 grammi), ma inserire nel menu altri cibi che contengono l’indispensabile micronutriente», chiarisce la professoressa Santarsiero. «Tra questi le alghe, il pesce, il latte e le uova, mentre la frutta e la verdura ne contengono dosi minime. Le alghe vanno però utilizzate con attenzione, per evitare di stimolare troppo la tiroide passando da una situazione di ipo a una di iperfunzionamento. Pochi grammi di nori e pochi centesimi di grammo di kombu bastano per coprire l’intero fabbisogno giornaliero».

Oltre allo iodio, a tavola non devi farti mancare il selenio. «La tiroide ne contiene una quantità (per grammo di tessuto) maggiore di ogni altro organo», precisa il dottor Di Leo. «Questo micronutriente serve per difendere le cellule dallo stress ossidativo. Se non ne assumiamo a sufficienza, il suo deficit (combinato con quello dello iodio) comporta un aumento del danno a livello del tessuto tiroideo, con progressiva fibrosi della ghiandola e insorgenza di ipotiroidismo».

Aggiunge la professoressa Santarsiero: «Le migliori fonti di selenio sono broccoli, funghi, cavoli, sedano, cetrioli, cipolle, aglio, ravanelli, lievito di birra, granaglie, pesce, alghe e interiora. Questi alimenti vanno tutti consumati preferibilmente crudi, per mantenere intatto il loro contenuto di nutrienti, oppure cotti al vapore, così da minimizzare le perdite».

«Per difendere la tiroide è poi bene fare il pieno anche di vitamine e altre sostanze antiossidanti, mangiando tanta verdura e frutta di stagione, bevendo 1 bicchiere al giorno di vino rosso (se piace) o tisane di karkadè e tè rosso africano e usando per condire l’olio extravergine d’oliva», continua la nostra esperta.«Tra i cibi che sono invece da evitare, soprattutto nei casi di ipotiroidismo conclamato, ci sono quelli che contengono i tiocianati (sostanze prodotte anche dal fumo di sigaretta), che interferiscono con l’assorbimento dello iodio. Occhio quindi all’olio di colza, ai vari tipi di cavolo, alla senape, al rafano, al crescione e al ravanello. E poi a pere, pesche, fragole, mandorle, pinoli, soia, patate dolci e manioca. È infine importante ricordare che il calore distrugge in parte i dannosi tiocianati: meglio quindi mangiare questi cibi cotti o, quando non è possibile, starne alla larga».

Esempio di Menu Settimanale

Ecco un esempio di menu settimanale per fare il pieno di iodio, selenio e antiossidanti, nutrienti essenziali per la tiroide. Si consiglia di utilizzare olio extravergine d'oliva e sale iodato per condire e cucinare.

  • Colazione: Yogurt o latte fresco parzialmente scremato, fette biscottate con marmellata o una piccola porzione di dolce con frutta di stagione.
  • Spuntino: Una manciata di frutta secca (noci brasiliane, noci) o semi oleosi (di chia, sesamo, lino), latte fresco parzialmente scremato o yogurt bianco senza zucchero, una spremuta di frutta senza zuccheri aggiunti o un frutto fresco di stagione.
  • Merenda: Un frutto di stagione e una tisana a piacere.
  • Pranzo: Pasta secca o riso con condimento di pesce, molluschi, legumi, verdure o carne, oppure zuppa di cereali e un secondo a base di pesce, carne, uova o formaggio fresco. Si consiglia di accompagnare con ortaggi o verdure di stagione, crudi o cotti al vapore.
  • Cena: Minestre brodose, creme di verdura, riso cotto al vapore o zuppa di legumi, oppure un secondo a base di pesce, molluschi, carne, uova o formaggio fresco. Si consiglia di accompagnare con insalata mista o verdura cotta e frutta di stagione.

Ricette Ricche di Iodio:

Risotto con vongole, gamberi e lime

Ingredienti per 4 Persone 280 g di riso Carnaroli, 300 g di gamberi, 300 g di vongole veraci, 100 ml di spumante secco, 30 g di burro, 4 cucchiai di olio evo, 1 spicchio d’aglio, 1 lime, 1/2 cipolla, 1 mazzetto di prezzemolo tritato. Per il fumetto di gamberi: 2 l di acqua, 1 costa di sedano, 2 carote, 1/2 cipolla, teste e gusci dei gamberi e sale iodato.

Metti tutti gli ingredienti per il fumetto in una pentola. Fai cuocere per almeno 30 minuti, filtra e tieni da parte. Cospargi con l’olio un tegame a doppio fondo e fai soffriggere uno spicchio d’aglio schiacciato, le vongole (già fatte spurgare) e del prezzemolo tritato. Sfuma con metà dello spumante secco e chiudi con il coperchio fino a quando le valve dei molluschi non si saranno schiuse. Recupera il fondo di cottura, filtra e unisci al fumetto di gamberi. Tieni da parte le vongole. In una casseruola con un po’ di olio e una parte del burro fai imbiondire 1/2 cipolla tritata; aggiungi il riso e lascialo tostare. Sfuma con il restante spumante e versa, a poco a poco, il fumetto preparato. A metà cottura aggiungi i gamberi sgusciati e termina insaporendo con succo di lime. Manteca con il rimanente burro e servi decorando con le vongole con guscio, alcune code di gamberi e prezzemolo.

Impepata di cozze allo zenzero

Ingredienti per 4 Persone 1 kg di cozze fresche, 300 g di pomodorini datterini, 4 cucchiai di olio extravergine d’oliva, 100 ml di vino bianco secco, 4 crostoni di pane fresco di Matera Igp (o altro tipo di pane casereccio), 2 spicchi d’aglio, 1/2 peperoncino, 1 cucchiaio di prezzemolo tritato, 1/4 di cucchiaino di zenzero in polvere, sale fino iodato, pepe.

Pulisci e lava le cozze e taglia in quattro i pomodorini. In una padella, fai soffriggere nell’olio 1 spicchio di aglio schiacciato, il prezzemolo e il peperoncino a pezzetti. Aggiungi le cozze, copri con un coperchio e aspetta che si schiudano. Sfuma con il vino bianco, lascia evaporare e unisci i pomodorini; aggiusta di sale e pepe e completa con una spolverata di zenzero. Servi l’impepata contornando con i crostoni di pane passati sulla piastra e strofinati con lo spicchio d’aglio che è rimasto.

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